3F’s Daily News – 3^F Scuola Dino Compagni

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Film “Sbirri”

Il film “Sbirri”, risalente al 2009, diretto da Roberto Burchielli, vede come protagonista Raul Bova nei panni di Matteo Gatti, un giornalista.
Il genere del film è drammatico/film-documentario ed è ambientato principalmente a Milana con qualche scena a Roma.
Matteo Gatti, a causa del suo lavoro, si vede costretto a trascurare la sua famiglia composta da sua moglie Sveva e dai suoi figli, uno che deve ancora nascere e uno, Marco, di sedici anni.
Un giorno, Matteo, per cercare di avvicinarsi a Marco, gli dà il permesso di fare un viaggio a Milano per incontrare delle ragazze appena conosciute senza prima confrontarsi con Sveva.
Un notte, mentre i coniugi dormono, ricevono una telefonata dove vengono a sapere che Marco è morto in seguito all’assunzione di droga. Quindi hanno una crisi familiare e Matteo da Roma si precipita a Milano per scoprire qualcosa di più sulla morte di suo figlio.
A questo punto Matteo, in veste di giornalista, intraprende con la Squadra Speciale della Polizia Antidroga. Viene così a conoscenza di quanto rapida e drammatica sia l’espansione di un fenomeno che colpisce tutte le classi sociali coimvolgendo migliaia di ragazzi sempre più giovani.
Mentre si trova a Milano, Matteo inizia a ricevere dei video del figlio dal giorno del suo sedicesimo compleanno fino a quello della sua morte e comprende che non conosceva veramente suo figlio e si rende conto di quanto quest’ultimo lo stiasse nonostante la sua lontananza.
Infine Matteo e Sveva si riuniscono e il giornalista torna a Roma da sua moglie e dal figlio ormai nato, per iniziare una nuova vita.
Le tematiche del film sono molte ma le principali sono due; naturalmente al primo posto troviamo il problema della droga e della sua espansione veloce e pericolosa. Un’altra tematica è la lontananza tra il figlio e il padre e la mancanza di affetti e attenzioni che Marco avrebbe desiderato da Matteo. Si trovano infatti delle riflessioni sui rapporti tra i due genitori e tra i genitori e i figli.
“Sbirri” è un film-documentario che appunto serve a far riflettere sulla droga, i comportamenti giovanili e le disattenzioni dei genitori.
La droga si potrebbe paragonare a un’enorme pianta parassita che bisogna estrpare radicalmente; i giovani dovrebbero cercare di non cadere i questo inferno, ma la società deve anche cercare di combattere questo commercio che porta ricchezza e guadagni illegali e criminali.

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AdminFilm “Sbirri”

Associazione ANT

fondazione-Ant

La nostra scuola da molto tempo partecipa a numerosi progetti con varie associazioni volontarie, tra le quali l’A.N.T, contribuendo alla vendita delle uova di cioccolato, nel periodo di Pasqua, al costo di 10 euro; il ricavato della vendita è devoluto all’associazione.
uova di pasqua

La sigla A.N.T significa Associazione Nazionale Tumori.
La fondazione Onlus (a scopo non lucrativo) è nata nel 1978 per iniziativa del dott. Franco Pannuti, con lo scopo di aiutare i pazienti affetti da tumori. Si tratta di una Onlus che si avvale, per la propria attività, di donazioni spontanee, di aiuti economici e non, raccolti tramite l’opera instancabile dei volontari oppure provenienti da enti pubblici e privati. I principali obbiettivi dell’ANT sono quattro:
-diffondere l’Eubiosia (dal greco “buona vita”)
-educazione socio-sanataria
-assistenza domiciliare globale ai Pazienti affetti da tumore e alle loro famiglie
-prevenzione dei tumori.
Con la sua attività l’ANT ha costruito 20 ODO, ospedali domiciliari oncologi, distribuiti in 10 regioni,dove operano i volontari.
Questa attività, a differenza delle altre che abbiamo svolto in precedenza, ci ha sinceramente colpito per due motivi:
1) Franca, la volontaria, che è venuta a fornirci informazioni circa questa associazione, è stata a parer nostro molto convincente, coinvolgente, diretta e quasi “passionale” nel raccontarci la nascita e la storia di questa associazione tanto che la maggior parte di noi è stata attenta durante il suo racconto e alla fine confrontandoci abbiamo potuto riscontrare sugli altri quello che anche a noi aveva trasmesso.
2)Ci ha interessato molto l’argomento trattato,e soprattutto le origini e gli obbiettivi di questa associazione. Infatti la volontaria ha saputo cogliere gli aspetti più interessanti della storia per riferirceli in modo chiaro, deciso e dettagliato.
In precedenza abbiamo scritto “passionale”, questo perchè in alcuni passaggi della storia era come presa dalla voglia di raccontare e farci capire il messaggio e pronunciava le parole con determinazione e enfasi.
Alla fine ci ha anche fornito degli importanti consigli per stare bene con noi stessi e con gli altri:
si è raccomandata di:
1. Non fumare;
2.mangia molta frutta e verdura;
3.Limita l’ uso di grassi, soprattutto animali,
4.Limita il consumo di bevande alcoliche;
5. evita le sostanze stupefacenti;
6. fai attività fisica;
7. controlla il tuo peso;
8. non esporsi troppo alla luce solare e limita l’ uso di lampade abbronzanti;
9.conduci una vita sessuale responsabile;
10. esegui regolarmente i controlli medici per una corretta diagnosi precoce.
Il racconto ci ha molto impressionato per l’idea meravigliosa avuta dal medico Pannuti, fondatore dell’ANT.
Grazie a lui e alla sua idea, l’associazione ha la forza di continuare la sua attività.
A noi piacerebbe  molto impegnarci in attività anche di piccolo volontariato, nella nostra città e nel nostro quartiere, ad esempio vari progetti a cui abbiamo già partecipato grazie alle attività del catechismo e dopo questa esperienza ne siamo ancora più convinti.

