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Annalisa Scarrone

Annalisa è nata a Savona il 5 agosto del 1985,è una cantautrice italiana divenuta nota nel 2011 in seguito alla partecipazione del talent show Amici di Maria De Filippi classificandosi seconda alla Categoria canto vincendo il Premio della critica.

Annalisa quando aveva 6 anni inizia a fare parte di diversi cori e dopo pochi anni inizia a fare chitarra classica.

Il 4 marzo 2011 viene pubblicato il suo primo album solista,sotto etichetta Warner Music Italy, dal titolo Nali.
Il secondo album che ha fatto Annalisa si intitola “MENTRE TUTTO CAMBIA”.

A cura di Giulia e Asia

  

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Annalisa Scarrone

Attentato a Brindisi: “Morvillo Falcone”

Primo sospettato: Brindisi, 20 maggio 2012 . C’e’ un primo sospettato per l’esplosione di ieri mattina davanti alla scuola ”Morvillo Falcone” in cui ha perso la vita Melissa Bassi, 16 anni, e sono rimaste ferite altre 5 studentesse, tutte di Mesagne, che erano appena arrivate con l’autobus di linea. Si tratta di un ex militare, esperto di elettronica, che secondo quanto si apprende, e’ stato ripreso da una telecamera di videosorveglianza scovata dagli inquirenti. Il filmato lo ritrarrebbe mentre posiziona il cassonetto blu sotto il muretto della scuola in piena notte.

Dagli inquirenti non ci sono ne’ conferme ne’ smentite su questa pista ma e’ certo che si sta lavorando sulle immagini delle telecamere da cui sono giunti buoni spunti investigativi. Questa pista fa tralasciare quella mafiosa che gia’ ieri era stata ridimensionata notevolmente. La giornata di ieri e’ stata infatti tutta dedicata agli interrogatori di pregiudicati della zona mentre attualmente l’inchiesta appare ad uno snodo delicato. Alle 11 a Brindisi e’ prevista una conferenza stampa del procuratore della Dda di Lecce, Cataldo Motta.

Ecco la storia:
È successa una cosa terribile: hanno messo una bomba nel cassonetto della spazzatura davanti alla scuola “Morvillo Falcone”.
La bomba doveva scoppiare alle 7,55 ,ma invece è scoppita alle 7,45, se fosse scoppita all’orario stabilito sarebbero morti più studenti.Melissa Bassi è morta appena arrivata in ospedale, molte sue amiche sono in ospedale in particolare una sua amica lotta per sopravvivere di nome Veronica Capodieci.

BRINDISI – «Ho visto la morte in faccia, non voglio più andare a scuola».
Selena, 16 anni, di Mesagne, era la migliore amica di Melissa Bassi, la 16enne mortanell’esplosione: mentre esprime il suo stato di shock, ricoverata al secondo piano dell’ospedale Perrino di Brindisi, semisedata, non sa ancora che la sua compagna del cuore non c’è più. Selena e Melissa andavano in classe insieme, la seconda A dell’indirizzo servizi sociali e da grandi volevano fare le assistenti sociali.
Mafia o Terrorismo?
Secondo noi è stata la Mafia perchè hanno messo la bomba all’anniversario della morte di Giovanni Falcone e la sua moglie che combattevano contro la Mafia sono morti in macchina mentre erano in autostrada dove la Mafia ha fatto scoppiare guardacaso una bomba.

A cura di Clotilde, Claudia e Flavia

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Attentato a Brindisi: “Morvillo Falcone”

Il gioco dei piatti e delle Nazioni

Questo gioco, istruttivo e divertente, vi insegna a riconoscere città, culture, usi e costumi e a saper gustare i piatti tipici.

Ci siamo ispirate a questo gioco, per poter giocare con noi.
Sei capace di risolvere questo gioco?
È un gioco facile facile!!
Per poterlo risolvere, salva l’immagine e stampala subito!!
È proprio emozionante!!

Istruzioni:
Collega con una freccia il piatti alla nazione di provenienza:

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Il gioco dei piatti e delle Nazioni

Il gioco Shangai

Lo shangai è un gioco da tavolo cinese composto da tanti bastoncini colorati, tra cui uno , il più importante, è la regina a righe nere.
I bastoncini si suddividono in 5 gruppi associati ad una diversa colorazione e punteggio relativo.
Esempi di valori di bastoncini:
– bastoncino nero (regina) 50 punti;
– bastoncini blu 25 punti;
– bastoncini verdi 10 punti;

– bastoncini rossi 5 punti;
– bastoncini gialli 2 punti.

Come si gioca?

