Stamani siamo andati con la III A a visitare il Museo Paleontologico che ospita reperti fossili molto antichi, ritrovati anche qui in Toscana.
Subito siamo entrati nella Sala della Balena: dentro quella meravigliosa stanza abbiamo ammirato uno scheletro fossilizzato di una balena di ben dieci metri, vissuta nell’antico mare toscano, che arrivava quasi fino a Firenze. Lo scheletro aveva delle conchiglie sul cranio, segno che quando la balena è morta è stata divorata dai molluschi dentro le conchiglie.
Nella seconda sala abbiamo parlato dell’evoluzione del cavallo.
Dovete sapere che il suo antenato (Hiracotherium) era piccolo come un cane, adatto a nascondersi nella foresta per non farsi cacciare; successivamente, il clima diventò arido e scomparvero i boschi, così il cavallo, per adattarsi al nuovo ambiente, si è evoluto crescendo, per riuscire a correre più velocemente nella prateria. Anche il suo zoccolo, al posto delle tre dita di Hiracotherium, serviva per correre meglio.
La visita è proseguita osservando nelle varie sale i Moa della Nuova Zelanda, estinti per colpa dell’uomo, gli orsi delle caverne e la tana delle iene.
Infine ci siamo ritrovati davanti a enormi e impressionanti scheletri di mammut e mastodonti a cui sono stati dati i nomi dei paleontologi che li hanno scoperti nel Valdarno: Pippo, Pietro, Linda, Marta e Andrea. Abbiamo osservato gli scheletri attentamente e visto le differenze tra maschio e femmina dalle ossa del bacino.
Terminata la visita, siamo tornati a scuola felici per aver fatto la nostra prima gita di quest’anno e per aver approfondito la storia del passato che ci piace tanto.
Testo collettivo




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