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Stellantis: la nuova era?

Da sempre appassionato di automobili sono rimasto sorpreso, come tutto il mondo automobilistico, da una inaspettata fusione tra due marchi importanti nel mercato sia europeo che americano: Fiat Chrysler Automobiles (FCA) e Groupe PSA.
Questa idea nasce nel 2018, quando l’allora amministratore delegato Sergio Marchionne provò a fondere il gruppo FCA con il gruppo Renault, senza, però, avere successo.
Dopo la sua morte, il suo successore Michael Manley decise di iniziare delle trattative con il gruppo PSA, per l’unione fra le due case automobilistiche.
La ragione di questa volontà di fusione ha origine dal fatto che FCA controlla il mercato euro-americano, mentre PSA controlla quello euro-asiatico.

L’annuncio ufficiale della volontà di fusione risale al 31 ottobre 2019, ma solo il 6 luglio 2020 viene annunciato il nome della nuova società: Stellantis. Il nome deriva dal verbo latino “stello” che significa “essere illuminato di stelle”.
Il 21 dicembre 2020 l’Antitrust dell’Unione Europea ha dato il via libera ufficialmente alla fusione delle due società.

La data di nascita del gruppo è il 16 gennaio 2021; due giorni dopo, la società viene quotata nelle borse di Milano e di Parigi. Il giorno dopo viene quotata anche a Wall Street. Dopo il primo giorno di quotazione, il titolo azionario registra un aumento esponenziale.

I principali azionisti del gruppo, alla data di conclusione della fusione sono:
– Exor N.V. – 14,4%
– Famiglia Peugeot – 7,2% (con opzione per salire fino all’8,5%)
– Stato francese (attraverso la banca pubblica d’investimento “Bpifrance”) – 6,2%
– Dongfeng Motor Corporation – 5,6%
– Tiger Global – 2,4%
– UBS Securities – 1,6%
– The Vanguard Group – 0,96%

I marchi compresi in Stellantis sono quindici, riportati nella seguente tabella.

Nonostante l’importanza dell’evento, ci sono delle problematiche economiche legate soprattutto all’Italia. Innanzitutto, il gruppo PSA è più grande e ricco rispetto a FCA, perciò PSA trae più vantaggi da questa fusione.
La seconda problematica è dovuta alla presenza tra gli azionisti più importanti del governo francese rispetto a quello italiano.
Molti economisti italiani temono che i francesi possano influenzare le decisioni della società, soprattutto riguardo lo spostamento delle fabbriche dall’Italia alla Francia.
Il mio parere personale è più negativo che positivo.
L’unico vantaggio è che FCA potrebbe immettere le sue vetture nel mercato asiatico, il più grande del mondo.
Il lato negativo consiste nel fatto che, essendo PSA il gruppo più ricco, la parte francese prenderà il controllo della società a discapito della parte italiana.
Inoltre, se inizieranno a utilizzare le linee francesi per i veicoli, le macchine non rispecchieranno i canoni estatici nostrani e non venderanno più in Italia.

Classe 2DStellantis: la nuova era?
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