L’opera lirica “Fidelio” parla di una ragazza, Leonore, cui le imprigionano il marito Florezstan.
Lei si traveste da uomo per tentare di liberarlo.
È un po’ lento, ma la fine è molto bella. Vengono cantate canzoni come: Ovelkeluft e l’inno alla gioia.
Il Fidelio vuol far capire la libertà di cui ognuno ha bisogno e le ingiustizie che dobbiamo subire ogni giorno. Originariamente è stato scritto in tedesco, poi tradotto nelle altre lingue.
Hanno un significato molto forte i costume dei carcerati: hanno tutti una maschera che gli copre il volto, come se la vera prigione fosse non esprimersi e non essere liberi di ribellarsi al regime del perfido Pizzarro.
Seppur all’inizio lungo, la fine è molto interessante: Fidelio (Leonore) rivolta contro Pizzarro i suoi stessi cani, Il crudele padrone viene trascinato all’inferno dai suoi cani, bramosi di morte, come volesse dire che Pizzarro si meritasse di morire per le ingiustizie inflitte a Leonore, Florezstan e tutti i carcerati.
Alla fine i carcerati, per ringraziare Fidelio di averli liberati, iniziano a cantare tutti in coro l’inno alla gioia, che conclude l’opera in modo magistrale. Tutti gli attori sono molto bravi, ma soprattutto l’attrice che interpreta Fidelio.
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