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Streetwear

Lo streetwear, lo stile urbano, con radici culturali americane nella comunità afro e dilagato che va ben oltre quei confini.
Lo streetwear è uno stile di abbigliamento casual che è diventato globale negli anni 90.

E’ anche una cultura (sottocultura secondo gli studiosi) impregnata soprattutto di rap music. L’urban culture con lo streetwear come stile è piuttosto un movimento, non è solo fenomeno di costume ma sociale e coinvolge l’arte (streetart, grafica), la fotografia, il design, ma anche la comunicazione e il marketing.
Questa tendenza si ispira alla moda degli anni ’90 per l’abbigliamento rivestito di marchi e loghi, diventando globale.

Lo stile si è sviluppato dalla cultura surf e skate in California, ed include elementi di abbigliamento sportivo, hip hop, punk e moda di strada giapponese.

Si concentra comunemente su pezzi casual e comodi come jeans, magliette, cappellini da baseball e sneaker.

Gli appassionati seguono determinati marchi e cercano di ottenere versioni in edizione limitata. Con la crescita dello streetwear, c’è stato uno sviluppo della “cultura hypebeast” legata allo streetwear a partire dalla metà degli anni 2000.

Gli hypebeasts sono definiti come persone che acquistano vestiti e accessori semplicemente per impressionare gli altri, di solito indossano una varietà di marchi contemporaneamente per vantarsi della loro ricchezza e mostrare tendenze popolari.

Diventa così un riferimento dagli adolescenti ai trentenni, dalla generazione Z ai Millennials e, a differenza di altri stili, fa sentire parte di una comunità: stessi interessi, stessa musica, stessi brand – generalizzando naturalmente – da New York a Tokyo, da Londra a Milano, un collante per i giovani delle seconde generazioni dove il web ha un ruolo importante perché globalizza.

A cura di Francesco

Classe 3DStreetwear
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