Cari lettori e lettrici,
vi presentiamo il secondo episodio del nostro racconto… Buona lettura a tutti!
A cura di Alessio, Alexander, Arianna, Francesca ed Elisa
FOSCO AIUTA BALDUCCIO A REALIZZARE IL SUO DESIDERIO
Fosco, allora, si ricordò che nel bosco vicino al paese, proprio dove questo diventava più folto, c’era la Fonte di acqua magica: chi la beveva poteva far sì che un suo desiderio diventasse realtà.
C’era un unico ostacolo a questo: prima di bere bisognava risolvere l’indovinello della Fonte, chi non lo faceva e beveva, era destinato a rimanere nel bosco, perché non riusciva più a ritrovare la strada giusta per uscirne.
Fosco propose a Balduccio di andare alla Fonte dell’acqua magica per far sì che il suo desiderio si potesse avverare, ma gli fece una raccomandazione: “Non bere l’acqua della Fonte prima di aver risolto l’indovinello!”. Una volta che furono lì si sentì una voce che diceva: “O Balduccio, io lo so cosa tu vuoi diventare, dammi la risposta giusta e lo potrai fare”.
Poi la voce continuò: “Dimmi Balduccio, tu che il cuoco vuoi fare:
“Qual è quella cosa che in piedi non sa stare e se ci prova rotola, casca, si rompe e nessuno mai riuscirà a riparare?”.
Un vero rompicapo, Balduccio si sedette su un masso e cominciò con il suo amico a pensare.
Ora, bisogna sapere una cosa di Balduccio un po’ particolare: quando lui pensava aveva subito bisogno di mangiare.
Pensa pensa, ma niente da fare. Aveva troppa fame perciò la soluzione non riusciva a trovare.
“Che fame!” disse ad un certo punto “Se almeno avessi qualcosa da mangiare!”
“Senti Balduccio io ho un po’ di pane e salame” gli disse Fosco “Se pensi che ti possa aiutare io te lo posso dare”.
E così Balduccio mangiò il pane e salame, ma che guaio! Ora aveva una sete terribile e non sapeva come fare. Così pensò: “Quasi quasi… No, no, no!”.
Non poté resistere, così bevve una goccia d’acqua dalla Fonte per potersi dissetare.
“Che hai fatto Balduccio!” gli urlò Fosco “Ora solo una cosa ti potrà salvare, la Piuma Magica altrimenti qui nel bosco sarai costretto per sempre a restare”.
Balduccio cominciò a piangere: “Fosco, amico mio, non mi abbandonare, fai qualche cosa affinché io la strada giusta per uscire dal bosco riesca a ritrovare”.
Fosco per pensare cercò di andare al fiume, ma un libro gigante lo fermò. Era la Fonte che l’aveva mandato per non permettergli di giungere al fiume.
Fosco subito capì che per mandarlo via serviva cancellargli il titolo, perciò prese una gomma e la sua canna da pesca, attaccò la gomma alla canna e la lanciò, ma il libro gli risucchiò la gomma. Allora Fosco s’arrampicò su un albero per avere una visuale migliore e rilanciò la gomma. Così riuscì a cancellargli una parola e capì che per cancellare tutto il titolo doveva prima fare in modo che il libro si chiudesse.
Di quel libro bisogna sapere, che era la storia di un cavallo fatato che amava i panini. Fosco aveva sempre dei panini nello zaino e il libro-cavallo ne sentì l’odore così, mentre seguiva quell’odore, Fosco portò il libro al fiume. Il libro perse l’equilibrio e cadde in acqua perciò il titolo fu cancellato dalle acque del fiume e il libro si disintegrò.


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