Natura e Ambiente

La primavera

E’ arrivata la primavera!!!

Pochi giorni fa è iniziata la primavera.
Sono finite le brutte e fredde giornate e in men che non si dica, sono cominciate subito quelle belle giornate di sole che piano, piano diventano sempre più calde.
Tutti gli animali stanno cominciano ad uscire dal letargo per ricominciare il loro lavoro quotidiano legato soprattutto a trovare delle scorte di cibo utile per il prossimo inverno, come le api che vanno nuovamente in cerca di nettare e polline per produrre cera e ottimo miele. Il sole esce di casa e riprende a scaldare la Terra  rivestendo di bellissime foglie verdi gli alberi per poi tirare fuori i loro frutti, baciando la  terra che sta per essere ricoltivata per dare vita ai nuovi ortaggi, e facendo fiorire tutti i fiori della stagione. Anche le rondini sono in arrivo  per mettere alla luce i loro piccoli.
Purtroppo pero’ tornano anche quei fastidiosi moscerini che tormentano la nostra povera faccia ed entrano nella bocca, nel naso, nelle orecchie e molto spesso finiscono anche negli occhi o intrappolati nei capelli, insieme alle loro amiche mosche che emettendo il loro  sconvolgente ronzio, e non ci permettono neanche di schiacciare un bel pisolino.
Le giornate si allungano grazie anche all’aiuto dell’ora legale. Finalmente, dopo un lungo e noioso inverno, il tempo ci permette di uscire più spesso di casa, ad esempio possiamo andare a passeggiare, cosa che non farebbe male a nessuno; a biciclettare lungo l’Arno oppure passare qualche ora a chiaccherare con le amiche durante un favoloso pick nick.
Come è bella la primavera!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
A cura di Erica

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La primavera

Il baco da seta

Furono i Cinesi nel III millennio a.C. ad iniziarne l’allevamento.

In Cina nascono infatti i gelsi bianchi su cui le farfalle depongono le loro uova e fin lì arrivò Marco Polo percorrendo la strada verso Oriente poi passata alla storia come “via della seta”.

Portare i bruchi fuori dal territorio cinese era infatti severamente proibito e chi lo faceva era punito con la morte: secondo la leggenda i bruchi furono portati via di nascosto dentro canne di bambù da alcuni monaci.

Bruco di una farfalla notturna,

il bombice del gelso (Bombyx mori) è allevato da millenni perché fornisce la seta. La femmina, dal corpo tozzo e peloso e incapace di volare, depone fino a 500 uova,

da cui si sviluppa il bruco (detto anche “filugello”), che si nutre con straordinaria voracità di foglie di gelso.
Giunta l’ora di diventare crisalide, il bruco costruisce il bozzolo con una specie di saliva che emette dalla bocca e che a contatto con l’aria diventa solida, formando un sottilissimo filo di seta lungo anche 1500 metri!

Con questo filo i piccoli bachi si avvolgono completamente, formando un bozzolo ovale dove restano per un paio di settimane; poi si trasformano in falene ed escono dal bozzolo spezzandolo.
Negli allevamenti, detti bachicolture, i bozzoli vengono trattati con il calore per uccidere le crisalidi, in modo che il filo di seta possa venire recuperato integro.
Il bozzolo viene scaldato in acqua bollente, ripulito e filato in tante fibre che poi vengono intrecciate tra loro per rendere il filo più resistente. I fili vengono infine tessuti e si ottiene la seta: naturalmente la seta grezza è bianca, ma si può colorare secondo i gusti e le necessità.

A cura di Margherita e Giulia

Il ciclo del baco da seta

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Il baco da seta

ANIMALI E AMBIENTI A RISCHIO

                                                                                 
rinoceronte africano

rinoceronte africano

 
Il corno di rinoceronte è stato largamente utilizzato
in passato ma anche ai giorni nostri:
ad esempio in Asia nel periodo dell’epidemia
influenzale di Sars,
perchè secondo alcune
medicine tradizionali (infondate) avrebbe
la proprietà di abbassare la febbre.
 
 
 
 
 
    La tigre indiana sta rischiando l’estinzione
principalmente per tre motivi:l’alta richiesta di prodotti per la medicina cinese,il bracconaggio per la pelle e
per la progressiva perdita del suo ambiente naturale.
Uno di questi splendidi animali al mercato nero
può valere oltre 40 mila euro.
 
