Scuola Primaria Don Minzoni. Classi 3A e 3D

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GITA

RACCONTO LA GITA AL PARCO ARCHEOLOGICO DI MONTALE DI MODENA

IL 10/04/2015 siamo andati a Modena a Montale. Quando siamo arrivati le due guide ci hanno accolto la nostra guida si chiamava Alessia e ci ha portato su una collinetta stava accanto a una chiesa. Arrivati ci ha fatto vedere delle immagini di Terramare e ha spiegato cos’era. Terramare era un villaggio ma la sua terra era argillosa e allora le case erano costruite su pali.Dentro le case c’era una botola da cui venivano buttati i rifiuti e quindi ora al posto di Terramare c’è una piccola collina. Poi ci ha spiegato come si faceva il bronzo: bisognava fondere il rame e lo stagno insieme a una temperatura di 1000 gradi, poi lo versavi in uno stampino e dopo due secondi avevi il bronzo. Dopo ci ha  portato a vedere le case ovviamente non vere ma ricostruite, una apparteneva a un guerriero ed era addobbata benissimo, l’altra invece era di un contadino e c’erano tutti i suoi attrezzi. Infine la cosa che mi è piaciuta di più e quando siamo entrati in una stanza dove ci hanno dato un kit da archeologi e abbiamo iniziato tutti a scavare e insieme abbiamo trovato:semi, focolari, mandibole di animali, i pesi  il pettine per la lana e, una spilla… È stata una gita bellissima!!

 

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TUTTI IN GITA

In un bel giorno di sole,io e la mia classe siamo andati in gita ; il viaggio durava due ore e quindi per arrivare alle 20150410_160739nove bisognava essere a scuola alle sette e un quarto.Quando siamo arrivati,abbiamo dovuto fare una salita enorme ;quando siamo arrivati fino a lassù ,le maestre ci hanno fatto fare merenda. Poi siamo andati a vedere le <salse> di Nirano che erano una specie di acqua mischiata con fango:facevano delle bolle ed era molto buffo vedere quella cosa.Poi ,sei alla volta, siamo andati a vedere le <salse> da più vicino,  poi ci hanno detto che quelle <salse> ; erano profonde circa dieci, quindici metri.Dopo abbiamo preso di nuovo il pullman che ci ha portati in un posto dove facevamo pranzo.Dopo pranzo siamo andati a una specie di museo dove erano stati ritrovati dei 20150410_165106frammenti di case,pentole, ossa di animali e vasi. Poi ci ha spiegato che tremilacinquecento anni fa gli uomini primitivi costruivano villaggi. Quando a una casa gli mancavano legni doveva essere abbattuta, però non è che la lasciavano lì, ma le 20150410_164515ricoprivano di terra e sopra ne costruivano un’altra ;facendo questa cosa per tantissimi anni formavano delle collinette. Poi ci ha fatto fare degli scavi; erano delle cose ricoperte di terra e noi, con paletta e scopetta, bisognava trovare alcune cose che erano sotto la terra.Io per esempio, ho trovato una mandibola di mucca e dei frammenti di  pentola e di vaso. Poi, la guida, ci ha fatto vedere come facevano gli uomini ha costruire le spade: prima scolpivano su due pietre la forma di un pugnale e poi mettevano dentro il rame fuso. Poi ci hanno portati a vedere delle ricostruzioni di

cose. TERRAMARE!!!

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Continua
AdminGITA

DINOSAURI

 

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Nome:

Tirannosauro                                                                           Lunghezza: 12-15 metri                                                       Altezza: 5-6 metri.                                                       Alimentazione: carnivoro                                                  Periodo: vissuto 65 milioni di anni fa nel Cretaceo, in America settentrionale, in Cina ed in India.

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Descrizione:                                                                    dinosauro bipede, aveva una testa molto grossa in

WP_20150303_008foto7 foto8 foto 3 foto 4 foto 5 foto 9 foto 10 foto 11 proporzione al corpo, munita di una cinquantina di denti molto lunghi, fino a 15 cm., a forma di pugnale, con margini seghettati. Gli arti posteriori erano molto sviluppati e potenti, muniti di grandi artigli. Quelli anteriori avevano due sole dita artigliate su ciascuna mano.

 

 

Continua
AdminDINOSAURI

FIABE

   I DUE SCOIATTOLI

IMG_1707Un giorno uno scoiattolino di nome Cip cominciò a giocare con la sua palla. Ad un certo punto uno scoiattolino  di nome Freccia gli chiese: ”Posso giocare con te?” e Cip rispose: ”Certo!”. Passarono sedici anni e i due scoiattolini diventarono ragazzini. Un giorno venne l’ora di pranzo, salirono su di un albero e videro una noce gigantesca e Cip disse: ”Quella noce è mia”,”No! E’ mia” rispose Freccia e così litigarono fino all’ora di cena. Quando si convinsero a dividerla a metà, diventarono amici per sempre!

IL  PRINCIPE  SENZA  CORAGGIO

IMG_1705Tanto tempo fa, in un palazzo, viveva una principessa di nome Selina, che aveva come padre un re il quale era molto  amato dalla gente del paese. La principessa era bella e sportiva,  diversa da tutte le altre principesse. Il re cercava sempre di  insegnarle le buone maniere, ma lei non lo ascoltava. In cima a una montagna nascosta da rocce e alberi viveva  una strega  cattiva, di nome Straccetta, chiamata così perché il suo terribile  incantesimo trasformava tutti in stracci. La strega teneva  prigioniero  Briche, un principe bellissimo, diverso dagli altri  principi, perché non era coraggioso e aveva paura del buio! Quando la  principessa lo venne a sapere pensò di dover fare qualcosa per aiutarlo. La principessa si svegliò all’alba e partì senza farsi vedere da nessuno. Arrivata alla casetta entrò senza nemmeno bussare…come era abituata! Vide la strega che inutilmente provava a farsi bella; si nascose in un angolo da dove sentì uno strano rumore, la principessa si voltò e vide il principe legato, che si dimenava. La principessa avrebbe voluto liberarlo, ma era inutile, perché era chiuso nelle segrete e la forza della principessa non era abbastanza da rompere le sbarre. Per fortuna la principessa era molto intelligente e riuscì a passare attraverso le sbarre. Liberò il principe molto velocemente  e iniziarono a percorrere  il lungo corridoio. Mentre la strega  passava dal corridoio vide Selina, ma non il principe, perché era nascosto dietro di lei, la strega urlò: “Trasformerò anche te in stracci e ti userò per pulire il bagno”. Il principe si decise a farsi coraggio e si nascose dietro una colonna. Al momento giusto, quando la strega  aveva appena effettuato l’incantesimo, gli tirò una spinta; l’incantesimo si rifletté sulla  finestra tornando indietro, trasformando la strega in stracci! La principessa prese per la mano il principe e iniziarono a correre. Arrivati a palazzo la principessa chiese al principe: “Perché non ti sei liberato da solo, se passare attraverso le sbarre era tanto semplice?” e il principe rispose: “Ero rimasto paralizzato dal buio, ma quando sei arrivata tu ho trovato il coraggio e adesso non ho più paura”. La principessa fu felice di essere stata lei a salvare un principe e dopo poco si sposarono e vissero per sempre … FELICI E CONTENTI!!!

