Storie e Racconti

FIABE

   I DUE SCOIATTOLI

IMG_1707Un giorno uno scoiattolino di nome Cip cominciò a giocare con la sua palla. Ad un certo punto uno scoiattolino  di nome Freccia gli chiese: ”Posso giocare con te?” e Cip rispose: ”Certo!”. Passarono sedici anni e i due scoiattolini diventarono ragazzini. Un giorno venne l’ora di pranzo, salirono su di un albero e videro una noce gigantesca e Cip disse: ”Quella noce è mia”,”No! E’ mia” rispose Freccia e così litigarono fino all’ora di cena. Quando si convinsero a dividerla a metà, diventarono amici per sempre!

IL  PRINCIPE  SENZA  CORAGGIO

IMG_1705Tanto tempo fa, in un palazzo, viveva una principessa di nome Selina, che aveva come padre un re il quale era molto  amato dalla gente del paese. La principessa era bella e sportiva,  diversa da tutte le altre principesse. Il re cercava sempre di  insegnarle le buone maniere, ma lei non lo ascoltava. In cima a una montagna nascosta da rocce e alberi viveva  una strega  cattiva, di nome Straccetta, chiamata così perché il suo terribile  incantesimo trasformava tutti in stracci. La strega teneva  prigioniero  Briche, un principe bellissimo, diverso dagli altri  principi, perché non era coraggioso e aveva paura del buio! Quando la  principessa lo venne a sapere pensò di dover fare qualcosa per aiutarlo. La principessa si svegliò all’alba e partì senza farsi vedere da nessuno. Arrivata alla casetta entrò senza nemmeno bussare…come era abituata! Vide la strega che inutilmente provava a farsi bella; si nascose in un angolo da dove sentì uno strano rumore, la principessa si voltò e vide il principe legato, che si dimenava. La principessa avrebbe voluto liberarlo, ma era inutile, perché era chiuso nelle segrete e la forza della principessa non era abbastanza da rompere le sbarre. Per fortuna la principessa era molto intelligente e riuscì a passare attraverso le sbarre. Liberò il principe molto velocemente  e iniziarono a percorrere  il lungo corridoio. Mentre la strega  passava dal corridoio vide Selina, ma non il principe, perché era nascosto dietro di lei, la strega urlò: “Trasformerò anche te in stracci e ti userò per pulire il bagno”. Il principe si decise a farsi coraggio e si nascose dietro una colonna. Al momento giusto, quando la strega  aveva appena effettuato l’incantesimo, gli tirò una spinta; l’incantesimo si rifletté sulla  finestra tornando indietro, trasformando la strega in stracci! La principessa prese per la mano il principe e iniziarono a correre. Arrivati a palazzo la principessa chiese al principe: “Perché non ti sei liberato da solo, se passare attraverso le sbarre era tanto semplice?” e il principe rispose: “Ero rimasto paralizzato dal buio, ma quando sei arrivata tu ho trovato il coraggio e adesso non ho più paura”. La principessa fu felice di essere stata lei a salvare un principe e dopo poco si sposarono e vissero per sempre … FELICI E CONTENTI!!!

La principessa imprigionata

IMG_1704C’era una volta, tanto tempo fa, una principessa che viveva in un immenso castello. Un giorno, una brutta strega, rapì la principessa e la intrappolò nella cella del suo castello. Una volta quando la strega era entrata per darle da mangiare la principessa  si accorse che la strega teneva le chiavi del castello nella tasca del vestito e, d’istinto, la principessa  la fece inciampare. La strega preoccupata di rialzarsi non si accorse di aver perso le chiavi. La principessa le raccolse e se le mise in tasca senza farsi scoprire. La principessa un giorno vide dalla finestrella della cella passare un principe a cavallo e pensò di  buttare giù le chiavi, nella speranza che il principe se ne accorgesse. Il principe sentì un rumore e incuriosito andò a vedere. Scoprì per terra un mazzo di chiavi; alzò lo sguardo e vide sventolare da una finestra del castello un fazzoletto bianco. Capì che qualcuno stava chiedendo aiuto. Decise allora di entrare. Con la chiave  più grossa  aprì il portone del castello. Si mise a girare tra  sale  e  corridoi e ad un tratto udì un canto. Si avvicinò e capì che dietro quella porta doveva esserci rinchiuso qualcuno. Provò  tutte le chiavi finché  non trovò quella giusta. La porta si aprì e scoprì una bellissima fanciulla che gli raccontò di essere stata rinchiusa in quella cella da una strega cattiva. Decisero di  fuggire insieme. Riattraversarono tutte le sale e i corridoi stando attenti che la strega non si accorgesse di loro. Riuscirono finalmente a raggiungere il portone e si allontanarono. La principessa e il principe decisero di vivere la loro vita insieme e. . . . . . . . vissero felici e contenti.

