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POKONASO IN RIMA

Cap. 1

POKONASO INCONTRA OKKIBUFFI

IMG_1673Pokonaso era un bambino

con il naso piccolino,

combinava molti guai

 

 

 

 

e non ascoltava mai!

Pokonaso è stato attento pocoIMG_1674

e ha fatto spengere il fuoco!

A Neanderthal c’erano tanti animali

ma non normali!

Il giorno dopo va al mercato

dove non era mai stato,

IMG_1675con il ciottolo trovato

un mammùt ha comprato

che di nome non fa Fuffi

ma si chiama Okkibuffi.

Ritornando dalla festa

si è perso nella foresta,

il suo babbo che borbotta

lo riporta alla grotta

Okkibuffi il suo amichetto

tutta la notte lo ha protetto.

 

Cap. 2

LA COLLANA DI CONCHIGLIE

La collana di conchiglie della zia,

fa venire alla mamma un po’ di gelosia.IMG_1677

Le conchiglie sono al mare,

Pokonaso le dovrà trovare

se una bella collana alla mamma vuol fare!

Pokonaso non dormì,

ma, all’aurora svegliò Okkibuffi e partì.

Al mare son arrivati

ma lungo la strada dei pericoli ci sono stati:

un orso affamato

e un rinoceronte assonnato;

Pokonaso al mare era  arrivato

ma nessuna conchiglia aveva trovato.

La mattina  non c’era più il mare

e le conchiglie riesce a trovare:

tante forme, bei coloriIMG_1676

come un prato di tanti fiori.

Mentre con la sabbia Pokonaso giocava

l’acqua piano piano tornava.

L’acqua era alta, se sulla spiaggia voleva tornare

sulla groppa di Okkibuffi doveva montare.

Al ritorno Babbo arrabbiato,

chiese a Pokonaso “Dove sei stato?”

Alla fine tutto è perdonato

e, la collana di conchiglie Pokonaso alla mamma ha regalato!

 

Cap. 3

IL GRANDE ALCE

La caverna dove Pokonaso viveva

IMG_1678si trovava vicino a un torrente che scorreva.

Il fiume era poco profondo

e del panorama si vedeva solo lo sfondo.

Quando poi diventa più stretto

risaliva alla valle svelto svelto.

Poi precipitava in tante cascatelle

e formava le acque del lago molto belle.

A Pokonaso piaceva salire fino in cima alla valle,

si arrampicava e raggiungeva il lago con le sue spalle.

In estate Pokonaso e Okkibuffi guardavano

i pesci nel lago che guizzavano.

E un giorno, mentre a tirare i sassi nel lago giocavano,

Pokonaso fece uno scherzo al suo amico e litigarono:

un urlo assordante nell’orecchio gli emanò

e Okkibuffi arrabbiato verso un cespuglio se ne andò.

Okkibuffi con un osso si bucò

e Pokonaso lo raggiunse e lo aiutò.

Pokonaso quell’osso voleva riprendere

ma scoprì che era un corno e non lo riusciva a prendere.

Verso casa si avviò

e la sua scoperta raccontò.

Il Babbo meravigliato al Grande Alce pensò

e la sua leggenda gli raccontò.

Pokonaso stupito a letto andò

e nei suoi sogni lo immaginò.

La mattina seguente con i genitori a prendere i mirtilli andò,

e dopo averli raccolti tanti su una collina giocò.

Con un urlo improvviso il babbo li fermò

perchè un terreno paludoso si trovò.

A Pokonaso quella pianura così attraente

ora non gli piaceva più per niente.

I mirtilli ritornò a cercare

e i genitori non riuscì più a trovare.

Disperato cominciò a chiamare

e la strada si sforzò di ricordare.

Tutto intorno il terreno paludoso era,

quindi decise di non proseguire per quella sera.

Assopiti nell’erba Pokonaso e Okkibuffi si fermarono

e la notte aspettarono.

All’improvviso un’ombra li oscurò

e il viaggio dietro quella figura ricominciò.

Pokonaso il Grande Alce immaginò che fosse

e lo seguì faticosamente su colline e fosse.

Fino ai genitori lo guidò

e Pokonaso raccontando la sua avventura si addormentò

Il nuovo giorno era arrivato

e Pokonaso con la sua famiglia verso casa era andato.

Strada facendo le orme del Grande Alce avevano avvistato

e i resti di tutte le altre creature nel museo di Edimburgo sono conservate.

