Il caso dei quaderni di Viktor e Nadya
Care lettrici e cari lettori,
oggi vi voglio parlare di un libro che è molto importante per me, perché parla della Seconda Guerra Mondiale, un evento molto importante per la storia italiana.
Ma questo libro racconta dei diari di Viktor e Nadya che non sono bambini italiani ma bambini russi, più precisamente vengono da Leningrado.
Sono due gemelli, si assomigliano molto, hanno tredici anni e non si sono mai separati l’uno dall’altro.
Questa storia inizia al museo dei loro genitori, quando la mamma li sveglia presto e li porta li per farli una sorpresa, perché a loro piace tanto quel museo. Entrano nel museo e arrivano all’ufficio dei genitori. A un certo punto Nadya trova una cassa prima ci si siede sopra, poi incuriosita la apre e dentro ci sono un sacco di quaderni ne prende uno, però suo padre non vuole (o meglio sua madre), dopo però riescono a convincerli, ma a una sola condizione, devono condividerlo.
Allora decidono che Nadya in quel quaderno scrive di nero e Viktor di rosso (il colore comunista!) dice Viktor.
Così non si confonde chi scrive.
Il giorno dopo però alla radio parla il Commissario del popolo che annuncia al popolo che i tedeschi con a capo Hitler dichiarano guerra all’Unione Sovietica.
Nei giorni passati la situazione non è migliorata e tutti quanti si preparano le provviste e tante altre cose, perché sanno tutti che gli aspetteranno tempi duri, pure per i ragazzi non sarà una passeggiata.
Non molto tempo dopo i due gemelli devono partire col treno dei bambini per stare al sicuro sui Monti Urali, però i loro genitori non possono andare con loro perché il loro padre deve andare in guerra e la loro madre deve mettere tutte le opere d’arte al sicuro e poi perché in quel tempo di guerra alcune leggi dell’Unione Sovietica sono cambiate.
Per esempio ora le persone superiori ai 16 anni devono per forza aiutare il popolo andando a costruire barriere e a coltivare campi, e tante altre cose.
Qualche giorno dopo prima di partire i genitori dei due gemelli oltre a darli i bagagli gli danno dei regali a Nadya tutti i quaderni della cassa e a Viktor un quadro molto costoso così lo può vendere e avere qualche soldo, arrivati poi alla stazione a malincuore salutano i loro genitori e li abbracciano forte.
Per salire sul treno devono vedere i loro documenti e poi gli assegnano il numero del treno che prenderanno secondo la lista, prima gli ha dati Nadya, solo che lei era l’ultima persona della lista che saliva nel treno 76 e quindi a Viktor gli è toccato il 77.
Erano disperati perché l’unica speranza che avevano era stare l’uno accanto all’altro, anche perché come avevo detto all’inizio non si erano mai separati fino a quel momento!
Provano inutilmente a protestare e a farsi mettere insieme ma nulla, allora Nadya da un po’ dei suoi quaderni che gli avevano regalato, a lui e Viktor giura che scriverà tutto quello che gli succede in quei quaderni.
Comunque però si ritroveranno li quando saranno arrivati e questa è una cosa positiva. Prima quindi parte Nadya poi Viktor, solo che quando parte lui, dopo poco vede il treno di Nadya fermo, si è bloccato!
Lui poi arriva al Kolkhoz dove lo fanno lavorare, mentre lei rimane li. Viktor poi riceve la notizia che il treno 76 è stato bombardato dai tedeschi e che nessuno è sopravvissuto.
Ma lui sa che Nadya non è morta e lei sa che Viktor è alla ricerca di lei, che è infatti quello che poi fa Viktor.
Perché sono gemelli e hanno quella specie di telepatia che li lega.
Ma basta così, non vi dico più nulla sennò ve lo spoilero tutto, se volete sapere la fine correte in libreria a comprarlo.
CURIOSITÀ:
La scritta sotto al titolo: (il caso dei quaderni di Viktor e Nadya) sta per indicare l’indagine che sta facendo il Colonnello Valery Graviilovich Smirnov.
Perché pensa che i due gemelli siano colpevoli per tutte le azioni cha hanno fatto in questo racconto.
Infatti quando si legge il libro si possono notare tutti i suoi appunti.
Il romanzo è stato scritto da Davide Morosinotto.
Questo libro mi piace tanto e ogni volta che lo leggo non voglio più smettere e anche se è un po’ triste però è importante perché questa storia è la nostra storia e tutti quanti dovremmo imparare a conoscerla!
A cura di Camilla

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