Società e Cultura

Un ladro in casa

Ladro scassinatore

Ladro scassinatore

Una mattina, io (Pietro) mio fratello e Margherita,siamo andati a casa dei nostri amici.
Quando siamo arrivati ci hanno accolti bene.
Con i bambini di nome Martina e Leonardo abbiamo fatto un milione di giochi .
La loro mamma di nome Francesca ci aveva detto che il pranzo era servito,allora noi siamo scesi e c’era un pranzo da re.
Dopo pranzo i genitori erano andati a vedere una casa ,che era abbastanza lontana, mentre i nostri amici giocavano io e Margherita siamo andati a giocare al parco solo noi due.
Mentre noi eravamo tornati dal parco qualcuno ci ha telefonato allora noi abbiamo risposto e hanno attaccato, e questo è successo per 4 volte allora la ragazzina che ci abitava ci ha detto che erano i ladri,allora noi eravamo preoccupati e spaventati.
Allora mio fratello Diego è andato a vedere alla finestra è ha visto i ladri che entravano allora lui ci ha avvisati ,allora siamo andati in garage perché lì si può andare in giardino,però loro erano proprio lì, allora siamo andati su tutti impauriti allora abbiamo provato a telefonare ai genitori ,ma il loro telefono era spento,allora siamo andati in cucina a vedere alla finestra e li abbiamo visti aprire la porta allora siamo andati giù e siamo andati nel bagno turco almeno non ci potevano vedere.
Allora siamo andati a prendere i bastoni di ferro,e siamo andati a picchiarli e abbiamo chiamato la polizia e li hanno arrestati così i nostri genitori non lo hanno mai saputo.

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Un ladro in casa

Whitney Huston

foto di Whitney Huston

foto di Whitney Huston

La morte della regina del pop: Whitney Huston

Nata il 9 agosto 1963 in una cittadina americana, cominciò a cantare per passione, perchè sua madre cantava in un coro di chiesa e perchè la sua madrina, Tina Turner, era e lo è ancora molto famosa.

Huston fece un film che ebbe un grande successo intitolato Bodygard. Purtroppo l’11 febbraio 2012 ci ha lasciato a causa di una malattia chiamata overdosi e ha lasciato   nel cuore di tutti un grande dolore.

Ma le sue canzoni rimarranno nel tempo come un ricordo indelebile.

Grazie di cuore.

A cura di Clotilde, Sofia, Eva e Ginevra

 

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Whitney Huston

Che cos’è il bullismo?

Il bullismo è una forma di aggressione che si verifica soprattutto nell’età minorile.
Dopo i due interventi del vigile Valentino abbiamo scelto di presentare il bullismo maschile e femminile, che hanno sintomi diversi:
A) Bullismo maschile:
Il bullismo maschile si basa sulla forza fisica, picchiando quelli più deboli e non capaci di difendersi da soli.
Un ragazzo vittima di bullismo ha dei certi sintomi:
1) non vuole più mangiare o mangia troppo
2) non dorme bene
3) non vuole uscire di casa
4) si sente un gran vuoto dentro di se
5) non parla più con nessuno
6) si isola non vuole stare con nessuno
B) Bullismo femminile:
Il bullismo femminile, invece, è basato sul prendere in giro gli altri pettegolandoci sopra. Ci sono pochi sintomi, eccoli:
1) ti senti brutta
2) non sai con chi parlare
3) ti tieni tutto dentro
4) ti senti sola
A cura di Claudia, Flavia, Ginevra e Laura

Riflessioni sul bullismo
Mi ricordo che alle elementari una volta a settimana andavamo nel giardino dietro la scuola, per far giocare a calcio i maschi . Un giorno il maestro Pietro voleva far partecipare tutti i maschi .
Ma c’erano alcuni ragazzi che si sentivano “GRANDI CAMPIONI” e non volevano far giocare quelli meno bravi. Però il maestro insistette e alla fine anche gli altri bambini cominciarono a giocare. Ma i “GRANDI CAMPIONI” prendevano in giro gli altri, così uno di questi smise di giocare dandola vinta ai prepotenti.
A cura di Lucia

