Laboratorio

Fare matematica – 2B

Noi alunni della II B, durante l’anno scolastico, abbiamo preparato alcuni strumenti per studiare matematica. Oltre ad una lunghissima linea dei numeri che ha preso due pareti dell’aula, abbiamo creato la tabella dei numeri da 0 a 100. Questo strumento ci ha aiutati nei calcoli veloci, in cui serve usare gli “amici del 10” e in cui serve arrivare alla decina precedente e alla decina successiva. A mano a mano che si studiavano le tabelline abbiamo costruito delle maxi tabelline e le abbiamo appese al muro. In ogni momento potevamo consultarle e questo ci ha aiutato a memorizzarle. In geometria abbiamo studiato i diversi tipi di linee. Un giorno abbiamo riprodotto linee curve, miste, rette e spezzate stendendo lo scotch carta sul pavimento dell’aula e, a piccoli gruppi, ci siamo divertiti a percorrerle. Anche in palestra ci siamo allenati con le linee: ad esempio le linee orizzontali, quelle oblique e quelle verticali, le abbiamo riprodotte assumendo le corrispondenti posizioni con il corpo. Dopo aver conosciuto le figure geometriche solide e le figure geometriche piane, ci siamo divertiti a colorare dei mandala geometrici rispettando l’asse di simmetria interno. Anche con le misure abbiamo fatto delle esperienze pratiche utilizzando degli strumenti costruiti da noi. Ad esempio, usando una vecchia gruccia e due barattoli abbiamo fatto esperienza delle variazioni di peso e abbiamo potuto operare dei confronti. Utilizzando vari contenitori e riempiendoli con dell’acqua abbiamo fatto i primi confronti per capire cosa significa misurare la capacità. Dopo aver fatto l’esperienza della raccolta dei dati, abbiamo costruito collettivamente dei cartelloni aventi ad oggetto le tre modalità di rappresentazione dei dati studiate: l’istogramma, l’ideogramma e la tabella.

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AdminFare matematica – 2B

Corso di fumetto alla Don Minzoni

 

Il Professor Francesco, il babbo di un nostro compagno, è venuto a farci vedere come si disegnano il volto e il corpo umano.

Il viso si disegna prima facendo un tondo, poi si fanno due linee orizzontali e una verticale come nel disegno.

Sulla linea orizzontale più alta si disegnano gli occhi.

Fra le due linee orizzontali ci sono le orecchie.

Sulla linea più bassa si disegna la bocca. In mezzo alle due linee orizzontali c’è il naso.

Invece il corpo umano si disegna facendo tre tondi, le gambe e le braccia e questa si chiama la STICK FIGURE.

Questa figura ci serve per disegnare poi qualsiasi personaggio.

Arantxa – II B

 

 

 

 

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AdminCorso di fumetto alla Don Minzoni

Laboratorio con Walter

 Il 7 Febbraio 2014 è venuto un archeologo di nome Walter. Per prima cosa si è presentato e ci ha fatto copiare   una mappa storica – geografica sull’ Egitto.

Poi passando per i banchi e ci ha dato uno scarabeo e un husciapti e ce li ha fatti dipingere con la tempera d’oro. Walter ci ha spiegato che per gli Egizi l’oro era la pelle degli dei . Infine Walter ha mummificato un nostro amico per farci spiegare meglio le fasi della mummificazione .Alla fine del processo gli ha messo la maschera di Tutankamon fatta di cartapesta.

Poi ad uno ci ha truccati come gli Egizi !

Gabriele

Marco

Anna

Andrea

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AdminLaboratorio con Walter

ESPERIMENTI: Miscugli e soluzioni “classi seconde”


Miscugli e soluzioni
: tanti modi di “stare insieme”.altAqsm8lC7TzCJn2yV_CQ49mYwiGaiVzciW3o-Cgz7e5Yh

Le polveri si ottengono dalla frantumazione dei solidi Comportamento delle polveri.

