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Il giorno dell’alluvione

04/11/1966

Ero a casa (racconta mia nonna) perché era festa, tenevo in braccio Stefano, quando la nostra colf mi racconta di una notizia, disse: ”Signora Luconi, l’Arno trabocca!”- io (mia nonna) risposi: ”Non sarà nulla, succede spesso”. Verso l’ora di pranzo mi affaccio alla finestra con mio marito e osserviamo che l’acqua per strada è molta.


Allora Renato (mio nonno) decise di andare a spostare l’auto. Dopo un’ora non lo vidi tornare, allora mi affacciai alla finestra e vidi che l’acqua era altissima, arrivava fino a metà fra il primo piano ed il pian terreno; non sapevo dove fosse mio marito….
Sentimmo bussare alla porta, era lui, mezzo dai piedi alla testa. Vidi la mia macchinina gialla viaggiare per tutta la via fino ad incontrare un grosso albero, e qui si fermò. Si spensero le luci, il riscaldamento, e cessò di scorrere l’acqua nei lavandini di casa. Il giorno seguente l’acqua dell’Arno arrivò fino al secondo piano: eravamo tutti terrorizzati. Andai (dice la nonna) a vedere come era Firenze, allora presi le galosce e mi inoltrai quando l’acqua calò un po’ e vidi che in chiesa c’erano tutte le candele delle preghiere. Allora entrai e presi venti o venticinque candele per illuminare la casa.
Renato (il nonno) intanto andò a Santa Chiara dove lavorava e poi raccontò che il giorno prima avevano ordinato, ed erano arrivati, 5000 pacchettini con due pannolini l’uno ed ora erano tutti innacquati. Quando l’acqua si abbassò fino all’altezza del primo piano arrivarono il fratello di Renato, Armando, a vedere se la famiglia era ancora via, ed il signor proprietario del ristorante di Fiesole, di cui il nonno Renato aveva aiutato la moglie a partorire il primo figlio.
Quando l’acqua cessò arrivarono gli Angeli del Fango, studenti e persone da tutto il mondo ad aiutare.

Greta C.

AdminIl giorno dell’alluvione
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