La parte che mi è rimasta più impressa è stata quando il vigile Valentino è venuto a scuola per parlare di bullismo. Ci ha spiegato le cose che può fare un bullo e che possono essere molto cattive. Ci ha spiegato che quando sei vittima di un bullo dopo non mangi più come prima, non dormi più bene e hai paura di andare a scuola ecc… Tutte cose che fanno venire voglia di aggredirlo.
Spero che non mi succeda personalmente.
A cura di Adrian

Io non sono mai stata vittima di atti di bullismo, ma mia mamma psicologa mi ha raccontato uno dei suoi tanti casi.
Un ragazzino, a scuola venne circondato da un gruppo ragazzi più grandi e più forti di lui e gli chiesero di dire ad alta voce che lui era “gay”. Lui che non sapeva il significato di questa parola lo disse, e tutti i suoi compagni si misero a ridere. Questo ragazzo ebbe tutti i problemi di cui ha parlato il vigile Valentino. Non voleva andare più a scuola e non aveva più fame.
A cura di Eva

Io, fortunatamente, non sono mai stato una vittima del bullismo e non penso nemmeno di averne visto atti.
L’unico ragazzo che più che un bullo è prepotente è un mio compagno delle elementari, infatti se per sbaglio il tuo piede batteva contro il suo veniva e ti tirava un calcio apposta.
La cosa che mi ha colpito di più dell’intervento del vigile Valentino è che i bulli maschi feriscono fisicamente mentre i bulli femmine feriscono psicologicamente perchè se uno ci pensa è vero il maschio arriva lì e ti tira un pugno o un calcio mentre la femmina ti ferisce a parole su discorsi che a te fanno male (psicologico).
Secondo me fanno più male le femmine perchè se uno ti ferisce psicologicamente ti rimane per tutta la vita mentre le vittime dei maschi anche se un po’ vengono feriti psicologicamente, il segno e il male della botta passa.
A cura di Tommaso C.

Oggi si nota che da un lato i ragazzi sono sempre più arrabbiati, spesso aggressivi; il bullismo è  un comportamento aggressivo, è  sempre più diffuso tra i giovani e anche tra bambini della scuola elementare. I bulli puntano su persone timide, e più deboli degli altri.
I bulli in genere sono le persone che hanno problemi famigliari, oppure troppo seguiti dai genitori.
Oggi si nota che da un lato i ragazzi sono sempre più arrabbiati, spesso aggressivi; dall’altro sono però emozionalmente fragili, bisognosi di protezione. Il bullismo è da combattere radicalmente per poter crescere in armonia con se stessi e con gli altri, solo se si riuscirà a superare questo tanto diffuso bullismo avremo  una società migliore.
A cura di Linda, Lucrezia  e Barbara.

Io non ho mai visto, fatto, o ricevuto atti del bullismo, ma se ne sente parlare in continuazione alla televisione.
Dei ragazzi, che prendono in gioro altri ragazzi che hanno qualche problema; spesso chi compie queste azioni li fotografa e li riprendono, da mettere poi, su internet; per farli sentire  ancora più diversi dalle altre persone.
Comunque, secondo me chi provoca problemi tramite il bullismo, lui per primo, ne ha o ne ha avuti in passato.
E invece di aprirsi e parlare con le persone a lui più care si sfoga con gli atti del bullismo anche se non migliora le cose.
A cura di Simone e Tommaso N.

Io sono stata vittima di atti di bullismo da un mio compagno di classe.
Tutto incominciò nell’ora di ginnastica, all’inizio mi dava dei pugni molto forti e così lo dissi alla prof.ssa che lo sgridò. Mi avevo fatto male perchè all’ora di musica mi disse negra, lo dissi alla prof.ssa che lo sgridò un’altra volta. Ma così peggiorai le cose perchè si arrabbiò di più.
Mi dava più pugni e mi offendeva di più. Dopo qualche mese incominciò ad essere meno offensivo e a non darmi botte; alla fine dopo un lungo tempo siamo diventati un po’ amici. Adesso mi da ancora un po’ noia ma non come prima.
La mia conclusione è che tutti possono cambiare anche i bulli.
A cura di Clotilde

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Che cos’è il bullismo?

