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Roma, tra regge e set cinematografici

Il giorno venerdì 19 gennaio noi, 3°A, insieme alla classe 3°B, siamo andati in gita a Roma, per vedere il palazzo del Quirinale e il complesso cinematografico di Cinecittà. Ci siamo ritrovati alle 6:30 per poter partire in pullman alla volta della Capitale.
Dopo quattro ore di viaggio siamo, infine, giunti nella Capitale. Per arrivare alla nostra destinazione, il Quirinale, abbiamo compiuto un tragitto abbastanza lungo nel centro cittadino, durante il quale abbiamo potuto vedere Santa Maria della Vittoria, Piazza della Repubblica, Santa Maria degli Angeli. Il pullman ci ha lasciato alle pendici del colle, dalle quali, tramite un’erta scalinata, abbiamo raggiunto il palazzo in pochi minuti.
Dopo aver avuto non pochi problemi coi metal detector all’ingresso a causa di fibbie e orologi, siamo stati introdotti nel Cortile d’Onore. Lì la guida ci ha raccontato della storia della reggia, della sua trasformazione da villa suburbana del cardinale Oliviero Carafa a residenza estiva pontificia sotto Sisto V, del suo enorme ampliamento con Paolo V, delle sue fasi di costruzione con Mascherino, Fontana, Ponzio, Maderno, Bernini, del suo passaggio a residenza Regia dopo la presa di Roma.
La visita è cominciata dallo Scalone d’Onore, attraverso il quale siamo arrivati alla prima sala, il Salone dei Corazzieri, dove in tempi ormai remoti i papi ricevevano i rappresentanti di qualunque stato in cui arrivasse Dio, come testimoniano gli affreschi ivi presenti, che raffigurano ambasciate composte da uomini e animali di ogni genere e origine.
Abbiamo poi visitato tutto il piano nobile, dove siamo rimasti colpiti, in particolar modo, dall’arredamento delle sale: sono, infatti, pochi gli affreschi e le sculture, mentre abbondano le arti applicate, come l’intarsio, l’ebanisteria, il commesso di pietre dure, gli arazzi, gli orologi da tavolo, i lampadari di cristallo e le decorazioni a stucco.
Abbiamo addirittura avuto l’onore di entrare nello studio del Presidente della Repubblica e abbiamo visto la sua scrivania e il divanetto su cui siede durante gli incontri con i capi di stato esteri.
Purtroppo la Cappella Paolina era in quel periodo chiusa per restauri e abbiamo potuto vederla solo da fuori, da dove abbiamo, nonostante tutto, avuto modo di ammirare i magistrali stucchi della volta, opera di Martino Ferrabosco.
Dopo l’appassionante visita al palazzo del Quirinale, non abbiamo nemmeno dovuto riprendere il pullman, perchè a pochi minuti a piedi si trovavava il ristorante. Abbiamo mangiato un’ottima pasta al pomodoro (avrei preferito dei bucatini all’amatriciana!) e della carne con patate, per finire uno strudel che non molti hanno gradito.
Dopo il pranzo ci siamo lanciati nelle trafficate strade di Roma e siamo arrivati piuttosto tardi al parco di Cinecittà, nonostante tutto abbiamo avuto l’occasione di vedere molti monumenti come il Colosseo.
Arrivati verso la 16:30 a Cinecittà ci hanno fatto vedere un teatro di posa, una specie di grande stand in cui si girano le scene al chiuso dei film e anche alcuni programmi televisivi. Abbiamo visto il teatro numero 5, il più grande. Ci hanno anche spiegato che il pavimento del teatro era apribile e che sotto era presente una piscina per girare le scene in acqua!
Siamo poi usciti all’aperto per vedere i vari set, abbiamo visto un piccolo set che rappresentava l’atrio del tempio di Gerusalemme. Ci siamo meravigliati poichè le pietre sembravano proprio vere ma erano in vetroresina. Siamo poi passati a vedere un set che aveva rappresentato ben quattro antiche città. Infatti era una piazza che rappresentava inizialmente Assisi, ma era poi stata trasformato in Firenze, Roma e Verona.
Per ultimo abbiamo visto un set molto bello e grande, che rappresentava la Roma antica, c’era una grossa via centrale costeggiata da templi e strutture che terminava con una grande piazza, i templi erano molto belli e tutti colorati.
Come ultima cosa abbiamo dato una rapidissima visita ad una mostra del cinema, che rappresentava molti mini-scenari, ad esempio un sottomarino, una miniera… abbiamo anche sperimentato alcuni effetti speciali, come il doppiaggio e il green screen (uno schermo verde che può far apparire dietro agli attori degli scenari di ogni tipo).
Finito di vedere la mostra, che ci è piaciuta molto, siamo corsi in pullman perchè eravamo molto in ritardo ma siamo riusciti comunque ad arrivare puntuali per rivedere le stelle splendere sull’Arno d’argento.

 

 

Sebastiano Argenti

Matteo Di Lorenzo

Emilio Neppi Ventura

Redazione ClasseRoma, tra regge e set cinematografici
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