IL PRINCIPE CORAGGIOSO

IMG_1698C’ era una volta, in un castello, un principe molto coraggioso. Era molto bello, alto, elegante, altruista e non sopportava che le persone del proprio paese soffrissero. Da qualche tempo il tranquillo paese dove viveva era diventato un paese molto agitato a causa di un terribile orco.  Era tanto grande di statura da incutere timore alla sola vista, e durante le sue scorribande era solito rubare e rapire le fanciulle più belle del paese. Un giorno l’orco  rapì la fanciulla di cui il principe era innamorato e la portò in una casupola nella foresta. Il principe infuriato uscì dal castello sul suo cavallo  nero per andare alla ricerca della fanciulla rapita. Purtroppo però, dopo un’intera giornata ritornò al castello disperato senza essere riuscito a trovarla. Il giorno dopo consultò un mago che gli consegnò una spada magica e attraverso  la sfera di cristallo gli indicò dove era  tenuta prigioniera la fanciulla. Il principe sconfisse l’orco, liberò la fanciulla e dopo poco tempo si sposarono e vissero tutti felici e contenti.

GRAZIE ALLA MAGIA!

IMG_1709C’era una volta una ragazza di 12 anni che viveva in una casetta nel bosco; si chiamava Ella. Viveva in casa da sola senza padre né madre, ma aveva un cucciolo di cane di nome Gulasto, lo so fa ridere, l’ha chiamato così perché  gli ricordava il gelato! Un giorno decise di andare al mercato; al mercato vide uno specchio magico, ma lei non sapeva che lo era. Purtroppo Ella non aveva abbastanza soldi per acquistarlo, ma tornò la settimana dopo e lo comprò.  Il Re di quel reame aveva due figlie gemelle, anch’esse cercavano quello specchio perché erano brutte: piene di brufoli,  con i capelli arruffati  e  solo lo specchio  fatato avrebbe potute renderle belle. Il Re ordinò che tutti  gli specchi del reame dovevano essere portati alla reggia. Ella portò il suo specchio alle gemelle; le due nello strapparglielo dalle mani lo ruppero e una scheggia entrò nell’occhio  di Ella. Le lacrime della ragazza caddero sul pelo di Gulasto che, magicamente si trasformò in un mago. Subito tolse la scheggia dall’occhio di Ella, trasformò le gemelle in criceti e aggiustò lo specchio. Ella desiderò un principe, il mago lo fece apparire tra mille scintille luminose, si sposarono e vissero felici e contenti!!

L’avventure di  Josh

In un tempo molto molto lontano, c’era un re di nome Josh. Il re era alto, aveva capelli castani e lisci, e la carnagione chiara. Indossava un mantello blu sopra un vestito rosso fuoco. In  testa aveva una corona tempestata da pietre preziose dai colori accesi. Governava bene ed era amato da tutti i suoi sudditi, anche se nel suo cuore c ‘era tantissima tristezza. Il re Josh era infelice perché era solo; certo aveva la corte, ma gli mancava una compagna.  Allora il gatto di corte, che era un gatto  parlante disse al re: -Organizza un grande concorso per tutte le principesse del regno!-.  Il re allora organizzò un concorso, c’erano molte prove da superare, come abilità, portamento, gentilezza e saggezza. Ma nessuna principessa lo stupì, nemmeno al ballo!!!! Passarono gli anni, il re, un giorno, andò nel bosco per cacciare. Quando smontò da cavallo incontrò una ragazza di nome Saraide. Mentre Saraide dava del cibo ai suoi animali, inciampò nel mantello del re. I due si misero a chiacchierare. Il re tornò più volte da Saraide per parlare con lei, e dopo un mese si innamorarono e così decisero di sposarsi. Mentre si stavano sposando arrivò Morgana, una fata cattiva,  assai invidiosa di Saraide. Morgana con un incantesimo fece scomparire il re. Saraide allora, cominciò a cercarlo dappertutto. Dopo tanto cercare lo trovò nascosto in  una casetta in mezzo alla foresta. Il re era chiuso dentro una stanza con una porta a sbarre sorvegliata da una guardia che aveva un aspetto feroce. Saraide aspettò che la guardia si assopisse. A quel punto prese la chiave che era appesa al muro, a qualche metro di distanza,  sbloccò la serratura stando molto attenta a non svegliare la guardia. Quando il re fu liberato volle combattere con Morgana, ma quando essa stava per trasformarlo in un rospo con un suo incantesimo arrivò Floridiana: una fatina buona  che annullò i poteri di Morgana la quale, sconfitta, fu trasformata in tanti bei fiori. Da quel giorno vissero tutti felici e contenti!!!!