Frasi sull’amicizia

– Mi ricordo che in giardino ci sedevamo su un muretto, immaginavamo il mondo come se ci fossimo solo noi due e andavamo dappertutto.
– Mi diverto molto con i miei amici mi ricordo quando siamo andati ai giardini e abbiamo giocato a nascondino, non mi sono mai divertita così tanto con quel gioco. A me piacciono moltissimo i miei amici e non li cambierei nemmeno con una montagna d’oro anche se a volte sono insopportabili… Dopotutto sono maschi.
– Degli amici si aprezza la loro diversità non bisogna essere tutti uguali.
– Non è facile trovare tutte queste caratteristiche (simpatia, aiuto…) in una persona e a volte dipende anche dal nostro carattere trovarle.
– Un amico per la pelle vuoldire che lui o lei è come una sorella o un fratello. Puoi dire anche i tuoi segreti che non hai mai detto a nessuno perchè di lei/lui ti fidi ciecamente.
– Quando sono triste la mia amica mi soregge e quando sono felice ride con me.
– Secondo me i migliori amici rimarranno sempre i propri genitori che riescono a risolvere i nostri problemi sia grandi che piccoli.
– Un amico c’è sempre quando hai bisogno di una mano e vuoi parlare con qualcuno; un amico ti aiuta sempre nelle difficoltà.
– Secondo me l’amicizia è una cosa importantissima perchè vuol dire fiducia e rispetto per il prossimo.
– La condivisione di tutto, la gentilezza, vivere esperienze comuni, ma sopratutto l’amore. La vera amicizia è caratterizata proprio da questi fattori senza di esse non sarebbe nulla se non una semplice parola da cercare sul dizionario.
– Un vero amico non si vede solo dal carattere che ha lui ma anche se lui, accetta il comportamento che hai tu.
– Quando ti comporti male con un amico è difficile fare pace. Ed è poi difficile trovare un amico capace di perdonare…

A cura di Amina, Francesca, Antonio e Filippo

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Frasi sull’amicizia

Incontri con la Guardia di Finanza sul tema droga

Sono state veramente tante e interessanti le notizie e le informazioni fornite dai rappresentanti della Guardia di Finanza agli allievi della 3F della Scuola Media Dino Compagni.
Gli incontri sono stati due, il 14 e il 16 febbraio U.S. presso la suddetta scuola, e nel secondo, al quale hanno partecipato anche altre classi, gli uomini delle “Fiamme Gialle” hanno portato con loro anche un cane antidroga per mostrare dal vero ai ragazzi, nel piazzale antistante le palestre, come procedono per trovare la droga nascosta. Bisogna ricordare, a tal proposito, che per il cane questo è un gioco. Lo è durante l’addestramento, fatto con l’ausilio di oggetti impregnati dell’odore di droga (ma senza il suo principio attivo), e resterà sempre un gioco per tutta la vita del cane.
I temi trattati nel primo incontro sono stati invece molteplici. Come forse molti sanno la Guardia di Finanza è un Corpo di Polizia, che essendo militarmente ordinato, fa parte integrante delle FF AA (Forze Armate) e quindi partecipa alle missioni militari.
Per mezzo di diapositive e brevi filmati mostrati ai ragazzi nell’aula video con l’ausilio della lavagna elettronica, sono stati elencati i principali compiti di questo Corpo, cioè combattere gli illeciti finanziari, lo spaccio di droga, il gioco d’azzardo, il contrabbando, l’evasione fiscale, la contraffazione del “Made in Italy”, eseguire vigilanza in mare e salvataggi in montagna, concorrere al mantenimento dell’ordine e della sicurezza nel paese e partecipare in caso di guerra come unità ATPI (Anti Terrorismo Pronto Impiego).
Il momento forse più avvincente, quello che ha fatto venire in mente ai ragazzi i film polizieschi e di spionaggio, è stato quando hanno parlato del GOA (Grandi Operazioni Antidroga) dove alcuni elementi di questa unità si infiltrano sotto copertura in organizzazioni criminali supportati dai loro colleghi delle squadre di appoggio che con pedinamenti, intercettazioni telefoniche, raccolte di dati anche tramite informatori, cercano di intercettare grossi quantitativi di droga prima che entrino in Italia.
Nonostante i loro sforzi, stimano di riuscire a bloccarne solo un terzo, mentre il restante “passa” (ricaduta) e si diffonde capillarmente a piramide su tutto il territorio nazionale. Secondo i loro calcoli approssimativi il volume di affari annuo per droga in Italia ammonta e 48 miliardi di euro contro i 35 miliardi di euro “onesti”.
Il discorso si è poi incentrato in modo più specifico sui vari tipi di droga, sulle loro provenienze e sui danni da loro provocati.
Cocaina, eroina, cannabis, hashish, droghe sintetiche provengono da Sud America, Africa, Asia e Olanda e provocano perdita di memoria, abbassamento dei freni inibitori, visioni di mostri e cose irreali, danni alla salute fino ad arrivare alla morte.
Sicuramente toccanti sono state le due testimonianze video finali di Martina e Ciro,due giovani poco più che ventenni ma da molti anni abituali consumatori di droga: stanno cercando di smettere e di disintossicarsi ma il percorso è molto difficile e duro e anche se ce la facessero la droga rimarrà come segno indelebile nella loro vita ed influenzerà il loro futuro per sempre.

