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LO SPRECO ALIMENTARE

Il termine spreco è definito come insieme di quei prodotti alimentari che hanno perso valori commerciali e che vengono scartati dalla catena agroalimentare, ma che potrebbero essere ancora destinate al consumo umano. Spesso quando mangiamo specialmente nelle mense scolastiche non ci rendiamo conto che sprechiamo cibo importante che servirebbe in altre parti del mondo dove c’è la fame a livello mondiale.Il terzo del cibo prodotto viene sprecato per un totale di 1,3 tonnellate primo settore industriale nell’Unione Europea è quello agroalimentare: comprende 310 mila imprese (soprattutto Pmi), con un fatturato di mille miliardi di euro e con quattro milioni di addetti. La principale nuova sfida imposta dalla Ue a questo settore consiste nell’assicurare un cibo sicuro, sano, di alta qualità sviluppando sistemi sostenibili, innovativi ed efficienti per l’approvvigionamento, la lavorazione e la commercializzazione, cercando allo stesso tempo di creare valore dalla gestione dei rifiuti e dei sottoprodotti alimentari.In Francia, poche settimane fa, l’Assemblea nazionale ha approvato alcuni emendamenti a un progetto di legge sulla transizione energetica per la crescita verde. Sono emendamenti molto stringenti relativi agli obblighi della grande distribuzione nel tentativo di ridurre lo spreco alimentare. Il promotore delle modifiche, il deputato Guillaume Garot, ex ministro dell’agricoltura, lo ha detto molto chiaramente: «È uno scandalo vedere versare della candeggina nei bidoni della spazzatura dei supermercati, per distruggere derrate alimentari non più in vendita, ma ancora commestibili». Se la legge passerà in Senato, questo non si potrà più fare: per i punti vendita sopra i 400 metri quadrati varrà il divieto di distruzione degli invenduti alimentari e l’obbligo di donarli a enti caritatevoli per la ridistribuzione. Al massimo, potranno essere destinati all’alimentazione animale o alla trasformazione energetica. Non si tratta semplicemente di invitare alla donazione: trasgredire a queste disposizioni sarà un reato, con pene fino a due anni di reclusione e 75 mila euro di multa.Come ridurre lo spreco alimentare, gli scartiLo spreco di cibo interessa tutti gli alimenti, inoltre vi sorprenderà sapere quante cose buone si possono preparare con quelli che voi chiamate “scarti”. Con del pane raffermo si possono preparare i passatelli, con del pane duro si fanno le “freselle napoletane” oppure delle deliziose bruschette al forno. Con gli scarti vegetali si prepara brodo o concentrati… insomma, in cucina non c’è spazio per gli sprechi e anche l’olio di frittura si può recuperare.

LA FAO È
L’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, in sigla FAO, è un’agenzia specializzata delleNazioni Unite con lo scopo di contribuire ad accrescere i livelli di nutrizione, aumentare la produttività agricola, migliorare la vita delle popolazioni rurali e contribuire alla crescita economica mondiale. La FAO lavora al servizio dei suoi paesi membri per ridurre la fame cronica e sviluppare in tutto il mondo i settori dell’alimentazione e dell’agricoltura

Dal punto di vista ambientale lo spreco alimentare provoca inquinamento oppure ci sono dei paesi che nella lotta allo spreco di cibo raggiungendo risultati importanti il fatto che sia il caso di Francia Australia e Sudafrica ovvero i paesi più all’avanguardia.

A cura di Kewin, FrancescoB, Mirko, Jacopo e Lorenzo
Classe 2A

Redazione IC CalamandreiLO SPRECO ALIMENTARE
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