Anna e Carlotta

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AdminAssociazione ANT

Una missione riparatrice

Un lunedì del mese di marzo, durante l’ora di religione, è venuta a farci visita Suor Elvira dell’ordine delle Suore Riparatrici che ci ha parlato di come è diventata suora, lasciando anche il fidanzato, e della sua la sua esperienza in Africa.

Durante la missione in Costa d’Avorio lei e le altre suore stavano in un convento e passavano il tempo ad aiutare i bambini nelle scuole, procurando loro il materiale scolastico come fogli, lapis e penne ma anche le sedie, infatti i bambini sono costretti a scrivere appoggiandosi sulle loro gambe poiché le aule sono prive di banchi. Una delle cose che mi ha colpito di più di questo racconto è il modo in cui le maestre assegnano le punizioni ai ragazzi che non si comportano bene: li mandano fuori dalla classe a lavorare la terra.

Suor Elvira si recava anche nei carceri per confessare i condannati e ci ha raccontato la storia di un povero uomo che le ha parlato della sua innocenza anche se era stato condannato a 20 anni.

Lei gli promise di pregare per lui e dopo qualche settimana lo rincontrò fuori dal convento: era stato scagionato perché avevano trovato il vero colpevole e disse che le sarebbe stato debitore a vita.

Ovviamente dopo aver vissuto vari anni in questo paese la suora ha colmato il suo divario culturale avvicinandosi anche alla cultura delle popolazioni africane, ad esempio portando gli oggetti sulla testa o imparando i vari metodi per cucinare i prodotti africani,  come le famose banane chiamate “platani” che vengono addirittura fritte, per dessert,  oppure saltate in padella con le cipolle, per contorno.

Secondo me questo è stato un incontro educativo e molto importante, che ci ha lasciato dei valori.

Ora grazie all’aiuto di Suor Elvira e delle sue collaboratrici il popolo delle piccole cittadine della Costa d’Avorio può beneficiare della presenza di nuovi ospedali , costruiti grazie ad associazioni ONLUS (non a scopo di lucro) , come Emergency, ma anche di nuovi centri scolastici e servizi sociali.

Valentina

suore

 

 

 

 

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AdminUna missione riparatrice