 

Cap. 4

I NASASTRI

Babbo e Pokonaso vanno a pescare

per procurarsi il mangiare.IMG_1679

Pokonaso i pesci fa scappare

dalla riva in mezzo al mare.

Pokonaso va a cercare qualche legnetto

e il suo Babbo prende un sacco di pesci dal laghetto.

Prende anche dei rametti bruciati,

già usati dai Nasastri.

Pokonaso chiede: “Chi sono i Nasastri?”

“Sono brutti, pericolosi e sono dei mostri.”

Tutta la famiglia si rintana dentro la grotta

aspettando di quei mostri la condotta.

Per stare al sicuro

dovettero costruire un muro.

La paura ben presto sparì

E Pokonaso si allontanò di nuovo di lì.

Gli uomini tornarono a cacciare

e Pokonaso e Okkibuffi andarono in cerca di un alveare.

Non trovarono il miele, ma videro una valle

e Pokonaso a Okkibuffi montò sulle spalle:

vide un gruppo di cacciatori

senza alcuni timori

Pokonaso disse: “Che cuccagna!!!!!”

e si misero alla loro calcagna!!!

Purtroppo i Nasastri erano

che subito li rincorrevano.

Corse a più non posso

ma finì in un fosso.

I Nasastri lo catturarono

ed anche lo legarono.

Lui li dovette seguire mestamente,

ma non gli piaceva per niente.

Arrivati all’accampamento

c’era un grande fuoco in mezzo al campo

e Pokonaso pensò di essere mangiato in un lampo.

Uno di loro lo spinse con un bastoncino

e Pokonaso disse: “Hei, non fare il furbino!

Il grande capo aveva un bianco mantello

che non era per niente bello.

Diventò tutto rosso e si arrabbiò.

Pokonaso  impaurito

pensava di essere arrostito.

Okkibuffi si precipitò giù per il pendio,

siccome la sua pelliccia era scura nessuno lo vide.

Cascò in una delle tende e si incendiò.

E in un momento

prese fuoco tutto l’accampamento.

Senza dire troppo

Pokonaso e Okkibuffi se ne andarono al galoppo.

La luna sorgeva, loro si sbrigarono a tornare

perchè il babbo e la mamma li stavano ad aspettare.

 

Cap. 5

PONZAMUT

Quando Pokonaso a casa è tornato

era tutto bagnato

e dalla Mamma è stato sgridato.

IMG_1682Il KapoKapo arrivò prima del tramonto

e tutti mangiarono molto.

Il KapoKapo raccontò che aveva un mammùt

che si chiamava Ponzamùt.

Poi il KapoKapo si mise a raccontare

quello che da piccolo doveva affrontare.

Ma Ponzamùt aveva un difetto

quello di pensare troppo diretto.

KapoKapo quando era piccolo dovette traslocare

perchè non c’era più da mangiare.

Ma all’ultimo giorno di viaggio

Ponzamùt divenne di ghiaccio.

 

Cap. 6

LA DANZA DEL SOLE

Un giorno, mentre Babbo e Mamma bisbigliavano,

Pokonaso si mise ad ascoltare di cosa parlavano.

Poi il Babbo  disse a Pokonaso: “Ormai grande sei

IMG_1681E una domanda ti farei”.

Così il Babbo del sole gli parlò

e Pokonaso stupito restò.

Il sole le forze stava perdendo

e avevano paura che stesse morendo,

se loro lo volevano salvare

la “danza del sole “ dovevano fare.

E fu così che lavorarono

e molto si stancarono,

raccolsero erba e agrifoglio a pezzetti,

bacche di pungitopo e rametti.

Un abete tagliarono e in uno spiazzo lo piantarono.

Quando fu tutto decorato

il rito fu iniziato.

E  dopo canti e batter di maniIMG_1683

sono iniziati i balli strani.

E quando il cibo fu portato

Pokonaso rimase meravigliato.

Poi ognuno fu chiamato

e un regalo gli fu assegnato.

Pokonaso il suo aprì

e tanta gioia sentì:

due pietre focaie tutte per lui

da utilizzare nei momenti bui.

Dopo questa bella giornata …

l’ora del sole sarebbe tornata!

 

Cap. 7

GLI AMICI DI OKKIBUFFI

Un giorno in cui Okkibuffi era annoiato

andò a fare un giro nel prato,

sentì un odore familiare

e da quello si lasciò guidare.IMG_1684

Giunse sulla collina

e vide una bella sorpresina:

tanti mammut vicini

e anche dei mammuttini.

