{"id":1851,"date":"2022-03-18T23:35:15","date_gmt":"2022-03-18T22:35:15","guid":{"rendered":"https:\/\/scuole.portaleragazzi.it\/vittorino-dafeltre-5a\/?p=1851"},"modified":"2022-03-18T23:35:15","modified_gmt":"2022-03-18T22:35:15","slug":"un-cane-per-natale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/scuole.portaleragazzi.it\/annoscolastico-2021-2022\/2022\/03\/18\/un-cane-per-natale\/","title":{"rendered":"Un cane per Natale"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Era una giornata come tutte le altre.<br>Mi avviai verso il lavoro ma da un momento all\u2019altro scoppi\u00f2 un temporale, perci\u00f2 la pizzeria doveva chiudere.<br>Nel mio lavoro ero quella che portava le pizze con i pattini: i pattini sono il mio mezzo di trasporto preferito, ecco perch\u00e9 li ho scelti. Adoravo quel mestiere perch\u00e9 conoscevo sempre pi\u00f9 particolari della mia citt\u00e0 e anche perch\u00e9 adoravo andare sui pattini.<br>Mi misi i pattini, il casco, le ginocchiere, e le gomitiere: ero pronta per tornare a casa.<br>Ero una ragazza sbadata e distratta, come sempre non potevo non cadere: il temporale era cos\u00ec forte da farmi scivolare a terra\u2026 e mi feci molto male.<br>Ad un certo punto sentii un guaito. La ferita faceva cos\u00ec male che non riuscivo a guardare cosa ci fosse dietro quei cespugli.<br>Una zampetta si fece avanti da quell\u2019ammasso di verde: pensai fosse un gatto (sinceramente non sono un\u2019amante dei gatti). Nella zampetta c\u2019era una macchia nera a forma di luna. Fissai quella zampetta per qualche secondo, non succedeva niente.<br>Cos\u00ec provai a togliere il pattino, per vedere cosa ci fosse nella mia caviglia. Il temporale aumentava sempre di pi\u00f9.<br>Sentii una voce chiamarmi: &#8211; Ragazza vieni! Vieni! Mettiti al riparo! &#8211; All\u2019inizio non capivo, ma poi capii che qualcuno (non so chi) mi voleva aiutare.<br>Mi girai. Era una suora. Mi diceva di entrare in Chiesa.<br>La caviglia non mi dava neanche l\u2019opportunit\u00e0 di mettere tutto il peso sull&#8217;altra gamba; perci\u00f2 l\u2019unica cosa che potevo fare era urlarle: &#8211; Sono ferita! &#8211;<br>Quattro o cinque suore uscirono: con lo sguardo preoccupato, un ombrello e una sedia a rotelle.<br>Le ringraziai moltissimo. Il problema era che il dolore rimaneva.<br>Appena entrate in Chiesa, una delle suore mi port\u00f2 del disinfettante e della garza.<br>Ancora non mi ero tolta il pattino e purtroppo era arrivato il momento di farlo. L\u2019ansia saliva sempre di pi\u00f9: non volevo affatto vedere la mia caviglia.<br>Suor Angela, cos\u00ec lessi dal cartellino.<br>Era arrivato il momento di togliere il pattino. Guardai il soffitto dall\u2019inquietudine. Una volta tolto guardai la ferita sanguinare.<br>Meno male che c\u2019era suor Angela che me la disinfett\u00f2 e ci mise sopra la garza.<br>Stavo meglio. Ringraziai le suore che mi invitarono alla messa del giorno seguente. Sono sincera: alla Messa mi annoiavo sempre, ma non potevo rifiutare. Mi avevano aiutata in un momento di bisogno, come potevo dirle di no? Perci\u00f2 accettai\u2026<br>Mi voltai. Prima di andare via dalla Chiesa vidi un cesto con su scritto \u201c Beneficenza\u201d, ci guardai dentro. Niente di niente. Nessuno aveva dato neanche un soldino.