Ciao a tutti! Noi siamo la 3B “Albatros”.

Siamo noi, 23 compagni, o meglio amici, che il primo giorno di scuola tre anni fa si sono trovati insieme nella stessa classe, all’inizio uniti solo dal fatto di voler fare come seconda lingua spagnolo e matematica potenziata. Siamo una classe composta da 14 femmine e 9 maschi, e fra di noi ci sono un ragazzo peruviano, arrivato da poco, e una ragazza brasiliana, giunta in Italia due anni fa. Due di noi sono, inoltre, di origine albanese. Ci troviamo bene fra di noi e anche con i prof, insomma, non abbiamo problemi ad esprimerci. L’amicizia in una classe pensiamo sia una delle cose più importanti, e noi abbiamo avuto la fortuna di esserci trovati molto bene insieme. Abbiamo qualche incomprensione, a volte, ma si supera, e tra risate e lacrime per ora siamo riusciti a passare bene questo tempo insieme.

Tra le esperienze che ci hanno unito una è stata lo “ Uniform Day “, ovvero una giornata di scuola in cui ciascuna classe indossa una divisa a sua scelta, possibilmente che richiami una uniforme inglese/americana; ci ha unito il fatto di prendere una scelta tutti insieme, dopo aver discusso senza litigare. Anche Educazione fisica ci ha fatto diventare più uniti spingendoci a lavorare in squadra e quindi a supportaci l’uno con l’altro.

Spesso abbiamo cambiato professori e, grazie al nostro aiuto reciproco e a quello degli insegnanti, siamo cambiati anche noi. Con qualche sgridata, qualche nota e diversi 6 strappati per miracolo, come si usa dire, ce la stiamo cavando.

Ah, dimenticavamo: della classe fanno parte anche una decina di professori che ogni giorno ci sopportano con tanta pazienza. Non siamo infatti un gruppo silenzioso, anzi, siamo abbastanza confusionari, e questo aspetto ha a che fare col soprannome “Albatros” che avete letto all’inizio. Il motivo per cui ci chiamiamo così è dovuto al fatto che lo scorso anno, quando eravamo in seconda, il prof di Lettere ha perso la pazienza e arrabbiato ci ha chiamato “branco di albatros “. Perché proprio di albatros? Perché gli albatros, uccelli marini, quando emettono il loro verso fanno un gran chiasso, sì. Però un po’ di tempo dopo abbiamo scoperto insieme al prof che questo uccello, l’albatros, che vola per centinaia di chilometri, è stato usato come simbolo di alcune cose belle, come la libertà e il desiderio di volare, e quindi, a maggior ragione, modestamente, ci sembra adatto per parlare di noi.

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