1)un giocatore afferra i bastoncini colorati e li stringe nella mano in modo che il pugno poggi sul tavolo ; mantenendo i bastoncini in posizione verticale aprendo la mano in modo che i bastoncini cadano sul tavolo . Se non sei soddisfatto del tuo lancio, prima di iniziare
il gioco , puoi ripetere il lancio.

2)Una volta che i bastoncini sono disposti sul tavolo prova a raccoglierli, uno a uno, facendo attenzione a non farli muovere.
Dopo che i primi bastoncini sono stati raccolti puoi usarli come leve per riuscire a prendere gli altri.

3) Se muovi il bastoncino mentre lo stai raccogliendo il turno passa al giocatore successivo .
Vince chi ottiene un punteggio maggiore di bastoncini.

A cura di Eva e Sofia

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Il gioco Shangai

La moda

Il 25 febbraio 1951 con la sfilata organizzata dal conte Giorgini a Firenze per un pubblico internazionale iniziava la storia della moda italiana.
Giorgini fa rinascere il mito della nobiltà che ora apre il suo palazzo alle sfilate, offre cioè un luogo mitico, ricco di storia alla presentazione delle collezioni. Spesso sono le stesse nobili a indossare gli abiti, e per ovvie ragioni: solo loro, principesse e blasonate, signore o signorine sanno, per educazione, tradizione e cultura, come portare gli abiti che finiscono per presentare negli spazi aulici delle loro case oppure nei musei, accanto a notissime sculture che sono l’immagine stessa del bello. Anche il cinema è influenzato dalla moda. Esemplare il caso del matrimonio di Linda Christian e Tyron Power nel ’49: a Roma viene scelto l’abito per la sposa. Tutto ciò contribuisce a creare il mito stereotipato finché si vuole, ma funzionale, del Paese del bello, dell’arte, dell’amore.

L’abito assume la funzione di talismano perché, come nelle antiche favole, è l’elemento magico che permette la trasformazione. Con gli anni ’60 tutto cambia: cambiano i ruoli e gli status sociali, sono gli anni della contestazione e di un nuovo rilancio industriale. Si capisce ormai che l’abito, magico strumento attraverso il quale ogni donna condivide e interpreta i miti del proprio tempo, dovrà essere visto come idea e progettazione. Nascono i modelli della confezione in serie, destinati a vestire elegantemente e a poco prezzo le donne di mezzo mondo. Si arriva così all’affermazione internazionale del made in Italy, con il trionfante prêt-à-porter degli anni Settanta e Ottanta quando polo di attrazione per la moda diventa Milano, fino alle nuove tendenze di questi ultimi anni legate alle avanguardie artistiche e ai diversi movimenti culturali del Novecento: dall’Alta Moda al prêt-à-porter, dalla minigonna ai blue-jeans, tra un continuo rinnovarsi e alternarsi di stili si attua l’evoluzione della moda. La moda in Italia è narrata come fiaba perché la sua funzione è profondamente diversa rispetto a Parigi oppure a Londra e a New-York. Per noi la moda è strumento di un riscatto sociale e, quindi, di un innalzamento di classe attraverso l’abito; altrove tutto questo non appare neppure pensabile: fuori dai nostri confini la moda è solo uno strumento per confermare uno status. La moda italiana è considerata una delle più importanti del mondo, insieme a quelle di Francia, Stati Uniti, Gran Bretagna e Giappone. La moda è sempre stata una parte importante della cultura italiana. I centri principali della moda italiana sono Milano, Roma (incluse tra le 30 capitali mondiali della moda) e, in minor misura, Firenze.

Nel 2009 Milano veniva considerata la capitale della moda, superando anche città come New York, Parigi, Roma e Londra. La maggior parte delle grandi firme della moda italiana, come Valentino, Gucci, Versace, Prada, Armani e Dolce & Gabbana (per citarne alcune) hanno sede a Milano. Sono presenti in città anche numerose boutique di case di moda internazionali, come Abercrombie & Fitch, Hennes & Mauritz e Ralph Lauren. Due volte all’anno, a Milano si tiene la settimana della moda, come accade anche a New York, Londra, Parigi, Tokyo e Los Angeles. L’area dove la moda milanese è maggiormente presente è il cosiddetto quadrilatero della moda, racchiuso tra le vie Monte Napoleone, Manzoni, della Spiga e Corso Venezia. Altri importanti canali dello shopping sono la Galleria Vittorio Emanuele II, Piazza Duomo, via Dante e corso Buenos Aires.

A cura di Melissa

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La moda

Lo Shangai

Lo Shangai (/ʃan’ɡai/) o Mikado è un antico gioco cinese di destrezza e di pazienza.