La spada magica

IMG_1706C’era una volta, tanto tempo fa, in un castello, un  principe che si chiamava Alberto. Il principe era alto e magro ed era coraggioso perché tutte le volte che qualcuno era in pericolo interveniva per salvarlo. Durante una serata di pioggia, una strega molto cattiva, travestita da contadina, bussò al portone del castello per cercare riparo. Con questa scusa la strega entrò nel castello e con un incantesimo trasformò tutti gli abitanti del castello in statue di pietra. Fortunatamente il principe non era nel castello perché era andato a caccia di cervi.  Appena tornato al castello si rese conto che era accaduto qualcosa di magico e corse dal suo amico mago del bosco per farsi aiutare. Il mago capì subito che era stata la strega cattiva e decise di aiutare  il principe Alberto rendendo la sua spada magica. Alberto tornò al castello e sfidò la strega  a duello. Dopo una lunga battaglia il principe ammazzò la strega e ruppe l’incantesimo. Per festeggiare la vittoria fecero una festa che durò due giorni, e vissero tutti felici e contenti.

 

  Il principe golosone

IMG_1708C’era una volta, tanto tempo fa, un principe golosone che abitava in un castello. Il principe mangiava di tutto e lasciava sempre il piatto vuoto. Un giorno, mentre il principe stava cucinando, di nascosto entrò una strega e mise del veleno sul cibo del principe e andò via. Il principe stava per mettere in bocca il cibo quando, all’improvviso, comparve un mago che gli disse: “Non mangiare, la strega ci ha messo il veleno!”. Il principe rispose : “Ma io non ce la faccio a resistere, ho troppa fame!”. Il mago allora disse: “Vai al pozzo e prendi dell’acqua, poi torna qui e versarla sul cibo” “Ma io non posso correre, ho il pancione!”.  “Allora ti aiuterò io, prendi questo cavallo e corri più veloce che puoi!”. Quando il principe arrivò al pozzo prese l’acqua e corse subito al castello con l’aiuto del cavallo, mise l’acqua sul cibo e mangiò felice e contento.

Alesandro

SI SALVI CHI PUÒ

IMG_1701C’era una volta una bellissima principessa che viveva in un castello insieme alla sua matrigna, che la odiava anche se non lo dimostrava. Un giorno, arrivò un affascinante  cavaliere che era anche un medico e proprio al suo arrivo la matrigna della principessa si sentì male e subito chiese aiuto al principe. Lui le  preparò subito una semplice pozione, però sbagliò gli ingredienti e la matrigna, quando la bevve, divenne un mostro e rinchiuse la principessa nella torre più alta del suo castello. Il principe venne a sapere dell’accaduto, decise di salvare la principessa, così prese la sua spada magica e andò a combattere con la matrigna-mostro. Dopo lunghi combattimenti il principe sconfisse la matrigna-mostro, e salvò la principessa, la sposò, divennero re e regina e vissero felici e contenti.

 

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Continua
AdminFIABE

POKONASO IN RIMA

Cap. 1

POKONASO INCONTRA OKKIBUFFI

IMG_1673Pokonaso era un bambino

con il naso piccolino,

combinava molti guai

 

 

 

 

e non ascoltava mai!

Pokonaso è stato attento pocoIMG_1674

e ha fatto spengere il fuoco!

A Neanderthal c’erano tanti animali

ma non normali!

Il giorno dopo va al mercato

dove non era mai stato,

IMG_1675con il ciottolo trovato

un mammùt ha comprato

che di nome non fa Fuffi

ma si chiama Okkibuffi.

Ritornando dalla festa

si è perso nella foresta,

il suo babbo che borbotta

lo riporta alla grotta

Okkibuffi il suo amichetto

tutta la notte lo ha protetto.

 

Cap. 2

LA COLLANA DI CONCHIGLIE

La collana di conchiglie della zia,

fa venire alla mamma un po’ di gelosia.IMG_1677

Le conchiglie sono al mare,

Pokonaso le dovrà trovare

se una bella collana alla mamma vuol fare!

Pokonaso non dormì,

ma, all’aurora svegliò Okkibuffi e partì.

Al mare son arrivati

ma lungo la strada dei pericoli ci sono stati:

un orso affamato

e un rinoceronte assonnato;

Pokonaso al mare era  arrivato

ma nessuna conchiglia aveva trovato.

La mattina  non c’era più il mare

e le conchiglie riesce a trovare:

tante forme, bei coloriIMG_1676

come un prato di tanti fiori.

Mentre con la sabbia Pokonaso giocava

l’acqua piano piano tornava.

L’acqua era alta, se sulla spiaggia voleva tornare

sulla groppa di Okkibuffi doveva montare.

Al ritorno Babbo arrabbiato,

chiese a Pokonaso “Dove sei stato?”

Alla fine tutto è perdonato

e, la collana di conchiglie Pokonaso alla mamma ha regalato!

 

Cap. 3

IL GRANDE ALCE

La caverna dove Pokonaso viveva

IMG_1678si trovava vicino a un torrente che scorreva.

Il fiume era poco profondo

e del panorama si vedeva solo lo sfondo.

Quando poi diventa più stretto

risaliva alla valle svelto svelto.

Poi precipitava in tante cascatelle

e formava le acque del lago molto belle.

A Pokonaso piaceva salire fino in cima alla valle,

si arrampicava e raggiungeva il lago con le sue spalle.

In estate Pokonaso e Okkibuffi guardavano

i pesci nel lago che guizzavano.