 
 
 
 
 
 
                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                    
                                                                                                                                                                

parco nazionale del serengeti

parco nazionale del serengeti

Il Serengeti National Park è uno dei più importanti parchi                                                                                                                                              
nazionale della Tanzania, situato nella parte nord del paese,                                               
nella pianura omonima, tra il lago Vittoria e il confine con il Kenia,                                                              
ha una superficie di 14.763 km².
In lingua swahili serengeti significa “grande pianura”,
infatti l’immensa distesa di erba giallastra e interrotta soltanto
da piccole gobbe tondeggianti (kopje).Il parco è uno dei
più famosi d’Africa e del mondo, grazie anche alla notevole
concentrazione di animali, molti dei quali mammiferi,
 che attraggono ogni anno un gran numero di turisti.
È inserito tra i patrimoni dell’umanità dell’Unesco.
 
 
 
È per questo che dobbiamo salvaguardare l’ambiente, così che tutte le specie naturali e animali possano sopravvivere e non estiguersi.
 
 
Noura & Benedetta
 
 
 
 
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ANIMALI E AMBIENTI A RISCHIO

L’ornitorinco

L’ornitorinco è un mammifero semiacquatico che,come l’echidna,depone le uova ma allatta i suoi piccoli,è un vertebrato.
L’ornitorinco (Ornithorhyncus anatinus) è stato a lungo un bel mistero per gli studiosi: il becco che ricorda quello di un’anatra, l’andatura strisciante tipica dei rettili, la coda piatta come quella dei castori, il pelo idrorepellente simile a quello delle talpe.

 Appartenente all’ordine dei Monotremi, è, insieme ad altre due specie di Echidna, l’unico mammifero a deporre le uova, da cui nascono cuccioli che sono nutriti attraverso le mammelle della madre. Insomma uno strano intreccio che rappresenta forse l’anello di congiunzione tra Mammiferi e Rettili e il cui nome (mono uno solo, trema orifizio) è dovuto alla presenza di una cloca, porzione terminale dell’intestino, nella quale confluiscono sia l’apparato riproduttore che quello escretore.

 L’ornitorinco è un membro dell’ordine dei Monotremi, che comprende 2 altri membri. Questi sono l’echidna a becco lungo e l’echidna a becco corto. Il termine “Monotremi” driva dal fatto che l’echidna e l’ornitorinco usano la stessa apertura per la riproduzione e per eliminare i prodotti di rifiuto, caratteristica che si trova nei rettili. Altro carattero rettiliano è la deposizione di uova.

Davide Ghalati Nabizadeh         Aram Tommaso Paoli

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L’ornitorinco

La neve a Firenze

Le nevicate ,per Firenze, sono eventi quasi straordinari, ma in passato la neve è caduta più volte in città anche con abbondanza, sebbene sempre a molta distanza di anni tra una nevicata e l’altra;è forse per questo molti Fiorentini la vedono come un fatto veramente eccezionale e quasi la temono.
Tra le nevicate recenti rimaste nella memoria della città sono quelle del 1985 dove sono caduti ben 21cm di neve e si registrò una temperatura record di -23°C. Anche il 16 marzo di due annida città fu ricoperta di 12 cm.

Ponte Vecchio in inverno

Ponte Vecchio in inverno

Io,Elèna, vivo a Firenze da sempre e le nevicate che ricordo sono quella di quest’ anno,l’ anno scorso e di due anni fa. La prima alla quale ho assistito l’ ho memorizzata perché il viaggio di ritorno dalla scuola verso casa è durata più di due ore ;la nevicata dell’ anno scorso invece mi ha lasciato un ricordo simpatico perché la scuola rimase chiusa due giorni;quest’ anno invece la neve è arrivata rapidamente e con altrettanta velocità se n’è andata.
Io,Riccardo, vivo da Firenze da pochi mesi quindi l’unica nevicata fiorentina alla quale ho assistito è stata quella del gennaio scorso. Provenendo da Milano per me la neve non è un fatto eccezionale Ricordo che ogni inverno appena la città si imbiancava ,io e i miei compagni di scuola non vedevamo l’ ora di giocare a palle di neve o fare grandi pupazzi.