WP_20140221_15_33_59_Pro1) LE POLVERI insieme ad altre polveri come si comportano?

E se mescoliamo, cambia qualcosa?

I MISCUGLIWP_20140221_15_34_09_Pro

Le polveri mescolate tra loro e ancora si distinguono sono dette miscuglio.

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2) ACQUA E POLVERI Si sciolgono nell’ acqua?

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Vi sono alcune polveri che si sciolgono nell’ acqua e altre  no…

proviamo con i nostri esperimenti!…

Il sale messo nell’acqua si scioglie: è una soluzione.

la sabbia messa nell’acqua non si scioglie: è un miscuglio.

WP_20140221_15_42_12_ProLa segatura messa nell’acqua rimane sospesa in alto: è una sospensione.

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3) GIOCHIAMO CON I LIQUIDI Mescoliamoli!

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Proviamo a mescolare liquidi diversi per vedere se formano una soluzione, cioè, se dopo essere stati mescolati, non si distinguono.

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Giochiamo ancora con oggetti di materiale diversi.

Abbiamo visto che molti oggetti affondano, altri restano a galla e

altAjqu2FX_ZjdLWZiNr9WhI38s8U8jAQrGCE0QtlR9uuyYalcuni restano per metà fuori dall’acqua e metà dentro l’acqua.

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I materiali pesanti affondano, occupano uno spazio, e il livello dell’acqua si è alzato.

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Lo spostamento del livello dell’acqua corrisponde,dunque, allo spazio occupato dall’oggetto.

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AdminESPERIMENTI: Miscugli e soluzioni “classi seconde”

IL LETARGO E L’INVERNO DEGLI ANIMALI

INTRODUZIONE

L’argomento di scienze è stato l’oggetto di approfondimento da parte della nostra classe.

Sono state fatte delle ricerche sia a casa che a scuola. In seguito alle ricerche è stata affrontata la discussione collettiva, durante la quale sono state messe insieme tutte le notizie raccolte.

Il letargo 

Il letargo è un sonno profondo. La durata del letargo non è fissa ma cambia in base alla specie animale. Durante il letargo alcuni animali non si svegliano mai, altri si svegliano e consumano del cibo. Gli animali vanno in letargo per non morire di freddo e perchè durante l’inverno non troverebbero molto cibo poiché è tutto ricoperto di neve.

In autunno gli animali che vanno in letargo si preparano delle tane calde. Il cuore gli animali in letargo batte lentamente per non consumare tanta energia. La riserva di grasso permette agli animali di dormire.

Prima di andare in letargo o si fanno una scorta di cibo oppure mangiano tantissimo per accumulare grasso. Quando gli animali,in primavera, si risvegliano, vanno a cercare da mangiare perché hanno molta fame.

Alla fine, durante le attività laboratoriali, è stato preparato un riassunto per immagini dell’ argomento tratto. I vari sono stati appesi sulla porta della nostra aula e questo è stato il risultato finale:

Il ghiro dorme tanti mesi ma a volte nella sua tana si sveglia e consuma un po’ delle scorte

di cibo che aveva raccolto prima di andare in letargo.

 

Altri modi per affrontare il freddo dell’inverno.

Gli animali che non vanno in letargo emigrano in zone più calde del pianeta,

come fanno le rondini.

 

Altri animali, come la volpe e il lupo, per sopravvivere al freddo fanno il pelo più folto e più lungo.

Stagione e mimetismo

In inverno alcuni animali, per sfuggire al predatori, cambiano colore del manto.Ad esempio la lepre alpina diventa tutta bianca mentre d’estate assume il colore bruno simile al terreno.

 

 

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L’acqua: un’indispensabile fonte di vita per gli esseri viventi.

Il  pianeta  terra  è  la  casa  di tutti  gli esseri viventi. Su  di  essa  si  è  sviluppata    la    vita  grazie   anche    alla   presenza  dell’acqua che  è  quindi l’elemento    piu’   prezioso   per  la sopravvivenza.