E un giorno, mentre a tirare i sassi nel lago giocavano,

Pokonaso fece uno scherzo al suo amico e litigarono:

un urlo assordante nell’orecchio gli emanò

e Okkibuffi arrabbiato verso un cespuglio se ne andò.

Okkibuffi con un osso si bucò

e Pokonaso lo raggiunse e lo aiutò.

Pokonaso quell’osso voleva riprendere

ma scoprì che era un corno e non lo riusciva a prendere.

Verso casa si avviò

e la sua scoperta raccontò.

Il Babbo meravigliato al Grande Alce pensò

e la sua leggenda gli raccontò.

Pokonaso stupito a letto andò

e nei suoi sogni lo immaginò.

La mattina seguente con i genitori a prendere i mirtilli andò,

e dopo averli raccolti tanti su una collina giocò.

Con un urlo improvviso il babbo li fermò

perchè un terreno paludoso si trovò.

A Pokonaso quella pianura così attraente

ora non gli piaceva più per niente.

I mirtilli ritornò a cercare

e i genitori non riuscì più a trovare.

Disperato cominciò a chiamare

e la strada si sforzò di ricordare.

Tutto intorno il terreno paludoso era,

quindi decise di non proseguire per quella sera.

Assopiti nell’erba Pokonaso e Okkibuffi si fermarono

e la notte aspettarono.

All’improvviso un’ombra li oscurò

e il viaggio dietro quella figura ricominciò.

Pokonaso il Grande Alce immaginò che fosse

e lo seguì faticosamente su colline e fosse.

Fino ai genitori lo guidò

e Pokonaso raccontando la sua avventura si addormentò

Il nuovo giorno era arrivato

e Pokonaso con la sua famiglia verso casa era andato.

Strada facendo le orme del Grande Alce avevano avvistato

e i resti di tutte le altre creature nel museo di Edimburgo sono conservate.

 

Cap. 4

I NASASTRI

Babbo e Pokonaso vanno a pescare

per procurarsi il mangiare.IMG_1679

Pokonaso i pesci fa scappare

dalla riva in mezzo al mare.

Pokonaso va a cercare qualche legnetto

e il suo Babbo prende un sacco di pesci dal laghetto.

Prende anche dei rametti bruciati,

già usati dai Nasastri.

Pokonaso chiede: “Chi sono i Nasastri?”

“Sono brutti, pericolosi e sono dei mostri.”

Tutta la famiglia si rintana dentro la grotta

aspettando di quei mostri la condotta.

Per stare al sicuro

dovettero costruire un muro.

La paura ben presto sparì

E Pokonaso si allontanò di nuovo di lì.

Gli uomini tornarono a cacciare

e Pokonaso e Okkibuffi andarono in cerca di un alveare.

Non trovarono il miele, ma videro una valle

e Pokonaso a Okkibuffi montò sulle spalle:

vide un gruppo di cacciatori

senza alcuni timori

Pokonaso disse: “Che cuccagna!!!!!”

e si misero alla loro calcagna!!!

Purtroppo i Nasastri erano

che subito li rincorrevano.

Corse a più non posso

ma finì in un fosso.

I Nasastri lo catturarono

ed anche lo legarono.

Lui li dovette seguire mestamente,

ma non gli piaceva per niente.

Arrivati all’accampamento

c’era un grande fuoco in mezzo al campo

e Pokonaso pensò di essere mangiato in un lampo.

Uno di loro lo spinse con un bastoncino

e Pokonaso disse: “Hei, non fare il furbino!

Il grande capo aveva un bianco mantello

che non era per niente bello.

Diventò tutto rosso e si arrabbiò.

Pokonaso  impaurito

pensava di essere arrostito.

Okkibuffi si precipitò giù per il pendio,

siccome la sua pelliccia era scura nessuno lo vide.

Cascò in una delle tende e si incendiò.

E in un momento

prese fuoco tutto l’accampamento.

Senza dire troppo

Pokonaso e Okkibuffi se ne andarono al galoppo.

La luna sorgeva, loro si sbrigarono a tornare

perchè il babbo e la mamma li stavano ad aspettare.

 

Cap. 5

PONZAMUT

Quando Pokonaso a casa è tornato

era tutto bagnato

e dalla Mamma è stato sgridato.

IMG_1682Il KapoKapo arrivò prima del tramonto

e tutti mangiarono molto.

Il KapoKapo raccontò che aveva un mammùt

che si chiamava Ponzamùt.

Poi il KapoKapo si mise a raccontare

quello che da piccolo doveva affrontare.

Ma Ponzamùt aveva un difetto

quello di pensare troppo diretto.

KapoKapo quando era piccolo dovette traslocare

perchè non c’era più da mangiare.

Ma all’ultimo giorno di viaggio

Ponzamùt divenne di ghiaccio.

 

Cap. 6

LA DANZA DEL SOLE

Un giorno, mentre Babbo e Mamma bisbigliavano,

Pokonaso si mise ad ascoltare di cosa parlavano.

