{"id":1597,"date":"2017-02-20T09:25:08","date_gmt":"2017-02-20T08:25:08","guid":{"rendered":"https:\/\/scuole.portaleragazzi.it\/rossini5a\/?p=1310"},"modified":"2019-01-21T09:22:34","modified_gmt":"2019-01-21T08:22:34","slug":"in-viaggio-alla-scoperta-degli-dei-dell-olimpo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/scuole.portaleragazzi.it\/anno-scolastico-2017-2018\/2017\/02\/20\/in-viaggio-alla-scoperta-degli-dei-dell-olimpo\/","title":{"rendered":"In viaggio alla scoperta degli dei dell&#8217; Olimpo"},"content":{"rendered":"<p><em>Prima tappa: Il Bargello<\/em><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong>Questo articolo vuole essere un invito a visitare uno dei tanti musei della nostra citt\u00e0. \u00c8 la sintesi della prima tappa prevista dal progetto \u201cIl Mitologico Mondo degli Dei\u201d, presentato dall\u2019<a href=\"http:\/\/www.artemidefirenze.com\/\">Associazione Culturale Artemide<\/a> all\u2019interno delle \u201cChiavi della citt\u00e0\u201d. La seconda tappa ci porter\u00e0 al giardino di Boboli, ma questa \u00e8 un\u2019altra storia&#8230;..<!--more--><\/p>\n<p>Il 19 gennaio 2017 siamo andati al museo del Bargello di Firenze. \u00c8 un palazzo molto grande che ospita tantissimi capolavori ma noi avevamo la nostra missione: dovevamo compiere la prima tappa del nostro viaggio alla scoperta degli dei dell\u2019Olimpo. Arrivati in via del Proconsolo siamo entrati al museo dove ci attendeva la nostra guida Lavinia che ci ha raccontato la storia del palazzo: nel 1200 a Firenze governavano i Podest\u00e0 che risiedevano nel Bargello, non dovevano essere fiorentini e rimanevano in carica solo 6 mesi. Successivamente, con l\u2019avvento dei Medici, il palazzo divenne la prigione al comando del capo della polizia, il Bargello, da cui il nome dell\u2019edificio. Le uniche tracce del passaggio dei Podest\u00e0 sono gli stemmi delle loro famiglie che ancora oggi campeggiano nella corte del palazzo. Nell\u2019Ottocento il Bargello venne trasformato nel museo che oggi conosciamo.<\/p>\n<p>Appena entrati nel cortile abbiamo incontrato Era, la moglie di Zeus. La grande statua ha un arco: sopra siede Era in compagnia di due pavoni (il suo attributo), sotto ci sono, Ade (Plutone), Cerere e sua figlia Proserpina.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 la loro storia:<\/p>\n<p><strong>PERCH\u00c9 I PAVONI HANNO \u201cGLI OCCHI\u201d SULLE PIUME<\/strong><\/p>\n<p>Era, molto gelosa, chiese a suo marito una prova d\u2019amore. Zeus trasform\u00f2 la bella Io in una pianta per dimostrare il suo amore. Era per\u00f2 non si fidava, cos\u00ec mise a guardia della pianta Argo, il suo amico gigante con 1000 occhi. Ma Zeus voleva vedere Io cos\u00ec chiese a Mercurio (il messaggero) di suonare la sua lira. Al melodioso suono dello strumento Argo si addorment\u00f2 e Zeus lo uccise. Era, disperata per la perdita del suo amico, decise di porre i suoi mille occhi sulle code dei pavoni.<\/p>\n<p><strong>PERCH\u00c9 ESISTONO LE STAGIONI<\/strong><\/p>\n<p>Cerere, dea dell\u2019agricoltura, aveva una figlia di nome Proserpina.Un giorno, mentre questa raccoglieva fiori, Ade la vide e si innamor\u00f2 perdutamente di lei, cos\u00ec la rap\u00ec per portarla nell\u2019oltretomba e farne sua moglie. Cerere aspettava il suo ritorno e quando cap\u00ec che non sarebbe pi\u00f9 tornata, and\u00f2 a cercarla ovunque. Il Sole ebbe piet\u00e0 di lei e le raccont\u00f2 tutto. Cerere chiese aiuto agli dei ma non ottenne risposta cos\u00ec abbandon\u00f2 il suo lavoro: i campi e la vegetazione tutta seccavano e gli uomini e gli animali morivano. A questo punto intervenne Zeus che ebbe piet\u00e0 degli uomini e mand\u00f2 Ermes da Ade con il messaggio di lascare libera Proserpina. Prima di lasciarla libera Ade le diede dei chicchi di melagrana magica: chi li avesse mangiati avrebbe avuto nostalgia e desiderio di tornare. Proserpina torn\u00f2 dalla madre Cerere, ma dopo poco tempo, avendo mangiato i chicchi, ebbe voglia di tornare da Ade. Cos\u00ec Zeus decise che Proserpina sarebbe stata parte dell\u2019anno con la madre e parte con il marito Ade. Nei mesi in cui stava con lei, Cerere era felice e queste sono le belle stagioni; nei mesi in cui Proserpina era lontana, la madre invece diventava triste, ed ecco spiegati l\u2019autunno e l\u2019inverno.