Blog classe 5^B Scuola Primaria Padule

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GALILEO GALILEI

Ritratto di Galileo Galilei con i suoi strumentia cura di Lorenzo Mangani e Georgel Bounegru

Galileo Galilei è conosciuto come il padre del metodo scientifico moderno detto anche sperimentale, perché basato sull’esperienza diretta…
Nato il 15 febbraio del 1564 a Pisa, studiò in questa città e si dedicò con passione alla matematica.
Fu proprio avvalendosi delle conoscenze in questo campo che iniziò uno studio diretto nel mondo.
Nel 1609 fu capace di perfezionare il telescopio inventato da Copernico e con questo strumento di osservazione rivoluzionò l’astronomia confermando in pieno il pensiero e i fondamenti copernicani che affermavano che fosse la Terra a girare intorno al Sole e NON viceversa.
Galileo affermava anche che la Luna fosse simile alla Terra, considerava la Via Lattea composta da una moltitudine di stelle e diceva che Giove aveva quattro satelliti che ruotavano intorno a lui.
Scoprì le fasi di Venere, gli anelli di Saturno e le macchie del Sole.
La sua adesione alla teoria copernicana portò al conflitto con le autorità ecclesiastiche e nel 1633 fu condannato al carcere a vita.
Per la protezione del Gran Duca di Toscana, la pena fu mutata in isolamento,e che egli trascorse nella vita di Arcetri, sulle colline di Firenze. Ma fu costretto a dichiarare che aveva detto il falso (“abiurare”, si diceva all’epoca).
La firma di Galileo GalileiLa condanna fu alleviata poi dal permesso di tenere presso di sé qualche discepolo che divenne poi famoso, come Vincenzo Viviani e Evaristo Torricelli, che continuarono a studiare e a dimostrare scientificamente i principi del maestro.
Quasi cieco, Galileo concepì l’idea di un orologio regolato da un pendolo, invenzione purtroppo mai completata.
Morì ad Arcetri l’8 gennaio del 1642.
Tra gli strumenti di Galileo che sono giunti fino a noi, ci sono due telescopi, un compasso, una lente con cui egli osservò per la prima volta i satelliti di Giove, il termoscopio, rudimentale termometro, e alcune calamite per gli esperimenti di fisica.

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AdminGALILEO GALILEI

FANTASY MUSICALE

Barbapapà strumenti musicalidi Francesca Lunghi

C’erano una volta due regni, il Polo Rock e il Polo Classic.
Nel Polo Rock tutti gli abitanti erano strumenti come: batterie, chitarre elettriche, bassi.
Nel Polo Classic gli abitanti erano strumenti ad esempio: violini, violincelli, chitarre classiche e flauti.
Entrambi i regni avevano i loro sovrani: il Polo Rock, ”Basso il Re un po’ Grasso”; il Polo Classic, ”Violoncella la Reginella”.
Domenic Musicale (un giorno), una chitarra classica “Chitarrina una Cittadina” dal Polo Classic andò dalla sua regina e le chiese:
-Sua maestà Violoncella perché non possiamo andare al Polo Rock a vedere com’è? Chissà se anche loro come fiori hanno i microfoni e tutto il resto!!-
La regina le rispose:
-Mia cara, loro hanno tutto uguale a noi tranne una cosa: gli abitanti e la musica, loro fanno la musica rock da spaccare i vetri e i timpani e poi lì c’è il mio ex marito, quindi di dico di no.-
Intanto al Polo Rock “Spaccavetri” (una chitarra elettrica), si era avviata dal suo re, Basso il Re un po’ Grasso e gli domandò:
-Mia AltezzaBassezza, come mai non siamo mai andati al Polo Classic? Chissà se è bello come me lo immagino!-
Il re rispose:
-Sicuramente è bello quanto da noi, soltanto lì ascoltano solo musica classica, non rock come da noi. Poi la loro regina è la mia ex moglie e non voglio parlarci.-
Spaccavetri aggiunse:
-Sarebbe bello che si diventasse un unico regno e si mischiasse la musica: la chiamerei musica POP.
Non sarebbe fantastico?-
Il re lo guardò male anche se un po’ gli mancava la regina, quindi approvò e due giorni dopo si misero in cammino, lui, Spaccavetri e tutti i cittadini.
Al Polo Classic “Chitarrina una Cittadina” parlò ancora con la regina; anche a lei (la regina) mancava il re quindi anche loro con tutti i cittadini partirono.
Dopo 4 ore di cammino finalmente si incontrarono, il re e la regina fecero pace dopo 3 anni; in tutto il mondo si diffuse la musica.
Spaccavetri inventò la musica POP, un misto di musica classica e rock.
Chitarrina e Spaccavetri si sposarono e dopo tre anni dal matrimonio Chitarrina resò incinta di un bambino: Acustino il nuovo chitarrino.
Era un misto di chitarre:classica ed elettrica.
Quando tutti gli abitanti strumenti morirono diventarono d’uso di una nuova forma di vita: ”GLI UMANI”!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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AdminFANTASY MUSICALE

