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Vie ferrate: istruzioni per l’uso

Per prima cosa, molto importante, se soffrite di vertigini, avete paura del vuoto, odiate arrampicarvi o trovarvi in situazioni estreme, non sopportate l’idea di stare su una roccia, attaccati solo ad un cavo d’acciaio, o altre cose simili, lasciate perdere. Smettete di leggere e iniziate a fare qualcos’altro, un bagno, cucinate, vedete un po’ voi.Ma iniziamo con più calma, dal principio: cosa è una via ferrata? Una ferrovia? Una strada lastricata di ferro? O una persona molto sicura su un argomento?

No, nient di tutto ciò. Una via ferrata è un percorso attrezzato con cavi d’acciaio, verticali o orizzontali, su una parete di roccia.
Adesso vi starete chiedendo: perché fare più di cento metri di dislivello, arrampicandosi su una roccia, attaccati a un cavo che chissà da quanto tempo è lì, e che non si sa bene quanto ancora possa reggere? Bellissima domanda! Ma non vi preoccupate, le ferrate, inanzi tutto, non sono pericolose, basta avere l’ occorrente giusto.
Cose da portare:
prima cosa che serve sempre, uno zaino, possibilmente uno di quelli da trekking; dentro ci deve essere un’imbracatura (di quelle che si usano anche per arrampicarsi sugli alberi), a essa devono essere attaccate le longe, che sono corde alle quali a loro vola sono attaccati i moschettoni a molla che servono per assicurarsi al cavo d’acciaio. Essenziale è anche il casco, utile per eventuali cadute di sassi che potrebbero guastare la vostra arrampicata (se presi in testa).
Per evitare di farsi troppo male alle mani quando ci si tiene al cavo d’acciaio, sono consigliabili dei guanti simili a quelli per bici, con le dita scoperte.
Sempre utile sono anche un pile e una giacca, perché il clima in montagna molto spesso ha cambi improvvisi.
Portatevi sempre dell’acqua, mai bibite gassate, come Coca Cola, o Fanta, perché queste ultime fanno solo aumentare la sete.
Cose da non portare:
oltre alle bibite gassate, aggiungerei anche cose ingombranti come libri di qualunque genere, non avrete il tempo di leggere, assicurato. Altro consiglio: non riempite il vostro zaino di cose inutili, non deve diventare la “borsetta della nonna” o la vostra casa, metteteci solo l’ indispensabile.
Sarebbe anche preferibile non portarsi un impermeabile, perché le ferrate sono consigliabili da fare quando c’è del tempo e non quando piove. Dovete infatti pensare che il cavo d’acciaio attira frequentemente i fulmini, e non deve essere esperienza particolarmente piacevole esservi attaccati in quelle occasioni.
Come comportarsi e non:
la regola numero uno è quella di tenere sempre almeno un moschettone attaccato al cavo infatti, ogni tanto ci sono dei paletti che dividono il cavo ma lo rendono più sicuro. Arrivati a uno di questi paletti, si stacca il primo moschettone e si attacca al cavo successivo poi si stacca il secondo e si procede allo stesso modo, è abbastanza necessario ricordarsi i fare ciò, anche perché altrimenti non riusciremmo ad andare avanti. Quando di fa una ferrata bisogna stare attenti a chi sta sotto di noi. Bisogna cercare di non far cadere sassi, evitando cosi di far male a qualcuno. Non si deve fermarsi in continuazione, molte ferrate, infatti, sono abbastanza trafficate, e, sostare di continuo, potrebbe formare eventuali code, facendo così eviterete le amichevoli offese degli altri scalatori.
Ma soprattutto non fatevi mai, ripeto mai, prendere dal panico! Se ci sono passaggi difficili o esposti e paurosi, non iniziate a ad urlare ad agitarvi, o a saltellare dal terrore, fate un bel respiro e affrontate la vostra paura, con calma; so che prima avevo detto di non fermarsi, ma meglio prendersi un amichevole offesa che perdere tre anni della vostra vita per la troppa paura!
Vedrete sarà divertente!
Ma ancora non ho risposto ad una domanda: perché fare più di cento metri di dislivello, arrampicandosi su una roccia, attaccati a un cavo che chissà da quanto tempo è lì, e che non si sa bene quanto ancora possa reggere?
La risposta è ovvia: per arrivare in cima!
Forse è difficile da capire… Ma adesso immaginatevi di essere attaccati ad una roccia, con le gambe che tremano, il cuore che batte all’impazzata, i moschettoni attaccati al cavo, lo zaino con il pile e la giacca per quando fa freddo, l’acqua non le bibite gassate, i guanti sulle mani, l casco in testa, attenti a non far cadere nessun sasso… ecco, adesso giratevi… e lo vedete: quel paesaggio immenso, senza fine, le case di Lego, gli alberi che si parlano, le montagne di un verde squillante e il cielo che sembra si possa toccare!
Tu, la roccia e il paesaggio. È una sensazione stupenda. Tu, la roccia e il paesaggio. Ti sembra di volare, ti interessi solo di quello. Tu, la roccia e il paesaggio, solo tu la roccia e il paesaggio.
Ma a quel punto, cosa vuoi che te ne importi di conquistare la cima?

A cura di Bianca Blasi

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