<br>Sent\u00ec bisbigliare le suore. Si dicevano cose del tipo: &#8211; Siamo in problemi finanziari gravissimi. Ci sono ancora sette bollette da pagare-. E ancora: &#8211; Ora cosa facciamo? Possiamo solo pregare e sperare. Ci servirebbe davvero un miracolo! &#8211;<br>Immaginavo che quei soldi servissero per i problemi finanziari. Volevo tanto donare qualcosa, ma purtroppo negli ultimi mesi non avevo guadagnato molto. Tutto ci\u00f2 che avevo guadagnato mi serviva per mantenere la casa.<br>Uscii salutandole e ringraziandole. Il temporale continuava.<br>Quando chiusi il portone mi venne un dubbio: non ero sicura di non avere quei soldi perci\u00f2 guardai nel portafoglio. Lo sapevo che ero distratta, ma non fino al punto di scordarmi che in questi mesi avevo guadagnato molto di pi\u00f9 del mantenimento della casa\u2026<br>Entra in Chiesa e urlai: &#8211; Ce li ho! &#8211; Le suore, spaventate, mi chiesero: &#8211; Cos&#8217;\u00e8 che hai? &#8211; Risposi: &#8211; Ho i soldi per aiutarvi nei vostri problemi finanziari! &#8211;<br>Urlai nuovamente: &#8211; Ce li ho! &#8211;<br>Una delle suore si avvicin\u00f2 a me e mise il suo braccio sulla mia spalla e mi disse: &#8211; Non devi, servono a te &#8211;<br>Senza esitare dissi: &#8211; All\u2019inizio pensavo di non averli ma mi sbagliavo, ne ho abbastanza per tutti noi &#8211;<br>La suora tolse il braccio dalla mia spalla e si un\u00ec alle altre.<br>Poi si avvicin\u00f2 suor Angela (modestamente la mia preferita) e mi disse: &#8211; Non ti obbligo a fare o a non fare quello che desideri, decidi tu &#8211;<br>Non parlai ma agii: Presi i soldi dal mio portafoglio e li misi nel cestino \u201cBeneficenza\u201d.<br>Le suore in coro dissero: &#8211; Grazie tante! &#8211;<br>Salutai e me ne andai.<br>Appena misi la mano sulla maniglia del portone suor Angela mi ferm\u00f2.<br>Mi voltai.<br>Mi diede della garza, del disinfettante e un ombrello.<br>Suor Angela aggiunse: &#8211; In caso ti facessi di nuovo male e per non bagnarti -.<br>Ora, per davvero, uscii definitivamente dalla Chiesa. Fuori pioveva sempre.<br>Mentre mi avviai verso casa ripensai a tutta la mia giornata. Una cosa in sospeso mi torn\u00f2 in mente: \u201cQuella zampetta ci sar\u00e0 ancora?\u201d<br>Poi pensai: \u201cMa no, non rimarr\u00e0 l\u00ec per sempre\u201d. Quindi continuai a camminare.<br>Ma la tentazione mi assal\u00ec. Con l\u2019ombrello, la garza e il disinfettante corsi verso i cespugli per vedere se ci fosse ancora la zampetta. Guardai ma non c\u2019era niente. \u201cLo sapevo si sar\u00e0 messo al riparo dopo tutto quel temporale\u201d pensai. Allora mi avviai verso casa.<br>Quando mi misi sotto le coperte pensai \u201cChe giornata pazza\u201d, spensi la luce e mi addormentai.<br>Il giorno seguente, mi preparai per colazione un panino al prosciutto e uscii di casa.<br>Quel giorno per\u00f2 non pioveva, il sole illuminava la strada.<br>Andai lentamente per la strada perch\u00e9 era isolata. Mentre pattinavo lasciai delle bricioline di pane per terra, ovviamente per sbaglio.<br>Mi sentivo seguita: e quando mi sento seguita inizio ad andare veloce, in questo caso con i pattini. Mi sentivo seguita sempre di pi\u00f9, quindi accelerai ancora.<br>Ammetto che ci\u00f2 che era dietro era molto veloce. Dopo aver fatto un bel po\u2019 di strada sui pattini decisi di mollare. Non ce la facevo pi\u00f9.