La Cupola innevata

La Cupola innevata

Noi due, come tanti bambini amiamo la neve perché si può giocare all’ aria aperta oppure sciare,ma per alcuni( per chi deve andare a lavorare e per i senzatetto) comporta vecchi problemi.
Per i meteorologi prevedere la neve a Firenze è una delle cose più difficili perché le perturbazioni possono arrivare nel mezzo della giornata quando la temperatura è già salita sopra lo 0°C.
Perciò il mondo più sicuro (e anche il più meraviglioso )per sapere quando nevicherà e alzarsi la mattina e,aprendo la finestra , per vedere lo spettacolare tappeto bianco che si estende su tutto che si alza fiocco dopo fiocco.

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La neve a Firenze

La neve a Firenze

Ecco com’è Firenze in inverno, con le sue caratteristiche e le sue nevicate. L’aria che si respira è davvero intrigante, e i colori  che la caratterizzano sono fantastici. In questo articolo troverete tutto quello che c’è da sapere su Firenze e nei dintorni, durante l’inverno.

Durante l’inverno a Firenze non nevica quasi mai, ma la mattina fa molto freddo, anche nelle giornate più limpide.

Altre volte le nuvole grigie invadono il cielo, facendo ombra al sole, che non riesce a far arrivare i sui raggi fino a noi, così si abbassa la temperatura.

Gli alberi sono spogli  e in giro si sente odore di smog.

Le strade sono infatti sempre trafficate e in centro ci sono meno turisti, rispetto ai mesi più caldi.

Le colline vicine, sono talvolta ricoperte di neve , ma solo qualche mucchietto qua e là.

Nei giorni particolarmente freddi, può nevicare anche in città, rendendo Firenze davvero magica, con i suoi ponti imbiancati sull’Arno.

Sparite le nuvole, il sole torna a splendere, creando così un bellissimo tramonto che colora tutta la città.

Firenze è davvero bella in inverno, perché i colori che animano il paesaggio sono davvero unici e irripetibili.

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La neve a Firenze

Orche, che killer!

Americani e inglesi la chiamano “killer whale”,balena assassina.E con ragione:nei mari del mondo non c’è predatore più micidiale dell’orca (Orcinus Orca).Tutti gli animali marini,dagli uccelli acquatici alle balene(cucciole),devono stare molto attenti:le orche possono compiere imprese che nessun altro animale marino può realizzare.Nemmeno il grande squalo bianco:il più famoso predatore dei mari che però ha capacità di apprendimento limitate e si muove sempre da solo.Una delle tecniche di caccia più sorprendenti è usata dalle orche che vivono lungo le coste dell’Argentina,in Sudamerica.I cetacei sanno che qui,in estate,nascono leoni ed elefanti marini,che si fermano con i loro genitori sulle spiagge della penisola di Valdez.Così,per sorprenderli,hanno imparato a “fare surf”:si lanciano dentro una grande onda e arrivano fin sulla spiaggia,afferrando la preda con la bocca,per poi trascinarli in mare.

In Antartide le orche fanno una cosa ancora più complicata per catturare le foche sui blocchi di ghiaccio.Viaggiano in piccoli gruppi e mettono la testa fuori dall’ acqua per vedere se ci sono delle prede.Se sorprendono una foca su una lastra galleggiante,alla deriva,una si appoggia al bordo facendola scivolare in acqua, dove viene afferrata dai compagni.E se il blocco di ghiaccio è troppo grande per essere inclinato?Allora più orche nuotano insieme in superficie verso la tavola e poi si immergono di colpo,dando vita ad un’ onda che investe la foca e la butta in mare!!!Se pensate che le grandi balene siano al sicuro,vi sbagliate di grosso:le orche hanno inventato una strategia per mangiarsi anche loro.Di solito prendono di mira una balena con il piccolo.La seguono e la tormentano per ore in modo da poter allontanare da lei il giovane,che spesso è grande come un’ orca adulta.Una volta fuori dalla portata dalle spinte e dalle codate della madre,fanno affogare il piccolo ormai stanco,trattenendolo sott’acqua.Poi,siccome in una balena c’è un bel po’ da mangiare, le cacciatrici si nutrono della parte che preferiscono:la lingua,che nelle balene è enorme e nutriente.
A questo punto potreste credere che per sfuggire alle orche è meglio essere un pesce piccolo.Ma questi predatori hanno sviluppato una tecnica di pesca anche per mini-prede,come le aringhe.Lunghe meno di mezzo metro,nuotano in grandi banchi,che i cetacei scovano con il loro sonar.Prima le radunano facendo cortine di bolle che le spaventano e le spingono a concentrarsi in gruppi sempre più stretti.Poi,alcune di loro passano vicino al banco di pesci e danno fortissimi colpi di coda:l’improvvisa
pressione dell’acqua stordisce le aringhe quel tanto da consentire alle orche di catturarle facilmente con la bocca.