Poi il Babbo  disse a Pokonaso: “Ormai grande sei

IMG_1681E una domanda ti farei”.

Così il Babbo del sole gli parlò

e Pokonaso stupito restò.

Il sole le forze stava perdendo

e avevano paura che stesse morendo,

se loro lo volevano salvare

la “danza del sole “ dovevano fare.

E fu così che lavorarono

e molto si stancarono,

raccolsero erba e agrifoglio a pezzetti,

bacche di pungitopo e rametti.

Un abete tagliarono e in uno spiazzo lo piantarono.

Quando fu tutto decorato

il rito fu iniziato.

E  dopo canti e batter di maniIMG_1683

sono iniziati i balli strani.

E quando il cibo fu portato

Pokonaso rimase meravigliato.

Poi ognuno fu chiamato

e un regalo gli fu assegnato.

Pokonaso il suo aprì

e tanta gioia sentì:

due pietre focaie tutte per lui

da utilizzare nei momenti bui.

Dopo questa bella giornata …

l’ora del sole sarebbe tornata!

 

Cap. 7

GLI AMICI DI OKKIBUFFI

Un giorno in cui Okkibuffi era annoiato

andò a fare un giro nel prato,

sentì un odore familiare

e da quello si lasciò guidare.IMG_1684

Giunse sulla collina

e vide una bella sorpresina:

tanti mammut vicini

e anche dei mammuttini.

Okkibuffi andò nel gruppo a giocare

e non si accorse che se ne doveva andare.

Disse agli amici: ”Devo andare via

e tornare a casa mia”.

Gli amici lo accompagnarono

e alla caverna insieme tornarono.

Pokonaso non li riuscì a fermare

quando in casa vollero entrare,

Pokonaso dalla caverna li fece uscire

per ordini del babbo da eseguire.

Guardando gli occhi sotto i ciuffi

riescì a ritrovare Okkibuffi.

Solo loro due riescono a entrare

e gli altri restano fuori a piagnucolare.

Alla fine i genitori li portan con sè

e nei dintorni non si fan più veder!

 

Cap. 8

LA GROTTA DIPINTA

Ai tempi di Pokonaso si dipingeva

e con le mani si faceva,

terra e colori si prendevan

e sulle pareti si spandevan.

Ma la gente di Pokonaso non aveva pittori

erano i Nasastri i veri disegnatori.

IMG_1685Ballavano di fronte alle immagini disegnate

per avere cacce abbondanti e fortunate!

Un giorno Pokonaso decise di andare via

e si infilò dritto in una galleria.

In una caverna illuminata da torce,

vide dei graffiti fatti sulle rocce:

c’erano cavalli, mammut e bisonti

che correvano verso vasti orizzonti.

Ad un certo punto Pokonaso sentì  voci in quantità

e dovette scappare a tutta velocità.

 

 cap. 9

UNA GIGANTESCA PALLA DI NEVE

IMG_1688A Pokonaso la neve faceva impazzire

e a Okkibuffi rabbrividire.

A Pokonaso le orme piaceva inseguire

mentre Okkibuffi preferiva dormire.

Quando nel bosco era entratoIMG_1686

trovò un albero nudo e squarciato.

Con la corteccia dell’albero trovato

uno slittino fu inventato.

Mentre Pokonaso scendeva veloce come il vento

un branco di lupi gli fece spavento.

IMG_1687Pokonaso cercava di scappare

ma i lupi più vicini sentiva arrivare.

Le palle di neve gli tirava

ma per difendersi non gli bastava.

Finalmente Okkibuffi si svegliò

e in  suo soccorso arrivò.

A Okkibuffi la neve dava noiaIMG_1689

ma aiutare Pokonaso fu una gioia.

Inciampando una palla di neve diventò

e i lupi spaventò.

 

Cap.10

POKONASO CAMBIA CASA

Una sera Pokonaso a letto andò

e a piovere cominciò.

IMG_1690Al mattino la pioggia cessò

e Pokonaso a giocare andò.

Il fiume era tanto ingrossato

e stare lì pericoloso era diventato

Babbo e Mamma senza aspettare

una nuova casa doevano  trovare.

Semplice non era stato

perchè tre orsi avevan trovato.

Le loro cose avevan preparato

e il loro viaggio è iniziato.

Alla caverna erano arrivati

mentre gli orsi erano addormentati.

Quando gli orsi erano andati a cacciare

subito tutti nella caverna a portare

tutte le loro cose e la Mamma

aveva messo Pokonaso a nanna.

Gli orsi volevano tornare

ma un muro di pietre dovevano superare,

e quando provavano a entrare

Babbo e la Mamma pronti a picchiare.

Dalla caverna Pokonaso era scappato

e un ramo di spine aveva trovato.

Accanto al fuoco l’aveva posato

e subito si era infuocato.

Per terra il ramo era caduto

e l’orso all’indietro si era seduto.

Al pelo si era attaccato

e il sedere si era bruciato.