Si gioca su un tavolo ricoperto con un tappeto utilizzando 31 bastoncini colorati della lunghezza di 17 cm circa. I bastoncini sono divisi tipicamente in cinque gruppi, associati ad una diversa colorazione e punteggio relativo. Il numero dei bastocini associati a ciascun colore è variabile da versione a versione.

Ogni partita si svolge in un numero di turni stabilito dai giocatori all’inizio del gioco. Ogni giocatore, nel proprio turno, stringendo nel pugno i bastoncini, li lascia cadere a ventaglio da una posizione verticale. A questo punto li toglie dal gruppo ad uno ad uno cercando di non muovere gli altri. Il primo bastoncino va raccolto a mani nude, mentre per i successivi ci si potrà avvalere di quelli già raccolti come bacchetta. Ogni bastoncino preso fa guadagnare al giocatore il numero di punti ad esso corrispondente.
Se sbaglia o muove gli altri bastoncini il turno passerà a un altro giocatore che ripeterà le stesse operazioni. Vince chi colleziona più punti.

Esempi di valori e numero dei bastoncini:
n. 1 bastoncino nero 50 punti
n. 3 bastoncini blu 25 punti ciascuno
n. 5 bastoncini verdi 10 punti ciascuno
n. 7 bastoncini rossi 5 punti ciascuno
n. 15 bastoncini gialli 2 punti ciascuno

Versione Mikado-Spiel (in figura):
n. 1 bastoncino con spirale 20 punti
n. 5 bastoncini blu-rosso-blu 10 punti ciascuno
n. 5 bastoncini rosso-blu-rosso-blu-rosso 5 punti ciascuno
n. 10 bastoncini blu-giallo-rosso 3 punti ciascuno
n. 10 bastoncini blu-rosso 2 punti ciascuno

A cura di Sofia e Melissa

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Lo Shangai

Pino Rea

Pino Rea, 65 anni, coordinatore di Lsdi (Libertà di stampa, diritto all’ informazione). Cronista per l’Ansa e per vari quotidiani, fra cui Il Nuovo, la Repubblica, Paese Sera, Il Tirreno, Il Giorno. Ex Presidente dell’ Associazione stampa toscana e Consigliere nazionale della Fnsi.

Il 18 aprile Pino Rea è venuto da noi per spiegarci le cose fondamentali per comporre una notizia: il perché è molto famosa, come si compone
e etc. Dopo le sue spiegazioni ci ha consegnato delle schede in cui si vedeva com’era composta una notizia. Poi, visto che avevamo già capito la funzione della notizia, ci ha consegnato dei fogli staccati in cui dovevamo comporre noi lo scoop. Avevamo fatto un bel lavoro.
Per noi è stata una persona molto brava e che ci siamo divertiti tanto.
È anche una persona molto brava nel suo lavoro.

A cura di Emanuele, Sebastian e Riccardo.

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Pino Rea

Blue-Jeans

Chi non ha un paio di blue-jeans nell’armadio?
E’ un capo di abbigliamento che dagli anni cinquanta a oggi non smette di essere popolare in tutto il mondo, con moltissime versioni e modelli che naturalmente seguono la moda del momento.
Meno nota, invece, è la provenienza del tessuto con cui sono fatti i jeans: strano ma vero, l’origine del nome non è inglese o americana, bensì legata a una parola italiana.
Blue-jeans deriva infatti da “blue de genes”, cioè dal nome della città ligure di Genova.
Veniva usata una tela di fustagno blu, molto robusta e resistente alle intemperie, per confezionare i sacchi per le vele delle navi e per le coperture delle merci, oltre che per i pantaloni dei marinari. Anticamente, il tessuto era fatto con lino e cotone. La produzione del fustagno avveniva nella cittadina piemontese di Chieri. Dopo un po’ di tempo si iniziò il termine “jeans” per indicare un preciso modello di pantaloni. L’invenzione dei blue-jeans come li conosciamo si deve a Levi Strauss, un tedesco emigrato a San Francisco (U.S.A.), che ideò i famosi pantaloni con cinque tasche chiamandoli Levi’s pants. I jeans rimasero un capo di abbigliamento da lavoro fino a dopo la Seconda Guerra Mondiale, quando si trasformarono in indumenti per il tempo libero.
Anticamente il colore blu veniva ottenuto da una pianta conosciuta come Guado o Gualdo, oppure anche indaco. Oggi invece si usano coloranti chimici.
Il termine “denim” con cui spesso si indicano i jeans, deriva dalla città di Nîmes, in Francia, che a partire dal Settecento fece concorrenza a Chieri per la produzione della famosa tela blu di fustagno. Nel caso della città francese si diceva infatti che il tessuto fosse “de Nîmes”, che con il tempo si trasformò nella parola “denim”. Esistono jeans di ogni tipo: larghi, stretti, a vita alta, a vita bassa e a zampa di elefante…

