Storie e Racconti

UNA GIORNATA PAUROSA

23 Mar 2022

Era una giornata piovosa e fredda, ero andata a portare il cane nell’area adibita. Ad un certo punto il mio cane iniziò a fare dei versi strani: i suoi occhi erano diventati rossi, gli artigli erano diventati lunghi e appuntiti e, in un batter d’occhio, era diventato enorme. La sua bocca era enorme ed era piena di saliva, aveva denti molto affilati… Tutta la gente urlava “aiuto”! Io, presa dalla paura, urlavo a tutti di uscire, non sapevo come fare per riuscire a calmarlo, non era più un cane, ma era diventato un mostro gigante.
Il tempo peggiorò, iniziarono tuoni, fulmini e il cane cominciò a crescere, nuovamente, e avevo ancora più paura. Si era fatta tarda notte, pioveva a catenelle e, quando l’acqua bagnava il cane questo continuava a crescere e a muoversi come un pazzo. Mi venne in mente che in tasca avevo un osso da cani e così glielo detti. Iniziò a rosicchiarlo e si calmò per poco tempo, anche perché lui era grande e, invece, l’osso era molto più piccolo rispetto a lui.
Decisi di dargli anche i croccantini , ma comunque sia non riuscirono a farlo calmare.
Mi venne in mente di giocare con la palla, ma anche questa era diventata troppo piccola per lui, infatti la ingoiò subito. Volevo aiutarlo a sputarla fuori, ma come potevo farcela visto che era più grosso di me?
Continuava a piovere molto forte e il mio ombrello, oramai zuppo, non riusciva più a coprirmi fino a quando iniziò a grandinare e l’ombrello si ruppe. Non sapevo più cosa fare. Intanto il cane aveva ingoiato la pallina, come i croccantini e l’osso. E diventava sempre più grande.
Finalmente iniziò a nevicare e smise di piovere; la neve iniziò ad attaccarsi a terra e in un battibaleno mi arrivò fino al ginocchio. Stavo morendo di freddo. A quel punto mi venne in mente di chiamare una mia amica che poteva aiutarmi portandomi tutta la scatola dei croccantini. Lei non sapeva che il mio cane era diventato un mostro! Affinché la mia amica non si impaurisse, nascosi l’enorme cane fra la neve. Quando la mia amica arrivò mi chiese, tutta infreddolita e stupita, dove fosse il cane. Il mio cuore batteva veloce e avevo paura che il cane uscisse all’improvviso dalla neve e la spaventasse . Così presi la scatola dei croccantini dalle sue mani, la ringraziai e le dissi di correre a casa per riscaldarsi… non mi “sgamò” per un pelo! Chiamai il cane, lo feci uscire dalla neve e gli diedi la scatola dei croccantini da mangiare sperando che si calmasse. Purtroppo non cambiò nulla; rimaneva sempre uguale! Era molto tardi, ero tutta molle, stanca e avevo molto freddo e mi erano venuti i geloni alle mani.
Intanto continuava a nevicare forse ancora più forte e non sapevo più che fare. Fu allora che lo presi per il guinzaglio e provai a portarlo a fare una passeggiata; visto che si era mangiato tutta una scatola di croccantini forse mi avrebbe dato retta! Da quanto tirava dovetti lasciarlo andare altrimenti mi avrebbe portato via un braccio.
Anche se ero molto stanca, dovevo corrergli dietro per riprenderlo. Non ce la facevo, correvo, correvo e correvo. L’unica cosa buona era che correndo mi riscaldavo.
Finalmente il cane, stanco, si era fermato. Così a presi il guinzaglio, lui girò velocemente la testa e mi fece volare in alto. Cascai sulla sua schiena, ero una cavallerizza e sognavo a occhi aperti!
Con tutta questa confusione non mi ero accorta che la neve era altissima.
Finalmente smise di nevicare, di grandinare, di piovere e di tirare vento, e così pensai che era l’ora di tornare a casa e mi venne in mente di usare la schiena del cane come se fosse un cavallo e farmi portare a casa da lui. Mi girai per prenderlo e davanti a me non c’era più, così mi guardai ai piedi e era tornato il mio piccolo cagnolino. Rimaneva il problema di come avrei fatto a tornare a casa, così: “GENIO!” decisi di tornare a casa nuotando in quel mare soffice, bianco e gelido….
Prima di salire a casa decisi di prendere un po’ della neve, metterla in un bicchiere e conservarla in freezer in ricordo di questa giornata paurosa.

A cura di Jodiel


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