{"id":2312,"date":"2016-02-07T16:42:30","date_gmt":"2016-02-07T15:42:30","guid":{"rendered":"http:\/\/scuole.portaleragazzi.it\/granacci3b\/?p=1287"},"modified":"2016-02-07T16:42:30","modified_gmt":"2016-02-07T15:42:30","slug":"la-storia-dei-robot","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/scuole.portaleragazzi.it\/annoscolastico20152016\/2016\/02\/07\/la-storia-dei-robot\/","title":{"rendered":"La storia dei robot"},"content":{"rendered":"<p>Introduzione<br \/>\n\u2018Robot\u2019 \u00e8 una parola coniata dal drammaturgo ceco Karel Capek per indicare il lavoro non volontario.<!--more--> La parola \u00e8 stata introdotta nella sua opera teatrale \u201cR.U.R. (Rossum\u2019s Universal Robots)\u201d messa in scena nel Gennaio 1921. Tuttavia, a differenza del concetto moderno, i robot di Capek erano dei servitori creati mediante procedimenti chimico\/biologici e non erano meccanici. L\u2019etimologia della parola \u2018Robot\u2019 \u00e8 comunque da ricondursi al ceco robota che significa che significa \u2018lavoro pesante\u2019 o \u2018lavoro forzato\u2019.\u00a0Altri termini a cui ricondurre il significato di \u2018Robotica\u2019 sono:\u00a0\u2018androide\u2019 (dal greco an\u00e8r, andr\u00f2s, \u2018uomo\u2019 che quindi pu\u00f2 essere tradotto \u2018a forma d\u2019uomo\u2019), \u2018cyborg\u2019 (\u2018organismo cibernetico\u2019 o \u2018uomo bionico\u2019) che indica una creatura che combina parti organiche e meccaniche, infine \u2018automa\u2019 dal greco aut\u00f2maton significa \u2018che si muove da s\u00e9\u2019.<br \/>\nOggi, con il termine \u2018Robotica\u2019 ci si riferisce allo studio e all\u2019uso dei robot intesi come dispositivi elettromeccanici il cui comportamento viene controllato da opportuni comandi impartiti dall\u2019uomo. Il termine \u2018Robot\u2019, nella sua accezione moderna, \u00e8 stato utilizzato per la prima volta dallo scienziato e scrittore Isaac Asimov nella pubblicazione Runaround, una storia pubblicata nel 1942, in cui Asimov riport\u00f2 per la prima volta le ormai famose Leggi della Robotica. La storia fu poi ripresa nel successivo romanzo \u2018Io, Robot\u2019.<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><a href=\"http:\/\/scuole.portaleragazzi.it\/granacci3b\/files\/asimov.jpg\" rel=\"attachment wp-att-1288\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1288\" src=\"http:\/\/scuole.portaleragazzi.it\/granacci3b\/files\/asimov-183x300.jpg\" alt=\"asimov\" width=\"183\" height=\"300\" \/><\/a><\/p>\n<p>Le leggi della robotica<br \/>\nLe leggi della robotica sono\u00a0 state successivamente rielaborate e codificate dallo scrittore, quindi pubblicate nel testo Handbook of Robotics. Le leggi, inizialmente\u00a0tre, sono poi state completate con l\u2019aggiunta di una legge 0. Esse codificano le norme etico\/comportamentali che un qualsiasi robot deve rispettare. L\u2019organizzazione delle leggi, piuttosto che identificare compiti specifici, si limita a definire il ruolo che i robot possono assumere all\u2019interno della societ\u00e0, vincolandone l\u2019autonomia di comportamento\u00a0 alla sicurezza dell\u2019uomo e dell\u2019umanit\u00e0:<br \/>\n0. Un robot non deve provocare danno all\u2019umanit\u00e0 sia tramite la sua azione che tramite un comportamento passivo. [aggiunta in seguito]<br \/>\n1. Un robot non deve ferire esseri umani o tramite la sua non azione consentire un danno agli stessi.<br \/>\n2. Un robot deve obbedire agli ordini degli esseri umani eccetto quando questi siano in contrasto con la prima legge.<br \/>\n3. Un robot deve agire per proteggere la sua stessa esistenza fintanto che tali azioni non siano in contrasto con le prime due leggi.<br \/>\nDefinizione di robot<br \/>\nUn Robot \u00e8 \u00abun manipolatore riprogrammabile e multifunzionale progettato per spostare materiali, componenti, attrezzi o dispositivi specializzati attraverso vari movimenti programmati per la realizzazione di vari compiti\u00bb (Robot Institute of America, 1979). Il dizionario Garzanti invece riporta il termine \u2018Robot\u2019 come una \u00abmacchina automatica capace di svolgere, con opportuni comandi, alcune funzioni o attivit\u00e0 proprie dell\u2019uomo; automa meccanico\u00bb.