Ciao, mi chiamo Federico e oggi voglio raccontare una cosa che fa parte della mia vita in modo indiretto perché impatta mia madre da un po’ di tempo: la celiachia.
A casa nostra è diventata una specie di protagonista invisibile. La celiachia, detta in modo semplice, è quando una persona non può mangiare il glutine, che è una proteina che si trova nel grano, nell’orzo, nella segale e in un sacco di cose che mangiamo tutti i giorni. Se una persona celiaca mangia il glutine sta male e purtroppo, al momento, non esiste ancora una cura reale a questa malattia, ma confido nel progresso della medicina. L’intestino si irrita, quindi bisogna evitarlo completamente.
All’inizio mi sembrava una cosa complicatissima, tipo una missione segreta, ma poi ci ho fatto l’abitudine.
A casa nostra abbiamo due tipologie di tutti i cibi, come due tipi di pasta, di pane, di biscotti, e quando cuciniamo stiamo super attenti a non mischiare le briciole. Quando andiamo al ristorante controlliamo sempre se hanno il menù senza glutine. A volte ce l’hanno e siamo tutti contenti, altre volte no e dobbiamo cambiare posto. All’inizio mi dava un po’ fastidio, perché magari avevo già fame, però adesso ci rido su e mi sembra normale.
Da quando ho scoperto che la mamma è celiaca ho imparato un sacco di cose: so leggere le etichette dei cibi meglio di molti adulti, riconosco i simboli “senza glutine” (una spiga di grano con una linea sopra) e ho assaggiato un sacco di prodotti gluten free. Alcuni sono buonissimi, altri… meglio non commentare.
A volte mi dispiace quando la mamma non può mangiare certe cose, tipo la pizza in alcune pizzerie o i dolci alle feste, però cerco sempre di farla sentire “normale”, perché lo è. Deve solo stare più attenta. Purtroppo, al momento non esiste ancora una cura reale a questa malattia, ma confido nel progresso della medicina.
Ho deciso di scrivere questo blog perché penso che tante persone non sappiano davvero cosa sia la celiachia: pensano che sia una moda o una cosa da niente, invece cambia la vita, sia di chi ce l’ha sia di chi gli sta vicino. E poi voglio aiutare altri ragazzi celiaci o che magari hanno un genitore celiaco come me, così capiscono che non sono soli e che si può vivere benissimo anche senza glutine.
A cura di Federico C.

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