A cura di Sofia

 

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Blue-Jeans

In ricordo di Paolo Borsellino

Paolo Borsellino era un magistrato italiano che lottò contro la mafia. Lui, aveva un unico obiettivo: sconfiggere la mafia ed incarcerare i boss. È considerato un eroe, insieme al suo amico e collega Giovanni Falcone. Paolo Borsellino e Giovanni Falcone fondarono un POOL ANTI-MAFIA (Un Pool anti-mafia era una squadra di magistrati che lottavano tutti in insieme contro la mafia) che funzionava molto perché molti boss sono stati arrestati. Nel 1992, dopo qualche settimana dall’assassionio del suo collega Giovanni Falcone, Paolo Borsellino è stato anche lui ucciso dalla mafia: era la domenica del 19 luglio, alle 17 del pomeriggio, dopo pranzo si era recato, insieme alla sua scorta in via d’Amelio, per andare a salutare la sua madre. In quella via improvvisamente una fiat contenente 100kg di tritolo esplose uccidendo lui e cinque agenti della sua scorta. In quel luogo ora un albero ricorda la strage. Paolo Borsellino avrebbe potuto vivere di più, visto che nel 1992 aveva solo 52 anni; pensiamo che non abbia potuto avere nella sua vita la soddisfazione di vedere i figli dei suoi figli come tante persone normali e sappiamo che ha vissuto con la minaccia quotidiana di morire. Ciononostante ha fatto tutto ciò che poteva per portare avanti il suo lavoro di indagine contro la mafia. Lo vogliamo ricordare in questi giorni, a distanza di vent’anni da questa tragedia.

A cura di N. e M.

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In ricordo di Paolo Borsellino

Sos per i giovani. Anoressia.

Abbiamo letto un libro dal titolo “Bella da morire” di Lesléa Newman, che ci ha interessato molto perché tratta di una nostra coetanea, Judi, una tredicenne con dei problemi seri: non si accetta per quello che è. Questa ragazza è piuttosto grassa e vorrebbe dimagrire per somigliare a Nancy, la più carina della scuola. Nancy le svela il segreto per diventare magri: infilarsi le dita in gola per avere dei conati di vomito. Quindi Judi, seguendo il suo consiglio, diventa sempre più magra. Alla fine del libro, Nancy viene ricoverata in ospedale, mentre Judi, per fortuna, si fa aiutare da una psicologa e risolve il suo problema arrivando ad accettarsi com’è. L’anoressia, perché di questo si tratta è un problema diffuso purtroppo e che colpisce soprattutto le ragazze della nostra età o più grandi. L’anoressia nervosa è di sicuro la sua manifestazione più grave. Questa malattia può produrre depressione e ansia: sembra che la lancetta della bilancia indichi sempre troppo, quando mangi un panino e hai paura di ingrassare ancora, ancora e ancora. Molte persone non distinguono la bulimia dalla anoressia, ma in realtà i due concetti sono differenti. Nell’anoressia nervosa il soggetto rimane sempre sottopeso, invece nella bulimia nervosa il peso rimane nella norma. Nell’anoressia nervosa la persona malata non cerca quasi mai aiuto, mentre nella bulimia è molto frequente che la persona chieda di essere aiutata. Nella bulimia l’incidenza è quasi esclusivamente femminile, a differenza che nell’anoressia che colpisce anche i maschi. Mentre nell’anoressia c’è uno stato di ansia, nella bulimia c’è l’intenzione di farsi male. L’anoressia è dovuta ad una distorsione dell’idea che si ha della propria immagine: quando una malata anoressica si guarda allo specchio, si vede molto più grassa di quello che è in realtà. Questa distorsione spesso deriva o viene alimentata, in una persona un po’ fragile, dalle prese in giro e delle critiche dei compagni. Quindi ci chiediamo se sia giusto che a causa di una presa in giro o un commento sgradevole, cioè per essere o no accettati dagli altri, si debba rischiare così tanto. Noi crediamo di No. Troviamo che tutto questo non sia giusto. Abbiamo compreso grazie a questo libro che l’anoressia non è solo una malattia, non è solo una cavolata che fanno le ragazze, ma è una cosa profonda che ha delle radici e delle motivazioni che vanno analizzate per trovare le soluzioni.

A cura di A. e S.

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Sos per i giovani. Anoressia.