Pietro Mennea

VITA
Pietro Paolo Mennea (Barletta, 28 giugno 1952 – Roma, 21 marzo 2013) è stato un atleta, politico e avvocato italiano.
Campione olimpico (1980) e detentore del primato mondiale dei 200 metri piani dal 1979 al 1996 (con il tempo di 19″72, attuale record europeo).
Nasce in una famiglia di Barletta. Il padre è sarto e la mamma casalinga. Dopo le medie si iscrive a ragioneria.
A 15 anni sfidava la velocità di una Porsche e di un’Alfa Romeo a piedi, sui 50 metri, batteva l’una e l’altra e guadagnava le 500 lire per pagarsi un cinema o un panino.Pietro_Paolo_Mennea
Poi consegue anche le lauree in giurisprudenza, scienze dell’educazione motoria e lettere.
Pietro Mennea esercitava la professione di avvocato ed è stato autore di venti libri.
Mennea è stato docente a contratto di Legislazione europea delle attività motorie e sportive presso la Facoltà di Scienze dell’Educazione Motoria dell’Università “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara.
Nel 2006 ha dato vita, insieme con la moglie, alla “Fondazione Pietro Mennea”, onlus di carattere filantropico, che effettua donazioni e assistenza sociale ad enti di carità o di ricerca medico-scientifica, associazioni culturali e sportive. Lo scopo secondario è di carattere culturale e consiste nel diffondere lo sport e i suoi valori, nonché promuovere la lotta al doping.
Oltre alla carriera sportiva, ha operato come insegnante di educazione fisica, curatore fallimentare, eurodeputato (a Bruxelles dal 1999 al 2004) e commercialista.
Nel marzo del 2012 la città di Londra, nell’ambito delle iniziative connesse ai Giochi olimpici di Londra 2012, dedica all’ex atleta barlettano una stazione della metropolitana cittadina (High Street Kensington).
Muore il 21 marzo 2013, all’età di 60 anni, in una clinica di Roma, a causa di un tumore.
CARRIERA SPORTIVA
Mennea iniziò la sua lunga carriera atletica internazionale nel 1971, quando debuttò ai Campionati europei con un terzo posto nella staffetta 4×100 metri e un sesto nei 200 metri. Fece il suo debutto olimpico a Monaco di Baviera, ai Giochi olimpici estivi del 1972, dove raggiunse la finale dei 200 m, la specialità nella quale era più forte. Tagliò il traguardo al terzo posto, dietro al sovietico Valerij Borzov e all’americano Larry Black. A questa sarebbero seguite altre tre finali olimpiche nella stessa specialità.
Ai Campionati europei del 1974, Mennea vinse l’oro nei 200 m e si piazzò secondo nei 100 m (dietro a Borzov, suo rivale storico) e nella staffetta veloce. Dopo alcune prestazioni deludenti, nel 1976 Mennea decise di saltare i Giochi olimpici, ma il pubblico italiano protestò e Mennea andò a Montréal. Riuscì a qualificarsi per la finale dei 200 m, ma vide l’oro finire nelle mani del giamaicano Don Quarrie, mentre lui finì ai piedi del podio, quarto. Lo stesso risultato, mancando di poco il bronzo, venne raggiunto nella staffetta 4×100 metri. Nel 1978, a Praga, difese con successo il suo titolo europeo dei 200 m, ma mostrò le sue doti anche sulla distanza più breve, vinta anch’essa. In quell’anno si aggiudicò anche l’oro nei 400 metri piani agli europei al coperto.
Nel 1979, Mennea, studente di scienze politiche, prese parte alle Universiadi, che si disputavano sulla pista di Città del Messico. Il tempo con cui vinse i 200 metri piani,19″72, era il nuovo record del mondo: esso resistette per ben 17 anni, ma va tenuto conto del fatto che fu ottenuto correndo a oltre duemila metri di quota come del resto il precedente primato, stabilito da Tommie Smith sempre a Città del Messico. Il record venne battuto da Michael Johnson ai trials statunitensi per le Olimpiadi del 1996.
In quanto detentore del primato mondiale, Mennea era senz’altro uno dei favoriti per l’oro olimpico a Mosca anche a causa del boicottaggio statunitense delle Olimpiadi del 1980. Nella finale dei 200 m, Mennea affrontò il campione uscente Don Quarrie e il campione dei 100 m Allan Wells. Wells sembrò dirigersi verso una vittoria netta ma Mennea gli si avvicinò sul rettilineo e lo sopravanzò negli ultimi metri, aggiudicandosi l’oro per 2 centesimi di secondo. Vinse anche il bronzo con la staffetta 4×400 metri.
Mennea, soprannominato la Freccia del Sud, nel 1981 annunciò il suo ritiro concedendosi più tempo per lo studio. Successivamente ritornò sui suoi passi e l’anno dopo prese parte agli europei gareggiando però solo nella 4×100 in cui arrivò quarto.
Il 22 marzo 1983 stabilì il primato mondiale dei 150 metri piani, con 14″8 sulla pista dello stadio di Cassino: questo primato è ancora imbattuto, perché il tempo di 14″35 stabilito il 17 maggio 2009 da Usain Bolt a Manchester non è stato omologato dalla Federazione in quanto stabilito su pista rettilinea.
Successivamente partecipò alla prima edizione dei mondiali che si svolse ad Helsinki dove vinse la medaglia di bronzo nei 200 e quella d’argento con la staffetta 4×100. Un anno dopo, scese in pista nella sua quarta finale olimpica consecutiva dei 200 m, primo atleta al mondo a compiere tale impresa. In quest’occasione, anche se campione uscente, terminò al settimo posto e, a fine stagione, si ritirò dalle competizioni per la seconda volta.
Ancora una volta, Mennea fece il suo ritorno e gareggiò nelle sue quinte Olimpiadi a Seul nel 1988, sempre nei 200 metri, dove si ritirò dopo aver superato il primo turno delle batterie.
Dal punto di vista tecnico Mennea (come in seguito Carl Lewis ) aveva una partenza dai blocchi relativamente lenta ma progressivamente accelerava riuscendo a raggiungere velocità di punta superiori a qualunque atleta. Questa partenza lenta ha relativamente penalizzato le sue prestazioni sui 100 metri (dove comunque ha primeggiato a livello europeo), mentre le gare sui 200 si concludevano spesso con rimonte ai limiti del prodigioso (come la finale delle olimpiadi di Mosca). Sempre grazie alla sua eccezionale velocità di punta le ultime frazioni e le relative rimonte di Mennea nella 4×100 (nelle quali partiva lanciato) erano impressionanti per la superiorità sugli altri atleti.