<br \/>\nIn entrambi i casi ci si rende conto che la definizione di robot che possiamo trovare sulle fonti ufficiali, non risulta al passo con i tempi. In molti casi, mentre la visione di Isaac Asimov era oltremodo futuristica, queste definizioni si limitano ad un concetto di sistema robotico, limitato agli aspetti di automazione industriale tipici degli anni settanta. Gli sviluppi delle tecnologie robotiche avuti a partire dagli anni ottanta hanno tuttavia rivoluzionato il concetto di robot, trasformandolo da strumento di servizio in ambienti industriali di tipo strutturato, in sistema di utilit\u00e0 e collaboratore dell\u2019uomo nel suo stesso ambiente.<br \/>\nAd oggi potremo definire \u2018Robot\u2019 un sistema elettromeccanico riprogrammabile, dotato di capacit\u00e0 di percezione e di un intelligenza propria, predisposto per compiere un ampio numero di compiti diversi. I Robot si differenziano per applicazione, e struttura in diverse categorie: da robot mobili, manipolatori industriali, robot chirurgici \u2026<br \/>\nOrigini \u00a0storiche e curiosit\u00e0<br \/>\nL\u2019idea di realizzare dei sistemi meccanici autonomi ed intelligenti \u00e8 abbastanza antica e rappresenta la sintesi tra il sogno di imitare la Natura e il bisogno di costruire macchine utili alla vita e al lavoro.\u00a0La presenza di automi, cio\u00e8 di esseri artificiali, rappresenta una costante che attraversa uniformemente tempi e culture diverse. Ovunque se ne trovano tracce: basti pensare al Golem del folclore ebraico (statua di argilla creata dai fedeli e animata dalle danze e dalle preghiere) o al Tupilak delle leggende di Canadesi (un\u2019entit\u00e0 soprannaturale creata da uno stregone e \u201cprogrammata\u201d per combattere dei nemici).<br \/>\nGli automi sono presenti gi\u00e0 nella mitologia: ai tempi di Omero il primo creatore di \u201cmacchine\u201d fu Efesto, dio del fuoco, a cui era attribuita la costruzione di macchine semoventi, servi meccanici e tavoli che si muovevano di propria volont\u00e0. Tra il mito e la storia \u00e8 Dedalo, padre di Icaro, a cui la mitologia attribuisce la capacit\u00e0 di \u201cinfondere\u201d il movimento agli oggetti che creava. Dedalo segna l\u2019origine della lavorazione dei metalli, delle regole dell\u2019architettura e delle prime statue lignee che, secondo la tradizione, muovevano automaticamente occhi, braccia e gambe.<br \/>\nTra il V e il IV sec. a.C. il mondo del mito lasci\u00f2 progressivamente il passo alla scienza e anche gli automi divennero prodotti dell\u2019uomo. In et\u00e0 ellenistica, intelletti del calibro di Archimede ed Erone fornirono un grande contributo alla rivoluzione scientifica e tecnologica: molti dei principi di fisica, matematica, meccanica e astronomia cui diedero vita sono validi ancora oggi. L\u2019eolipila o sfera di Eolo di Erone, per esempio, \u00e8 un interessante strumento che mostra come l\u2019energia termica possa essere trasformata in energia meccanica. Essa \u00e8 il precursore delle macchine a vapore: sfrutta infatti la pressione derivante dal riscaldamento dell\u2019acqua all\u2019interno di una sfera metallica per generare un movimento.<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: center\"><a href=\"http:\/\/scuole.portaleragazzi.it\/granacci3b\/files\/eolipila.jpg\" rel=\"attachment wp-att-1291\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-1291\" src=\"http:\/\/scuole.portaleragazzi.it\/granacci3b\/files\/eolipila.jpg\" alt=\"eolipila\" width=\"261\" height=\"221\" \/><\/a><\/li>\n<\/ul>\n<p>Anche gli autori arabi concepirono dispositivi complessi. Tra il 1204 e il 1206 Al-Jazari, il celebre scienziato arabo cui si deve il Libro della conoscenza dei meccanismi ingegnosi,\u00a0oggi considerato il culmine della meccanica araba, elabor\u00f2 numerosi progetti di carattere \u201crobotico\u201d.<br \/>\nIn Giappone, i Karakuri risalgono alla cosiddetta \u201cEra di Edo\u201d, il \u201cRinascimento\u201d giapponese, collocata fra il 1600 e il 1867: non \u00e8 certo un caso che oggi la patria della robotica sia il Giappone. La stesura dei manuali necessari alla costruzione di queste bambole, create per divertire sia i nobili sia la popolazione, rappresenta ancora il fondamento dell\u2019odierna cultura ingegneristica del Giappone.