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l’ubriaco

“Mamma posso uscire?” chiesi.

“No, È troppo tardi Jerri!” mi rispose mia madre con tono minaccioso “Hai solo sedici anni!”.

Ma io mi feci furbo: mi misi il pigiama sopra ai vestiti e quando arrivò mia madre, le diedi la buonanotte. Appena fu uscita io mi tolsi il pigiama, presi le chiavi del motorino scavalcai la finestra che dà sul giardino e mi diressi al Gate, la discoteca di via Martini.

Arrivai, c’era un pezzo che mi piaceva e mi buttai subito in pista. Dopo mezz’ora che ero già lì vidi il mio amico Tino, che mi venne incontro correndo dicendomi di aver visto una persona che mi aveva buttato a terra il motorino .

Io uscii per andare a vedere, con un forte stimolo alla pancia e alle mani. Rialzai il motorino e mi guardai intorno per cercare di trovare il delinquente che mi aveva rotto lo specchietto.

Ci misi un po’ ma lo trovai: un vecchio mi stava guardando da lontano, aveva il giubbotto strappato e due bottiglie di birra in mano.

Intanto in tanto la mia tasca vibrava all’impazzata: pensai che mia madre si fosse accorta che mancavo e mi stesse chiamando. Io non risposi.

Il vecchio cercava di parlarmi, ma io non riuscii a sentirlo.

Da lontano vidi il riflesso di qualcosa di affilato dentro la bottiglia. Un brivido mi salii sulle gambe. Salii sul motorino e scappai. Mi fermai in un supermarket aperto. Appena entrato non vidi nessuno ma continuai a camminare tra gli scaffali. Distrattamente entrai nel reparto cucina e lì trovai quel vecchio fetido. Lanciò la bottiglia in terra, si ruppe e raccolse l’oggetto che prima avevo intravisto dentro la bottiglia. Un coltello affilato.

“Cosa ci vuoi fare?”chiesi impaurito.

Ma non rispose come se non potesse pensare. Vidi che per terra non c’era birra per terra, quindi pensai che fosse ubriaco. Prima  che potessi chiedere cosa stava succedendo lui mi ficcò il coltello in gola, poi sussurrò:“Devi morire”.

E così feci…

 

Adminl’ubriaco
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