Abbiamo deciso di parlare di Mennea non solo per i suoi importanti risultati come il record mondiale dei 200 m , menzionato prima, ma anche per la sua grande voglia di “sapere”, infatti quello che ci ha colpito più di tutto è il fatto che fosse laureato in più facoltà (come lettere, giurisprudenza..) e che, nonostante i grandi impegni sportivi, sia riuscito ad ottenere la cattedra per insegnare varie materie.
Molte volte gli atleti che gareggiano ad alti livelli vengono considerati come persone “ignoranti”, perché si presume che dedichino tutto il tempo agli allenamenti e non certo a studiare sui libri. Sinceramente reputiamo che si debba ringraziare Mennea, perché ottenendo buoni risultati sia nello sport che nel “sapere” è riuscito a dimostrare il contrario.
Sicuramente era una persona molto decisa e ambiziosa che se desiderava raggiungere un risultato (in tutti e due gli ambiti) niente e nessuno potevano ostacolarlo e lo dimostrò proprio quando nel 1981 si ritirò dalle competizioni per concedere più tempo allo studio, dimostrando che nella vita non esiste solo lo sport ma ci sono anche tante cose molto più importanti prima di esso: in questo caso lui riteneva più appropriato l’essere colto e istruito dell’essere famoso per aver detenuto un record mondiale e nonostante le varie critiche lui “andò per la sua strada”.
Mennea verrà ricordato anche per aver fondato associazioni per diffondere, negli sportivi e non, il problema del doping e per aver aiutato alcuni enti di carità e di ricerca medico-scientifica.

Giulio ,Valentina ,Raul

 

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AdminPietro Mennea

IL PI DAY

Pi (lettera greca π) è il simbolo usato in matematica per rappresentare il rapporto costante tra la circonferenza di un cerchio e il suo diametro. La prima volta che apparve in una scrittura fu su una tavola di terracotta babilonese fra il 1900 e il 1600 a.C., dove pi greco era stimato 25/8≈3.125. Archimede di Siracusa fu quindi il primo a mettere a punto il metodo di calcolo per i decimali che consentì di arrivare al valore di 22/7, che però già al terzo decimale differisce da quelli che conosciamo oggi, visto che il risultato di questa divisione è 3,1428571428571428571428571428571. In ogni caso con il calcolo di Archimede si stanarono le prime due cifre dopo la virgola, ossia 1 e 4. Pi Greco ad oggi è stato calcolato con oltre

mille miliardi di cifre decimali.PI GRECO
Il giorno dedicato al Pi greco è il 14 marzo: la scelta è scaturita dal calendario anglosassone in cui il giorno 14 marzo si scrive 3.14, che indica l’approssimazione ai centesimi di pi greco. Alcuni celebrano addirittura la ricorrenza dalle ore 15, in modo da adeguarsi all’approssimazione ai decimillesimi di pi greco 3.1415. La prima celebrazione del “Pi Day” si tenne nel 1988 all’Exploratorium di San Francisco, per iniziativa del fisico americano Larry Shaw, in seguito premiato col titolo di “Principe del Pi greco”. Il calendario della prima manifestazione prevedeva un corteo circolare attorno ad uno degli edifici del museo e la vendita di torte alla frutta, decorate con le cifre decimali del pi greco.
In Italia si sono svolti eventi da Nord a Sud fino al 16 marzo. Ad aprire le iniziative è stata la staffetta organizzata dal 9 marzo al 15 marzo a Udine. Uno degli appuntamenti principali è il Carnevale della Matematica: un appuntamento fisso per il 14 di ogni mese per i matematici di tutta Italia, ma il 14 marzo il Carnevale della Matematica diventa un vero e proprio eventi.
Nella nostra scuola questa ricorrenza è stata festeggiata con la classe 2°F che ha fatto il giro delle varie classi raccontando in modo molto dettagliato il ruolo che pi greco ha avuto nella storia. Anche la nostra classe si è ritagliata un piccolo spazio in questa festa andando ad illustrare in un modo più pratico perché pi greco è 3 < 4 come avevamo accuratamente studiato ad inizio anno.

Filippo Baldini ,Lapo Benini ,Edoardo Lombardi

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AdminIL PI DAY

Visione del film “Il cielo cade”