<br \/>\n<strong>COME SONO NATI I DELFINI<\/strong><\/p>\n<p>Poi abbiamo incontrato Dioniso (Bacco) nella statua realizzata dal giovane Michelangelo. Bacco non viveva sull\u2019Olimpo, fino ad un episodio della sua vita: un giorno venne rapito dai pirati e legato all\u2019albero maestro della nave. Il dio del vino allora dimostr\u00f2 tutti i suoi poteri: trasform\u00f2 la corda che lo legava in tenero vitigno, lui stesso in un leone e riemp\u00ec la nave di vino facendola affondare. I pirati per salvarsi si buttarono in mare trasformandosi all\u2019istante in delfini. Ecco perch\u00e9 Bacco \u00e8 sempre raffigurato con tralci d\u2019uva, bicchiere di vino, pelle di leone e naturalmente il fido fauno per sorreggerlo quando beve troppo\u2026 E da quel giorno anch\u2019egli \u00e8 stato accolto sull\u2019Olimpo.<\/p>\n<p><strong>IL CADUCEO<\/strong><\/p>\n<p>Non lontano da Bacco, Ermes (Mercurio) ci osservava con le sue ali ai sandali e sull\u2019elmo\u2026. Il messaggero degli dei aveva la capacit\u00e0 di realizzare tutto ci\u00f2 che voleva. Un esempio della sua pervicacia \u00e8 l\u2019episodio del furto della mandria di buoi. Il nostro rub\u00f2 la mandria ad Apollo, dio della musica e del sole. Ermes sapeva che Apollo avrebbe sospettato di lui, sapeva anche quanto egli amasse la musica. Costru\u00ec allora uno strumento musicale: la lira e quando Apollo si present\u00f2 cercando di riavere le sue bestie, rimase incantato da quella musica celestiale. Ermes cap\u00ec allora che il suo scopo era stato raggiunto e propose lo scambio: la lira in cambio della mandria: Apollo accett\u00f2 entusiasta. Ermes aveva anche un\u2019altra dote: era capace di portare armonia ovunque. Un giorno and\u00f2 a fare una passeggiata in montagna e per aiutarsi a camminare port\u00f2 con s\u00e9 un bastone. Mentre camminava vide due serpenti che litigavano cos\u00ec mise fra loro il bastone. I serpenti smisero di litigare e rimasero per sempre sul bastone.<\/p>\n<p><strong>PERSEO, IL PIEDISTALLO E I CAPRICORNI<\/strong><br \/>\nIl viaggio prosegue e ci siamo fermati ad osservare due piccole statue quasi uguali: sono i bozzetti del Perseo che Benvenuto Cellini realizz\u00f2 prima di fare \u2018la bella\u2019 di piazza della Signoria che \u00e8 sostenuta da un bellissimo<\/p>\n<div id=\"attachment_1312\" style=\"width: 235px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/scuole.portaleragazzi.it\/anno-scolastico-2017-2018\/files\/800px-Firenze.Loggia.Perseus02.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1312\" class=\"size-medium wp-image-1312\" src=\"https:\/\/scuole.portaleragazzi.it\/rossini5a\/files\/800px-Firenze.Loggia.Perseus02-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-1312\" class=\"wp-caption-text\">La statua in bronzo rappresenta il Perseo che decapita Medusa<\/p><\/div>\n<p>piedistallo di marmo il cui originale \u00e8 proprio qui al Bargello e ci racconta la storia di Perseo: era un semidio, figlio di Zeus e Danae. Un giorno Atena, dea della guerra e della sapienza, diede al giovane il suo scudo riflettente, mentre Mercurio gli don\u00f2 il suo elmetto ed i suoi sandali alati. Cos\u00ec Perseo pot\u00e8 affrontare Medusa e i suoi serpenti pietrificanti e la decapit\u00f2\u2026<br \/>\nIl piedistallo raffigura Atena, Danae e Zeus ed \u00e8 sormontato da teste di capricorno: sono il simbolo di Cosimo primo de\u2019 Medici, perch\u00e9 proprio nel segno del capricorno a Firenze iniziava il suo governo. Se girando per le strade di Firenze incontrate qualche capricorno, questo \u00e8 il motivo.