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Viaggio nella poesia

In questi tre primi mesi scolastici abbiamo studiato la nascita della poesia italiana ed il suo sviluppo nel tempo. Abbiamo anche imparato alcune poesie dei seguenti poeti: Jacopo da Lentini e Cecco Angiolieri.

La poesia si è manifestata in tutto il mondo presso gli antichi popoli mesopotamici. I greci supponevano che la poesia, nella loro lingua Poiesis, fosse un’ampia idea di creazione. Un segno dello sviluppo della poesia si è manifestato nei poemi omerici. La poesia latina, basata sul ritmo, ha avuto un ruolo a dir poco importante nella storia della scrittura.

Nel Medioevo la società era cristiana, da questo prende forma una nuova tipologia di scrittura poetica, la lauda. L’esempio più famoso è il Cantico delle Creature di San Francesco d’ Assisi che viene scritto in volgare per essere capito da tutto il popolo. Un altro autore umbro di testi religiosi è Jacopone da Todi.

Nella prima metà del Duecento i poeti che vivevano alla corte di Federico II di Svevia scrissero alcune opere che portarono Federico a fondare la Scuola Siciliana, chiamata così perché era situata in questa regione. Le poesie scritte nella scuola erano basate sull’ amore. I poeti non esprimevano un sentimento individuale ma descrivevano come l’amore si manifestava tra le persone. Il rapporto tra il poeta e la sua donna era considerato come un rapporto feudale. La poesia della scuola siciliana colpì molto le persone perché aggiunse una dignità letteraria alla lingua volgare. Il poeta più importante della Scuola Siciliana fu Jacopo da Lentini.

Tra la fine del duecento e i primi del trecento si affermò una nuova scuola di poesia, il dolce Stil Nuovo. Esso nasce a Bologna grazie a Guido Guinizzelli, uno dei più grandi amici di Dante Alighieri. Oltre a questi due scrittori anche Guido Cavalcanti acquista molta importanza come stilnovista. Il contenuto di questi scritti afferma che la nobiltà non deriva dai diritti di nascita ma risiede nell’ animo e parlano dell’amore in un modo del tutto diverso rispetto agli scritti che li avevano preceduti perché emerge un concetto differente di donna: la donna angelo. Questo era definito come un essere superiore che si pone tra Dio e gli uomini per trasmettere l’amore.

Verso la fine del duecento si sviluppa la poesia comico-realistica di cui i temi principali sono il piacere e l’amore. I poeti di questo filone usano un linguaggio comico, per questo spesso ricorrono all’ uso dell’ingiuria e della parola forte e violenta. Il maggior rappresentante di questo stile è Cecco Angiolieri, come si può vedere nella poesia intitolata “S’i’ fosse fuoco”.

Margherita B., Arianna F., Nicole M., Benedetta M., Elisabetta N. e Zoe P.

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