<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><a href=\"http:\/\/scuole.portaleragazzi.it\/granacci3b\/files\/bambole-karakuri.jpg\" rel=\"attachment wp-att-1290\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1290\" src=\"http:\/\/scuole.portaleragazzi.it\/granacci3b\/files\/bambole-karakuri-300x148.jpg\" alt=\"bambole-karakuri\" width=\"300\" height=\"148\" \/><\/a><\/p>\n<p>Occorre un salto di diversi secoli per giungere a quello che si ritiene il primo, compiuto progetto di robot umanoide dell\u2019et\u00e0 moderna: esso si deve a Leonardo da Vinci e porta la data del 1495. Per quanto ne sappiamo, il cavaliere meccanico progettato da Leonardo era in grado di compiere movimenti del busto, degli arti, del capo; non siamo in grado di dire se tale idea sia rimasta allo stato di progetto o se essa abbia trovato un\u2019effettiva realizzazione.\u00a0Colui che invece realizz\u00f2 il primo robot funzionante a noi noto fu Jacques de Vaucanson, che nel 1738 fabbric\u00f2 un androide suonatore di flauto in grado di prodursi in movimenti complessi, altra sua celebre creazione fu l\u2019anatra meccanica, in grado di mangiare e defecare. Tra il 1768 e il 1774 Pierre-Louis Jaquet-Droz e suo figlio Henry \u00a0costruirono una serie di automi ed oggetti meccanici, oggi visibili al Mus\u00e9e d\u2019Histoire di Neuchatel:<br \/>\nCharles: uno scrivano capace di scrivere un testo di 40 lettere, andare a capo, lasciare spazio, intingere la penna nel calamaio.<br \/>\nHenry: un disegnatore che pu\u00f2 eseguire quattro diversi schizzi a matita: un bambino con una farfalla, un ritratto di Luigi VX, i profili di Giorgio III e della moglie Charlotte di Mecklenberg e un cagnolino.<br \/>\nMarianne: una giovane intenta a suonare un organetto a canne. E\u2019 in grado di eseguire cinque melodie differenti seguendo con gli occhi la tastiera. Inoltre \u201crespira\u201d tramite un sistema di mantici che le fa alzare e abbassare il petto, e compie tutta una serie di movimenti del capo che ne accrescono l\u2019effetto di notevole realismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><a href=\"http:\/\/scuole.portaleragazzi.it\/granacci3b\/files\/automi.jpg\" rel=\"attachment wp-att-1289\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1289\" src=\"http:\/\/scuole.portaleragazzi.it\/granacci3b\/files\/automi-300x192.jpg\" alt=\"automi\" width=\"300\" height=\"192\" \/><\/a><\/p>\n<p>Tra i pezzi storicamente memorabili, va menzionato anche il Suonatore di Salterio, costruito nel 1780 dai tedeschi Roentgen e Kintzing per la regina Maria Antonietta. Nel\u00a01769 Wolfgang De Kempelen, un inventore Ungherese al servizio della imperatrice Maria Teresa di Vienna, svilupp\u00f2 il giocatore di scacchi, un meccanismo apparentemente in grado di giocare automaticamente a scacchi, ma in realt\u00e0 animato tramite un sistema di leveraggi interni da un giocatore umano nascosto all\u2019interno del congegno. A Kempelen si possono ricondurre numerosi contributi in termini della ricerca in robotica compresa la macchina parlante, descritta nel Mechanismus der menschlichen Sprache nebst Beschreibung einer sprechenden Maschine (1791).\u00a0Tali proto-automi, tuttavia, restavano meccanismi non programmabili, e di fatto non autonomi.<br \/>\n<strong>Linee di sviluppo della robotica moderna<\/strong><br \/>\nLa robotica prende piede nella societ\u00e0 negli anni \u201970 come supporto alla produzione industriale. In quel periodo, l\u2019ambiente in cui opera il robot e l\u2019ambiente in cui opera l\u2019uomo sono completamente separati al fine di garantire la sicurezza degli operatori. I primi robot inoltre operavano in ambienti completamente strutturati, ovvero dove le posizioni di tutti gli elementi con cui il robot doveva interagire erano note a priori. Successivi sviluppi della robotica, come la visione artificiale, hanno consentito di ridurre i vincoli imposti nell\u2019ambiente.<br \/>\nLa \u201cliberazione\u201d dei\u00a0robot\u00a0dalle gabbie e dagli ambienti strutturati in cui sono costretti in ambito industriale inizia negli anni \u201980 con lo sviluppo della robotica di servizio. I cosiddetti \u201crobot di servizio\u201d, come i\u00a0robot\u00a0artificieri, i\u00a0robot\u00a0per missioni nello spazio o sottomarine, i\u00a0robot\u00a0per la chirurgia (che non sostituiscono il chirurgo, ma ne potenziano le capacit\u00e0) o i\u00a0robot\u00a0per l\u2019assistenza (sono allo studio\u00a0robot\u00a0in grado di compiere operazioni di utilit\u00e0 quotidiana quali pulire, lavare, servire pasti), o anche i\u00a0robot\u00a0per vari tipi di intrattenimento, stanno riscuotendo sempre maggiore credito e interesse. Uno sviluppo recente e estremamente promettente della robotica si \u00e8 verificato nel campo della miniaturizzazione, che rende possibile la realizzazione di\u00a0robot\u00a0molto piccoli e capaci di muoversi nelle cavit\u00e0 del corpo umano, per effettuarvi la cosiddetta \u201cchirurgia endoluminale\u201d (questi\u00a0robot\u00a0si possono inghiottire o iniettare).