locandina

Il giorno 28/01/13 la nostra classe si è recata al cinema Odeon a vedere il film “Il cielo cade” in occasione del Giorno della Memoria. E’ una storia drammatica, diretta dai fratelli Frazzi: le due protagoniste sono due sorelline rimaste orfane che vengono affidate alla famiglia dello zio Robert Einstein (interpretato da Jeroen Krabbè),  cugino di Albert, ed alla moglie (interpretata da Isabella Rossellini), e sarà proprio la più grande delle due sorelle a narrarre la storia.
All’inizio i rapporti con i membri della famiglia Einstein non sono dei migliori, ma le due bimbe inizieranno ad affezionarsi a tutti loro e a provare per gli zii un affetto forte e intenso. La vicenda si svolge nel ’44, perciò la famiglia è in pericolo, essendo ebrea in un periodo di guerra.
Il film mostra tutta la vita intorno alla villa: l’amicizia con i figli dei contadini, la scuola, la religione, l’incontro con un generale tedesco consapevole e gentile, il fascino dello zio, un intellettuale ebreo idealista e giusto, che non voleva fuggire per dignità. Mentre quest’ultimo è via, arriva la notizia della fine della guerra e dell’arrivo degli inglesi e così la zia, le due figlie e le nipotine appena sentono bussare alla porta corrono ad aprire pensando siano loro, ma purtroppo all’entrata vi sono i tedeschi in fuga, che massacreranno la zia e le figlie, risparmiando solo le due bimbe che sono cattoliche. Lo zio, al suo ritorno, non sopporta il dolore e si uccide, così le due orfane restano nuovamente sole.
Il film ci va vedere come appare tutta la vicenda agli occhi di una bambina di circa otto anni, che cerca di dare un senso agli eventi secondo la sua logica infantile, immaginandosi un Duce buono e giusto e un diavolo cattivo che farà del male alla sua famiglia se lei non pregherà.
Sia questo personaggio, sia quello dello zio, sono molto forti e intensi, tanto che, secondo noi, il titolo del film si adatta loro: sono così forti da poter sorreggere da soli tutto il peso di un cielo che cade, oppresso dai mille orrori del nazismo e della guerra. Vedere questo film, secondo la nostra opinione, serve soprattutto a ricordarci cos’hanno passato tutte le vittime, in modo che non capiti mai più.
Il film è stupendo, perchè è una storia dove si ride e ci si commuove insieme, perchè è impossibile non immedesimarsi nei panni della protagonista, così come fa quasi ridere il fatto che questa famiglia sia stata massacrata proprio alla vigilia della liberazione, perchè sembra uno scherzo.
Pare quasi che il film sia stato diviso in due parti: la prima con la vita nella villa, quasi come una bolla felice che isolava i protagonisti dal resto del mondo; e la seconda, quella riguardante la strage. Questo perchè in quel punto il film cambia completamente, sparisce la felicità e la tranquillità delle bimbe, che provano tutta la paura possibile mentre assistono a scene strazianti.

Costanza Morini e Anna fabrizzi

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AdminVisione del film “Il cielo cade”

SOS: esami in vista

urlo senza copyright 

 

Anche quest’anno sta arrivando la stagione più temuta dagli studenti di 3 media, infatti, prima di raggiungere le spiagge assolate e il riposo, gli studenti dovranno affrontare gli Esami di Licenza Media che ormai sono alle porte. Prove Invalsi, compiti di matematica, temi d’italiano e tesine orali sono i protagonisti dei loro incubi. L’insicurezza e l’angoscia dominano la scuola in questi mesi tempestosi. La maratona horror-esami durerà per circa un mese, un mese terribile e ricco di terrore…
Tutte queste brutte emozioni sono date dal fatto che questo è il primo esame ufficiale che i ragazzi affronteranno vista l’abolizione del precedente Esame di Licenza Elementare. Potremmo ritrovare queste paure nell’animo tormentato del pittore norvegese Edward Munch che sono rappresentate nel suo celebre quadro intitolato “L’Urlo”.

 

 

 

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AdminSOS: esami in vista

I Diritti che Emergency cerca di salvaguardare…

Emergency è un’associazione di assistenza sanitaria e chirurgica gratuita, presente nei Paesi del terzo mondo dove vi è la guerra.LogoEmergency 2

Nasce nel 1994 a Milano da Gino Strada. Emergency si fonda sulla Dichiarazione internazionale dei Diritti Umani (scritta nel 1948). Abbiamo svolto anche quest’anno nella nostra scuola un’attività con Emergency: mentre lo scorso anno avevamo trattato delle guerre nel mondo attuale e delle mine antiuomo, quest’anno abbiamo parlato dei diritti internazionali dell’uomo.
Di questi, alcuni ci hanno particolarmente colpito perché da noi sono per fortuna dati per scontati, almeno per la nostra Costituzione.
– Ogni individuo ha diritto all’istruzione:
140 milioni di bambini, di cui il 60% femmine, non si recano a scuola: già per i piccoli prevale il pregiudizio per cui la donna ha pochi diritti, uno di questi è non avere il diritto all’istruzione e al lavoro; di conseguenza, Emergency sta cercando di incrementare il numero delle donne nell’ambito lavorativo, ad esempio nella fabbricazione di tappeti e non solo: questa associazione si impegna anche nella costruzione di scuole nel terzo mondo.