<br>Mi voltai e urlai: &#8211; Ma come ti permetti di seguire una persona? &#8211;<br>Non vedevo nessuno. Abbassai lo sguardo: ed era un cane.<br>Era adorabile, bianco come la neve (era un Labrador), minuscolo (direi appena nato). Un particolare attir\u00f2 la mia attenzione: nella zampetta avanti a sinistra, c\u2019era una macchia nera a forma di luna, identica a\u2026 il cagnolino del temporale, proprio quello che avevo scambiato per un gatto!<br>Sbalordita dissi: &#8211; Allora eri tu! &#8211;<br>I suoi occhi erano blu come le onde del mare, le sue orecchie erano pi\u00f9 grandi del suo bellissimo musetto; fosse stato pi\u00f9 piccolo sarebbe gi\u00e0 caduto. Non era molto spettinato, forse tutta quella pioggia gli aveva appiattito il pelo. Solo una cosa non sapevo, se era abbandonato o no. L\u2019unico modo per saperlo era guardare se aveva la medaglietta. A vista d\u2019occhio sembrava proprio di no, niente di niente.<br>Non ne ero sicura, perci\u00f2 guardai d\u00e0 pi\u00f9 vicino. Il nulla assoluto. Per\u00f2, in fondo, lo sapevo che era abbandonato dalla puzza che percepivo venire proprio da quel cagnolino adorabile.<br>Mi incantai a guardare la macchia che portava sulla zampetta: era incredibile come una macchia potesse fare la differenza in un cane.<br>Comunque sia, non avevo intenzione di portarmelo dietro. Non lo facevo per me, ma pi\u00f9 che altro per lui, per fargli vivere una vita con una persona che lo potesse gestire, che potesse pagare il suo cibo, una persona che pagava le bollette nel tempo richiesto, insomma non era al caso mio. Avevo gi\u00e0 una vita incasinata.<br>Comunque sia la mia scelta l\u2019avevo fatta.<br>Mentre lo guardavo fisso negli occhi capivo quanto fosse importante avere una famiglia, o meglio, nel suo caso ero piuttosto difficile perch\u00e9, invece di averla, lui doveva trovarla.<br>A interrompere quella bella atmosfera non era stata una musica sdolcinata sottofondo ma il mio telefono. Nel mentre la strada si era gi\u00e0 riempita. Quando risposi al telefono mi spaventai: &#8211; Pronto? Dove sei finita? I clienti non aspettano te! &#8211;<br>Risposi: &#8211; Scusi capo, arrivo subito! &#8211;<br>Ma il capo mi rispose: &#8211; No, ormai non venire pi\u00f9, ma la prossima volta che fai tardi ti licenzio! &#8211;<br>Visto che non dovevo andare a lavoro, mi avviai verso casa. Dopo due passi mi fermai e tornai indietro.<br>Non vidi pi\u00f9 il cagnolino. Volevo lasciargli il mio panino. Forse si sar\u00e0 nascosto; comunque sia glielo lasciai lo stesso. Mentre camminavo piano piano, girai appena lo sguardo: lo vidi sbucare solo per mangiare il cibo.<br>Quando tornai a casa trovai il frigorifero vuoto. Usai il tempo libero per andare a fare delle commissioni al supermercato, ma comprai solamente schifezze per una bella serata film.<br>Quando uscii dal supermercato si era gi\u00e0 fatto buio (si impiega sempre molto tempo).<br>Una volta tornata a casa accesi subito la televisione e misi \u201cHarry Potter e i Doni della Morte parte 2\u201d. Pensai che era strano che la mia titolare non mi facesse svolgere il turno di lavoro. Di sicuro aveva qualcosa in mente, comunque era meglio godersi la serata, perch\u00e9, forse era l\u2019unica che avrei fatto in quel periodo.