Okkibuffi andò nel gruppo a giocare

e non si accorse che se ne doveva andare.

Disse agli amici: ”Devo andare via

e tornare a casa mia”.

Gli amici lo accompagnarono

e alla caverna insieme tornarono.

Pokonaso non li riuscì a fermare

quando in casa vollero entrare,

Pokonaso dalla caverna li fece uscire

per ordini del babbo da eseguire.

Guardando gli occhi sotto i ciuffi

riescì a ritrovare Okkibuffi.

Solo loro due riescono a entrare

e gli altri restano fuori a piagnucolare.

Alla fine i genitori li portan con sè

e nei dintorni non si fan più veder!

 

Cap. 8

LA GROTTA DIPINTA

Ai tempi di Pokonaso si dipingeva

e con le mani si faceva,

terra e colori si prendevan

e sulle pareti si spandevan.

Ma la gente di Pokonaso non aveva pittori

erano i Nasastri i veri disegnatori.

IMG_1685Ballavano di fronte alle immagini disegnate

per avere cacce abbondanti e fortunate!

Un giorno Pokonaso decise di andare via

e si infilò dritto in una galleria.

In una caverna illuminata da torce,

vide dei graffiti fatti sulle rocce:

c’erano cavalli, mammut e bisonti

che correvano verso vasti orizzonti.

Ad un certo punto Pokonaso sentì  voci in quantità

e dovette scappare a tutta velocità.

 

 cap. 9

UNA GIGANTESCA PALLA DI NEVE

IMG_1688A Pokonaso la neve faceva impazzire

e a Okkibuffi rabbrividire.

A Pokonaso le orme piaceva inseguire

mentre Okkibuffi preferiva dormire.

Quando nel bosco era entratoIMG_1686

trovò un albero nudo e squarciato.

Con la corteccia dell’albero trovato

uno slittino fu inventato.

Mentre Pokonaso scendeva veloce come il vento

un branco di lupi gli fece spavento.

IMG_1687Pokonaso cercava di scappare

ma i lupi più vicini sentiva arrivare.

Le palle di neve gli tirava

ma per difendersi non gli bastava.

Finalmente Okkibuffi si svegliò

e in  suo soccorso arrivò.

A Okkibuffi la neve dava noiaIMG_1689

ma aiutare Pokonaso fu una gioia.

Inciampando una palla di neve diventò

e i lupi spaventò.

 

Cap.10

POKONASO CAMBIA CASA

Una sera Pokonaso a letto andò

e a piovere cominciò.

IMG_1690Al mattino la pioggia cessò

e Pokonaso a giocare andò.

Il fiume era tanto ingrossato

e stare lì pericoloso era diventato

Babbo e Mamma senza aspettare

una nuova casa doevano  trovare.

Semplice non era stato

perchè tre orsi avevan trovato.

Le loro cose avevan preparato

e il loro viaggio è iniziato.

Alla caverna erano arrivati

mentre gli orsi erano addormentati.

Quando gli orsi erano andati a cacciare

subito tutti nella caverna a portare

tutte le loro cose e la Mamma

aveva messo Pokonaso a nanna.

Gli orsi volevano tornare

ma un muro di pietre dovevano superare,

e quando provavano a entrare

Babbo e la Mamma pronti a picchiare.

Dalla caverna Pokonaso era scappato

e un ramo di spine aveva trovato.

Accanto al fuoco l’aveva posato

e subito si era infuocato.

Per terra il ramo era caduto

e l’orso all’indietro si era seduto.

Al pelo si era attaccato

e il sedere si era bruciato.

In fuga gli orsi erano scappati

dal fuoco spaventati.

Tutti erano felici di averli cacciati

e per sempre allontanati.

Dopo il grande spavento

Pokonaso tornò a casa felice e contento!

 

Cap. 11

POKONASO IL MUSICISTA

Pokonaso tanti zii aveva

ma zio Testarossa lui voleva.

Zio Testarossa  tante cose sapeva fare

e Pokonaso le voleva imparare.

Babbo, Zio Testarossa mal sopporava

perché un nasastro lo considerava;

lo zio sempre regali portava

perché la famiglia adorava.

IMG_1691Lo zio, Pokonaso nel canneto ha portato

e uno zufolo gli ha regalato.

Rientrati  nella loro abitazione

trovarono una grande agitazione:

Pokonaso il suo zufolo aveva suonato con bravura

ma la reazione di tutti fu di gran paura!