– Ogni individuo ha diritto a cure sanitarie:
Emergency ha costruito numerosi ospedali gratuiti nei territori del terzo mondo, con quattromila operatori volontari che fino ad ora hanno curato più di cinque milioni di persone. All’interno delle sale dei malati, per far si che essi non pensino più ai momenti violenti che hanno passato, sono stati inseriti quadri rappresentanti animali con colori gioiosi; di conseguenza Emergency cura anche nell’ambito psicologico.
I carcerati, anche se condannati per motivi violenti, hanno diritto alla cura: essi mantengono i propri diritti, ma questo non é affermato in alcuni carceri. Per esempio in Afghanistan sono stati trovati quattro-cinque persone che vivono in celle di dimensioni ristrette, senza finestre, malnutriti e trattati male. Emergency sta cercando di aiutare anche questi casi, e non solo, anche come sono trattati i soldati.

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  Emergency costruisce e gestisce, ospedali dedicati alle vittime di guerra e alle emergenze   chirurgiche,centri per la riabilitazione fisica e sociale delle vittime delle mine antiuomo e di altri traumi di guerra,posti di primo soccorso (FAP – First aid post) per il trattamento immediato dei feriti,centri sanitari per l’assistenza medica di base, centri pediatrici, poliambulatori e ambulatori mobili per migranti e persone disagiate, centri di eccellenza.
Gli obbiettivi di Emergency sono quindi:

– portare assistenza medico-chirurgica alle vittime dei conflitti armati, organizzando ospedali chirurgici e centri di riabilitazione;
– promuovere una cura di pace e solidarietà;
– promuovere l’affermazione dei Diritti Umani;
-garantire assistenza sanitaria di base nelle zone devastate dalla guerra, con particolare attenzione alle vittime delle mine antiuomo.

Irene, Rebecca, Miriam

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AdminI Diritti che Emergency cerca di salvaguardare…

La Polinesia

La Polinesia è una delle più rinomate mete turistiche grazie alle sue spiagge bianche su cui sono costruite palafitte con accesso diretto al mare.

Mare cristallino e spiaggia mozzafiato

Mare cristallino e spiaggia mozzafiato

E’ ricca, infatti, di meravigliose acque cristalline dove nuotano moltissime specie di pesci tropicali e su cui si riflettono i vivaci colori della barriera corallina, visitata ogni anno da milioni di turisti. Essi la scelgono per i suoi paesaggi incontaminati e ineguagliabili: si trovano, ad esempio, monti che cadono a picco sul mare e che consentono di ammirare panorami mozzafiato. Fin dall’antichità viene considerata come il “paradiso terrestre” per l’abbondanza e la magnificenza di doni naturali tanto che ricorda il giardino dell’Eden, ricco di una varietà indescrivibile di frutti disponibili in grandissima quantità.
La Polinesia è un insieme di arcipelaghi, situati nell’oceano Pacifico, in Oceania, appartenenti alla Francia.
L’arcipelago comprende numerose isole e lagune, tra le quali  si evidenziano la laguna di Bora Bora e l’isola di Moorea.
Per molti Bora Bora è considerata la più bella isola della Polinesia francese e forse anche la più bella di tutto l’Oceano Pacifico, per le sue cime vulcaniche ricoperte di verde e i suoi enormi laghi che ne caratterizzano le coste. I turisti si recano in questa isola per fare immersioni nella barriera corallina, per esplorare a piedi o per mezzo di veicoli locali l’interno, ma anche per scalare gli alberi più alti dell’isola.
Quest’isola è stata ribattezzata dal capitano Cook, che fu il primo ad esplorarla, “la perla del Pacifico”, essendo la sintesi perfetta dei due volti del Pacifico: quello dell’isola montagnosa e frastagliata, come si presenta il centro dell’isola, e quello del basso atollo corallino che la circonda.
Negli ultimi anni compagnie alberghiere hanno costruito hotel e grandi resort di lusso per garantire vacanze indimenticabili a quanti scelgono quest’isola come meta, senza per questo alterare il perfetto equilibrio naturale della fauna e della flora. Ville e bungalow sono dispersi nella lussureggiante vegetazione di Bora Bora o sono posti direttamente nelle acque turchesi.
Le acque della barriera corallina sono popolate da pesci appartenenti a numerose specie. Si possono fare immersioni per avere incontri ravvicinati con animali marini come razze, mante, squali martello, barracuda ma anche tartarughe giganti, con cui è possibile nuotare.
E’ possibile, oltre al diving, praticare altri sport acquatici come sci nautico, vela e snorkeling, capaci di rendere la vacanza non esclusivamente indirizzata al riposo e alla tranquillità ma anche al divertimento.