La vipera

primo piano dei denti di una viperadi Alessia Bertini

Vi vorrei raccontare di un incontro che ho avuto con un piccolo animale dall’apparenza innocua ma se ti morde può farti molto, molto male.
Era una calda giornata di sole e io e la mia famiglia eravamo andati a fare una tranquilla passeggiata sulla stradina davanti a casa mia parlando e ridendo.
A un certo punto sentii un piccolissimo e fine sibilo, mi guardai più volte intorno, ma, non vedendo nulla, feci finta di niente e continuai a camminare.
Lo sentii ancora, ma stavolta era più forte, più vicino, il cuore mi batteva a 1000, lo percepivo vicino, il problema era che non lo vedevo!!
A un tratto vidi una piccola e lunga figura, non troppo lontana da me, era lei che produceva quel fastidioso sibilo, precisamente era una vipera!
Certo avevo un po’ di paura, ma riuscivo abbastanza a trattenermi, però c’era una cosa un po’ inquietante: lei mi fissava, i suoi occhi erano come degli spilli che mi pungevano.
Tra me e me pensavo: che cosa vuole da me? Non mi vorrà mica mordere?
Mentre mi ripetevo queste due domande notai che pian piano la vipera si avvicinava verso di me, anche io camminavo piano, ma dalla parte opposta!
Poi a un certo punto successe una cosa: arrivò un gatto e se la mangiò.
Rimasi lì, come stordita, poi continuai la mia passeggiata come ubriaca.

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AdminLa vipera

Una vacanza particolare

Foto di delfini che nuotano al tramontodi Vanessa Franchi

Un giorno d’estate, verso gli ultimi giorni di agosto, io, la mamma, la zia e un amico siamo andati ad Alghero in Sardegna: ero così felice perché ho preso per la prima volta l’aereo!!!
Quando eravamo ancora a casa ci siamo svegliati alle una e mezzo di notte perché l’aereo partiva alle quattro da Pisa.
Siamo arrivati all’aeroporto e si sono fatti tutti i controlli per salire sull’aereo.
Quando si stava per salire ero felice ma avevo anche un po’ di paura.
Abbiamo sistemato le valige ma, quando l’aereo ha iniziato a muoversi, avevo l’ansia.
Poi c’è stata solo emozione!
Era bellissimo vedere tutto dall’alto ed entrare nel cielo!!
Si è vista anche l’alba che rifletteva sul mare, era stupenda.
Quando siamo atterrati abbiamo preso le valige e siamo andati nell’aeroporto a fare colazione, poi abbiamo portato le valige nell’albergo.
Subito dopo siamo andati a fare il bagno.
Non era proprio spiaggia, eravamo sugli scogli e siamo scesi giù da una stradina nascosta nel bosco, c’eravamo solo noi.
Ci siamo tuffati e quell’acqua sembrava un acquario con tantissimi pesci e stelle marine, era un acqua azzurra blu.
Visto che avevo la macchina per fare le foto sott’acqua, ho fotografato una stella marina.
Era arancione, piccina e, quando la prendevi, era divertente perché ti faceva tutto il solletico sulla mano, si piegava con tutte le zampe…
Dopo un po’ l’abbiamo rimessa in acqua per non farla morire.
Usciti dall’acqua ci siamo asciugati e siamo andati a mangiare dei panini che avevamo in macchina.
Ad un tratto abbiamo visto delle persone che salivano da una stradina e ci siamo andati anche noi.
Era una stradina stretta, ma quando siamo arrivati… C’era l’acqua più azzurra che avessi mai visto, era quasi blu, intorno c’erano delle montagne altissime e, quando guardavi in alto, ti veniva il mal di stomaco.
Ci siamo tuffati e abbiamo iniziato a nuotare, ma quando si è sentito un urlo, si è visto che il nostro amico era stato pinzato da una medusa che gli ha dato la scossa.
Io e la zia ci siamo guardate e si è fatto come nei film sicché abbiamo iniziato a nuotare, poiché eravamo agitate.
Quando siamo arrivate agli scogli il nostro amico ci ha detto che era stato spinto a riva da un delfino con il naso liscio e una coda lunghissima.
Sembrava che quel delfino avesse sentito che era in pericolo e fosse venuto in suo soccorso. Non ho mai saputo se era vero.
Siamo tornati all’albergo e ci siamo fatti un bello spuntino… Che fame dopo quest’avventura.