La principessa imprigionata

IMG_1704C’era una volta, tanto tempo fa, una principessa che viveva in un immenso castello. Un giorno, una brutta strega, rapì la principessa e la intrappolò nella cella del suo castello. Una volta quando la strega era entrata per darle da mangiare la principessa  si accorse che la strega teneva le chiavi del castello nella tasca del vestito e, d’istinto, la principessa  la fece inciampare. La strega preoccupata di rialzarsi non si accorse di aver perso le chiavi. La principessa le raccolse e se le mise in tasca senza farsi scoprire. La principessa un giorno vide dalla finestrella della cella passare un principe a cavallo e pensò di  buttare giù le chiavi, nella speranza che il principe se ne accorgesse. Il principe sentì un rumore e incuriosito andò a vedere. Scoprì per terra un mazzo di chiavi; alzò lo sguardo e vide sventolare da una finestra del castello un fazzoletto bianco. Capì che qualcuno stava chiedendo aiuto. Decise allora di entrare. Con la chiave  più grossa  aprì il portone del castello. Si mise a girare tra  sale  e  corridoi e ad un tratto udì un canto. Si avvicinò e capì che dietro quella porta doveva esserci rinchiuso qualcuno. Provò  tutte le chiavi finché  non trovò quella giusta. La porta si aprì e scoprì una bellissima fanciulla che gli raccontò di essere stata rinchiusa in quella cella da una strega cattiva. Decisero di  fuggire insieme. Riattraversarono tutte le sale e i corridoi stando attenti che la strega non si accorgesse di loro. Riuscirono finalmente a raggiungere il portone e si allontanarono. La principessa e il principe decisero di vivere la loro vita insieme e. . . . . . . . vissero felici e contenti.

IL PRINCIPE CORAGGIOSO

IMG_1698C’ era una volta, in un castello, un principe molto coraggioso. Era molto bello, alto, elegante, altruista e non sopportava che le persone del proprio paese soffrissero. Da qualche tempo il tranquillo paese dove viveva era diventato un paese molto agitato a causa di un terribile orco.  Era tanto grande di statura da incutere timore alla sola vista, e durante le sue scorribande era solito rubare e rapire le fanciulle più belle del paese. Un giorno l’orco  rapì la fanciulla di cui il principe era innamorato e la portò in una casupola nella foresta. Il principe infuriato uscì dal castello sul suo cavallo  nero per andare alla ricerca della fanciulla rapita. Purtroppo però, dopo un’intera giornata ritornò al castello disperato senza essere riuscito a trovarla. Il giorno dopo consultò un mago che gli consegnò una spada magica e attraverso  la sfera di cristallo gli indicò dove era  tenuta prigioniera la fanciulla. Il principe sconfisse l’orco, liberò la fanciulla e dopo poco tempo si sposarono e vissero tutti felici e contenti.

GRAZIE ALLA MAGIA!

IMG_1709C’era una volta una ragazza di 12 anni che viveva in una casetta nel bosco; si chiamava Ella. Viveva in casa da sola senza padre né madre, ma aveva un cucciolo di cane di nome Gulasto, lo so fa ridere, l’ha chiamato così perché  gli ricordava il gelato! Un giorno decise di andare al mercato; al mercato vide uno specchio magico, ma lei non sapeva che lo era. Purtroppo Ella non aveva abbastanza soldi per acquistarlo, ma tornò la settimana dopo e lo comprò.  Il Re di quel reame aveva due figlie gemelle, anch’esse cercavano quello specchio perché erano brutte: piene di brufoli,  con i capelli arruffati  e  solo lo specchio  fatato avrebbe potute renderle belle. Il Re ordinò che tutti  gli specchi del reame dovevano essere portati alla reggia. Ella portò il suo specchio alle gemelle; le due nello strapparglielo dalle mani lo ruppero e una scheggia entrò nell’occhio  di Ella. Le lacrime della ragazza caddero sul pelo di Gulasto che, magicamente si trasformò in un mago. Subito tolse la scheggia dall’occhio di Ella, trasformò le gemelle in criceti e aggiustò lo specchio. Ella desiderò un principe, il mago lo fece apparire tra mille scintille luminose, si sposarono e vissero felici e contenti!!

L’avventure di  Josh

In un tempo molto molto lontano, c’era un re di nome Josh. Il re era alto, aveva capelli castani e lisci, e la carnagione chiara. Indossava un mantello blu sopra un vestito rosso fuoco. In  testa aveva una corona tempestata da pietre preziose dai colori accesi. Governava bene ed era amato da tutti i suoi sudditi, anche se nel suo cuore c ‘era tantissima tristezza. Il re Josh era infelice perché era solo; certo aveva la corte, ma gli mancava una compagna.  Allora il gatto di corte, che era un gatto  parlante disse al re: -Organizza un grande concorso per tutte le principesse del regno!-.  Il re allora organizzò un concorso, c’erano molte prove da superare, come abilità, portamento, gentilezza e saggezza. Ma nessuna principessa lo stupì, nemmeno al ballo!!!! Passarono gli anni, il re, un giorno, andò nel bosco per cacciare. Quando smontò da cavallo incontrò una ragazza di nome Saraide. Mentre Saraide dava del cibo ai suoi animali, inciampò nel mantello del re. I due si misero a chiacchierare. Il re tornò più volte da Saraide per parlare con lei, e dopo un mese si innamorarono e così decisero di sposarsi. Mentre si stavano sposando arrivò Morgana, una fata cattiva,  assai invidiosa di Saraide. Morgana con un incantesimo fece scomparire il re. Saraide allora, cominciò a cercarlo dappertutto. Dopo tanto cercare lo trovò nascosto in  una casetta in mezzo alla foresta. Il re era chiuso dentro una stanza con una porta a sbarre sorvegliata da una guardia che aveva un aspetto feroce. Saraide aspettò che la guardia si assopisse. A quel punto prese la chiave che era appesa al muro, a qualche metro di distanza,  sbloccò la serratura stando molto attenta a non svegliare la guardia. Quando il re fu liberato volle combattere con Morgana, ma quando essa stava per trasformarlo in un rospo con un suo incantesimo arrivò Floridiana: una fatina buona  che annullò i poteri di Morgana la quale, sconfitta, fu trasformata in tanti bei fiori. Da quel giorno vissero tutti felici e contenti!!!!

La spada magica

IMG_1706C’era una volta, tanto tempo fa, in un castello, un  principe che si chiamava Alberto. Il principe era alto e magro ed era coraggioso perché tutte le volte che qualcuno era in pericolo interveniva per salvarlo. Durante una serata di pioggia, una strega molto cattiva, travestita da contadina, bussò al portone del castello per cercare riparo. Con questa scusa la strega entrò nel castello e con un incantesimo trasformò tutti gli abitanti del castello in statue di pietra. Fortunatamente il principe non era nel castello perché era andato a caccia di cervi.  Appena tornato al castello si rese conto che era accaduto qualcosa di magico e corse dal suo amico mago del bosco per farsi aiutare. Il mago capì subito che era stata la strega cattiva e decise di aiutare  il principe Alberto rendendo la sua spada magica. Alberto tornò al castello e sfidò la strega  a duello. Dopo una lunga battaglia il principe ammazzò la strega e ruppe l’incantesimo. Per festeggiare la vittoria fecero una festa che durò due giorni, e vissero tutti felici e contenti.