Barriera-corallina
Al territorio pianeggiante e lussureggiante di Bora Bora si contrappone quello vulcanico di Moorea. Il Mare della Luna la separa da Tahiti. Il centro principale dell’isola è il villaggio di Afareaitu, che si trova lungo la costa orientale, quella che guarda Tahiti. Moorea è un’isola di origine vulcanica con bellissime montagne dalle forme molto particolari e bizzarre. Tra le montagne più belle troviamo il monte Mouaputa, con il suo caratteristico foro, il monte Rotui, che divide le due baie dell’isola, e il monte Mouaroa, che forse la montagna più bella. L’isola è di forma triangolare, presenta due insenature lungo la sua costa settentrionale. Assolutamente da vedere il panorama che si ha delle due baie e delle montagne dell’isola dal Belvedere. Lungo la strada che porta a questo punto panoramico si trovano anche alcuni antichi templi polinesiani. La spiaggia più bella è quella di Temae, di corallo bianco, che si trova nella parte nord-orientale dell’isola.
Una vacanza a Moorea quindi è vivere un sogno fatto di colori intensi, di montagne smeraldo che si stagliano nel cielo e di spiagge di corallo bianco lambite da un mare limpido e puro.
Speriamo di avervi trasmesso con questo  articolo  un po’ del nostro amore per questa terra augurandoci che sia la vostra prossima meta turistica.

 