<br>La mattina seguente mi svegliai dal nulla, guardai la sveglia: era tardissimo!<br>Mi preparai velocemente due panini, meno male che avevo guardato il film vestita con la divisa da lavoro; mi misi i pattini, il casco e i guanti.<br>Non avevo il tempo di mettermi le ginocchiere e le gomitiere.<br>Andai pi\u00f9 veloce che potevo. In lontananza vidi il cagnolino. Il secondo panino l\u2019avevo fatto per lui.<br>Quando passai davanti a lui mi fermai, gli diedi il panino e lo accarezzai.<br>Volevo tanto rimanere con lui, ma era troppo tardi.<br>Io adoravo tutti i miei colleghi di lavoro, perch\u00e9 sui pattini sapevano fare cose che per me erano impossibili.<br>Quando arrivai a lavoro vidi una ragazza che teneva in equilibrio sulla testa un vassoio con sopra alcune bibite. Rimasi a bocca aperta. Continuavo a fissarla e nel mentre caddi su una ragazza con delle bibite. Lei si bagn\u00f2, si alz\u00f2 e mi guard\u00f2 male. Io rimasi seduta per terra, sospirando. Ad un certo punto una cascata di spremuta mi bagn\u00f2 tutta. Quei due o tre minuti di inferno: mi sembravano ore.<br>Una volta finita la spremuta d\u2019arancia alzai la testa, era stato un ragazzo. Mi alzai velocemente e gli dissi: &#8211; Perch\u00e9 mai l\u2019hai fatto? &#8211;<br>Comunque sia ormai io e il pavimento eravamo diventati \u201cmigliori amici\u201d. Appena mi avvicinai a lui con lo sguardo imbronciato lui indic\u00f2 dietro di me ma continuavo a chiedere spiegazioni. &#8211; Ferma! &#8211; disse la mia titolare.<br>Era lei che indicava il ragazzo. &#8211; Ferma! &#8211; Continuava a dirmi la mia titolare, Gli risposi:- Ferma? Come puoi dirmi ferma dopo quello che mi ha fatto? &#8211; Lei mi disse: &#8211; Gliel\u2019ho detto io, cos\u00ec almeno impari a svegliarti la mattina presto: oppure non sai leggere l\u2019orologio? &#8211; Ero consapevole che avevo fatto tardi ma rovesciarmi tre o quattro brocche di spremuta d\u2019arancia addosso era esagerato, troppo esagerato.<br>La mia titolare si volt\u00f2. Dopo tre passi si ferm\u00f2 e si volt\u00f2 di nuovo. E mi disse: &#8211; Su, muoviti! Vieni! Non farmi perdere altro tempo! &#8211; Mi avviai a testa bassa come segno di rispetto.<br>Arrivate nel suo ufficio lei mi diede un foglio con scritto \u201c00:30\u201d. Le chiesi: &#8211; Cosa vuol dire? -Lei mi rispose: &#8211; Vuol dire che io esco da quella porta dar\u00f2 la giornata libera a tutti e tu gestirai il locale fino a mezzanotte, ci\u00f2 significa che tra pulire ogni cosa si faranno le 01:30; ma \u00e8 una punizione troppo semplice perci\u00f2 metter\u00f2 il menu gratis cosi che tu possa lavorare il triplo e si saranno gi\u00e0 fatte le 03:30 &#8211; Io le dissi: &#8211; Ma perch\u00e9? \u00c8 una cosa ingiusta! &#8211;<br>Uscii dall\u2019ufficio arrabbiata. Subito dopo usc\u00ec la titolare e url\u00f2: &#8211; Via! Tutti via! Giornata libera! Ovviamente i miei camerieri, a voi clienti ci penser\u00e0 Emma -.<br>Quando tutti i miei colleghi erano andati via la titolare url\u00f2: &#8211; utti i clienti mi ascoltino! Oggi il locale chiuder\u00e0 a mezzanotte e in pi\u00f9 tutto il menu \u00e8 gratis! &#8211;<br>Purtroppo la notizia si diffuse e vennero sempre pi\u00f9 clienti. Finalmente era arrivata la mezzanotte. Cacciai tutti i clienti e alcuni di loro dissero: -Ma io devo finire di mangiare! Ma ancora non mi \u00e8 arrivato il dolce \u2013 e \u2013 Scusi, sopra le mie crocchette di pollo manca il Ketchup \u2013 o ancora \u2013 Scusi, mi pu\u00f2 mettere il cibo in un sacchetto cos\u00ec me lo porto dietro? &#8211;<br>L\u2019unica cosa che facevo era dire \u201cNo\u201d.