 

  Il principe golosone

IMG_1708C’era una volta, tanto tempo fa, un principe golosone che abitava in un castello. Il principe mangiava di tutto e lasciava sempre il piatto vuoto. Un giorno, mentre il principe stava cucinando, di nascosto entrò una strega e mise del veleno sul cibo del principe e andò via. Il principe stava per mettere in bocca il cibo quando, all’improvviso, comparve un mago che gli disse: “Non mangiare, la strega ci ha messo il veleno!”. Il principe rispose : “Ma io non ce la faccio a resistere, ho troppa fame!”. Il mago allora disse: “Vai al pozzo e prendi dell’acqua, poi torna qui e versarla sul cibo” “Ma io non posso correre, ho il pancione!”.  “Allora ti aiuterò io, prendi questo cavallo e corri più veloce che puoi!”. Quando il principe arrivò al pozzo prese l’acqua e corse subito al castello con l’aiuto del cavallo, mise l’acqua sul cibo e mangiò felice e contento.

Alesandro

SI SALVI CHI PUÒ

IMG_1701C’era una volta una bellissima principessa che viveva in un castello insieme alla sua matrigna, che la odiava anche se non lo dimostrava. Un giorno, arrivò un affascinante  cavaliere che era anche un medico e proprio al suo arrivo la matrigna della principessa si sentì male e subito chiese aiuto al principe. Lui le  preparò subito una semplice pozione, però sbagliò gli ingredienti e la matrigna, quando la bevve, divenne un mostro e rinchiuse la principessa nella torre più alta del suo castello. Il principe venne a sapere dell’accaduto, decise di salvare la principessa, così prese la sua spada magica e andò a combattere con la matrigna-mostro. Dopo lunghi combattimenti il principe sconfisse la matrigna-mostro, e salvò la principessa, la sposò, divennero re e regina e vissero felici e contenti.

 

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Continua
AdminFIABE

BAMBINI DEL NEOLITICO

IO BAMBINA DEL NEOLITICO

Ciao, sono Sara, e sono una bambina del Neolitico. Stamattina babbo si è alzato presto perchè non vedeva l’ ora di andare a pescare con il suo nuovo arpione. Io e la mamma invece ci siamo svegliate  verso le 10:30.Appena fatta colazione sono subito andata dallo zio Gennaro perchè gli dovevo portare i semi che ho raccolto io, così li potrà zapparli. Poi sono andata a guardare la mamma che lavorava al telaio, e mi ha detto: -Sono proprio stanca lo sai Sara? Però almeno ti ho fatto un bel vestito nuovo!-. La zia è in cucina e sta preparando da mangiare, ho già l’ acquolina in bocca!!!!! Dopo poco sono andata da mia sorella maggiore mi ha fatto vedere come si fanno i vasi di argilla e come si decorano.  Poco dopo il nonno mi ha  chiamata per andare dalle  pecore per dar loro da mangiare. Alla fine sono andata a giocare con i miei cani, Iago e  Rocco, e mio fratello Lapo. Che bella giornata!!!!!!!!!!!!!

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IO BAMBINA DEL NEOLITICO

Oggi io e il mio babbo siamo andati a pesca però prima il babbo ha dovuto preparare l’ arpione con l’amo in osso e poi, mentre noi siamo andati a pesca, la mamma è restata a casa a lavorare al telaio per farsi un nuovo vestito.Il mio fratello più grande ha preso il mio cane  per andare a caccia , e intanto la mia  nonna è andata a raccogliere frutti e a macinare i cereali per fare il pane.Quando io e mio babbo siamo tornati dalla pesca il babbo è andato a costruire attrezzi.I parenti dopo si sono aiutati a costruire delle case fatte di argilla, paglia fresche canne trattenute da dei pali fissati alle cose chiamate palafitte.Io guardavo sempre il loro lavoro perchè poi dovrò fare anche io le stesse cose da adulta .Quando tutta la mia famiglia  è arrivata a casa  abbiamo condiviso  la cena e io  e i miei amici abbiamo giocato, ma quando è arrivato il momento di dormire siamo andati a letto.

 IO BAMBINO DEL NEOLITICO

Mi chiamo Sofia e vivo nel villaggio di Catal-Hujuk, in una palafitta, il mio babbo è agricoltore e anche mio zio mentre mamma e zia stanno in casa con me , mia sorella maggiore e il mio cane stella. O ra sono le 8:30, mamma e zia ci stanno facendo imparare a fare il pane con il grano raccolto da me e mia sorella ; mentre il babbo ci sta raccogliendo l’argilla dal fiume. Ora che abbiamo infornato il pane, la mamma e andata al telaio con mia sorella, mentre io e zia stiamo facendo un vaso per metterci dentro i legumi. Adesso devo andare nel recinto degli animali a dare da mangiare: ai tori, ai cavalli, ai maiali, alle mucche e alle pecore. Ora vado con zio, a piantare le lenticchie e le fave.  Babbo è arrivato! Devo andare con lui a pescare. Dice che ha costruito un nuovo arpione.Finalmente e arrivata sera! Adesso devo solo andare insieme a tutta la famiglia a fare l’ impronta della mano sulla parete della grotta! Ora posso andare a casa a mangiare! É stata una giornata bellissima!

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Continua
AdminBAMBINI DEL NEOLITICO

PRIMAVERA

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  Poesia di primavera
foto 6Tre coniglietti in fila breve
nasini al sole, code di neve.

Tre coniglietti fanno tre salti
e poi rosicchiano foglie giganti.

Tre coniglietti in lieta schiera
danzano in tondo: è primavera!!!!
(K Jackson)

 

Come nasce il nido di una rondinefoto 1
Anche quest’ anno, con l’ arrivo della primavera, sono tornate le rondini e riempiono l’aria di allegri stridi e di voli.
Sotto le gronde dei tetti, nelle stalle, nei cortili, ritrovano i vecchi nidi, o li costruiscono nuovi se sono stati guastati dalle piogge invernali o dagli uomini, tanto che non vale più la pena di ripararli.
Hai mai osservato di che cosa sono fatti e come sono costruiti questi nidi? Vieni a vedere: una coppia di rondini sta costruendo un nido proprio sopra la nostra finestra, sotto la grondaia .
Le ha viste poco fa ispezionare il muro attentamente, tenendosi aggrappate ad una piccola sporgenza, e poi sono volate via.

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LA  PRIMAVERA

La primavera è arrivata

e con sè le rose si è portata.

IMG_1758La vediamo se un bambino

tiene in mano un pulcino.

Le rondini tornano

e gli orsi si risvegliano.

I fiori colorano il prato

e sembra un tappeto colorato,

Gli alberi fioriscono

e i rami spariscono.

Gli animali si risvegliano

e i fiori poi ritornano

Le farfalle colorate

Qui nel prato son  tornate,

Oggi la primavera non è in tutto il mondo

e noi giriamo in girotondo.

Marco.

LA PRIMAVERA

La primavera è ritornata,

bella, allegra e profumata.

IMG_1753Si vedono mille tipi di fiori

tutti con diversi odori.

I dolci canti degli uccelli sono così belli,

il loro canto ti sveglia la mattina

e ti rende birichina.

Le giornate si sono allungate

per questo in giardino ci stiamo delle giornate!!

Il sole illumina la città

così al mattino si sveglia con felicità!!

I bambini giocano nel prato

luminoso e molto colorato.