Zio  Testarossa deve ripartire

perchè ha il mondo da scoprire.

Un giorno Pokonaso con Okkibuffi nel bosco si addentrò

e tanti buoni frutti trovò

quando fu con la pancia piena

si presentò alla loro vista una iena.

Pokonaso non aveva abbastanza voce per gridare

solo lo zufolo lo poteva aiutare!

Ahimè, lo zufolo non può più servire

uno nuovo ne dovrà costruire!

Con il nuovo zufolo riuscì a chiedere soccorso,

evviva, Babbo subito è accorso.

Con lanci di pietre roventi la iena scappò

Così Pokonaso  il suo zufolo per sempre conservò.

 

 

Cap.12

IL MOSTRO  DI GHIACCIO

Quando Pokonaso era bambino

faceva un po’ freddino.

C’era la Calotta di ghiaccio

e Pokonaso fece un sognaccio.

Era un posto terribile

e c’era un mostro invisibile.

La Calotta di ghiaccio era orrenda e spaventosa

e Pokonaso se ne fece un’idea curiosa.

La Calotta di ghiaccio risplendeva di un rosso infuocato,

tanto che un uomo poteva rimanere accecato.

I mostri di ghiaccio abitavano la Calotta

e non avevano una buona condotta.

La loro forza era così grande

che faceva cadere tante capanne.

IMG_1692Pokonaso sentendo le storie sui mostri

chiese a suo padre che glielo dimostri.

Il Babbo gli disse che sono sciocchezze,

e queste sono certezze.

Allora Pokonaso chiese allo zio Testarossa,

che gli diede un’altra risposta.

Lo zio Testarossa disse che esistevano

ma un buon carattere avevano.

Il Babbo di Pokonaso era un cacciatore esperto,

e voleva far diventare suo figlio un cacciatore perfetto.

Il grande giorno era arrivato

e Pokonaso era emozionato.

Sarebbero andati a cacciare i cavalli,

in giro giù per le valli.

Il branco di cavalli si muoveva piano piano

ma dopo una settimana era già molto lontano.

Tra i cacciotori c’era Nasofino e col suo naso eccezionale

cercò una traccia eventuale.

A Nord puntarono,

ma solo un gran freddo trovarono.

Dei cavalli non c’era più traccia

e non c’era più roba nella bisaccia.

Ma il mattino portò loro una brutta sorpresa

c’era una nebbia che riuscire a vedere era un’impresa.

All’improvviso col giungere della notte

si udì un boato molto forte.

Ammutoliti e infreddoliti,

rimasero lì impietriti.

A un certo punto realizzarono,

che nella Calotta di ghiaccio si trovarono.

Quando apparve la luce del giorno

poterono guardarsi tutt’intorno.

Anche i rumori erano svaniti

come se non fossero mai esistiti .

Ora a casa potevano tornare

ma dovevano prima mangiare.

Mentre tutti andavano a cacciare

Pokonaso fu lasciato nel campo a vegliare.

Pokonaso con circospenzione

si allontanò dalla postazione

durante il suo perlustrare,

fu colpito da un temporale.

Pokonaso cercò rifugio in una grotta

all’interno della calotta.

La caverna era buia come la notte

e si illuminava rare volte.

Quando un lampo balenò

un orribile sorpresa si mostrò.

Sopra di lui torreggiante

si presentò una figura assai agghiacciante.

Pokonaso cercò di scappare,

ma le sue gambe non riusciva a spostare.

Era un mostro gigante,

assai terrificante.

Quando il temporale terminò

il mostro si illuminò.

Pokonaso allora capì

che il grande mostro era congelato lì.

Pokonaso a casa tornò

e tutto raccontò,

ma solo lo zio lo ascoltò.

 

Cap. 13

POKONASO E I CASTORI

Ai tempi di Pokonaso il fuoco era fondamentale,

teneva lontano ogni attacco bestiale.

La caverna del nostro amichetto

era circondata solo da qualche alberetto.

“Tutti al torrente” disse Papà

tanta legna si troverà.

E lungo il fiume cammina, cammina

anche una trota si avvicina.

Disse Pokonaso “Che bell’evento,

avremo un pranzo succulento”.

Per trovar legna da ardere,

per il fuoco poter accendere.

Pokonaso al bosco di betulle arrivò

e tutto accaldato si riposò.

Attraverso una radura, da un alto argine, acqua sgorgava

e tanti tronchi di albero regalava.