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AdminLa Polinesia

La musica

 La musica è l’arte e la scienza dell’organizzazione dei suoni nel corso del tempo e nello spazio. Si tratta di arte in quanto complesso di norme pratiche adatte a conseguire determinati effetti sonori che riescono ad esprimere l’interiorità dell’individuo che produce la musica e dell’ascoltatore; si trtta di scienza in quanto studio della nascita, dell’evoluzione e dell’analisi dell’intima struttura della musica. Nel corso dei secoli si è sempre sentita la necessità di esprimere i propri sentimenti attraverso l’uso dei suoni.quest’arte viene trasmessa di generazioni in generazioni all’interno di un popolo, tanto da diventare un elemento fondamentale della sua tradizione.Essa veniva usata come intrattenimento nelle corti,nei salotti e nei castelli.Ci furono inoltre numerosi “geni della musica” così considerati perchè creano nuove forme e tecniche musicali e nuovi strumenti. Mozart e Beethoven sono i principali esponenti della musica dei secoli passati. In quest’articolo ci soffermeremo sulla vita dei più grandi artisti che segnarono la storia della musica contemporanea. Essi sono artisti che si distaccarono completamente dal tipo di musica esistente prima della loro “apparizione”.Erano artisti intraprendenti e che andavano al passo con una società in piena evoluzione.Parleremo,quindi,di come si evolse la musica e di come cambio radicalmente a partire dagli anni sessanta,grazie alle grandi menti di alcuni dei piu’importanti e famosi gruppi che si formarono in questo periodo e che diedero spunto ai gruppi successivi che continuarono a ispirarsi alla favolosa era”beat”. Era il periodo del boom economico simbolo di esperienze dalle mille sfaccettature piacevoli e spiacevoli.I gruppi che meglio possiamo considerare rappresentanti di questo periodo sono gli artisti di una generazione idealista e confusa che si identifica idealmente nelle parole nella musica che essi creano.i più importanti artisti di questo periodo erano: Eric Clapton, The Beatles,The who, jimi Endrix. Sull’onda degli ideali trasmessi da essi,a seguito del conflitto armato che vede impegnati in Vietnam migliaia di giovani americani tra i diciannove e i venticinque anni,nasce il movimento Hippy,ovvero praticato da individui che rappresentano la quintessenza del pacifismo:sognano un mondo senza più guerre, di persone libere di fare ciò che desiderano senza restrizioni.Essi infatti inaugurano le pratiche della libertà totale,seguendo l’insegnamento delle mistiche orientali,favorendo l’espansione della coscienza,l’utopia. Inizieremo col fare un passo indietro e soffermarci sulla nascita del gruppo che diede vita alla storia della musica contemporanea:i Beatles. Essi furono un gruppo rock britannico,originario di Liverpool attivo dal 1960 al 1970,composto da: – John Lennon,originario di Liverpool,che,insieme a Paul Mccartney componeva la maggior parte dei brani. Dopo lo scioglimento del gruppo, John proseguì la sua carriera come solista assieme alla moglie con cui si sposò e con la quale cambiò il suo cognome in John Ono Lennon formando la ‘Ono Plastic Band.Fu ucciso davanti al Dakota Building di New York da uno squilibrato ammiratore che poco prima gli aveva chiesto un autografo,l’8 Dicembre 1980; -Paul mccartney,anch’esso originario di Liverpool,nato il 18 Giugno 1942,condivide assieme a Lennon la paternintà della maggior parte dei brani dei Beatles.Continuò la sua carriera da solista nel gruppo dei Wings,attivo dallo scioglimento del gruppo dei Beatles; -George Harrison nato il 25 Febbraio 1943. I suoi brani sono caratterizzati da una linea melodica differente da quella del gruppo e spesso innovata con all’interno sonorità indiane e orientali, che lo ha ispirato dopo il viaggio in India con la band. Morì il 29 dicembre 2001 a Los Angeles nella casa di Ringo Starr a causa di un carcinoma maligno. George ha sviato la morte diverse volte: in ben due occasioni un uomo ha cercato di accoltellarlo, ma sua moglie Olivia riuscì a salvarlo sbattendogli una lampada in testa, stordendolo momentaneamente; -Ringo Starr nacque a Liverpool il 7 Luglio 1940, compose durante la sua carriera nei Beatles, due canzoni soltanto. Talvolta oltre all’esecuzione della batteria, si dilettava anche come voce solista. una curiosità: le canzoni in cui vediamo come voce solista Ringo Starr,sono pochissime poichè era sempre accompagnato dal coro di sottofondo degli altri componenti, che lo consideravano stonato. Numerose sono le canzoni che tutt’oggi vengono ricordate,e che caratterizzavano il loro indescrivibile e inimitabile repertorio:Love me do,la canzone che getto le basi per la nascita di stili musicali inconfondibili,Here comes the sun,composta da george Harrison e Something,consacrata come la più bella canzone d’amore di tutti i tempi secondo Frank Sinatra,Leti it be,ultima canzone dell’album omonimo uscito pochi mesi dopo la loro ultima apparizione risalente al 30 gennaio 1969.Fu l’atto finale che chiuse definitivamente la loro carriera e che separerà le loro vite per sempre. I Pink Floyd sono un altro gruppo che nacque nella seconda metà degli anni sessanta. Diventarono uno dei più importanti gruppi della storia, nonostante la loro travagliata carriera, formatasi a Londra bel 1965. Nel complesso figurano: Nick Mason, Roger Waters, Richard Wright e Bob Klose. Pur essendosi evoluti nel tempo, hanno mantenuto uno stile ben preciso e immediatamente riconoscibile che ha caratterizzato la loro intera produzione artistica. Il termine pink floyd sound identifica pertanto una pecularità rimasta intatta negli anni. La caratteristica più marcata di questo sound è il muro sonoro fatto di tastiere. Il perfezionismo, la sensibilità e la professionalità dei singoli musicisti hanno permesso, insieme a tanti altri aspetti, di ottenere il suono morbido e inconfondible consegnato dai Pink Flyd alla storia. Altro gruppo di vitale importanza,tanto da fare concorrenza con i Beatles,sono i Rolling Stones,un gruppo musicale britannico,composto da: .Mick jagger,Keith Richards,Ronnie Woode Charlie Watts.E’ una delle band più importanti e tra le maggiori espressioni della miscela tra i generi della musica rock e blues,quel genere musicale che è l’evoluzione del rock ‘n’roll anni cinquanta.L’esordio ufficiale avvene il 12 luglio 1962,il loro successo fin dalle prime canzoni e grandissimo. Per il loro essere trasgressivi furono contrapposti ai più rassicuranti Beatles,spesso creata dagli stessi Rolling Stones,che si comportavano in modo volutamente diverso rispetto ai Beatles per distinguersi da essi e creare un modello alternativo.Essi sono stati una pietra miliare nell’evoluzione della musica rock nel novecento. I Queen sono stati un gruppo rock britannico, formatosi a Londra nel 1971, composto originariamente dal cantante e pianista Freddie Mercury, dal chitarrista Brian May, dal batterista Roger Taylor e dal bassista John Deacon.La band, conosciuta come una tra le più importanti della scena musicale internazionale,ha venduto tra i 150 e i 300 milioni di dischi;tra le più popolari canzoni ci sono: We are the champions, Somebody to love, We will Rock you e The show must go on.Il 23 Novembre 1991,sfortunatamente, Freddie Mercury risultò positivo al test dell’ Hiv e di essere malato di AIds. Morì il giorno dopo all’età di 45 anni. Gli U2 sono invece un gruppo alternative rock/post punk irlandese, formatasi a Dublino nel 1976. Il gruppo è composto da Paul David Hewson in arte Bono, cantante, David Howell Evans in arte the Edge, chitarrista, Adam Clayton, bassista, e Larry Mullen Jr, batterista.Nella loro carriera hanno venduto oltre 180 milioni di dischi e possono essere considerati come uno dei maggiori gruppi di successo sulla scena internazionale. Nel 2005 sono stati introdotti nella Rock’n’roll Hall of Fame. Fin dagli esordi gli U2 si sono occupati della questione irlandese e del rispetto per i diritti civili, improntando su questi temi anche buona parte della loro attività artistica. In questo articolo abbiamo cercato di citare i maggiori esponenti della musica di fine novecento dagli esordi al clamoroso successo di ogni complesso ma non dovete dimenticarvi del grandissimo numero di artisti e complessi vari che nacquero in questo periodo di grande sviluppo musicale e che non abbiamo potuto citare completamente poiche un articolo di questo genere non basterebbe a citarli tutti. Speriamo che da questo articolo abbiate compreso almeno superficialmente la grande storia della musica contemporanea e la grande importanza di essa per questi inimitabili artisti. Chiara Donati,Rebecca Guerrieri,Beatrice Di Vincenzo

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