La primavera è così bella

che ogni notte vedo una stella!!!!

Sofia

LA PRIMAVERA

IMG_1808La primavera è ritornata

ed è Dio che l’ha creata.

Nei prati le viole son spuntate

belle, colorate e profumate.

Le farfalle volano di qua e di là

donando felicità a tutta la città.

Gli animali che in letargo sono andati

la primavera li ha risvegliati.

Tra i colori, pieni di energia,

i bambini giocano con allegria.

ANNA MARIA.

  LA PRIMAVERA

La primavera è già arrivata,

e l’allegria è ritornata,

IMG_1752la natura si è risvegliata,

e l’aria è profumata.

I fiori germogliano,

anche le rondini ritornano,

gli animali si risvegliano,

anche se ancora sbadigliano.

La terra ha un buon odore,

e il sole lo scalda con il suo calore,

niente più nuvole,

tutto è più incantevole.

Gli alberi svettano rigogliosi,

e noi ne siamo tutti orgogliosi,

tutto sta svegliandosi,

e i bambini osservano incuriosendosi.

Antonino.

 

LA PRIMAVERA

IMG_1785Nel cielo ci sono uccellini

che sono molto carini,

in primavera ci sono le rose

che sono molto odorose.

I giardini

sono pieni di bambini,

la primavera con la sua magia

dona al mondo tanta allegria.

Domani sull’erbetta

spunterà qualche violetta,

la prima viola fresca e nuova

beato chi la trova.

Le rose  nate

e sono molto colorate.

Finalmente è maturato

il frutto che ho piantato.

Alesandro

 LA PRIMAVERA

La primavera è già arrivata

ed io sono molto emozionata,

corro in giardino a vedere lo splendore

e la guardo con stupore.

IMG_1780Incontro l’acqua del fiume che scorre,

velocemente come un pilota che corre,

ed immagino di volare con la mia fata

e gioco con lei a palla avvelenata.

Evviva la primavera

che rende bella ogni sera,

anche il giardino del mio vicino

ha proprio un bel colorino.

Gli alberi sono pieni di colori

e si sentono tutti i loro odori.

Selma

                                                                 I DUE SCOIATTOLI

IMG_1759Un giorno uno scoiattolino di nome Cip

cominciò a giocare con la sua palla.

Ad un certo punto uno scoiattolino  di nome Freccia

gli chiese:”posso giocare con te?”.

E Cip rispose:”Certo!”.

Passarono 16 anni e due scoiattolini diventarono ragazzini.

Un giorno venne l’ora di pranzo salirono su di un albero

e videro una noce gigantesca e Cip disse:

”Quella noce è mia”,”No!é mia”.

Rispose freccia e così litigarono e all’ora di cena,

si convinsero a dividerla a metà

e così diventarono amici per sempre!

 Arianna

LA PRIMAVERA

Filastrocca di primavera

più lungo è il giorno

più dolce la sera.

Domani forse l’erbetta

spunterà qualche violetta.

Oh prima viola fresca e nuova

beato il primo che ti trova

il tuo profumo gli dirà

la primavera è giunta è qua!

Gli altri signori non lo sanno

e ancora in inverno si crederanno,

magari persone di riguardo

ma il loro calendario va in ritardo.

LA PRIMAVERA

IMG_1768Della Primavera noi parliamo

ed in rima lo facciamo,

gli uccelli con il cinguettio

fanno sentire Pio Pio.

Passeggiano bambini

che hanno in mano palloncini,

l’uccello che ha migrato

ora subito è tornato.

La primavera è tornata

molto molto profumata,

a primavera le persone voglion passeggiare

e i bambini giocare.

La primavera è arrivata

e la giornata si è allungata.

Il buco dell’ozono che ci ha riparato

noi l’abbiamo allargato.

Giulio.

LA PRIMAVERA

La primavera è arrivata

ed è subito cominciata.

IMG_1767La primavera è arrivata

e la giornata si è allungata.

La nottata si è accorciata

e la dormita

è diminuita.

I giardini

sono pieni di bambini.

La primavera è ritornata

ed è molto profumata.

La primavera è tornata

ed è molto colorata.

Cristian

 

LA PRIMAVERA

IMG_1751Nella primavera ci sono tante cose

tra cui le rose

sul prato si chiacchiera

ma anche s’impara.

Là c’é un fiore

buono il suo odore!

La primavera è piena di colori

e c i sono molti fiori.

Gli uccelli

son belli

e tutta la città

è piena di felicità.

Ci sono i bambini

che nelle uova trovano pulcini!

Quello è un bel prato

ed è molto colorato.

 Emanuele

LA PRIMAVERA

La primavera è ritornata

bella, allegra  e profumata.

I bambini allegri e contenti

sono molto sorridenti.

IMG_1783Le rondini  sono tornate

e il nido si sono preparate.

Le giornate si sono allungate

e il prato le ha profumate.

I fiori sono sbocciati

e sono tutti colorati.

Il bambino è nel prato

tutto beato.

A scuola vanno contenti

e a ricreazione son molto sorridenti.

Ivan

LA PRIMAVERA

Un giorno ho visto un allegro fiore

che emanava un buon odore.

IMG_1782Nel cielo ci sono uccellini

che ritornano ai loro nidini.

Se in cielo guarderai

verso l’alto volerai

e in un mondo di magia

finirai con allegria.

il frutto che ho piantato

finalmente è maturato.

Stasera stessa lo coglierò

e poi lo mangerò.

Nel giardino sono nate

tante piante colorate.

La  primavera è arrivata

e va rispettata.

Sara Simonetti

LA PRIMAVERA

IMG_1757La primavera è arrivata

e la gioiosità è rinata.

Torna il profumo di fiori

e i loro petali sono di tanti  colori.

Le foglie secche non ci sono più

e di piante rigogliose ce ne sono sempre di più.

Le rondini tornano

e un bel lavoro compiono.

Gli animali si risvegliano

e sempre mangiano.

Tutti gli alberi nei boschetti

non devono più bruciare nei caminetti.

C’è anche molto sole

e ci si diverte a tutte le ore.

Torna la gioiosità, l’allegria, l’amore,

e la primavera ci resterà sempre nel cuore.

   Pasquale Esposito

LA PRIMAVERA

L primavera è tornata con magnifici fiori

e ha potato con s degli stupendi colori!

IMG_1761La stagione tanto aspettata

è finalmente tornata!

Il cinguetti degli uccellini

fa miagolare i gattini,

porta con sè allegria,

vera e gioiosa armonia!

Pace e animali sono tornati

e stupendi colori sono arrivati.

Ci sono dappertutto

molti alberi da frutto,

è una stagione allegra e armoniosa,

e veramente meravigliosa!

Fra tutte le stagioni è quella più gioiosa

è davvero fantastica e favolosa!!!!!!!!!

Siria

 

Continua
AdminPRIMAVERA

IL SORRISO NEL CIELO DI GIORNO

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Venerdì 20 marzo a Firenze c’è stata l’eclissi. Visto che non si poteva guardare dal giardino, la maestra ha provato a connettersi sul computer; abbiamo seguito l’evento direttamente, anche se tutti eravamo curiosi di vedere l’eclissi dal 20150320_105824vivo. Allora la maestra, con la protezione, ci ha fatta vedere in classe come le cose diventano più oscure e ci ha spiegato che guardare il sole anche con la protezione è pericoloso per gli occhi. Al computer il sole sembrava una luna di giorno, perchè c’era il sole coperto da una parte dalla luna. Per questo sembrava veramente la luna di giorno. Questa è stata la prima eclissi che ho visto, Spero di vederne altre.