Erano dei bei castori

che facevano questi lavori

con i loro aguzzi denti

che erano degli utili strumenti.

Ma Okkibuffi tutto rovinò

il pezzo di legno sbagliato dalla diga dei castori cacciò.

Il Babbo di Pokonaso, che tante trote aveva preso,

d’acqua fangosa venne invaso.

Povero Pokonaso!

Il Babbo perse la pazienza

e non credette alla sua innocenza.

 

Cap. 14

IL VIAGGIO DI POKONASO

A Pokonaso piaceva il fiume che scorreva

vicino alla caverna in cui viveva.

Il fiume in primavera si ingrossava

e alberi e animali morti con sè portava,

Pokonaso si fermava ad osservare

immaginandolo grande come il mare.

Su una spiaggia si trovava

e nell’acqua galleggiare si immaginava.

Un albero caduto lentamente ondeggiava

e lui si chiedeva dove andava…

Verso Okkibuffi si voltò

ma non lo trovò.

Così a casa si avviò

e a far merenda pensò,

ma lungo la riva del fiume un orso nero incontrò.

Pokonaso con i suoi passiIMG_1693

il sonno aveva disturbato,

e così di corsa era scappato.

L’orso lo inseguì

e Pokonaso nell’acqua del fiume fuggì.

Tra i rami dell’albero si rifugiò

ma l’orso lo ritrovò.

Fortunatamente il ramo si spezzò

e Pokonaso si allontanò.

Si allontanò così tanto quella sera

che non sapeva più dov’era.

Il tronco poi alla riva si accostò

e nei rami di un salice si incastrò.

Finalmente Pokonaso sulla terraferma era arrivato

ma non sapeva come a casa sarebbe tornato.

Sulla sabbia camminava

e delle orme trovava.

Camminando, camminando altre tracce calpestava

ma scoprì che erano le sue e che su un’isola si trovava.

Il tronco era sempre lì

e Pokonaso con quello fuggì.

A una sponda voleva arrivare

e il freddo e il buio voleva evitare.

Ma le cose non andarono così

perché la corrente del fiume il tronchetto inghiottì,

Pokonaso rabbrividì…

ma come potevo uscire di lì?

All’improvviso qualcosa sentì…

era un ramo che sporgeva lì.

Per la forza della disperazione si tirò su

e fu così che non cadde giù.

Sulla terraferma arrivò

e davanti al fuoco si rannicchiò.

All’improvviso alcune voci sentì

e Pokonaso gli occhi aprì.

Un dubbio egli aveva: la sua storia era vera?

Molte domande faceva alla sua famiglia

che lo ascoltarono con meraviglia!

Il Babbo lo tranquillizzò

e il corso del suo viaggio gli mostrò.

Il fiume e il gorgo spaventoso

che Pokonaso aveva visto nel suo viaggio avventuroso,

vicino alla sua caverna si trovava

aldilà della collina dove abitava.

Pokonaso trovò tutto questo abbastanza sciocco

e aspettò un po’ di tempo a tornare sul fiume a fare qualche balocco.

 

Cap. 15

POKONASO L’EROE

Era un pomeriggio piovoso

e Pokonaso era pensieroso.

Suo babbo arrabbiato

lo aveva sgridato.

A caccia Pokonaso era maldestroIMG_1696

e ogni tentativo era funesto!

“Alla tua età” disse suo babbo

“lanciavo la lancia con un po’ di sgarbo!!

Tu invece nel cacciare

solo pellicce sai centrare”.

Pokonaso  voleva imparare a cacciare

allora una buca iniziò a scavare.

La ricoprì con rami e foglie

e non aveva più voglie

voleva farci cadere un rinoceronte

che scendeva giù dal monte.

Aveva una vanga  d’osso per scavare

e la terra si mise a tremare

c’ erano radici e sassi

ma ripulì tutto con pochi passi.

Gli dolevano le IMG_1695braccia e la schiena

e all’ora di cena

non vedeva l’ora di farsi la pancia piena.

Il buco era profondo

e lo nascose con un cespuglio là in fondo.

 

Tornò a casa e babbo non c’era

e lui si domandò  dov’era.

Nella buca che aveva scavatoIMG_1694

suo babbo era cascato,

con un ramo tagliato a metà

tirò fuori il babbo da là.

IMG_1697

Di quella mpresa eran tutti contenti

in quella serata ricordarono quei momenti.

Non pensate che Pokonaso sia un eroe adesso

perché, per fortuna, è rimasto lo stesso.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Continua
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