Il  corpo  di    tutti   gli  esseri   viventi è formato    in   gran  parte    di  acqua.

L’acqua si trova nell’ambiente in forme e stati diversi. Normalmente siamo abituati a considerarla come un liquido trasparente, incolore, inodore e senza una forma vera e propria.

Così infatti la vediamo scorrere nei ruscelli, nei mari, nei fiumi e dai rubinetti di casa nostra. L’acqua però può trovarsi anche allo stato gassoso sottoforma di vapore acqueo e allo stato solido.

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AdminL’acqua: un’indispensabile fonte di vita per gli esseri viventi.

Il laboratorio di ceramica alla Scuola Don Minzoni – 2B

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Vasi ottenuti con la tecnica del colombino e sole con stampo

 

L’argilla è un fango che veniva usato dall’uomo fin dalla Preistoria. Si può modellare e ci permette di creare cose meravigliose. Quando gli oggetti sono secchi vengono cotti dalla nostra maestra nel forno a circa 1000 gradi!

L’argilla cotta diventa rossa e si chiama TERRACOTTA. Spesso gli oggetti vengono smaltati e cotti una seconda volta, otteniamo così la CERAMICA.

Ecco  alcuni nostri manufatti.

 

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Eccoci al lavoro!

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AdminIl laboratorio di ceramica alla Scuola Don Minzoni – 2B

LE MASCHERE DI CARNEVALE DELLE CLASSI SECONDE

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Stenterello

Stenterello è la maschera tradizionale di Firenze.    

 È chiacchierone 

ed ingegnoso, dotato di arguzia

e di saggezza che unite all’ottimismo,

gli fanno superare le avversità della vita.                                    

È molto generoso con chi è più debole.                                                                                               

Indossa un cappello nero, una giacca azzurraWP_20140305_11_09_17_Pro

e un panciotto a puntini verde pisello.                    

 Ha una calza rossa e una a strisce bianco

e azzurro con le scarpe nere con la fibbia.

 

 

 

 

Gianduia

Maschera popolare torinese.

Giacca marrone, panciotto giallo,

porto i colori del pappagallo.

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Calzoni verdi, calzette rosse,

col vino mi curo tonsille e tosse.

Naso  paonazzo, cappello tricorno

son Gianduia perdigiorno.

Se non vi basta il cappellino

c’è la  parrucca  col codino.

 

 

 

PULCINELLA

Maschera tradizionale di Napoli.

Signore e signori, fatevi avanti

più gente entra, più siete in tanti!                               

Correte a vedere la grande attrazione,                 WP_20140303_14_47_45_Pro

la formidabile invenzione.

Non sono venuto a questa fiera

per vendere i buchi del groviera.

Il mio nome è Pulcinella

ed ho inventato la moz-za-rel-la!

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Da questa parte, signori e signore

son Pulcinella grande inventore!

Per consolare i poveretti

ho inventato gli spaghetti.

Per rallegrare a tutti la vita

creai la pizza margherita!

Olio, farina, pomodoro

nulla vale questo tesoro.

Ad ascoltarlo corre la gente,

si diverte… e non compra niente!

                                                                     Gianni Rodari.

 

 

 

MENEGHINO

 Maschera di Milano.

Indossa  un capello a tre punte,

una parrucca con codino, una lunga giacca di velluto,

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calzoni corti e calze a righe rosse e bianche.

Impersona un servitore rozzo ma di buon senso.

Spavaldo ed abile nel deridere i difetti dei ricchi.

 

 

 

 

DOTTOR   BALANZONE

Maschera   tradizionale  di  Bologna.

Rappresenta  un  personaggio dotto e sapiente,WP_20140305_11_20_12_Pro

ma  anche brontolone,

spesso parla tanto e non  conclude niente.

