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Storia del giradischi

Introduzione: il giradischi e il grammofono sono stati i principali sistemi di riproduzione musicale usati dal 1870 fino alla fine anni ‘80 circa. Il grammofono è l’antenato del giradischi esso convertiva in vibrazione sonora dell’aria le oscillazioni di un ago inserito in un solco inciso su un cilindro o su un piatto di grafite, che veniva fatto ruotare da un meccanismo caricato a molla tramite una manovella; aveva un difetto: il suono passava attraverso una specie di tromba che, ma si disperdeva nell’aria e l’intensità era molto bassa e disturbata da rumori e fruscii.

L’evoluzione del grammofono fu il giradischi: un apparecchio elettronico dove un disco di vinile veniva fatto ruotare da un motore elettrico ed una testina, munita di una puntina diamantata, trasformava le vibrazioni meccaniche in un segnale elettrico. La testina funzionava tramite una bobina ed un magnete, il segnale, così generato veniva poi amplificato elettronicamente e diffuso da uno o più altoparlanti.

Fotografia del dettaglio di una puntina di giradischiRiproduzione: un disco si pone su un piatto che gira ad una velocità regolabile, solitamente 33 o 45 giri al minuto sul quale si appoggia la testina che è sostenuta da un braccio meccanico mobile e bilanciato. Il giradischi è collegato tramite dei cavi ad un amplificatore dotato di altoparlanti. I dischi sono fatti di vinile, un materiale plastico che viene stampato a caldo partendo da un disco “master” metallico; i principali formati di dischi in vinile sono il LP (long playing) e il singolo, entrambi sono stampati sulle due facciate: sul LP ci sono più brani sul singolo solo 2.

I dischi in vinile sono stati soppiantati dai CD (compact disc) sui quali è incisa musica digitale e in futuro i CD saranno sostituiti da formati digitali su file come gli MP3.
I puristi della musica, specialmente classica, sono comunque rimasti affezionati ai dischi in vinile, che hanno ancora un mercato fiorente. La musica analogica riprodotta dai giradischi ha un suono più caldo rispetto alla musica in formato digitale, anche se questa ultima è priva di disturbi.

A cura di Margherita Guidi

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