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Incontri con la Guardia di Finanza sul tema droga

AL-QAIDA

Al-Qaida è il nome di un movimento paramilitare e terroristico, fautore di ideali riconducibili al fondamentalismo islamico, impegnato in modo militante nell’organizzazione e nell’esecuzione di azioni violentemente ostili sia nei confronti dei vari regimi islamici filo-occidentali, sia del mondo occidentale. È stato guidato, sino alla sua morte avvenuta il 2 maggio 2011, dal miliardario saudita Osāma bin Lāden che si avvaleva della guida ideologica di Ayman al-Zawāhirī (ex medico del Cairo, appartenente a una famiglia di dotti religiosi e di magistrati).

Il simbolo di AL-QAIDA

Il simbolo di AL-QAIDA

I suoi atti terroristici fanno uso di attacchi suicidi e omicidi e ricorrono all’impiego simultaneo di esplosivi su differenti obiettivi. Tali attività terroristiche sono portate avanti o da uomini che hanno prestato giuramento di fedeltà a Osama bin Laden o da chi è comunque legato ad al-Qaida pur senza aver detto giuramento e che non abbiano necessariamente ricevuto uno specifico addestramento in un campo di al-Qaida in Afghanistan o in Sudan. Il gruppo di al-Qaida predica e organizza da tempo, in nome del jihad islamico, inteso nel senso di attacchi terroristici condotti nei confronti di obiettivi occidentali, con l’intento di porre fine all’influenza dei paesi occidentali sui paesi musulmani e con il fine di creare un nuovo califfato islamico. Esso afferma di credere inoltre che ci sia un complotto ebraico-cristiano volto a distruggere l’Islam. La sua filosofia del movimento è stata descritta come “centralizzata nelle decisioni e decentrata nell’esecuzione”. Dopo gli attentati dell’11 settembre si pensa che la leadership di al-Qaida sia diventata geograficamente isolata e che essa abbia lasciato a diversi gruppi di dirigenti locali la conduzione delle azioni terroristiche e l’utilizzo da parte loro del nome di al-Qaida.
Al-Qaida è stata classificata come organizzazione terroristica dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, dalla NATO, dalla Commissione europea dell’Unione Europea, dal Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, dai governi di Australia, India, Canada, Israele, Giappone, Corea del Sud, Germania, Regno Unito, Russia, Svezia, e Svizzera.
Il nome dell’organizzazione deriva dall’arabo qaida che significa “fondazione” o “base” e può riferirsi sia ad una base militare sia a un database. L’iniziale al- è l’articolo determinativo in arabo.
Osama bin Laden spiegò l’origine del nome in una registrazione di un’intervista rilasciata al giornalista di Al Jazeera Taysir Aluni nell’ottobre del 2001.

