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La storia del computer

Il computer è oggi nella vita quotidiana di moltissime persone; tutti abbiamo un computer in casa e lo usiamo per accedere a facebook, gmail ed altro.

Il computer è un calcolatore; i primi computer erano dei giganteschi “scatoloni” con alcune funzioni che si trovano nella calcolatrice. Sono trascorsi 21 anni dall’estate in cui IBM commissionò ad un gruppo di 12 ingegneri, a cui poi venne affibbiato il soprannome di “Sporca Dozzina”, di progettare un personal computer che fosse più economico e veloce di qualsiasi altro in commercio e che potesse intraprendere la via del mercato in tempi rapidi: massimo un anno.

Il primo modello di PC fu presentato da Big Blue il 12 agosto del 1981: si trattava di un “macinino” con monitor monocromatico. E questo fu il primo pc… ma la storia del pc parte molti anni prima…

Nel 1632 il matematico inglese William Oughtred realizzò il regolo calcolatore, con il quale, grazie alle teorizzazioni sui logaritmi di Nepero, si rese immediata la resa pratica di operazioni matematiche.
Poco dopo, sempre intorno alla metà del XVII secolo, il filosofo francese Blaise Pascal realizzò la sua celebre Pascalina, ottimizzata per operazioni di somma e sottrazione; sulla base di questa, non tardò Leibniz (1673) a realizzare una macchina capace di moltiplicare e dividere. Tra le prime macchine in grado di eseguire i calcoli in modo automatico attraverso ingranaggi meccanici mossi da contrappesi, figura anche quella inventata e realizzata nel 1709 dal veneziano Giovanni Poleni.
L’ingegnere tedesco J. H. Müller in un libro pubblicato nel 1786 descrisse l’idea di una macchina da calcolo in grado di effettuare le quattro operazioni fondamentali (addizione, sottrazione, moltiplicazione, divisione) settando i valori e mettendola in funzione girando una manovella a mano, finché la macchina dava il risultato finale. Müller non poté mai realizzare la macchina per mancanza di fondi.
Nell’Ottocento si svilupparono i rudimenti dell’elaborazione basata sul sistema numerico binario (0,1) e le schede perforate, e ne nacquero i primi applicativi.
Nel 1833 Charles Babbage (1791-1871) progettò la Macchina Analitica, il primo vero calcolatore programmabile, in senso moderno, della storia. Venne realizzato solo il mulino, la CPU, ma non ne fu mai realizzato un prototipo completo. Era il primo esempio di macchina con un’unità di memoria ed un’unità di calcolo.
Nel 1842 la contessa di Lovelace, Ada Byron (1815-1852), figlia del poeta Lord Byron, scrisse i primi programmi della storia pensati per la macchina analitica di Babbage.
Nel 1854 il maestro di scuola elementare irlandese, George Boole (1815-1864), inventò il codice binario. Nacque l’algebra booleana.
Nel 1858 la prima macchina differenziale mise piede sul territorio degli Stati Uniti, dato che l’Osservatorio astronomico di Albany importò il calcolatore automatico meccanico realizzato dagli svedesi Goerg ed Edward Scheutz, basato sul progetto di Babbage e da quel momento gli americani cercarono di sviluppare in proprio i filoni di ricerca scientifica e tecnologica.
Nel 1889 Herman Hollerith (1860-1929) brevettò l’utilizzo di schede perforate la cui lettura avveniva mediante l’analisi di circuiti elettrici (chiusi in corrispondenza dei fori della scheda) e fondò nel 1896 la società Tabulating Machine Company, che nel 1924 sarebbe divenuta la IBM. La macchina di Hollerith fu utilizzata per l’elaborazione del censimento degli Stati Uniti.
Nel 1904 John Ambrose Fleming inventa il tubo a vuoto, progenitore delle valvole termoioniche.

Infine arrivò Bill Gates che ebbe, in contemporanea con Steve Jobs, l’idea di creare un personal computer. Il primo PC fu realizzato proprio da Steve Jobs e si chiamava Macintosh (Mac) utilizzato ancora oggi (opportunamente aggiornato).

A cura di Giovanni G.

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