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Il gran sole di Hiroshima

4 Apr 2017

Il libro di cui parlerò si chiama “Il Gran Sole di Hiroshima” e, per me è un titolo azzeccato perché parla proprio della prima bomba atomica lanciata sul Giappone. L’autore è Karl Bruckner. Il libro mi è stato consigliato dall’insegnante anche, se, avevo già avuto l’idea di prenderlo. Questo libro è di genere storico. Il libro è ambientato in Giappone principalmente ad Hiroshima dal 20/07/1945 alla primavera del 1956. Il libro, racconta di due fratelli, un maschio ed una femmina, rispettivamente Scigheo e Sadako che, vivono soli insieme alla madre, il padre, il signor Sasaki è andato in guerra e, per loro non sarebbe più tornato.
Nel momento in cui la bomba esplode Scigheo e Sadako sono in un parco, il primo si stava lavando in un laghetto, mentre la sorellina era addormentata sotto ad un albero, la potente esplosione scaraventò Scigheo sulla riva del lago e fece crollare tutti gli alberi adiacenti a Sadako.
Appena il fratello si rialzò cominciò a cercare la sorellina, era rimasta bloccata sotto a degli alberi, ma fortunatamente era viva.
Nello stesso istante, la madre dei due piccoli stava lavorando nella catena di montaggio dell’azienda Mitsubisci, nel momento in cui, l’atomica esplose tutto l’edificio cadde a pezzi e tutte le merci furono disintegrate.
Appena la signora Sasanci si sollevò da terra vide tutto intorno a lei devastazione, del palazzo non era rimasto più nulla e degli impiegati una buona metà erano morti e l’altra feriti. Negli anni successivi alcune persone riuscirono a ricostruire la loro casa ma continuarono anche i morti dovuti alle radiazioni.
Siamo nell’anno 1955, a distanza di dieci anni dall’esplosione della bomba atomica e Sadako, ormai quattordicenne si appresta a partecipare alla maratona Tokio-Hiroshima, lei è l’ultima e dovrà arrivare al traguardo al posto più alto possibile. Ma non è semplice perché, il N°51 è al ventottesimo posto, quindi lei dovrà recuperare un bel po’ di posizioni. Dopo una decina di minuti si vedono arrivare i primi corridori, il   N°31, il 17, il 34 ma non il 51, dopo qualche minuto Sadako riesce ad intravedere la sua compagna quindi si prepara per prendere il testimone. Appena arriva Sadako parte subito, durante gli ultimi dieci chilometri di circuito Sadako riesce a recuperare alcune posizioni, nove per la precisione, infatti quando taglia il traguardo, sfinita riesce a capire che è arrivata al 19° posto. Dopo la premiazione torna a casa insieme alla sua famiglia e si distende sul letto. Dopo alcuni giorni però, Sadako è ancora senza forze e la famiglia non capisce il perché, alla fine decidono di portarla in un ospedale americano dato che sospettano sia stata colpita dalle radiazioni. Dopo la visita i medici riferiscono alla famiglia che Sadako è affetta dalle radiazioni e che dovrà rimanere in ospedale.
Sadako, nella sua “camera” fa amicizia con un bambino, Scighetono, anche lui affetto da radiazioni che gli disse che, se avesse fatto mille gru di carta dorata e le avesse appese sul suo letto sarebbe guarita. Sadako infatti, iniziò subito a fabbricare le gru, dopo una settimana era arrivata alla novecentonovantesima gru ma, aveva finito le forze e non riusciva a tenere gli occhi aperti.
Nel finale purtroppo, Sadako perde la vita per colpa delle radiazioni.
I personaggi principale del racconto sono Scigheo e Sadako,  fratello e sorella della famiglia Sasaki.
La storia è raccontata da un narratore esterno, in terza persone e ha uno stile semplice senza troppi dialoghi né parole molto complicate. E’ molto scorrevole e i periodi sono per lo più brevi. Il messaggio dell’autore è più che altro una spiegazione di come si è svolta la seconda guerra mondiale dal punto di vista della popolazione di Hiroshima.
Per me questo romanzo è stato  molto interessante e avvincente perché ha trattato di un argomento che non tutti hanno voglia di parlarne.
Consiglio questo libro a chiunque perché fa capire come si sono sentite le persone nel momento dell’esplosione della bomba atomica e cosa è successo nel futuro. Un altro motivo è perché potrebbe essere una traccia per l’esame o un approfondimento per chi vorrebbe portare la seconda guerra mondiale.
La frase che mi ha colpito di più è stata la seguente:
“In questo secondo, l’uomo che Dio aveva creato a propria immagine e somiglianza, aveva compiuto, con l’aiuto della scienza, il primo tentativo per annientare se stesso.
Il tentativo era riuscito”.

Christian.


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