<br \/>\n\u00c8 possibile suddividere le aree di ricerca ed applicazione della robotica in diverse categorie:<br \/>\nLa Prof.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Introduzione \u2018Robot\u2019 \u00e8 una parola coniata dal drammaturgo ceco Karel Capek per indicare il lavoro non volontario.<\/p>\n","protected":false},"author":118,"featured_media":2292,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_crdt_document":"","_uag_custom_page_level_css":"","footnotes":""},"categories":[18512,13977],"tags":[18924],"class_list":["post-2312","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-materiale-didattico","category-tecnologia","tag-scuola-sec-di-1grado-granacci-classe-3b"],"acf":[],"uagb_featured_image_src":{"full":["https:\/\/scuole.portaleragazzi.it\/annoscolastico20152016\/files\/robot.gif",1024,768,false],"thumbnail":["https:\/\/scuole.portaleragazzi.it\/annoscolastico20152016\/files\/robot-150x150.gif",150,150,true],"medium":["https:\/\/scuole.portaleragazzi.it\/annoscolastico20152016\/files\/robot-300x225.gif",300,225,true],"medium_large":["https:\/\/scuole.portaleragazzi.it\/annoscolastico20152016\/files\/robot-768x576.gif",768,576,true],"large":["https:\/\/scuole.portaleragazzi.it\/annoscolastico20152016\/files\/robot.gif",1024,768,false],"1536x1536":["https:\/\/scuole.portaleragazzi.it\/annoscolastico20152016\/files\/robot.gif",1024,768,false],"2048x2048":["https:\/\/scuole.portaleragazzi.it\/annoscolastico20152016\/files\/robot.gif",1024,768,false],"post-thumbnail":["https:\/\/scuole.portaleragazzi.it\/annoscolastico20152016\/files\/robot.gif",67,50,false],"fcrf_cover":["https:\/\/scuole.portaleragazzi.it\/annoscolastico20152016\/files\/robot.gif",1024,768,false],"fcrf_big":["https:\/\/scuole.portaleragazzi.it\/annoscolastico20152016\/files\/robot.gif",1024,768,false],"fcrf_quad":["https:\/\/scuole.portaleragazzi.it\/annoscolastico20152016\/files\/robot.gif",600,450,false],"fcrf_single":["https:\/\/scuole.portaleragazzi.it\/annoscolastico20152016\/files\/robot.gif",667,500,false],"fcrf_correlati":["https:\/\/scuole.portaleragazzi.it\/annoscolastico20152016\/files\/robot.gif",333,250,false],"fcrf_home":["https:\/\/scuole.portaleragazzi.it\/annoscolastico20152016\/files\/robot.gif",400,300,false],"fcrf_mosaico":["https:\/\/scuole.portaleragazzi.it\/annoscolastico20152016\/files\/robot.gif",533,400,false]},"uagb_author_info":{"display_name":"Admin","author_link":"https:\/\/scuole.portaleragazzi.it\/annoscolastico20152016\/author\/portalesc\/"},"uagb_comment_info":0,"uagb_excerpt":"Introduzione \u2018Robot\u2019 \u00e8 una parola coniata dal drammaturgo ceco Karel Capek per indicare il lavoro non volontario.","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/scuole.portaleragazzi.it\/annoscolastico20152016\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2312","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/scuole.portaleragazzi.it\/annoscolastico20152016\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/scuole.portaleragazzi.it\/annoscolastico20152016\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/scuole.portaleragazzi.it\/annoscolastico20152016\/wp-json\/wp\/v2\/users\/118"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/scuole.portaleragazzi.it\/annoscolastico20152016\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2312"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/scuole.portaleragazzi.it\/annoscolastico20152016\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2312\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/scuole.portaleragazzi.it\/annoscolastico20152016\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2292"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/scuole.portaleragazzi.it\/annoscolastico20152016\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2312"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/scuole.portaleragazzi.it\/annoscolastico20152016\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2312"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/scuole.portaleragazzi.it\/annoscolastico20152016\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2312"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}