luglio 2016

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Vittorino da Feltre

Vittorino de Rambaldoni (da Feltre) nato nel 1378, era figlio di Bruto, uno scrivano di nobili origini. Vittorino ben presto dimostrò di avere una mente molto aperta e non si stancava mai di sapere. I suoi primi studi furono molto difficili, a causa della sua povertà. Ciò lo aiutò ad avere un carattere forte e deciso e continuò gli studi. A causa di queste difficoltà però, Vittorino, verso il 1396 dovette lasciare Feltre e scendere a Padova e frequentare l’università, dove, a quel tempo, le lezioni erano gratuite.
Anche qui si trovò in difficolta per il costo dei libri che allora erano costosissimi; dopo aver appreso le discipline letterarie e la filosofia volle anche approfondire la matematica.
Vittorino si trovò di fronte a tali difficoltà che solo il suo carattere potè affrontare. Biagio Pelacani, dava un costo assai caro alle sue lezioni private. Vittorino, pur di apprendere, si trovò anche a fare il lavapiatti al maestro. Poi, stanco delle offese e parolacce del Pelacani, decise di abbandonarlo e trovò un nuovo maestro in Jacopo della Torre da Forlì che sotto di lui imparò la fisica e l’astrologia. Visse a Padova per una ventina di anni.
Quando Vittorino andò a Venezia aprì una scuola di greco (1415) e fu proprio lì che iniziò la sua carriera di maestro. Tenne la scuola per qualche anno e fu molto apprezzato.
Quando tornò a Padova aprì un’altra scuola per i giovani che abitavano lontano dalla città e continuò a curarla anche nel 1421 quando accettò la cattedra di retorica.
Vittorino morì nel 1446 a Mantova a 68 anni, il 2 febbraio, e fu sepolto vicino alla chiesa di Santo Spirito e uno dei suoi studenti fece costruire la biblioteca di Vittorino.

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I centri estivi

Quest’anno per la prima volta sono andato ai centri estivi insieme ai miei amici. Il primo giorno ci hanno presentato e spiegato quello che avremmo fatto durante i giorni successivi. I miei due fratelli facevano due dei venti animatori, mentre noi bambini eravamo quaranta. Il secondo giorno abbiamo cominciato a fare i giochi che inventavano l’organizzatrice e gli animatori. Tutti i bambini erano divisi in gruppi a seconda dell’età e seguiti ognuno da due animatori.
La mattina arrivavo con mio fratello Cosimo alle 8.00, poi aspettavo i miei amici e, quando arrivavano, cominciavo a giocare con loro. Quando erano arrivati tutti, invece, si cominciava a giocare tutti insieme.
Alle 12.30 andavamo a mangiare tutti insieme in un’unica stanza quello che avevano preparato alcuni nonni. Dopo pranzo guardavamo un film e chi non voleva giocava a biliardino. Finito il film andavamo a giocare fuori fino alle 5.00 quando i nostri genitori venivano a riprenderci.
L’ultimo giorno abbiamo fatto la sfilata per le strade di Ponte a Ema con tutti i vestiti che avevamo fatto durante tutto il centro estivo.
È stata un’esperienza bellissima che spero di ripetere insieme ai miei amici e i miei fratelli il prossimo anno.

A cura di Corso

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Dante Alighieri

I DANTE ALIGHIERI
Dante Alighieri era il più grande poeta italiano, di fama universale (che era un poeta fiorentino) vissuto nel 13° secolo ha scritto la Divina Commedia la sua opera più grande e più bella da lui chiamata Commedia che nel 1500 ricevette il titolo ormai tradizionale. Dante la scrisse nella lingua “volgare”, che era allora il latino finita negli anni giovanili.
La prima giovinezza
Dante apparteneva a una famiglia di piccola nobilità. Dante nacque a Firenze.
Nel 1265. A 20 anni sposò Gemma Donati che fece 3 figli (Pietro, Jacopo e Antonia) fra il 1286-87 Beatrice e la vita nuova.
Dante incontrò Beatrice fu amore a prima vista. Da quando Dante incontrò Beatrice li cambiò la vita scrisse tante poesie amorose per lei. Dante voleva sposarla ma Beatrice morì e fu tanto dispiaciuto ma continuò a scrivere le poesie.
Sulla strada del ritorno da Roma o Siena Dante disse di essere stato condannato all’ esilio del 27 gennaio. Dante fu condannato all’esilio perché ai cittadini di Firenze quello che scriveva non aveva senso, soprattutto perché non andava bene al papa perché non ubbidiva alla vera e propria legge. Il poeta Dante Alighieri morì tra il 13-14 settembre del 1321.

A cura di Corso e Eitan

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