In fuga gli orsi erano scappati

dal fuoco spaventati.

Tutti erano felici di averli cacciati

e per sempre allontanati.

Dopo il grande spavento

Pokonaso tornò a casa felice e contento!

 

Cap. 11

POKONASO IL MUSICISTA

Pokonaso tanti zii aveva

ma zio Testarossa lui voleva.

Zio Testarossa  tante cose sapeva fare

e Pokonaso le voleva imparare.

Babbo, Zio Testarossa mal sopporava

perché un nasastro lo considerava;

lo zio sempre regali portava

perché la famiglia adorava.

IMG_1691Lo zio, Pokonaso nel canneto ha portato

e uno zufolo gli ha regalato.

Rientrati  nella loro abitazione

trovarono una grande agitazione:

Pokonaso il suo zufolo aveva suonato con bravura

ma la reazione di tutti fu di gran paura!

Zio  Testarossa deve ripartire

perchè ha il mondo da scoprire.

Un giorno Pokonaso con Okkibuffi nel bosco si addentrò

e tanti buoni frutti trovò

quando fu con la pancia piena

si presentò alla loro vista una iena.

Pokonaso non aveva abbastanza voce per gridare

solo lo zufolo lo poteva aiutare!

Ahimè, lo zufolo non può più servire

uno nuovo ne dovrà costruire!

Con il nuovo zufolo riuscì a chiedere soccorso,

evviva, Babbo subito è accorso.

Con lanci di pietre roventi la iena scappò

Così Pokonaso  il suo zufolo per sempre conservò.

 

 

Cap.12

IL MOSTRO  DI GHIACCIO

Quando Pokonaso era bambino

faceva un po’ freddino.

C’era la Calotta di ghiaccio

e Pokonaso fece un sognaccio.

Era un posto terribile

e c’era un mostro invisibile.

La Calotta di ghiaccio era orrenda e spaventosa

e Pokonaso se ne fece un’idea curiosa.

La Calotta di ghiaccio risplendeva di un rosso infuocato,

tanto che un uomo poteva rimanere accecato.

I mostri di ghiaccio abitavano la Calotta

e non avevano una buona condotta.

La loro forza era così grande

che faceva cadere tante capanne.

IMG_1692Pokonaso sentendo le storie sui mostri

chiese a suo padre che glielo dimostri.

Il Babbo gli disse che sono sciocchezze,

e queste sono certezze.

Allora Pokonaso chiese allo zio Testarossa,

che gli diede un’altra risposta.

Lo zio Testarossa disse che esistevano

ma un buon carattere avevano.

Il Babbo di Pokonaso era un cacciatore esperto,

e voleva far diventare suo figlio un cacciatore perfetto.

Il grande giorno era arrivato

e Pokonaso era emozionato.

Sarebbero andati a cacciare i cavalli,

in giro giù per le valli.

Il branco di cavalli si muoveva piano piano

ma dopo una settimana era già molto lontano.

Tra i cacciotori c’era Nasofino e col suo naso eccezionale

cercò una traccia eventuale.

A Nord puntarono,

ma solo un gran freddo trovarono.

Dei cavalli non c’era più traccia

e non c’era più roba nella bisaccia.

Ma il mattino portò loro una brutta sorpresa

c’era una nebbia che riuscire a vedere era un’impresa.

All’improvviso col giungere della notte

si udì un boato molto forte.

Ammutoliti e infreddoliti,

rimasero lì impietriti.

A un certo punto realizzarono,

che nella Calotta di ghiaccio si trovarono.

Quando apparve la luce del giorno

poterono guardarsi tutt’intorno.

Anche i rumori erano svaniti

come se non fossero mai esistiti .

Ora a casa potevano tornare

ma dovevano prima mangiare.

Mentre tutti andavano a cacciare

Pokonaso fu lasciato nel campo a vegliare.

Pokonaso con circospenzione

si allontanò dalla postazione

durante il suo perlustrare,

fu colpito da un temporale.

Pokonaso cercò rifugio in una grotta

all’interno della calotta.

La caverna era buia come la notte

e si illuminava rare volte.

Quando un lampo balenò

un orribile sorpresa si mostrò.

Sopra di lui torreggiante

si presentò una figura assai agghiacciante.

Pokonaso cercò di scappare,

ma le sue gambe non riusciva a spostare.

Era un mostro gigante,

assai terrificante.

Quando il temporale terminò

il mostro si illuminò.

Pokonaso allora capì

che il grande mostro era congelato lì.

Pokonaso a casa tornò

e tutto raccontò,

ma solo lo zio lo ascoltò.

 

Cap. 13

POKONASO E I CASTORI

Ai tempi di Pokonaso il fuoco era fondamentale,

teneva lontano ogni attacco bestiale.

La caverna del nostro amichetto

era circondata solo da qualche alberetto.

“Tutti al torrente” disse Papà

tanta legna si troverà.

E lungo il fiume cammina, cammina

anche una trota si avvicina.