Orca che nuota nell'oceano

Orca che nuota nell'oceano

IL SONAR
Le orche sono dotate di un organo che funziona come un sonar:emette onde sonore che,”rimbalzano” contro gli oggetti e animali,
permettendo loro di individuarli,anche al buio.

LA PINNA DORSALE
Nei maschi adulti può essere lunga fino a due metri,quanto un uomo.Quella delle femmine è più corta,e a forma di falce.

IL COLORE
Perchè le orche hanno quella strana colorazione? Non farebbero meglio ad essere grigie o azzurre,come molti pesci e squali?
Gli scienziati pensano che gli strani disegni dell’orca possano servire a spezzarne il profilo,ed a confondere le loro prede,rendendo più difficile capire la posizione e le intenzioni dei cetacei.

Il salto dell'orca

Il salto dell'orca

GLI ATTACCHI ALL’ UOMO
Temuti quanto gli squali,le orche non sono in realtà una minaccia per l’uomo.Non ci considerano una loro preda abituale,in pratica,non si conoscono casi di persone morte per un attacco di orche in libertà.Diverso il discorso quando sono tenute in
cattività nei parchi acquatici.Nel 2010,in Florida,un’orca di nome Tilikum ha affogato un’addestratrice.E in passato si sono
contati circa 20 incidenti nei parchi acquatici di tutto il mondo,anche se pochi mortali.Ma perchè le orche aggrediscono i
propri addestratori? Secondo gli esperti,questi cetacei hanno problemi di comportamento quando sono chiusi negli acquari,
essendo così grandi,basta veramente poco perchè facciano danni.Oggi,in ogni caso,molti acquari si sono resi conto che non è
giusto,oltre che pericoloso,tenere le orche in una vasca e nessuna viene più catturata.

Di Matteo T. e  Kushtrim H.

Due orche bucano la crosta dell' Artide

Due orche bucano la crosta dell' Artide

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Orche, che killer!

L’ippoterapia

L’ippoterapia (dal gr. ἱππο = cavallo e therapeia = cura), meglio detta Terapia per Mezzo del Cavallo (abbreviato TMC) è l’insieme di tecniche mediche che utilizzano il cavallo per migliorare lo stato di salute di un soggetto umano.

Da questo punto di vista è da distinguersi dalle semplici pratiche ludiche che coinvolgano il cavallo senza il controllo di personale medico specificamente preparato.

Cenni storici:
Benefici effetti correlabili all’uso del cavallo furono intuiti in epoche remote e la prescrizione
dell’equitazione a scopo terapeutico si riscontra già nell’opera di Ippocrate (460-370 a.C.).
In Italia, l’ ippoterapia è stata introdotta, in modo coerente e metodologicamente corretto, da Daniela Nicolas-Citterio negli scorsi anni ’70.
Questa studiosa francese ha fornito un notevole impulso alla diffusione e al corretto uso del cavallo in medicina, anche attraverso la benemerita Associazione Nazionale Italiana per la Riabilitazione Equestre.

Descrizione e fasi:
L’ippoterapia consiste nell’induzione di miglioramenti funzionali psichici e motori attraverso l’attento uso dei numerosi stimoli che si realizzano nel corso della integrazione uomo-cavallo. È necessaria una specifica selleria mentre per il paziente non è previsto un particolare abbigliamento, proprio perché si tratta di sedute di terapia e non di concorsi di equitazione. Per questa pratica si necessitano animali il più affidabili possibile: tranquilli e mansueti.