Attentati
In assoluto il più significativo di tutti gli attentati operati da al-Qaida, è stato il dirottamento di alcuni aerei di linea, fatti schiantare l’11 settembre 2001 contro le Torri Gemelle del World Trade Center di New York e sul Pentagono presso Washington con tutto il loro carico umano, compresi i dirottatori. Osāma bin Lāden ha rivendicato la responsabilità di al-Qaida solo nel marzo del 2002, pur lodando gli esecutori dell’attentato già nell’ottobre del 2001.Altrettanto gravi – pur con un numero di vittime alquanto minore – sono stati gli attentati ai treni di Madrid dell’11 marzo 2004, gli attentati di Londra il 7 luglio 2005 e pochi giorni dopo, il 23 luglio 2005, nell’egiziana Sharm el-Sheikh.

Il leader di AL-QAIDA e L'attentato più grave che ha organizzato

Il leader di AL-QAIDA e L'attentato più grave che ha organizzato

Al-Qaida avrebbe numerosi campi di addestramento e centri di attività sparsi in vari paesi del mondo islamico. Secondo il Daily Times è presente anche in Somalia.

Storia
Al-Qaida è nata come organizzazione di guerriglia al tempo dell’invasione sovietica dell’Afghanistan ma essa non è mai stata aiutata dagli USA: lo ammette persino lo stesso al-Zawāhirī nel suo libro (Al-Zawahiri’s New Book).
È da ricordare comunque che Osāma bin Lāden apparteneva a una delle famiglie più ricche dell’Arabia Saudita e di conseguenza non aveva necessità di richiedere nessun tipo di aiuto economico. Gli USA aiutarono comunque i mujahidin afghani (i cui combattenti solo in parte andarono poi a militare in al-Qaida), favorevoli a tutto ciò che potesse creare difficoltà all’URSS.
Il giorno 2 maggio 2011, ad Abbottabad (Pakistan) è stato ucciso, dal comando americano dei Navy SEAL, Osama bin Laden, capo dell’associazione terroristica, quasi 10 anni dopo gli attentati dell’11 settembre 2001. Gli è succeduto con ogni probabilità il suo braccio destro Ayman al-Zawahiri, notizia confermata il 16 giugno seguente.

Uomini chiave
Oltre a Osama bin Laden e Ayman al-Zawahiri, sono numerosi gli uomini chiave di al-Qaida e sono principalmente:
· Sayf al-‘Adel, 50enne egiziano ex colonnello dell’esercito egiziano e ora capo delle milizie di al-Qaida ricercato per gli attentati alle ambasciate statunitensi del 1998 a Dar es Salaam (Tanzania) e di Nairobi (Kenya);
· Anwar al-Awlaki, yemenita nato nel Nuovo Messico è un imam e predicatore radicale dedito al reclutamento di uomini via internet (ucciso da un drone statunitense il 30 settembre 2011);
· Fazl Abd Allah Muhammad, originario di Moroni (Comore) è il direttore di al-Qaida nell’Africa orientale ed è l’interfaccia con gli Al-Shabaab somali e coinvolto negli attentati alle ambasciate statunitensi del 1998;
· Adam Yahiye Gadahn, americanizzazione di Ādam Yayā Ghadan. Nato Adam Pearlman, è uno statunitense convertito all’Islam che svolge il compito di reclutatore su internet ed è ricercato con una taglia da un milione di dollari dagli USA per tradimento e atti terroristici;
· Sulayman Abu Ghaith, imam del Kuwait nonché predicatore e portavoce sin dal 2000 per Bin Laden;
· Fahd Muhammad Ahmad al-Quso, yemenita responsabile dell’attentato del 2000 contro la nave USS Cole ad Aden;
· Abd Allah Ahmad Abd Allah, egiziano anche lui coinvolto negli attentati alle ambasciate statunitensi del 1998;
· Anas al-Libi, libico ex rifugiato in Gran Bretagna e anche lui ricercato per gli attentati del 1998;
· Ali Sa’id ibn Ali al-Huri, saudita ricercato per gli attenati del 1996 alle Khobar Towers di Dhahran.

