Analisi del significato della parola “gatto” nella cultura contemporanea

Sissi e PascalIntervista al dottor Pascal, docente di Gattologia, e alla dottoressa Sissi, docente di Storia della Civiltà Felina, all’Università di Gattocity.

“I gatti fanno miao” inizia così il dottor Pascal la nostra intervista “ma la vera domanda è: cosa significa oramai ‘gatto’?”

Lei cosa ne pensa, professore?

Credo che i gatti stiano prendendo un’importanza sempre maggiore nella nostra società, così piena di contraddizioni: sono un punto di riferimento.

Spieghi meglio questa affermazione.

Credo che, in parole povere, possiamo riassumere questo nuovo fenomeno sociale in una frase: “Gatto è Bello”. Pensi un po’ alla grande importanza che la parola ‘miao’ ha assunto in questi anni. Pensi alla canzone “Il coccodrillo come fa? (pappappappapa)”: come dice lo stesso brano, “non c’è nessuno che lo sa”; invece il verso del gatto è noto a tutte le persone del mondo: “miao”.

Se è per questo, anche il verso della pecora, “beeeee”, è molto conosciuto.

Ma vuole paragonare il fantastico suono, pieno e rassicurante, del “miao” con il piatto e freddo “beee”. Non a caso gli antichi Egizi adoravano il gatto e non la pecora.

Probabilmente perché non la conoscevano?

Dettagli…

Continuando il suo esempio: gli Egizi adoravano anche il coccodrillo.

Ma il coccodrillo come fa?!

Non divaghiamo troppo: come interpreta la parola “gatto” al giorno d’oggi?

“Gatto” è un bisillabo piano di cinque lettere, ma in questa parola così piccola è racchiuso un grande significato: i gatti, così dolci e coccoloni, aiutano i loro padroni. Ripeto: sono dei punti di riferimento molto importanti.

Come possono dare il loro aiuto se non fanno niente dalla mattina alla sera?

Non stiamo parlando di aiuto pratico, ha mai sentito parlare di “aiuto morale”?

Ovvero?

L’aiuto morale è quel tipo di aiuto che permette agli esseri umani di sentirsi appoggiati dai loro animali domestici in quanto questi ultimi sono una ragione di vita: l’uomo non può morire, deve occuparsi del gatto.

La ringraziamo per la sua collaborazione e passiamo ora ad intervistare la sua consorte, la dottoressa Sissi: qual è il suo parere sulla questione, dottoressa?

Credo di aver notato un ulteriore fenomeno, non notato da mio marito, che si sta sviluppando recentemente in tutti i gatti: la quantità di miagolii sta diminuendo notevolmente. Trattasi di una protesta da parte del mondo felino contro l’eccessivo chiacchiericcio del genere umano, in particolare in quella classe che i miei padroni definiscono “politica”. Per di più le continue tassazioni fanno aumentare in modo spropositato il prezzo dei croccantini: non possiamo andare avanti così!

Anche voi gatti siete quindi colpiti dalla crisi?

Certamente! Le faccio degli esempi. Uno dei miei padroni è disoccupato, questo significa meno croccantini per tutti, per di più, secondo esempio, il numero di vecchiette da croccantini è in forte diminuzione.

Lei mi sembra una gatta socialmente molto impegnata.

Io e mio marito facciamo parte di un movimento, “l’anti-chiacchiericcio”, composto da 44 gatti. Spesso facciamo delle manifestazioni disponendoci i fila per sei con resto di due!

Ringraziamo anche lei per la collaborazione, arrivederci!

Gagiubì (a cura di Bianca Blasi, con il contributo di Giulia e Gabriele)

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