Storie e Racconti

Ritrovato bambino di 8 anni scomparso

Venerdì sono andato in gita con la parrocchia all’Eremo dei Romiti e mentre camminavo mi sono accorto che si era slacciata una scarpa .

Così mi sono fermato per riallacciarla, e quando mi sono rialzato non c’era più nessuno con me .

Ho cominciato a correre con il cuore che batteva a mille, cercando di raggiungere gli altri : non potevano essere lontani perchè mi ero fermato solo due minuti .

Ad un certo punto la strada si divideva in due ed io non sapevo dove andare .

Ho cominciato a urlare i nomi dei miei compagni, ma nessuno mi rispondeva, così ho deciso di seguire un sentiero che speravo portasse all’Eremo .

Ho camminato tanto, ero stanchissimo, ma del resto del gruppo non c’era nessuna traccia ed il bosco si faceva sempre più fitto .

Sentivo tutti i rumori più spaventosi : i passi di un animale feroce, i versi dei mostri che vivono nel bosco, ed io ero solo e stava facendo buio .

Ho cominciato a piangere, volevo la mia mamma ed il mio papà, volevo tornare a casa e non sapevo come fare .

Ho provato a tornare indietro, ma avevo incrociato tanti sentieri e non riuscivo a ricordare la strada che avevo fatto; se avessi fatto come Pollicino sarei riuscito a tornare a casa, ma ormai era troppo tardi .

Speravo che qualcuno notasse la mia assenza e mi cercasse, ma come avrebbero potuto trovarmi in quel bosco così fitto ?

Il tempo passava ed il bosco diventava sempre più buio; nello zaino, per fortuna, avevo una torcia, un po’ d’acqua e dei panini .

Ho pensato che avrei dovuto pensare un rifugio per la notte, così ho trovato un albero con il tronco bucato e mi sono accovacciato lì dentro .

Avevo paura, freddo, volevo il mio letto, e così, piangendo, mi sono addormentato .

Ho dormito poco e appena c’è stata un po’ di luce ho ricominciato a camminare, finchè non ho visto il mio papà .

Gli sono corso incontro, ero felicissimo, c’era un rumore assordante, mi hanno portato subito in ospedale, ma io stavo bene .

È stata una bruttissima gita .

A cura di Caterina Carboni.

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Incontro con Marco Vichi

Il giorno 2 dicembre 2015 è venuto alla nostra scuola Granacci lo scrittore di romanzi gialli e polizieschi Marco Vichi.
L’incontro è stato organizzato dai nostri professori di italiano per conoscere da vicino uno scrittore e capire il suo “metodo di lavoro”.
È stata un’occasione molto curiosa e avvincente per potergli fare alcune domande su quando avesse iniziato a scrivere (verso gli undici anni di età scriveva già brevi racconti) e su quali siano i momenti da lui preferiti nei quali si dedica alla scrittura. È stato interessante capire inoltre che egli prediliga scrivere quando è ispirato e non in ore fisse della giornata. 

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Jacopo il “delinquente”

JACOPO IL “DELINQUENTE”

Salve a tutti sono Jacopo Rondesi, nato il 10 Agosto del 2002, oggi vi racconterò quando ho dato il mio primo pugno, o forse anche il decimo, perché non so cosa ho fatto dentro la pancia della mia mamma, potrei aver fatto una taverna con: tv, sigari cubani, e biliardo comunque mi dovrei essere divertito.Ohh…ora vi racconterò la mia storia…
Era il pomeriggio del 18 Giugno 2005,la mia mamma alla mia culla con uno di quei sorrisi che partono da un orecchio e finiscono all’altro, io li chiamo “sorrisi falsi”, che te li fai per corrompere un bambino e mi sorella veniva corrotta subiti, ma io rimanevo sempre lucido, e pensai –Eccoci…”i che vole questa”- mi prese, e mi mise nel passeggino. Prese una borsa con un simbolo che quando lo vidi subito pensai…-Oh mio Dio ,lo conosco quel simbolo è quello della piscina di San Marcellino- ,a quel punto scatenai il “putiferio” e pianti e grida per tutto il viaggio…Il mio babbo ha ragione -Quando le donne si fissano su una cosa è impossibile fermarle!!!-eh…Già ha ragione. Si entrò negli spogliatoi e già si sentiva la puzza del cloro, la mamma mi prese e mi spogliò e mi mise un costume di mia sorella perché si era dimenticata il mio, questo è troppo!Quindi quando si girò io vrummm…mi tolsi il costume e girai nudo per tutto il bordo della piscina, poi mi riprese e poi…la parte più brutta, SI ENTRA IN ACQUA! Io già la odiavo grazie ha mia sorella che mi schizzava sempre, quando al mare …E in men che non si dica ero già in acqua, indovinate perché? Perché mia sorella “purtroppo” mi diede una spinta e poi…Mia mamma mi abbandonò all’istruttrice e io piangevo, piangevo e lei ancora con quel “sorriso falso”mi incitava dicendo che poi mi avrebbe preso un gelato ma io rimanevo incorruttibile e quando l’istruttrice mi prese e mi salutò io urlai -Nooooooo!!!!-e gli sferrai un destro sotto l’occhio, mi mollò subito e io feci come Federica Pellegrini quando fa lo stile libero e andai dall’altra parte della vasca, presi le scalette e uscii dall’acqua e viaaa…nello spogliatoio con quel bel costume così splendente…che figuraccia!!!E’ stata la lezione più corta della mia vita. Quando la mamma mi riprese per un braccio io rapido sgusciai di nuovo via ma mi riprese mia sorella e lo fece per “via costume”…a quel punto lo tolsi e dissi- Tieni puoi riprendertelo!- e andai a fare la doccia. Quando uscii dalla doccia ecco la mia mamma era davanti a me e io felice dissi- EVVAI SIPRENDE IL GELATO!- però mi sa che non era quella l’intenzione perché da lezione e giornata perfetta la giornata è passata a “giornata NERA!!!”

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AdminJacopo il “delinquente”

UN SAN VALENTINO STRABILIANTE

Gino e Pino due fratelli gemelli, nati il 14 Febbraio (proprio il giorno di San Valentino), aspettavano con ansia il loro decimo compleanno. Per i loro 10 anni sognavano di dare il loro primo bacio d’amore (ovviamente non alla mamma). Il 13 Febbraio, il giorno prima del loro compleanno, erano così ansiosi da tirarsi i capelli a vicenda invece di fare i compiti. Quando sentirono i passi della mamma loro si misero subito a fare i compiti.

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AdminUN SAN VALENTINO STRABILIANTE