Cari lettori e lettrici,
oggi vogliamo raccontarvi una giornata davvero movimentata. Il 30 marzo 2026, le nostre maestre hanno organizzato una fantastica caccia alle uova di Pasqua nel giardino dei Frati, vicino alla nostra scuola.
Fin dall’inizio, le maestre avevano capito che noi maschi eravamo agitatissimi! Prima di partire abbiamo persino urlato troppo, tanto che il tempo stava per scadere e rischiavamo di non andare più. Per fortuna, la maestra Francesca ha convinto la maestra Gilda e alla fine siamo partiti tutti insieme verso la chiesa.
Un inizio… tempestoso!
Appena arrivati, le maestre si sono arrabbiate un po’ con noi per il nostro comportamento troppo vivace. Ma, dopo la ramanzina, il gioco è iniziato! Ci hanno diviso in due squadre: da una parte le femmine e dall’altra noi maschi.
Il grande piano (fallito)
Dobbiamo ammetterlo: noi maschi abbiamo barato per tutta la partita! Volevamo vincere a tutti i costi, così abbiamo iniziato a “rubare” quasi tutte le uova alle avversarie. Alla fine ci hanno soprannominato “i ladri”… e avevamo pure rubato uova già trovate!
La morale della favola
Nonostante i nostri trucchi, la giustizia ha trionfato: hanno vinto le femmine! Noi maschi abbiamo perso e siamo rimasti un po’ delusi, perché in fondo sapevamo che avremmo potuto giocare meglio e in modo più onesto. Come se non bastasse, le femmine ci hanno anche preso un po’ in giro per la sconfitta!
Alla fine siamo tornati a scuola tutti insieme, stanchi ma con una lezione imparata: barare non serve a vincere, ma di sicuro serve a farsi dare dei “ladri di uova”!
A cura di Giulio B., Lorenzo, Amerigo e Giulio C.




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