Si distinguono quattro fasi fondamentali:
“Maternage”: Può essere considerata una fase preliminare del paziente che, insieme al terapista, comincia il suo approccio al cavallo;
Ippoterapia propriamente detta: Consiste nella somministrazione degli esercizi terapeutici al soggetto malato che non si occupa direttamente dei movimenti e degli altri stimoli provenienti dal cavallo ma a questi risponde automaticamente; questa fase è tanto più efficace quanto più attenta è la scelta e la progressione degli esercizi somministrati dalla equipe medica.
Riabilitazione equestre: È una fase avanzata della cura. In essa il paziente controlla direttamente il cavallo attraverso le proprie azioni;
Re-inserimento sociale: Punto di arrivo ottimale di tutto il programma terapeutico, il re-inserimento sociale può essere realizzato attraverso il mezzo del cavallo in quella parte dei pazienti che abbiano superato i deficit psico-motori originari che erano di ostacolo alla piena affermazione della persona.

A chi è rivolta:
In termini moderni, l’ ippoterapia trova la sua indicazione, oltre che nelle patologie classiche della paralisi cerebrale infantile, dell’autismo o della sindrome di Down, anche nelle patologie acquisite in conseguenza di traumi correlati alla infortunistica stradale e del lavoro.

Affinché questo metodo di cura risulti efficace e la sua somministrazione sia corretta sotto tutti gli aspetti medici, tecnici e normativi, l’ ippoterapia deve essere esercitata da una equipe integrata da personale specificamente qualificato e tecnicamente preparato. Per lo stesso motivo, il luogo destinato a questo tipo di cura necessita di una sufficiente disponibilità di spazi chiusi (maneggio coperto, sala per visite mediche, uffici, sala riunioni, servizi igienici, scuderia, selleria) e di spazi aperti (campo recintato, tondino).

Esistono altre forme diverse nelle quali soggetti con malformazioni, amputazioni,… hanno categorie riservate nei concorsi: salto ostacoli e dressage.

I cavalli sono in grado di aiutare chiunque per mezzo della loro versatilità, bontà e intelligenza…

Sara G.& Marta B.

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L’ippoterapia

L’acqua

Il giorno 18 Novembre abbiamo avuto una lezione sull’ acqua dal titolo Acqua in bocca.

Questa lezione è stata spiegata da una operatrice della Coop. Ci ha spiegato come non sprecare l’acqua.

Con essa si può vivere, annaffiare, bere, cucinare e lavare.L ‘ acqua è indispensabile sia per gli uomini che per gli  animali e può essere liquida, gassosa, solida. E’ incolore, inodore e insapore: l’acqua non ha forma .

Senza acqua un bambino riesce a vivere per 3 giorni e un adulto per un massimo di 10 giorni.

Qualsiasi cosa è fatta di acqua, ad esempio pensate che un neonato è composto all’80% di H2O e invecchiando la
parte liquida diminuisce fino ad arrivare a un minimo di 65%.

L’ animale composto da più acqua sapete qual è?…La medusa!! Ne è composta dal 90%.

Matteo B. , Matteo S. e Niccolò B.

Un paesaggio marino con i monti

Un paesaggio marino con i monti

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L’acqua

Animali e uomini

questo cucciolo ha bisogno di poco

questo cucciolo ha bisogno di poco

Se chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche, è punito con la reclusione da 3 mesi a 1 anno o con la multa da 3.000 a 15.000 euro. 2. La stessa pena si applica a chiunque somministra agli animali sostanze stupefacenti o vietate ovvero li sottopone a trattamenti che procurano un danno alla salute degli stessi. 3. La pena è aumentata della metà se dai fatti cui al primo comma deriva la morte dell’animale.”
Leggendo questa legge si direbbe che no, non è così; in troppi casi gli animali di qualsiasi specie o razza vengono maltrattati. Io mi chiedo come facciano gli uomini a non commuoversi davanti a creature come queste…
Io mi rivolgo a tutti coloro che hanno letto questo inizio di articolo e sono rimasti perplessi: prendendo in esempio i cani, ma anche tutti gli altri animali allo stesso modo, vengono separati prestissimo dalla mamma che probabilmente non vedranno più, si affezioneranno a un qualcuno che noi orribilmente chiamiamo “padrone” e gli saranno fedele fino a quando… non vengono scaricati per la strada!!! Mi chiedo come si può essere tanto CRUDELI da fare una cosa del genere!!!
Spero che le associazioni che proteggono gli animali facciano il possibile per migliorare la vita di quelle creature che per noi fanno tanto chiedendo veramente poco.
L’animale ti chiede solo di volergli bene.
Fallo, per una volta…

 

DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI DEGLI ANIMALI

Il suddetto documento è stato solennemente proclamato a Parigi dall’UNESCO il 15 ottobre 1978.