Disse Pokonaso “Che bell’evento,

avremo un pranzo succulento”.

Per trovar legna da ardere,

per il fuoco poter accendere.

Pokonaso al bosco di betulle arrivò

e tutto accaldato si riposò.

Attraverso una radura, da un alto argine, acqua sgorgava

e tanti tronchi di albero regalava.

Erano dei bei castori

che facevano questi lavori

con i loro aguzzi denti

che erano degli utili strumenti.

Ma Okkibuffi tutto rovinò

il pezzo di legno sbagliato dalla diga dei castori cacciò.

Il Babbo di Pokonaso, che tante trote aveva preso,

d’acqua fangosa venne invaso.

Povero Pokonaso!

Il Babbo perse la pazienza

e non credette alla sua innocenza.

 

Cap. 14

IL VIAGGIO DI POKONASO

A Pokonaso piaceva il fiume che scorreva

vicino alla caverna in cui viveva.

Il fiume in primavera si ingrossava

e alberi e animali morti con sè portava,

Pokonaso si fermava ad osservare

immaginandolo grande come il mare.

Su una spiaggia si trovava

e nell’acqua galleggiare si immaginava.

Un albero caduto lentamente ondeggiava

e lui si chiedeva dove andava…

Verso Okkibuffi si voltò

ma non lo trovò.

Così a casa si avviò

e a far merenda pensò,

ma lungo la riva del fiume un orso nero incontrò.

Pokonaso con i suoi passiIMG_1693

il sonno aveva disturbato,

e così di corsa era scappato.

L’orso lo inseguì

e Pokonaso nell’acqua del fiume fuggì.

Tra i rami dell’albero si rifugiò

ma l’orso lo ritrovò.

Fortunatamente il ramo si spezzò

e Pokonaso si allontanò.

Si allontanò così tanto quella sera

che non sapeva più dov’era.

Il tronco poi alla riva si accostò

e nei rami di un salice si incastrò.

Finalmente Pokonaso sulla terraferma era arrivato

ma non sapeva come a casa sarebbe tornato.

Sulla sabbia camminava

e delle orme trovava.

Camminando, camminando altre tracce calpestava

ma scoprì che erano le sue e che su un’isola si trovava.

Il tronco era sempre lì

e Pokonaso con quello fuggì.

A una sponda voleva arrivare

e il freddo e il buio voleva evitare.

Ma le cose non andarono così

perché la corrente del fiume il tronchetto inghiottì,

Pokonaso rabbrividì…

ma come potevo uscire di lì?

All’improvviso qualcosa sentì…

era un ramo che sporgeva lì.

Per la forza della disperazione si tirò su

e fu così che non cadde giù.

Sulla terraferma arrivò

e davanti al fuoco si rannicchiò.

All’improvviso alcune voci sentì

e Pokonaso gli occhi aprì.

Un dubbio egli aveva: la sua storia era vera?

Molte domande faceva alla sua famiglia

che lo ascoltarono con meraviglia!

Il Babbo lo tranquillizzò

e il corso del suo viaggio gli mostrò.

Il fiume e il gorgo spaventoso

che Pokonaso aveva visto nel suo viaggio avventuroso,

vicino alla sua caverna si trovava

aldilà della collina dove abitava.

Pokonaso trovò tutto questo abbastanza sciocco

e aspettò un po’ di tempo a tornare sul fiume a fare qualche balocco.

 

Cap. 15

POKONASO L’EROE

Era un pomeriggio piovoso

e Pokonaso era pensieroso.

Suo babbo arrabbiato

lo aveva sgridato.

A caccia Pokonaso era maldestroIMG_1696

e ogni tentativo era funesto!

“Alla tua età” disse suo babbo

“lanciavo la lancia con un po’ di sgarbo!!

Tu invece nel cacciare

solo pellicce sai centrare”.

Pokonaso  voleva imparare a cacciare

allora una buca iniziò a scavare.

La ricoprì con rami e foglie

e non aveva più voglie

voleva farci cadere un rinoceronte

che scendeva giù dal monte.

Aveva una vanga  d’osso per scavare

e la terra si mise a tremare

c’ erano radici e sassi

ma ripulì tutto con pochi passi.

Gli dolevano le IMG_1695braccia e la schiena

e all’ora di cena

non vedeva l’ora di farsi la pancia piena.

Il buco era profondo

e lo nascose con un cespuglio là in fondo.

 

Tornò a casa e babbo non c’era

e lui si domandò  dov’era.

Nella buca che aveva scavatoIMG_1694

suo babbo era cascato,

con un ramo tagliato a metà

tirò fuori il babbo da là.

IMG_1697

Di quella mpresa eran tutti contenti

in quella serata ricordarono quei momenti.

Non pensate che Pokonaso sia un eroe adesso

perché, per fortuna, è rimasto lo stesso.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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AdminPOKONASO IN RIMA

La bambina che salvò Armonia

Tanto tempo fa nel paese di Armonia i bambini vivevano felici giocando fra di loro, leggendo, scrivendo, colorando i loro disegni e ascoltando la musica finché un giorno la Strega Grigia, che odiava la fantasia dei bambini, decise di fare un terribile incantesimo: in una sola notte fece scomparire i libri, i colori e tutti i giochi dei bambini di Armonia e al loro posto fece trovare video-giochi di ogni genere.