Il coofondatore di AL-QAIDA

Il coofondatore di AL-QAIDA

 

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AL-QAIDA

Andiamo a fare un film

                                      La classe 4° b il giorno 12 gennaio, era emozionatissima perché,per una strana idea della maestra di matematica ,con il pulmino è andata al cinema Odeon per fare e capire come si svolge un film.

 Il regista ci ha parlato dei film, creati con i bambini di altre scuole e ci ha spiegato i trucchi  del cinema . Poi abbiamo mangiato, e il regista ci ha spiegato come si realizzavano  gli sfondi del film, anche quello molto divertente. Si stavano avvicinando le due e mezza e per noi era il momento di tornare a scuola.

In questi giorni (16-03-12), è venuto il regista a farci una visita e parlando con le maestre hanno deciso di farci fare un film. Ci ha proposto di trovare un film nel quale ci fosse una scena in cui la classe  sia vuota. Giulia B.- Sara m.-Paola

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Andiamo a fare un film

Shahbaz Bhatti: un martire dei nostri tempi

2 marzo di un anno fa, Islamabad. Per Shahbaz era una giornata come altre e come al solito si stava recando al lavoro, non sapeva ancora che quel giorno un fatto imprevedibile avrebbe spezzato la solita routine, anzi la sua vita. Salì in macchina, come aveva già fatto un milione di volte, ma quella fu l’ultima.
All’improvviso sbucarono fuori un gruppo di uomini armati, i cui intenti erano ovvi: fare vendetta. Vendicarsi di cosa? Della sua dissidenza nei confronti della legge sulla blasfemia in vigore in Pakistan ancora oggi, delle sue idee di cambiamento nei confronti di una tradizione rigida e violenta. Fu assassinato con trenta colpi di arma da fuoco.
Shahbaz era un ministro per le minoranze del governo pakistano, era un cattolico, l’unico cattolico in mezzo a tanti musulmani; lottava affinché chiunque, a prescindere dalla religione, potesse vivere in pace e armonia con tutti.
Una delle leggi che Shahbaz voleva cambiare era appunto quella sulla blasfemia, la quale prevede che chiunque bestemmi venga condannato a morte e spesso questa legge viene ingiustamente usata contro i cristiani, come nel caso di Asia Bibi: una giovane donna cristiana pakistana, che ancora oggi rischia la vita per la sua fede. Facile incorrere nell’accusa di bestemmia per un cristiano che afferma cose diverse dalla religione musulmana.
Vogliamo in questo mese di marzo commemorare la morte di Shahbaz e il sacrificio che lui ha fatto per rendere il Pakistan un posto un po’ migliore anche se ancora c’è tanta strada da fare per rendere pacifica la convivenza tra uomini di culture e religioni diverse.
Niccolò

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Shahbaz Bhatti: un martire dei nostri tempi

Per non dimenticare: chi era Rosa Parks?

Rosa Parks (4 febbraio 1913 – 24 ottobre 2005) era una sartina di colore. Fu importante nella storia dell’uomo per i diritti civili dei neri. Il primo dicembre del 1955, in Alabama, nella città Montgomery, l’autista dell’autobus, su cui si trovava Rosa, le ordinò di cedere il suo posto a un passeggero bianco (perché così voleva la legge di segregazione americana), ma lei rifiutò di alzarsi perché era stanca del lavoro di tutta la giornata.
Questo suo gesto, che sembra piccolo è stato in realtà di grande significato, perché Rosa è diventata così un simbolo del movimento per i diritti civili e un’immagine mondiale della lotta contro la segregazione razziale. Infatti lei quel giorno fu arrestata e da quel momento Martin Luther King, insieme al suo gruppo, lanciò una campagna di boicottaggio degli autobus di Montgomery, per esprimere all’opinione pubblica la protesta dei neri.
Questa protesta durò ben 381 giorni ed ebbe successo. Dozzine di pullman rimasero fermi per mesi finché non fu rimossa la legge che legalizzava la segregazione. Questi avvenimenti fecero iniziare numerose altre proteste in molte zone del paese. Per noi rappresenta un simbolo della discriminazione dei diritti civili dei neri.
Oggi è quanto mai attuale tornare a parlare di lei e di tutta la lotta per l’uguaglianza tra neri e bianchi, poiché accadono avvenimenti gravi che ci fanno riflettere sulla nostra civiltà e sulla nostra convivenza tra uomini diversi.
A cura di Francesco e Neva

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Per non dimenticare: chi era Rosa Parks?