<br>Pulii tutto da cima a fondo. Ormai si erano gi\u00e0 fatte le tre di notte, almeno credevo, quando guardai l\u2019orologio erano le tre e mezzo della notte. Prima di uscire presi alcune fragole. Quella volta per\u00f2 mi misi le scarpe, non ero in vena di mettermi di nuovo i pattini, dopo tutto quel lavoro mi facevano male i piedi. Quando chiusi il portone mi sentivo libera. La strada era isolata, a parte dei ragazzini di circa tredici o quattordici anni che insieme ai loro genitori cantavano le canzoni natalizie. Li osservai attentamente e capii che la vita \u00e8 bella se la passi con chi ti vuole bene. Mentre camminavo cadde una fragola dal mio piccolo vassoio e il cibo caduto attir\u00f2 l\u2019attenzione del solito cagnolino. Ne feci cadere altre e lui le mangi\u00f2 una per volta. Ad un certo punto inizi\u00f2 a nevicare e corsi a casa mia. Quando chiusi il portone sentii guaire. Accanto a me c\u2019era una coperta: la presi, uscii, presi in braccio il cagnolino e lo avvolsi nella coperta. Tremava tantissimo.<br>Appena arrivata gli feci una doccia. Quando lo asciugai usai il phon, sembrava una star.<br>Appena finita la sua doccia, misi una stufa vicino alla finestra rivolta verso di noi. Tenevo il cagnolino in braccio e insieme osservavamo la citt\u00e0, era addobbata in modo natalizio. Corsi subito a vedere il calendario: ormai era gi\u00e0 mezzanotte, era Natale! Tirai gi\u00f9: albero, palline, ghirlande.<br>Dopo un po\u2019 di fatica avevamo finito. Con la zampetta il cagnolino mi graffiava, abbassai lo sguardo: teneva in bocca la stella. Lo alzai e insieme la mettemmo. Andai a dormire e pensai: &#8211; Che nome posso dargli? MACCHIA! &#8211;<br>Il giorno dopo andai dal veterinario per sapere se era sano. Era tutto ok. Io dissi al veterinario: &#8211; Ormai sono giorni che lo vedo per strada e nessuno lo reclama! &#8211;<br>Il veterinario mi rispose: &#8211; Ma tu vorresti che facesse parte della tua vita? &#8211;<br>Senza esitare dissi: &#8211; S\u00ec! Ovviamente s\u00ec &#8211; Lui mi rispose: &#8211; Allora credo proprio che sia ufficialmente tuo &#8211;<br>Lo sapevo che era rischioso, ma volevo provarci.<br>Quando tornai pensai che era il Natale pi\u00f9 bello della mia vita.<br>Come si dice nei film \u201ce vissero tutti felici e contenti\u201d\u2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>A cura di Emma L.<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/scuole.portaleragazzi.it\/annoscolastico-2021-2022\/files\/emma-1.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/scuole.portaleragazzi.it\/annoscolastico-2021-2022\/files\/emma-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1852\" width=\"800\" srcset=\"https:\/\/scuole.portaleragazzi.it\/annoscolastico-2021-2022\/files\/emma-1.jpg 1024w, https:\/\/scuole.portaleragazzi.it\/annoscolastico-2021-2022\/files\/emma-1-300x197.jpg 300w, https:\/\/scuole.portaleragazzi.it\/annoscolastico-2021-2022\/files\/emma-1-768x503.jpg 768w\" 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