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Le risposte arrivano… Dallo spazio – La missione del robot Curiosity

Avete percorso il Mondo in lungo e largo con Street View e desiderate nuovi luoghi da esplorare?
Ecco pane per i vostri denti.
Il Jet Propulsion Laboratory della NASA, in collaborazione con Google, ci regala la possibilità di “gironzolare” (ovviamente sempre in modalità virtuale) nientemeno che su Marte.

Grazie alle oltre 200 mila “cartoline” inviate dal maxi-rover Curiosity durante i suoi
cinque anni di permanenza sul Pianeta Rosso, gli scienziati hanno non solo elaborato
un modello 3D delle zone esplorate dalle fotocamere del robot, ma hanno anche
deciso di renderlo accessibile a tutti noi (gratuitamente) grazie alla Rete.
Ma chi è Curiosity?
Curiosity è un robot esploratore creato dalla collaborazione di laboratori scientifici internazionali e utilizzato per la missione Mars Science Laboratory della NASA con lo scopo di esplorare il territorio del pianeta Marte. Lanciato dalla Terra il 26 novembre 2011, il rover è atterrato con successo sul Pianeta Rosso il 5 agosto 2012.
La durata della missione prevista era di almeno un anno marziano, circa 2 anni terrestri, ma è tuttora in corso: Curiosity ha festeggiato a marzo le 2000 albe marziane, pari a 2054 dei nostri giorni, e il suo lavoro non sembra ancora essere finito.

Principali dotazioni
Curiosity è dotato di una serie di sofisticati apparecchi scientifici. Tra le apparecchiature principali ci sono alcune videocamere di precisione, tra cui due stereoscopiche per la visione in 3D, un braccio robotico adatto a perforare il terreno e a prelevare campioni di roccia, degli strumenti per l’esame delle tracce raccolte, per l’analisi di gas, e dei rilevatori di radiazioni.
Inoltre ha un potente sistema di comunicazione per trasmettere sulla Terra le informazioni raccolte.

Il sistema di atterraggio
Curiosity è predisposto con un sistema denominato ‘Sky Krane’ che ha permesso un atterraggio morbido del robot sul terreno di Marte per evitare il danneggiamento delle delicate strumentazioni. Il meccanismo consiste in una serie di razzi che rallentano la discesa dell’involucro del robot fino al contatto con il suolo e in un sistema di cavi che lo calano lentamente sulla superficie dopo l’atterraggio del modulo di trasporto.

La comunicazione con la Terra
Curiosity deve comunicare con la Terra per trasmettere, giorno per giorno, i risultati del suo lavoro. Il robot è in grado di inviare dati sia direttamente, sia tramite il sistema di satelliti in orbita intorno al pianeta Marte. Questa seconda soluzione è quella più utilizzata in quanto il segnale ritrasmesso dai satelliti è più potente e permette una maggior velocità di trasferimento delle informazioni, le quali giungono a noi con un ritardo di circa quattordici minuti.

L’esplorazione
Il territorio del Pianeta Rosso è molto mosso, pieno di crateri e cunette e gli spostamenti del rover non sono stati sempre comodi. Più volte, durante la missione, Curiosity si è trovato bloccato in posizioni pericolose e gli scienziati sono dovuti intervenire spesso per guidare il robot fuori dai guai. Fortunatamente non ha mai avuto incidenti particolari che avrebbero potuto compromesso l’intera missione.

Le scoperte
La sonda del Curiosity ha lavorato per circa sei anni, dal 2012 al 2018, inviando sulla Terra centinaia di immagini, e raccogliendo e analizzando molti campioni di roccia.
Tra gli elementi individuati sul Pianeta Rosso ci sono acqua, zolfo e sostanze contenenti cloro. Nel corso del 2013 il robot ha trasmesso i risultati dell’analisi di campioni di terreno in base alla quale, secondo gli scienziati, in passato sul pianeta potevano esistere forme di vita elementari, come batteri.

A cura di GuidoP, SusannaF e  AlbertoF

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