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Continua
AdminIL SORRISO NEL CIELO DI GIORNO

POKONASO IN RIMA

Cap. 1

POKONASO INCONTRA OKKIBUFFI

IMG_1673Pokonaso era un bambino

con il naso piccolino,

combinava molti guai

 

 

 

 

e non ascoltava mai!

Pokonaso è stato attento pocoIMG_1674

e ha fatto spengere il fuoco!

A Neanderthal c’erano tanti animali

ma non normali!

Il giorno dopo va al mercato

dove non era mai stato,

IMG_1675con il ciottolo trovato

un mammùt ha comprato

che di nome non fa Fuffi

ma si chiama Okkibuffi.

Ritornando dalla festa

si è perso nella foresta,

il suo babbo che borbotta

lo riporta alla grotta

Okkibuffi il suo amichetto

tutta la notte lo ha protetto.

 

Cap. 2

LA COLLANA DI CONCHIGLIE

La collana di conchiglie della zia,

fa venire alla mamma un po’ di gelosia.IMG_1677

Le conchiglie sono al mare,

Pokonaso le dovrà trovare

se una bella collana alla mamma vuol fare!

Pokonaso non dormì,

ma, all’aurora svegliò Okkibuffi e partì.

Al mare son arrivati

ma lungo la strada dei pericoli ci sono stati:

un orso affamato

e un rinoceronte assonnato;

Pokonaso al mare era  arrivato

ma nessuna conchiglia aveva trovato.

La mattina  non c’era più il mare

e le conchiglie riesce a trovare:

tante forme, bei coloriIMG_1676

come un prato di tanti fiori.

Mentre con la sabbia Pokonaso giocava

l’acqua piano piano tornava.

L’acqua era alta, se sulla spiaggia voleva tornare

sulla groppa di Okkibuffi doveva montare.

Al ritorno Babbo arrabbiato,

chiese a Pokonaso “Dove sei stato?”

Alla fine tutto è perdonato

e, la collana di conchiglie Pokonaso alla mamma ha regalato!

 

Cap. 3

IL GRANDE ALCE

La caverna dove Pokonaso viveva

IMG_1678si trovava vicino a un torrente che scorreva.

Il fiume era poco profondo

e del panorama si vedeva solo lo sfondo.

Quando poi diventa più stretto

risaliva alla valle svelto svelto.

Poi precipitava in tante cascatelle

e formava le acque del lago molto belle.

A Pokonaso piaceva salire fino in cima alla valle,

si arrampicava e raggiungeva il lago con le sue spalle.

In estate Pokonaso e Okkibuffi guardavano

i pesci nel lago che guizzavano.

E un giorno, mentre a tirare i sassi nel lago giocavano,

Pokonaso fece uno scherzo al suo amico e litigarono:

un urlo assordante nell’orecchio gli emanò

e Okkibuffi arrabbiato verso un cespuglio se ne andò.

Okkibuffi con un osso si bucò

e Pokonaso lo raggiunse e lo aiutò.

Pokonaso quell’osso voleva riprendere

ma scoprì che era un corno e non lo riusciva a prendere.

Verso casa si avviò

e la sua scoperta raccontò.

Il Babbo meravigliato al Grande Alce pensò

e la sua leggenda gli raccontò.

Pokonaso stupito a letto andò

e nei suoi sogni lo immaginò.

La mattina seguente con i genitori a prendere i mirtilli andò,

e dopo averli raccolti tanti su una collina giocò.

Con un urlo improvviso il babbo li fermò

perchè un terreno paludoso si trovò.

A Pokonaso quella pianura così attraente

ora non gli piaceva più per niente.

I mirtilli ritornò a cercare

e i genitori non riuscì più a trovare.

Disperato cominciò a chiamare

e la strada si sforzò di ricordare.

Tutto intorno il terreno paludoso era,

quindi decise di non proseguire per quella sera.

Assopiti nell’erba Pokonaso e Okkibuffi si fermarono

e la notte aspettarono.

All’improvviso un’ombra li oscurò

e il viaggio dietro quella figura ricominciò.

Pokonaso il Grande Alce immaginò che fosse

e lo seguì faticosamente su colline e fosse.

Fino ai genitori lo guidò

e Pokonaso raccontando la sua avventura si addormentò

Il nuovo giorno era arrivato

e Pokonaso con la sua famiglia verso casa era andato.

Strada facendo le orme del Grande Alce avevano avvistato

e i resti di tutte le altre creature nel museo di Edimburgo sono conservate.

 

Cap. 4

I NASASTRI

Babbo e Pokonaso vanno a pescare

per procurarsi il mangiare.IMG_1679

Pokonaso i pesci fa scappare

dalla riva in mezzo al mare.

Pokonaso va a cercare qualche legnetto

e il suo Babbo prende un sacco di pesci dal laghetto.

Prende anche dei rametti bruciati,

già usati dai Nasastri.

Pokonaso chiede: “Chi sono i Nasastri?”

“Sono brutti, pericolosi e sono dei mostri.”

Tutta la famiglia si rintana dentro la grotta

aspettando di quei mostri la condotta.

Per stare al sicuro

dovettero costruire un muro.

La paura ben presto sparì

E Pokonaso si allontanò di nuovo di lì.

Gli uomini tornarono a cacciare

e Pokonaso e Okkibuffi andarono in cerca di un alveare.

Non trovarono il miele, ma videro una valle

e Pokonaso a Okkibuffi montò sulle spalle:

vide un gruppo di cacciatori

senza alcuni timori

Pokonaso disse: “Che cuccagna!!!!!”

e si misero alla loro calcagna!!!

Purtroppo i Nasastri erano

che subito li rincorrevano.

Corse a più non posso

ma finì in un fosso.

I Nasastri lo catturarono

ed anche lo legarono.

Lui li dovette seguire mestamente,

ma non gli piaceva per niente.

Arrivati all’accampamento

c’era un grande fuoco in mezzo al campo

e Pokonaso pensò di essere mangiato in un lampo.

Uno di loro lo spinse con un bastoncino

e Pokonaso disse: “Hei, non fare il furbino!

Il grande capo aveva un bianco mantello

che non era per niente bello.

Diventò tutto rosso e si arrabbiò.

Pokonaso  impaurito

pensava di essere arrostito.

Okkibuffi si precipitò giù per il pendio,

siccome la sua pelliccia era scura nessuno lo vide.

Cascò in una delle tende e si incendiò.

E in un momento

prese fuoco tutto l’accampamento.

Senza dire troppo

Pokonaso e Okkibuffi se ne andarono al galoppo.

La luna sorgeva, loro si sbrigarono a tornare

perchè il babbo e la mamma li stavano ad aspettare.

 

Cap. 5

PONZAMUT

Quando Pokonaso a casa è tornato

era tutto bagnato

e dalla Mamma è stato sgridato.

IMG_1682Il KapoKapo arrivò prima del tramonto

e tutti mangiarono molto.

Il KapoKapo raccontò che aveva un mammùt

che si chiamava Ponzamùt.

Poi il KapoKapo si mise a raccontare

quello che da piccolo doveva affrontare.