In testa ha un cappello nero a larghe falde,

indossa una toga lunga e nera, il panciotto e i

pantaloni neri porta le calze bianche e scarpe

nere col tacco. Ha i baffi  all’insù.                                                          20140221_141732

 

ARLECCHINO

Con un  saltello  ed  un inchino

eccomi  a voi, sono Arlecchino.

Son  tra le  maschere  di carnevale

la  più  festosa  la   più  geniale.

Il  mio  vestito? Fu una sorpresa

lo cucì la mamma con poca spesa.

So  fare scherzetti, son birichino

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sorrido alla vita come un bambino.

Saluto tutti anche a distanza

con un leggero passo di danza.

 

   

 

 COLOMBINA

Maschera  veneziana.

Vivace, allegra, sapiente, civetta e furba, graziosa,  bugiarda, maliziosa e pungente.

È molto affezionata alla sua padrona  Rosaura

WP_20140305_11_17_17_Proe pur di renderla felice è disposta a  combinare imbrogli su imbrogli.

Schiaffeggia chiunque  osi importunarla  mancandole di rispetto.

Indossa una cuffia e un vestito a fiori bianchi

e blu che spiccano sulla gonna blu  e  sulle scarpe  rosse.

 

 

 

BRIGHELLA

Brighella maschera tradizionale di Bergamo,

dal carattere scaltro e astuto,

é il cameriere capo servitore.                                                                                                  

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Attaccabrighe, imbroglione, chiacchierone.

Insolente con i più deboli e ossequioso con i padroni.                                                                                                                              

 Si veste con una livrea simbolo dell’appartenenza al padrone:

calzoni larghi e giacca bianca listati di verde.WP_20140305_11_22_14_Pro

Un mantello bianco, un berretto a sbuffo

e la mezza maschera sul viso.

 

 

 

Pantalone

Maschera veneziana di età avanzata,

mercante, brontolone e avaro.                                                

Veste molto semplicemente con ai piedi le pantofole,

ha un camicione e una calzamaglia rossi

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con un colletto bianco e sopra indossa un mantello nero. 

Porta una maschera in faccia.  

 

 

 

 

Il vestito di  Arlecchino

Per fare  un  vestito ad Arlecchino 

ci mise una toppa Meneghino,

ne mise un’ altra  Pulcinella una Gianduia una  Brighella,WP_20140305_11_13_07_Pro

Pantalone, vecchio pidocchio ci mise una strappo sul ginocchio

e Stenterello largo di mano qualche macchia di toscano .

Colombina che lo cucì fece un vestito stretto così

WP_20140311_12_36_19_Pro (1)Arlecchino lo mise lo stesso ma ci stava un tantino perplesso.

Disse allora Balanzone, bolognese dottorone ”Ti assicuro

e te lo giuro che ti andrà bene il mese venturo se osserverai

la mia ricetta: un giorno digiuno e l’altro bolletta!”

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AdminLE MASCHERE DI CARNEVALE DELLE CLASSI SECONDE

Web ceramica

Nella nostra scuola esiste un laboratorio di ceramica e tutti noi bambini facciamo tanti lavoretti per i regalini di Natale e per il mercatino di fine anno.

La ceramica è una pasta di color grigio da trasformare secondo la nostra fantasia.

Si può lavorare la ceramica a forma di: vasetto, angiolino, piccole statue, fiori…

A noi piace modellare con le mani e seguire la nostra fantasia.

Ma non è tutto: quando è fresca la pasta non deve essere toccata tanto altrimenti si secca.

Quando è cotta si può dipingere. Noi in terza abbiamo creato con la

Angioletto di ceramica

Angioletto di ceramica

ceramica un angioletto e lo abbiamo dipinto.

Nella nostra scuola abbiamo una stanza apposta per la ceramica, per lavorarla abbiamo bisogno di tavolette di legno e vari attrezzi .

Non ci crederete !!! Ma abbiamo anche un forno per cuocerla.

Marilena Eleonora Sheida

 

W la lavorazione della ceramica

W la lavorazione della ceramica

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