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L’arrivo di E.T.

Sono arrivato in questo strano posto, non vedo più la mia navicella. Mi metto a camminare e vedo questa città con molte cose strane: luci, macchine e persone.

Arrivo in un giardino e vedo un bambino che porta la pizza in casa e quindi io mi nascondo. Ho paura perché potrebbero uccidermi.

Poi il bambino si avvicina, io per sbaglio muovo qualcosa e lui si accorge di me.  Mi dà da mangiare delle strane cose dolci e gommose, diventiamo amici e mi fa vivere di nascosto in casa sua. Il bambino mi lascia a casa da solo perché deve andare in uno strano posto di nome scuola. Rimanendo a casa conosco sua sorella che mi traveste da femmina. Quando il bambino torna mi fa conoscere anche suo fratello maggiore e poi mi mettono nell’armadio per dormire. Gli rivelo da dove vengo con delle palle e gli indico la direzione. Durante il giorno gli mostro come si crea una macchina per chiamare i miei amici.

Il giorno di Halloween andiamo su una collina dove sistemiamo la macchina e rimaniamo lì fino a sera, però non ci rispondono e dormiamo. Il giorno dopo mi sento male e mi portano nel loro bagno. Poi la loro mamma mi scopre e chiama i medici che mi provano a curare.

Il bambino però mi salva, scappo insieme a loro in bici. Mentre si va incontriamo delle persone con delle armi io ho tanta paura però poi io li faccio volare fino al bosco dove c’è la mia navicella con i miei amici.

E’ stato bello rivederli ma brutto lasciare gli altri quindi abbraccio e saluto il bambino e poi me ne vado.

Federico M.

 

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