<\/p>\n<p><strong>ATTEONE: ATTENZIONE, VIETATO TUFFARSI<\/strong><br \/>\nLa nostra avventura prosegue davanti ad un piccolo, incantevole, bassorilievo in marmo che riproduce l\u2019attimo in cui il povero Atteone sta per diventare un cervo, condannato a vita ad essere inseguito dai suoi stessi cani. Il fatto \u00e8 che l\u2019ignaro giovane cacciatore decise di bagnarsi proprio nello stesso laghetto in cui stava facendo il bagno nuda la dea Artemide (Diana). Scandalo, sacrilegio\u2026 punizione! Artemide schizz\u00f2 con l\u2019acqua Atteone che inizi\u00f2 cos\u00ec la sua trasformazione.<\/p>\n<p><strong>GIACINTO: ATTENZIONE AL VENTO GELOSO<\/strong><br \/>\nMolto affranti per la triste sorte del povero Atteone, incontriamo un\u2019altra trasformazione scolpita da Cellini. La statua riproduce Apollo con il suo grande amico mortale Giacinto. I due trascorrevano molto tempo insieme, ma Giacinto era un umano e gli dei erano preoccupati che a causa sua Apollo potesse dimenticare i suoi impegni da dio. Fu cos\u00ec che un giorno, mentre giocavano al lancio del disco, il dio del vento Eolo fece quello che gli riusciva meglio: alz\u00f2 un grande vento che devi\u00f2 la traiettoria del pesante disco il quale fin\u00ec sul naso del malcapitato Giacinto. Alla vista di tutto quel sangue, Apollo decise di porre fine alle sue sofferenze, trasformandolo nel magnifico fiore.<br \/>\n<strong> NARCISO: ATTENZIONE ALLA VANIT\u00c0<\/strong><br \/>\nAncora scossi per la triste sorte di Giacinto, abbiamo volto lo sguardo verso un\u2019altra statua, ignari del fatto che racchiudesse altre due tragedie: quella della povera Eco e quella del vanitoso Narciso.<br \/>\nNarciso era molto bello ma anche molto vanitoso. Eco era una ninfa resa muta da Era, gelosa di lei. Un giorno Eco vide Narciso mentre camminava in un bosco e se ne innamor\u00f2 subito. Non potendogli parlare decise di seguirlo. Quando Narciso si accorse della sua presenza, Eco prov\u00f2 ad abbracciarlo, ma lui la respinse malamente. Gli dei, per punirlo, misero una pozza d\u2019acqua limpida davanti a lui. Narciso si specchi\u00f2 nella pozza e a causa della sua vanit\u00e0 si sporse troppo per guardarsi e cadde trasformandosi nel fiore. Ogni volta che in montagna chiamate Eco, potete sentire ancora i suoi infiniti lamenti di disperato amore per essere stata respinta.<\/p>\n<p><strong>GIASONE<\/strong><\/p>\n<p>La nostra prima tappa alla ricerca degli dei dell\u2019Olimpo stava terminando e avevamo assistito quasi solo a drammi e punizioni ma proprio prima di lasciare il Bargello ci siamo imbattuti in una grande statua: un giovane si erge in tutta la sua forza tenendo in mano una pelle di ariete dorata; ai suoi piedi giace un drago.<br \/>\nTroppo piccolo per governare, alla morte del padre prese il comando lo zio. Una volta grande, per poter governare doveva prendere il vello d\u2019oro: questo era il comando dello zio, il quale era convinto di poter continuare a governare perch\u00e8 Giasone non sarebbe riuscito nell\u2019impresa. Ma con l\u2019aiuto della maga Medea il nostro eroe, al comando dei 50 argonauti, prese il vello d\u2019oro e uccise il drago che lo custodiva. Cos\u00ec pot\u00e8 governare e sposare Medea.<br \/>\nLa prima tappa del nostro viaggio alla ricerca degli dei dell\u2019Olimpo termina qui. Ringraziamo Lavinia dell\u2019Associazione Culturale Artemide per averci fatto scoprire questo palazzo e i tesori in esso custoditi.<br \/>\nArrivederci alla prossima tappa del viaggio\u2026\u2026<\/p>\n<p><em>I bambini e le bambine della classi 5A e 5B della scuola Primaria Rossini di Firenze<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Prima tappa: Il Bargello \u00a0Questo articolo vuole essere un invito a visitare uno dei tanti musei della nostra citt\u00e0. \u00c8 la sintesi della prima tappa prevista dal progetto \u201cIl Mitologico 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