Ma Ponzamùt aveva un difetto

quello di pensare troppo diretto.

KapoKapo quando era piccolo dovette traslocare

perchè non c’era più da mangiare.

Ma all’ultimo giorno di viaggio

Ponzamùt divenne di ghiaccio.

 

Cap. 6

LA DANZA DEL SOLE

Un giorno, mentre Babbo e Mamma bisbigliavano,

Pokonaso si mise ad ascoltare di cosa parlavano.

Poi il Babbo  disse a Pokonaso: “Ormai grande sei

IMG_1681E una domanda ti farei”.

Così il Babbo del sole gli parlò

e Pokonaso stupito restò.

Il sole le forze stava perdendo

e avevano paura che stesse morendo,

se loro lo volevano salvare

la “danza del sole “ dovevano fare.

E fu così che lavorarono

e molto si stancarono,

raccolsero erba e agrifoglio a pezzetti,

bacche di pungitopo e rametti.

Un abete tagliarono e in uno spiazzo lo piantarono.

Quando fu tutto decorato

il rito fu iniziato.

E  dopo canti e batter di maniIMG_1683

sono iniziati i balli strani.

E quando il cibo fu portato

Pokonaso rimase meravigliato.

Poi ognuno fu chiamato

e un regalo gli fu assegnato.

Pokonaso il suo aprì

e tanta gioia sentì:

due pietre focaie tutte per lui

da utilizzare nei momenti bui.

Dopo questa bella giornata …

l’ora del sole sarebbe tornata!

 

Cap. 7

GLI AMICI DI OKKIBUFFI

Un giorno in cui Okkibuffi era annoiato

andò a fare un giro nel prato,

sentì un odore familiare

e da quello si lasciò guidare.IMG_1684

Giunse sulla collina

e vide una bella sorpresina:

tanti mammut vicini

e anche dei mammuttini.

Okkibuffi andò nel gruppo a giocare

e non si accorse che se ne doveva andare.

Disse agli amici: ”Devo andare via

e tornare a casa mia”.

Gli amici lo accompagnarono

e alla caverna insieme tornarono.

Pokonaso non li riuscì a fermare

quando in casa vollero entrare,

Pokonaso dalla caverna li fece uscire

per ordini del babbo da eseguire.

Guardando gli occhi sotto i ciuffi

riescì a ritrovare Okkibuffi.

Solo loro due riescono a entrare

e gli altri restano fuori a piagnucolare.

Alla fine i genitori li portan con sè

e nei dintorni non si fan più veder!

 

Cap. 8

LA GROTTA DIPINTA

Ai tempi di Pokonaso si dipingeva

e con le mani si faceva,

terra e colori si prendevan

e sulle pareti si spandevan.

Ma la gente di Pokonaso non aveva pittori

erano i Nasastri i veri disegnatori.

IMG_1685Ballavano di fronte alle immagini disegnate

per avere cacce abbondanti e fortunate!

Un giorno Pokonaso decise di andare via

e si infilò dritto in una galleria.

In una caverna illuminata da torce,

vide dei graffiti fatti sulle rocce:

c’erano cavalli, mammut e bisonti

che correvano verso vasti orizzonti.

Ad un certo punto Pokonaso sentì  voci in quantità

e dovette scappare a tutta velocità.

 

 cap. 9

UNA GIGANTESCA PALLA DI NEVE

IMG_1688A Pokonaso la neve faceva impazzire

e a Okkibuffi rabbrividire.

A Pokonaso le orme piaceva inseguire

mentre Okkibuffi preferiva dormire.

Quando nel bosco era entratoIMG_1686

trovò un albero nudo e squarciato.

Con la corteccia dell’albero trovato

uno slittino fu inventato.

Mentre Pokonaso scendeva veloce come il vento

un branco di lupi gli fece spavento.

IMG_1687Pokonaso cercava di scappare

ma i lupi più vicini sentiva arrivare.

Le palle di neve gli tirava

ma per difendersi non gli bastava.

Finalmente Okkibuffi si svegliò

e in  suo soccorso arrivò.

A Okkibuffi la neve dava noiaIMG_1689

ma aiutare Pokonaso fu una gioia.

Inciampando una palla di neve diventò

e i lupi spaventò.

 

Cap.10

POKONASO CAMBIA CASA

Una sera Pokonaso a letto andò

e a piovere cominciò.

IMG_1690Al mattino la pioggia cessò

e Pokonaso a giocare andò.

Il fiume era tanto ingrossato

e stare lì pericoloso era diventato

Babbo e Mamma senza aspettare

una nuova casa doevano  trovare.

Semplice non era stato

perchè tre orsi avevan trovato.

Le loro cose avevan preparato

e il loro viaggio è iniziato.

Alla caverna erano arrivati

mentre gli orsi erano addormentati.

Quando gli orsi erano andati a cacciare

subito tutti nella caverna a portare

tutte le loro cose e la Mamma

aveva messo Pokonaso a nanna.

Gli orsi volevano tornare

ma un muro di pietre dovevano superare,

e quando provavano a entrare

Babbo e la Mamma pronti a picchiare.

Dalla caverna Pokonaso era scappato

e un ramo di spine aveva trovato.

Accanto al fuoco l’aveva posato

e subito si era infuocato.

Per terra il ramo era caduto

e l’orso all’indietro si era seduto.

Al pelo si era attaccato

e il sedere si era bruciato.

In fuga gli orsi erano scappati

dal fuoco spaventati.

Tutti erano felici di averli cacciati

e per sempre allontanati.

Dopo il grande spavento

Pokonaso tornò a casa felice e contento!

 

Cap. 11

POKONASO IL MUSICISTA

Pokonaso tanti zii aveva

ma zio Testarossa lui voleva.

Zio Testarossa  tante cose sapeva fare

e Pokonaso le voleva imparare.

Babbo, Zio Testarossa mal sopporava

perché un nasastro lo considerava;

lo zio sempre regali portava

perché la famiglia adorava.

IMG_1691Lo zio, Pokonaso nel canneto ha portato

e uno zufolo gli ha regalato.

Rientrati  nella loro abitazione

trovarono una grande agitazione:

Pokonaso il suo zufolo aveva suonato con bravura

ma la reazione di tutti fu di gran paura!

Zio  Testarossa deve ripartire

perchè ha il mondo da scoprire.

Un giorno Pokonaso con Okkibuffi nel bosco si addentrò

e tanti buoni frutti trovò

quando fu con la pancia piena

si presentò alla loro vista una iena.

Pokonaso non aveva abbastanza voce per gridare

solo lo zufolo lo poteva aiutare!

Ahimè, lo zufolo non può più servire

uno nuovo ne dovrà costruire!

Con il nuovo zufolo riuscì a chiedere soccorso,

evviva, Babbo subito è accorso.

Con lanci di pietre roventi la iena scappò

Così Pokonaso  il suo zufolo per sempre conservò.

 

 

Cap.12

IL MOSTRO  DI GHIACCIO

Quando Pokonaso era bambino

faceva un po’ freddino.

C’era la Calotta di ghiaccio

e Pokonaso fece un sognaccio.

Era un posto terribile

e c’era un mostro invisibile.

La Calotta di ghiaccio era orrenda e spaventosa

e Pokonaso se ne fece un’idea curiosa.

La Calotta di ghiaccio risplendeva di un rosso infuocato,

tanto che un uomo poteva rimanere accecato.