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AdminUna vacanza particolare

RICORDARE PER NON DIMENTICARE

MAUS: illustrazione di Art Spiegelmandi Tancredi Nociforo

Per ricordare il giorno della memoria!!!

Il ricordo se è triste o felice è sempre triste.
Quando un ricordo è felice per essere triste fa questo: la persona si mette a piangere perché si ricorda di quando era felice, ma anche se è più felice si mette a piangere.
Pensa che bella vita, dopo pensa invece come sarebbe la vita triste, poi le paragona e dice, anzi pensa, questa è la vita, questa è la vita bella.
Dopo si mette a piangere e si accontenta della sua vita.
Invece il ricordo triste è triste: di solito è più triste un ricordo ormai passato che il presente cioé quello che succede adesso.
Perché le cose passate ci fanno più male perché ce ne pentiamo, però…però purtroppo non possiamo cambiare ciò che è stato.
Invece quello che succede sul momento ci fa meno male perché c’è un salvatore: è la speranza, che ci vuol dire che non ci dobbiamo arrendere e che siamo ancora in tempo per cambiare il nostro ricordo.
Questo cambierà anche il nostro pensiero felice e avremo meno a che fare con i pensieri tristi.
Ma se dopo non riusciamo a farcela, in quel momento di fallimento soffriamo molto e quello è il momento peggiore.
Il ricordo ci aiuta a capire come va la vita e come dovremmo vivere scegliendo la strada giusta per viverla.

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AdminRICORDARE PER NON DIMENTICARE

Un incontro con un animale inconsueto

Foto di un bimbo che bacia sul naso un delfinodi Matteo Mori

Un giorno come tutti gli altri, mi ero svegliato nel mio scomodissimo letto.
Svegliai Marco, e la sua famiglia, così andammo in mare con il gommone.
Ah!!! Stavo per scordarmi di dirvi, che siamo in Grecia, a Lefkada.
Mentre andavamo in una grotta, vedemmo una nave con i delfini che gli correvano dietro.
Io mi tuffai andando verso di loro.
E… incredibilmente vennero verso di me.
Io restai là con loro per tante ore, mentre gli altri si annoiavano.
Quando tornammo a casa raccontai al babbo tutto quello che era successo.
Con i minimi dettagli.
Gli raccontai che il delfino aveva due occhioni grossi come due palline da ping-pong.
Una pinna dorsale gigante e belle pinne laterali, piccolissime come un astuccio.
La cosa più impressionante era che era lungo quasi due metri!!!
Il mio babbo disse:
-Figlio mio, se tu hai visto un delfino di quasi due metri, io ne ho incontrato uno di cinque!!!-
Io provai a spiegargli tutto ma lui continuava a ripetere la stessa frase, che suonava come una presa di giro, visto che lui non ci credeva.
Per fortuna io mi ricordai che Andrea, il padre di Marco, mi aveva scattato una foto.
Andai subito a chiedergliela a casa sua: lui me l’aveva stampata e così me l’ha data.
Gliel’ho mostrata al mio babbo, e finalmente lui ci ha creduto.
Così io mi vantai per qualche mesetto di quello straordinario incontro!!!!!!!!!!

