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Groucho Marx

Groucho Marx, è stato un attore, e conduttore televisivo statunitense. Terzo dei cinque fratelli Marx, Groucho esordì nel mondo dello spettacolo nel primo decennio del Novecento, affrontando una lunga gavetta nel vaudeville che lo portò a recitare con i fratelli nei teatri di varietà di tutti gli Stati Uniti.

Fu durante questo lungo tirocinio negli anni dieci e venti che egli poté affinare la comicità che lo rese celebre, basata sulla veloce parlantina, sulla battuta fulminea e sul ricorso ai giochi di parole, con scanzonata irriverenza nei confronti dell’ordine costituito e con un malcelato disprezzo per le convenzioni sociali.

Il suo esordio sul grande schermo risale al 1929. Il suo senso dell’umorismo corrucciato e sarcastico, sintetizzato nel suo soprannome d’arte “Groucho”, si coniugò sulle scene con un’eccentrica maschera comica dai tratti divenuti inconfondibili, quali i vistosi baffi e sopracciglia dipinti, lo sguardo ammiccante, il sigaro perennemente tra i denti o fra le dita e la frenetica andatura.

Tutti questi tratti fisici nonché quelli comici sono stati ripresi in Italia per creare un personaggio che ha contribuito ad allungare il mito del personaggio di Groucho Marx: stiamo parlando della spalla di Dylan Dog (creato da Tiziano Sclavi nel 1986), noto personaggio dei fumetti che dopo Tex ha fatto la fortuna della casa editrice di Sergio Bonelli.

All’interno dell’opera dylandogiana, Groucho è a tutti gli effetti Grouch Marx, non un personaggio alter ego o a lui ispirato.

Il suo graffiante humor è noto al pubblico anche grazie alla sua attività di scrittore.
L’umorismo dissacrante e satirico di Groucho trova spazio anche sulla carta stampata sin dal 1930 con il suo primo libro “Beds” (Letti), una raccolta di divertenti brani che raccontano il rapporto della gente con il proprio letto; tra i suoi libri ricordiamo anche la raccolta epistolare “Le lettere di Groucho Marx”, del 1967.

A coronamento della sua longevità artistica, nel 1974 fu premiato con un Oscar onorario.
Tuttavia il 25 giugno 2019 il periodico The New York Times Magazine riportò che il materiale artistico di Groucho e dei suoi fratelli sarebbe andato distrutto, assieme a quello di centinaia di altri suoi colleghi, nell’incendio degli Universal Studios del 2008.

A cura di Riccardo e Samuele

 

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