Forme pericolose di dipendenza tra i miei coetanei

Il consumo di alcoolici tra i giovani sta diventando un problema a causa dell’età sempre meno elevata dai bevitori. I giovani d’oggi hanno molti modi di divertirsi dato che in questo momento le nostre città offrono molte varianti di svago. Nonostante questo, attendono il sabato per divertirsi e liberarsi da tutte le tensioni, le noie e le fatiche accumulate nel corso della settimana; tuttavia, nella maggior parte dei casi, è proprio questo il giorno in cui accadono le peggiori stragi dell’intera settimana. Una causa prevalente è il consumo dell’alcool. Gli incidenti stradali del sabato notte, infatti, sono spesso la conseguenza di alcune “bravate” eseguite dai giovani per mostrare al gruppo di amici il proprio coraggio e non farsi emarginare dagli altri.
Solitamente il motivo prevalente è questo, anche se percentuali dimostrano che in buona parte la causa è l’immagine di gioia e dello star bene che provoca l’alcool. Secondo me, per risolvere questo problema, bisognerebbe adottare misure che limitino l’uso dell’alcool tra i giovani, cominciando ad apportare serie modifiche all’interno delle discoteche e sensibilizzare anche le famiglie sul problema affinché i genitori siano più responsabili e educhino e istruiscano i figli rispetto ai rischi dell’alcool.
Sarebbe opportuno ridurre la vendita di bevande alcooliche nei luoghi frequentati dai giovani, e soprattutto intensificare i controlli da parte delle forze dell’ordine sulla vendita vietata di tali prodotti ai minori. Si potrebbe pensare all’introduzione di un bonus per i giovani per acquistare le bibite analcoliche: avere cioè la possibilità di poter consumare a prezzo ridotto le bevande prive di alcool.
Statistiche dimostrano che in Europa il primo bicchiere è stato consumato tra i 12 e i 14 anni. Sono convinta che i proprietari dei locali, se rispettassero le regole sui minori, contribuirebbero a salvare, anche se in modo indiretto, molte vite di giovani. Anche se chiudessero i propri locali ad un’ora più ragionevole perchè tanto si sa che i clienti sono quelli più giovani. Infine credo che la cosa più importante sia una buona educazione da parte di esperti all’interno delle scuole e anche da parte dei genitori che devono trovare aiuto nelle istituzioni.
Da sempre il tema della droga è stato in assoluto il più discusso tra i giovani, che conoscono tutte le conseguenze e le malattie che derivano dall’uso frequente di queste droghe, ma a volte danno loro importanza perché per loro conta più l’apparire che l’essere.
Una cosa, molto strana, e soprattutto che non mi aspettavo, è l’uso delle sigarette tra i liceali, adesso che mio fratello è in I liceo me ne sto rendendo conto. Avevo sempre sentito dire che nei licei tanti ragazzi e ragazze fumano, ma non me l’aspettavo che fosse vero. Ho vari amici che vanno ora in I e II liceo e che hanno iniziato a fumare. Secondo me (e non solo) lo fanno soprattutto per sentirsi più “fighi”, “ganzo” e più grandi. Io so che sanno benissimo quanto il fumo li danneggi, ma per gli amici, per entrare in un gruppo, per frequentare certi ragazzi più grandi di te, si donerebbe anche la vita, come in questi due casi: fumo ed alcol. Bisogna resistere e trovare un modo di aiutarsi tra noi ragazzi a non cadere in questo meccanismo.
A cura di Sabina (3^media)

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