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LA GRANDE GUERRA

Era il primo novembre del 1916 accovacciato sotto una casupola di legno e terra. 

Nella trincea morti, morti e ancora morti mentre ero costretto a lanciare granate 

Avevo una paura tremenda di essere ucciso in un secondo tra quella gente che per combattere neanche mangiava.  

Ad un certo punto sentii il generale Cadorna che ci chiamava in ritirata.  

Gli Austriaci ci stavano attaccando e con una stretta al cuore correvo come non avevo mai corso ma…  improvvisamente sentii un colpo alla gamba, mi girai e vidi la mia pattuglia a terra. 

Senza respiro gridavo aiuto ma nessuno mi sentiva allora con una gamba sanguinante mi alzai e mi misi dietro un muro mezzo abbattuto con le ultime forze che mi rimanevano.  

Dopo qualche ora mi ritrovai in barella mezzo morto provai a muovere la gamba ma non ci riuscii, probabilmente ero rimasto paralizzato. 

Fui portato all’ ospedale e rimasi lì per due anni e poi fui rimandato  a casa e potei rivedere mia moglie e mio figlio.

Ora è il 1939, ho 49 anni e sono felice. 

Elia N.

 

AdminLA GRANDE GUERRA
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