Premessa
Considerato che ogni animale ha dei diritti; considerato che la negazione e il disprezzo di questi diritti hanno portato e continuano a portare l’uomo a commettere crimini contro la natura e contro gli animali; considerato che il riconoscimento da parte della specie umana dei diritti all’esistenza delle altre specie animali costituisce il fondamento della coesistenza delle specie nel mondo; considerato che genocidi vengono commessi dall’uomo e altri ancora se ne minacciano; considerato che il rispetto degli animali da parte degli uomini è connesso al rispetto degli uomini tra loro; considerato che l’educazione deve insegnare a osservare, comprendere, rispettare e amare gli animali sin dall’infanzia

SI PROCLAMA

Articolo 1
Tutti gli animali nascono uguali davanti alla vita e hanno gli stessi diritti all’esistenza.

Articolo 2
a) Ogni animale ha diritto al rispetto.
b) L’uomo, in quanto specie animale, non può attribuirsi il diritto di sterminare gli altri animali o di sfruttarli violando questo diritto. Egli ha il dovere di mettere le sue conoscenze al servizio degli animali.
c) Ogni animale ha diritto alla considerazione, alle cure e alla protezione dell’uomo.

Articolo 3
a) Nessun animale dovrà essere sottoposto a maltrattamenti e a atti crudeli.
b) Se la soppressione di un animale è necessaria, essa deve essere istantanea, senza dolore né angoscia.

Articolo 4
a) Ogni animale che appartiene a una specie selvaggia ha il diritto di vivere libero nel suo ambiente naturale terrestre, aereo o acquatico, e ha il diritto di riprodursi.
b) Ogni privazione di libertà, anche se a fini didattici, è contraria a questo diritto.

Articolo 5
a) Ogni animale appartenente a una specie che vive abitualmente nell’ambiente dell’uomo ha diritto di vivere e di crescere secondo il ritmo e nelle condizioni di vita e di libertà che sono proprie della sua specie.
b) Ogni modifica di questo ritmo e di queste condizioni imposta dall’uomo a fini mercantili è contraria a questo diritto.

Articolo 6
a) Ogni animale che l’uomo ha scelto per compagno ha diritto a una durata della vita conforme alla sua naturale longevità.
b) L’abbandono di un animale è un atto crudele e degradante.

Articolo 7
Ogni animale che lavora ha diritto a ragionevoli limitazioni di durata e intensità di lavoro, a una alimentazione adeguata e al riposo.

Articolo 8
a) La sperimentazione animale che implica una sofferenza fisica o psichica è incompatibile con i diritti dell’animale sia che si tratti di una sperimentazione medica, scientifica, commerciale sia di ogni altra forma di sperimentazione.
b) Le tecniche sostitutive devono essere utilizzate e sviluppate.

Articolo 9
Nel caso che l’animale sia allevato per l’alimentazione deve essere nutrito, alloggiato, trasportato e ucciso senza che per lui ne risulti ansietà né dolore.

Articolo 10
a) Nessun animale deve essere usato per il divertimento dell’uomo.
b) Le esibizioni di animali e gli spettacoli che utilizzano degli animali sono incompatibili con la dignità dell’animale.

Articolo 11
Ogni atto che comporti l’uccisione di un animale senza necessità è un biocidio, cioè un delitto contro la vita.

Articolo 12
a) Ogni atto che comporti l’uccisione di un gran numero di animali selvaggi è un genocidio, cioè un delitto contro la specie.
b) L’inquinamento e la distruzione dell’ambiente naturale portano al genocidio.

Articolo 13
a) L’animale morto deve essere trattato con rispetto.
b) Le scene di violenza delle quali gli animali sono vittime devono essere proibite al cinema e alla televisione a meno che non abbiano come fine quello di mostrare una violazione dei diritti dell’animale.

Articolo 14
a) Le associazioni di protezione e di salvaguardia degli animali devono essere rappresentate a livello governativo.
b) I diritti degli animali devono essere difesi dalla legge come i diritti dell’uomo.

Sara G. e Marta B.

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Animali e uomini