Quando la mattina i bambini si svegliarono videro le loro camerette piene di video-giochi, ma non sapevano che cosa fossero. La strega, però, aveva lasciato loro le istruzioni e quindi, grazie a quelle, cominciarono ad usarli. Da quel momento tutti i bambini di Armonia non si staccarono più dai loro video-giochi e stavano chiusi tutto il giorno nelle loro camerette.

Solo una bambina di nome Bianca si disperava e piangeva perché non poteva leggere, scrivere, colorare, giocare con gli amici e ascoltare la musica e non voleva assolutamente giocare con i video-giochi. Pregava ogni giorno la fatina della sua fiaba preferita perché rompesse quell’incantesimo. Una notte la fatina riuscì a scappare dal libro tenuto nascosto dalla Strega Grigia e comparve nella stanza di Bianca che dormiva. La svegliò, le svelò che era stata la Strega Grigia a fare un incantesimo e fece apparire una sfera nella quale le fece vedere cosa sarebbe successo al paese di Armonia se tutti i bambini non si fossero ribellati ai video-giochi e non si fossero aiutati per recuperare i loro libri e tutto il resto. Bianca vide nella sfera il suo paese tutto grigio, senza sole, con gli alberi spogli, senza fiori e senza musica e vide pure i bambini – grigi come tutto il resto – che non si accorgevano di niente perché erano sempre rinchiusi nelle loro camerette davanti ai video-giochi e capì che volevano più bene ai video-giochi che a tutto il resto.

Appena alzata, Bianca corse a bussare alle porte dei bambini dicendo loro che dovevano aiutarla a salvare il paese che stava morendo per colpa dell’incantesimo della Strega Grigia. Era stata lei a scambiare i video-giochi con tutti i giochi che avevano prima perché odiava la loro fantasia e i loro colori. La fatina aveva detto a Bianca che tutti insieme dovevano andare dal mago Colorino a farsi dire la formula magica per sconfiggere la Strega Grigia. I bambini riuscirono a trovare il mago Colorino nel Bosco delle Aghifoglie e gli chiesero la formula. Il mago gliela disse subito e disse che dovevano pronunciarla tutti insieme a voce alta. La formula era questa: “Colora il tuo mondo! Che diventi magico e rotondo e, se per caso cala la sera, leggi una fiaba e sognala vera!”

Allora i bambini tutti insieme andarono dalla Strega Grigia, gridarono la formula magica e la strega si trasformò in una fata bella e colorata. I bambini andarono subito a riprendersi i loro libri, i loro colori, i giochi e la musica. Una volta tornati alle loro case iniziarono a giocare tutti insieme e a dipingere tutte le pareti delle case perché erano contenti di avere ritrovato i propri colori.

I video-giochi furono dimenticati nelle stanzette.

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AdminLa bambina che salvò Armonia

La leggenda della Gonfolina, storia e leggenda sulle rive dell’Arno

Vicino a Lastra a Signa esiste un luogo avvolto nella leggenda.
In questo luogo si trova un grosso macigno a testimoniare la storia di questa parte del Valdarno.Si tratta di un monolite informe.
La storia narra che Ercole, di ritorno dalla Spagna dopo aver compiuto la decima fatica,si stabilì per un pò in Toscana, diventando re degli Etruschi.
Per aiutare gli abitanti della zona Ercole distrusse la diga naturale che impediva alle acque provenienti
dall’ Arno di Firenze di scorrere .
Grazie all’intervento di Ercole si creò la gola della Gonfolina.
Altre leggende sono legate al masso che si trova in questo luogo; si narra che nessuno riesca a distruggerlo, neppure le bombe dei Tedeschi della seconda guerra mondiale.
Alcuni raccontano che il luogo sia abitato da fate simili a folletti, da cui il nome di Masso delle Fate.

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AdminLa leggenda della Gonfolina, storia e leggenda sulle rive dell’Arno
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LA MONETA MISTERIOSA – Concorso Nazionale Scrittori di Classe 2014/15

Concorso Nazionale Scrittori di Classe a.s. 2014-2015

LA MONETA MISTERIOSA

Edoardo Foster si era trasferito in una piccola casa, ai confini col bosco, solo e silenzioso. Fiamma lo aveva osservato bene quel signore, le poche volte che lui usciva fuori a dipingere: non era molto alto o meglio portava i calzoni di almeno una taglia in più, facendolo assomigliare ad un folletto; al collo una sciarpina scendeva sulla camicia bianca con chiazze di mille colori dei suoi pennelli e i suoi capelli bianchi erano raccolti in un codino scompigliato.

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AdminLA MONETA MISTERIOSA – Concorso Nazionale Scrittori di Classe 2014/15