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IQBAL MASIH: STORIA DI UN BAMBINO CORAGGIOSO

25 Mar 2024

Oggi vi parliamo di Iqbal Masih, un bambino pakistano divenuto in tutto il mondo simbolo della lotta contro lo sfruttamento minorile.

Nacque il 1° gennaio del 1983 a Muridke, in Pakistan da una famiglia molto povera.

All’età di quattro anni il padre lo vendette a un fabbricante di tappeti per pagare un debito e da allora iniziò la sua schiavitù, come quella di tanti bambini pakistani: lavorava con uno stipendio misero per dodici ore al giorno, intrecciando fili per fabbricare i tappeti con mani piccole e veloci, mangiando pochissimo e subendo molte punizioni.

All’età di nove anni, nel 1992, riuscì a scappare per partecipare a una manifestazione che parlava di diritti e di sfruttamento; Iqbal decise di raccontare con coraggio la sua storia che fu pubblicata sui giornali.
Tornato dal suo padrone, si rifiutò di lavorare e così fu punito e picchiato e con la sua famiglia fu costretto a lasciare il villaggio per le minacce.

Iqbal continuò a denunciare lo sfruttamento davanti ai giornali e alle tv con coraggio.
Il 16 aprile 1995, mentre stava giocando con i suoi cugini, fu colpito da spari che lo uccisero.
Ancora oggi non è chiaro chi abbia ucciso Iqbal perché per paura le testimonianze furono discordanti. È certo però che si sia trattato di una vendetta della cosiddetta “mafia dei tappeti”.

In memoria di questo ragazzo coraggioso molte scuole e parchi italiani hanno preso il suo nome ed è stato girato anche un film che noi abbiamo visto in classe.

Ecco una delle sue frasi più importanti:
Nessun bambino dovrebbe impugnare mai uno strumento di lavoro, unici strumenti di lavoro di un bambino che dovrebbe tenere in mano sono penne e matite.

A cura di Safaa, Mia, Elmedin, Suada, Saad e Matteo (Gruppo Attività Alternativa)


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