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AdminUn incontro con un animale inconsueto

La mummia del faraone

Vignetta mummie: la mummia adulta dice alla mummia piccolina: "Se esci a giocare non allontanarti dalla piramide".di Matteo Mori

Ero in escursione con Indiana Jones in Palestina e si stava provando a trovare una entrata della piramide.
Ad un certo punto chiamai Indiana, ma lui non mi rispose.
Ad un tratto lo sentii gridare:
-È qui, è qui l’entrata, presto, corri!-
Così entrammo, e vedemmo…. una mummia.
All’inizio sembrava paurosa ma poi la guardai meglio e… capii tutto. Con molta confidenza le parlai, lasciando Indiana stupefatto:
-Ciao Greg, come stai?-
E lui mi rispose:
-Sto bene, hai visto che sto ancora facendo il lavoro di spaventare i turisti? Mi riesce bene, vero? Perché questa piramide e queste tombe sono finte, siete dentro un gioco gonfiabile!-
-Ah!!!!!!……- esclamò Indiana Jones- Ecco perché prima ho lanciato un sasso e mi è ritornato indietro, comunque bello questo scherzo!!!!!!

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AdminLa mummia del faraone

Il delfino della Giannella

Disegno di due delfini sotto la luna pienadi Sara Massai

Un giorno d’estate, all’Argentario e precisamente alla Giannella, ero al mare e dovevo andare in barca perché volevamo pescare un tonno.
Eravamo io, la mia mamma, il mio fratello e il mio babbo ed era quasi sera.
Di solito, prima di pescare i tonni, bisogna pescare le guglie perché almeno il tonno vede la guglia, la mangia e lui rimane attaccato all’amo. Allora andammo davanti agli scogli e…
Indovinate chi era che pescava? Stavamo pescando io e il mio fratello.
Il mio babbo mi diceva che bisognava tirare su quando la canna tremava perché voleva dire che la guglia tirava. Però per me la guglia tirava troppo piano, allora non la sentivo.
Dopo un po’, però, e per pura fortuna, ne avevo pescate quattro.
Alla fine dovemmo tirare sulla canna da pesca e mi ritrovai una guglia attaccata all’amo e con quella ero a cinque.
Le abbiamo messe in barca e siamo andati a prendere i tonni.
Ci siamo fermati e il mio babbo a buttato giù la lenza, abbiamo aspettato a lungo e con pazienza ed ad un certo punto la mia mamma ha visto una coda molto grossa, sembrava proprio una coda di tonno.
Dall’altra parte della barca ho visto un delfino con il suo cucciolo mentre un altro che mi passava sotto la barca ed un altro voleva giocare!!!!
Insomma uno spettacolo: invece di pescare tonni avevamo visto dei delfini!!!
Dopo le guglie si sono ributtate in mare e siamo tornati a casa.

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AdminIl delfino della Giannella

Gioca che ti passa

Snoopy gioca a tennisdi Matteo Di Marco

Il gioco che mi piace di più è il tennis, un gioco per me molto appassionante, che ha tante regole ma è anche molto divertente.
Per prepararsi a giocare, ognuno deve essere fornito di: racchetta, pantaloncini con tasche corti o lunghi, dipende dalla stagione. Devi poi avere delle palline da tennis, se non le hai te le danno i proprietari dei campi da tennis. Devi anche essere fornito di scarpe da tennis e cappello, se c’è il sole.
Ora si gioca: si inizia con il riscaldamento. Come il calcio, prima di giocare una partita devi allenarti. Il movimento che devi fare con la racchetta è dal basso verso l’alto colpendo la pallina.
Se sei destro alla tua destra, trovi il dritto, se sei sinistro il dritto lo trovi alla tua sinistra.
Vi spiego il rovescio: il piede sinistro lo sposti a sinistra, impugni la racchetta con due mani e colpisci dal basso verso l’alto, come il dritto, soltanto che nel “colpo dritto” impugni la racchetta con una mano e il piede destro lo sposti a destra.
Vi spiego ora com’è fatto il campo: il campo è attraversato da una rete alta come un banco, poi le altre cose non ve le so spiegare, le vedrete quando andrete a giocare.
Il massimo di persone che possono giocare sono 4, due persone in un campo e due in un’altro.
Si inizia con un servizio.
Come si fa il servizio?
Ve lo spiego subito come si fa: l’obbiettivo è di buttare la palla in un quadrato che si trova nell’altro campo dietro la rete. Devi lanciare la pallina in alto e colpirla sempre dall’alto con la racchetta, se sbagli la prima volta hai una seconda pallina, se sbagli la seconda il punto va agli avversari e questo si chiama doppio fallo.
I punti sono 15, 30, 40 e gioco. Se fai gioco fai un punto, a 6 punti hai vinto.
Questo gioco mi piace per la tattica e lo gioco insieme ai miei amici, al mio babbo e a mio fratello.

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AdminGioca che ti passa