L’impressionismo

L’Impressionismo è una corrente artistica che nasce a Parigi nella seconda metà dell’Ottocento, più precisamente tra il 1860 e il 1870 e che dura fino ai primi anni del novecento. Manet è considerato il padre di questa corrente. Gli stimoli per la nascita dell’Impressionismo furono la “rottura” delle tradizioni avvenuta nei periodi del romanticismo e del realismo, dove venne riscoperta la pittura di paesaggio, e venne valorizzato l’Io interno dell’artista. Importante fu anche l’influenza dell’arte giapponese che venne conosciuta e apprezzata in Europa nell’Esposizione Universale tenutasi a Parigi nel 1889 (la stessa nella quale venne costruita la Tour Eiffel). Un ruolo principale lo ebbe anche la fotografia, che venne inventata proprio in quel periodo, e influenzò soprattutto Edgar Degas. Grazie alla fotografia vennero usate nuove prospettive di rappresentazione del soggetto. Ancora più importante era luce, infatti la “missione” degli impressionisti era di dare proprio l’impressione della luce di quel momento; cosa molto importante principalmente per Monet. La prima mostra degli impressionisti venne aperta il 15 aprile 1874 nell’ex atelier del fotografo Felix Nadar, che però si dimostrò un clamoroso fallimento essendo questo stile troppo rivoluzionario per quei tempi. L’impressionismo si diffuse in tutta Europa vista la facilità di realizzazione di un’opera (ad un impressionista bastavano 15 minuti per dipingere un’opera essendo la pittura in plein air, cioè all’aria aperta), uno dei pochi paesi dove questa corrente artistica non si diffuse fu l’Italia, dove invece stava nascendo il movimento dei macchiaioli, che era più vicino alla tradizione quattrocentesca. L’Impressionismo influenzò anche la musica, dove i musicisti abbandonano le tradizionali sinfonie e sonate e preferiscono rappresentare la natura con tutti i suoi suoni. Tra i vari compositori ricordiamo Claude Debussy.

A cura di Jacopo Bellucci

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