I mostri di ghiaccio abitavano la Calotta

e non avevano una buona condotta.

La loro forza era così grande

che faceva cadere tante capanne.

IMG_1692Pokonaso sentendo le storie sui mostri

chiese a suo padre che glielo dimostri.

Il Babbo gli disse che sono sciocchezze,

e queste sono certezze.

Allora Pokonaso chiese allo zio Testarossa,

che gli diede un’altra risposta.

Lo zio Testarossa disse che esistevano

ma un buon carattere avevano.

Il Babbo di Pokonaso era un cacciatore esperto,

e voleva far diventare suo figlio un cacciatore perfetto.

Il grande giorno era arrivato

e Pokonaso era emozionato.

Sarebbero andati a cacciare i cavalli,

in giro giù per le valli.

Il branco di cavalli si muoveva piano piano

ma dopo una settimana era già molto lontano.

Tra i cacciotori c’era Nasofino e col suo naso eccezionale

cercò una traccia eventuale.

A Nord puntarono,

ma solo un gran freddo trovarono.

Dei cavalli non c’era più traccia

e non c’era più roba nella bisaccia.

Ma il mattino portò loro una brutta sorpresa

c’era una nebbia che riuscire a vedere era un’impresa.

All’improvviso col giungere della notte

si udì un boato molto forte.

Ammutoliti e infreddoliti,

rimasero lì impietriti.

A un certo punto realizzarono,

che nella Calotta di ghiaccio si trovarono.

Quando apparve la luce del giorno

poterono guardarsi tutt’intorno.

Anche i rumori erano svaniti

come se non fossero mai esistiti .

Ora a casa potevano tornare

ma dovevano prima mangiare.

Mentre tutti andavano a cacciare

Pokonaso fu lasciato nel campo a vegliare.

Pokonaso con circospenzione

si allontanò dalla postazione

durante il suo perlustrare,

fu colpito da un temporale.

Pokonaso cercò rifugio in una grotta

all’interno della calotta.

La caverna era buia come la notte

e si illuminava rare volte.

Quando un lampo balenò

un orribile sorpresa si mostrò.

Sopra di lui torreggiante

si presentò una figura assai agghiacciante.

Pokonaso cercò di scappare,

ma le sue gambe non riusciva a spostare.

Era un mostro gigante,

assai terrificante.

Quando il temporale terminò

il mostro si illuminò.

Pokonaso allora capì

che il grande mostro era congelato lì.

Pokonaso a casa tornò

e tutto raccontò,

ma solo lo zio lo ascoltò.

 

Cap. 13

POKONASO E I CASTORI

Ai tempi di Pokonaso il fuoco era fondamentale,

teneva lontano ogni attacco bestiale.

La caverna del nostro amichetto

era circondata solo da qualche alberetto.

“Tutti al torrente” disse Papà

tanta legna si troverà.

E lungo il fiume cammina, cammina

anche una trota si avvicina.

Disse Pokonaso “Che bell’evento,

avremo un pranzo succulento”.

Per trovar legna da ardere,

per il fuoco poter accendere.

Pokonaso al bosco di betulle arrivò

e tutto accaldato si riposò.

Attraverso una radura, da un alto argine, acqua sgorgava

e tanti tronchi di albero regalava.

Erano dei bei castori

che facevano questi lavori

con i loro aguzzi denti

che erano degli utili strumenti.

Ma Okkibuffi tutto rovinò

il pezzo di legno sbagliato dalla diga dei castori cacciò.

Il Babbo di Pokonaso, che tante trote aveva preso,

d’acqua fangosa venne invaso.

Povero Pokonaso!

Il Babbo perse la pazienza

e non credette alla sua innocenza.

 

Cap. 14

IL VIAGGIO DI POKONASO

A Pokonaso piaceva il fiume che scorreva

vicino alla caverna in cui viveva.

Il fiume in primavera si ingrossava

e alberi e animali morti con sè portava,

Pokonaso si fermava ad osservare

immaginandolo grande come il mare.

Su una spiaggia si trovava

e nell’acqua galleggiare si immaginava.

Un albero caduto lentamente ondeggiava

e lui si chiedeva dove andava…

Verso Okkibuffi si voltò

ma non lo trovò.

Così a casa si avviò

e a far merenda pensò,

ma lungo la riva del fiume un orso nero incontrò.

Pokonaso con i suoi passiIMG_1693

il sonno aveva disturbato,

e così di corsa era scappato.

L’orso lo inseguì

e Pokonaso nell’acqua del fiume fuggì.

Tra i rami dell’albero si rifugiò

ma l’orso lo ritrovò.

Fortunatamente il ramo si spezzò

e Pokonaso si allontanò.

Si allontanò così tanto quella sera

che non sapeva più dov’era.

Il tronco poi alla riva si accostò

e nei rami di un salice si incastrò.

Finalmente Pokonaso sulla terraferma era arrivato

ma non sapeva come a casa sarebbe tornato.

Sulla sabbia camminava

e delle orme trovava.

Camminando, camminando altre tracce calpestava

ma scoprì che erano le sue e che su un’isola si trovava.

Il tronco era sempre lì

e Pokonaso con quello fuggì.

A una sponda voleva arrivare

e il freddo e il buio voleva evitare.

Ma le cose non andarono così

perché la corrente del fiume il tronchetto inghiottì,

Pokonaso rabbrividì…

ma come potevo uscire di lì?

All’improvviso qualcosa sentì…

era un ramo che sporgeva lì.

Per la forza della disperazione si tirò su

e fu così che non cadde giù.

Sulla terraferma arrivò

e davanti al fuoco si rannicchiò.

All’improvviso alcune voci sentì

e Pokonaso gli occhi aprì.

Un dubbio egli aveva: la sua storia era vera?

Molte domande faceva alla sua famiglia

che lo ascoltarono con meraviglia!

Il Babbo lo tranquillizzò

e il corso del suo viaggio gli mostrò.

Il fiume e il gorgo spaventoso

che Pokonaso aveva visto nel suo viaggio avventuroso,

vicino alla sua caverna si trovava

aldilà della collina dove abitava.

Pokonaso trovò tutto questo abbastanza sciocco

e aspettò un po’ di tempo a tornare sul fiume a fare qualche balocco.

 

Cap. 15

POKONASO L’EROE

Era un pomeriggio piovoso

e Pokonaso era pensieroso.

Suo babbo arrabbiato

lo aveva sgridato.

A caccia Pokonaso era maldestroIMG_1696

e ogni tentativo era funesto!

“Alla tua età” disse suo babbo

“lanciavo la lancia con un po’ di sgarbo!!

Tu invece nel cacciare

solo pellicce sai centrare”.

Pokonaso  voleva imparare a cacciare

allora una buca iniziò a scavare.

La ricoprì con rami e foglie

e non aveva più voglie

voleva farci cadere un rinoceronte

che scendeva giù dal monte.

Aveva una vanga  d’osso per scavare

e la terra si mise a tremare

c’ erano radici e sassi

ma ripulì tutto con pochi passi.

Gli dolevano le IMG_1695braccia e la schiena

e all’ora di cena

non vedeva l’ora di farsi la pancia piena.

Il buco era profondo

e lo nascose con un cespuglio là in fondo.

 

Tornò a casa e babbo non c’era

e lui si domandò  dov’era.

