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Lo Sci

LE ORIGINI
Lo sci è probabilmente il più antico mezzo di locomozione inventato dall’uomo, prima ancora della ruota. Veri specialisti degli sci furono i Lapponi; circa 2000 anni fa calzavano uno sci lungo e sottile, quasi come quello attuale, nel piede destro, mentre nel sinistro ne calzavano un altro più corto con sotto una pelle di foca, usato per appoggiarsi e darsi la spinta. Il primo italiano a usare un paio di sci pare sia stato il prelato Francesco Negri nel suo viaggio in Lapponia nel 1663, durante il quale raggiunse Capo Nord. Di fondamentale importanza per la nascita dello sci contemporaneo sono le innovazioni tecniche apportate dall’eclettico pittore-inventore Mathias Zdarsky, che, alla fine dell’Ottocento, accorciò gli sci fino a 1 metro e 80 (prima oltrepassavano i 3 metri) e sperimentò più di 180 tipi di attacchi di cui ne brevettò 25; Il più funzionale era il Lilienfelder, dal nome del suo villaggio, che impediva al piede di scivolare lateralmente e presentava una talloniera di ferro o di alluminio.

LO SCI COME SPORT
Nel medioevo gli sci erano usati abitualmente in Norvegia. A metà dell’Ottocento, Sondre Norheim, un abitante di Morgedal (città Norvegese), rivoluzionò lo sci, inventando lo stile detto telemark e facendone uno sport. Fino ad allora, infatti, complici anche gli attrezzi, fissati in modo precario a scarpe di pelle o cuoio che non davano alcun sostegno, non esisteva ancora una tecnica per curvare e per frenare.
La prima e vera gara tipicamente sportiva avvenne nel 1843 a Tromsø, sempre in Norvegia. Diciassette anni dopo, nel 1860, il re organizzò una vera e propria competizione ufficiale a Oslo, mettendo in palio la coppa Holmenkollen.
Prima della diffusione in Europa centrale, lo sci si diffuse in Canada, nel Nevada ed ai confini della California.
Nelle valli alpine italiane gli sci invece arrivarono con moltissimo ritardo.

LO SCI IN ITALIA
La diffusione dello sci in Italia dovrà aspettare più di due secoli, fino al 1886. Nel 1896, l’ingegnere svizzero Adolfo Kind, a Torino dal 1890, di ritorno da uno dei suoi viaggi in Svizzera, dove già esistevano artigiani che firmavano i propri sci, portò con sé un paio in frassino di quelli che allora si chiamavano ski, e li mostrò agli amici, che ben presto si fecero contagiare dalla sua passione e divennero in pochi anni un vero e proprio Club, di “skiatori”, poi “scivolatori”, infine “sciatori”. Il decennio 1886-1896 sembra segnare, quindi, l’atto di nascita ufficiale dello sci in Italia (fino ad allora chiamato ski). Il 16 marzo 1902 dal “Cugno dell’Alpetto”, prese il via la prima gara di velocità in discesa.
Nel 1908 dalla Unione Ski Club Italiani (che comprende, oltre a quello di Torino, i neonati Ski Club Milano e Ski Club Roma), nasce la FISI (Federazione Italiana Sport Invernali), alla cui presidenza è chiamato Paolo Kind, figlio del pioniere Adolfo Kind.
Oggi la FISI sovraintende le seguenti discipline dello sci: biathlon, carving, freestyle, sci alpino, sci d’erba, sci nordico, snowboard, sci alpinismo e lo sci di velocità o chilometro lanciato; a queste si aggiungono bob, skeleton e slittino.

A cura di Samuele Gatteschi

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