Nella buca che aveva scavatoIMG_1694

suo babbo era cascato,

con un ramo tagliato a metà

tirò fuori il babbo da là.

IMG_1697

Di quella mpresa eran tutti contenti

in quella serata ricordarono quei momenti.

Non pensate che Pokonaso sia un eroe adesso

perché, per fortuna, è rimasto lo stesso.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Continua
AdminPOKONASO IN RIMA

UN PO’ DI GEOMETRIA

Per un punto passano infinite rette.

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INTERROGAZIONE DI GEOMETRIA

La maestra chiede a Pierino:

WP_20150109_001– Mi sai dire perchè due rette parallele non si incontrano mai?

– Mah… non saprei, signora maestra – dice Pierino – forse non si sono mai date appuntamento!WP_20150303_006

 

 

 

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FILASTROCCA DELLE FORME!

Sono il CERCHIO rubicondo, giro solo tutto il mondo. Io lo giro in bicicletta pedalando senza fretta!

Sono il QUADRATO con quattro angoletti, sono perfetto, non ho difetti, da quattro lati sono formato. Sono felice e mai arrabbiato!

Sono il TRIANGOLO con il cappello, con tre punte e con l’ombrello. Sono molto spiritoso e un pochino vanitoso!

Sono il rettangolo non sono perfetto ma ogni mio angolo si può dire retto, le parallele sono il mio forte di me son fatte tutte le porte!

                                                                 Figure geometriche

IMG_1805TRIANGOLO mi han chiamato
da tre punte son formato
sono un po’ spigoloso,
ma non son pericoloso
Son QUADRATO e son perfetto
assomiglio a un fazzoletto,
se mi allungo un pochino
faccio un bel RETTANGOLINO.

 

Filastrocca

Con il parallelogramma
dialogare è sempre un dramma,

ma il rettangolo va dritto,
alla lode avrebbe diritto.

IMG_1772Il quadrato ha quattro lati:
tutti uguali son squadrati;

la sua forma è regolare,
è un poligono esemplare.

Poi c’è il rombo, non di tuono:
anzi, credo porti il tempo buono.

Il triangolo è una forma geometrichina,
che per ben due volte diventa trina;

ha bisogno della nostra attenzione
affinché s’impari la lezione.

Quadrilatero è il trapezio
e anche con lui c’è qualche screzio.

All’esagono, quello preciso,
conviene si faccia un sorriso;

quindi c’è, di perfezione,
noto a tutti, un gran campione:IMG_1798

il signor cerchio è imparziale,
la distanza dal centro è sempre uguale.

Tutti sanno che il cubo
non somiglia certo a un tubo,

il parallelepipedo non tanto amiamo,
forse le sue formule un po’ ignoriamo.

WP_20150506_17_48_37_ProVa da sé, di conseguenza,
che di alcuni solidi non c’è presenza:

il cilindro e l’amico cono
in effetti non ci sono,

con piramide più sfera,
dormon sodo e buona sera.

Nel computer vogliono andare
e in internet navigare;

il programma è molto vario,
non basta più il sussidiario.

Tutto va studiato con piacere
se un buon risultato si vuole ottenere.

Le figure non stanno inerti,
perché noi alunni si diventi ESPERTI!WP_20150311_022

WP_20150303_005

Continua
AdminUN PO’ DI GEOMETRIA

MAMMA

                                                           Grazie mamma
foto 1Grazie perché mi hai dato la tenerezza delle tue carezze,
il bacio della buona notte il tuo sorriso premuroso,
la dolce tua mano che mi dà sicurezza.
Hai asciugato in segreto le mie lacrime,
hai incoraggiato i miei passi, hai corretto i miei erroi.
Hai protetto il mio cammino,
hai educato il mio spirito, con saggezza e con amore,
mi hai introdotto alla vita.
E mentre vegliavi con cura su di me trovavi il tempofoto 1
per i mille lavori di casa.
Tu non hai mai pensato di chiedere un grazie.
Grazie mamma.

re

 

 

 

 

 

LA FESTA DELLA MAMMA

Mamma mia ti vorrei regalare un fiorefoto 1

pieno di colore e amore,

perché tu sei così bella

che sembri una stella!

Sei così piena di lavoro

teChe ti dovrebbero pagare con l’oro

Cara mamma il tuo bel sorriso

Mi mette le ali e mi porta in paradiso.

I tuoi occhi son diamanti

Così belli e luccicanti,

il tuo grande cuore

mi regala tanto amore.

 

 

 

 

 

Continua
AdminMAMMA

LE PIANTE

WP_20150506_17_47_53_Pro                             

    LA CAMELIA

la camelia proviene dal Giappone.E’  una pianta da giardino, fiorisce in inverno  e in primavera. Ha dei fiori molto belli e di diversi colori. le foglie sono di un del verde scuro brillante e hanno una forma un pò a scudo. Il fusto è robusto e ruvido.Se trova l’ambiente giusto può diventare un albero

 

 

 

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IL GIRASOLE

 

Il girasole appartiene alla famiglia delle ASTERACEE ed è originario del SUD AMERICA , in particolare del PERU’. Questo fiore fu portato e diffuso in Europa dai primi esploratori europei durante il XVI secolo. Già gli INCAS conoscevano la proprieta’ alimentare del girasole: i suoi semi sono infatti commestibili ed utilizzabili in cucina e da essi si puo’ ricavare l’ olio di semi di girasole. Arrivato in Europa questo fiore fu utilizzato non solo in ambito alimentare, ma anche come elemento decorativo.

WP_20150506_17_47_43_ProLA ROSA

La rosa è un fiore che se viene coltivato può rimanere in vita anche nelle stagioni più fredde  come l’autunno e l’inverno.Però le rose selvatiche,cioè quelle rose che non vengono coltivate, non possono sopravvivere alle stagioni troppo fredde, perchè in natura sono fiori estivi.Infatti nel terrazzo ci sono tre piante di rosa e in queste settimane hanno fatto molti piccoli boccioli che tra qualche mese diventeranno rose.La prima pianta di rosa farà le rose rosse,la seconda pianta mi sembra di ricordare rosa e la terza pianta arancione.La rosa ha le radici che sostengono un solo tronco da cui nascono molti altri piccoli tronchi; i tronchi che spuntano fuori dal tronco sostenuto dalle radici si chiamano gambi.I gambi sono di colore verde o marrone.Le rose che nascono spontaneamente a volte formano un roseto, cioè un insieme di rose La protezione della rosa  sono le spine intorno al gambo.Le rose sono un fiore nazionale e venivano usate molto a fermaglio quando ci si sposava.Tempo fa non andavano di moda gli abiti bianchi e quando ci  si sposava, si mettevano abiti semplici pieni di rose;sul petto si metteva una spilla a forma di rosa e il bouquet era composto da molti fiori soprattutto rose non solo rosse, ma anche bianche, rosa, arancioni ecc. ecc…

 

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IL GERANIO

Il geranio è una pianta che fiorisce d’estate. I suoi fiori sono di colore rosso, rosa, fucsia o bianchi. Le foglie sono pelose a forma di cuore. Nelle case e nei terrazzi si coltiva sopratutto il geraneo zonale. E’ una pianta di origine africana; il suo campo è composto da piccole foglioline dalle quali sbocceranno nuovi fiori. il Geranio è una pianta latifoglie e sempreverde.

 

 

 

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