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Quale racconto può svelarsi osservando con la fantasia un’opera d’arte?

Ecco le storie di Lisa, Edoardo e Alessandro ispirate all’opera “Viandante sul mare di nebbia” del pittore tedesco Caspar David Friedrich.

Jacob alla ricerca dell’isola misteriosa di Prekuca
Quel giorno Jacob stava a guardare l’orizzonte.
Cosa lo aveva condotto in quel luogo solitario? A cosa pensava? Quale stanchezza provava il suo corpo?
Nella cittadina di Keicity, era il 17 novembre 1872, il vento soffiava forte e c’era tanta nebbia.
Jacob, mentre stava rimettendo a posto la cantina, scoprì un forziere. Curioso, aprì subito lo scrigno e dentro trovò una mappa che sembrava di un tesoro, ma non era così: conduceva ad un’antichissima isola di nome Prekuca.
Ah! Non vi ho ancora presentato Jacob! Ha i capelli arancioni-biondi, gli occhi azzurri, naso a punta, bocca fine; è alto e magro e veste con camicia bianca, giacca nera, pantaloni neri e scarpe nere. Porta sempre con sé un bastone da passeggio che in realtà è un’arma per difendersi dai nemici.
Quella mappa lo incuriosiva così volle subito incamminarsi; preparò le provviste e partì.
Da casa sua cammina, cammina, arrivò in un’enorme prateria poi si fermò davanti a un lago. Non sapeva cosa fare per raggiungere l’altra sponda, quando gli venne un’idea: andare al molo e noleggiare una barca che non avrebbe restituito finché non avesse trovato l’isola. Raggiunta l’altra parte del lago trovò una palude. Con disgusto la attraversò e trovò una montagna. La scalò con fatica e arrivato in cima…
ecco siamo ritornati all’inizio, vi ricordate?
E la storia continua…
iniziò a guardare l’orizzonte con moltissimo stupore: era una montagna altissima che si affacciava su un mare di nebbia.
A un certo punto gli venne tanta fame così tirò fuori dal suo zaino un panino e se lo pappò tutto.
Finito di mangiare ricominciò il viaggio: scese la montagna e si ritrovò davanti una parete di roccia, riguardò bene la mappa e vide che la misteriosa isola di Prekuca era proprio lì, dov’era lui, quindi iniziò a tastare la parete e scoprì che una pietra si muoveva, perciò la spinse e si aprì un varco, lo attraversò e dentro ci trovò un ponte che portava a un altro muro con delle scritte e due torce.
Passò il ponte e tirò giù la torcia a destra convinto che aprisse un varco ma non era così. Tirò l’altra torcia e si aprì una porta che portava a un altro ponte che conduceva a un’isola.
Jacob era felicissimo perché finalmente aveva trovato la famosissima isola misteriosa!!
Gli abitanti del posto appena videro Jacob lo volevano attaccare ma lui li fermò dicendo loro che era venuto in pace. I Prekucati non erano del tutto convinti e Jacob capì subito il perché: avevano paura che lui dicesse al mondo della loro esistenza e che sarebbero diventati esemplari da zoo.
Jacob rassicurò i nuovi conoscenti e così loro lo invitarono a stare lì per un po’. Jacob accettò visto che era stanco morto.
A cura di Lisa

IL VIANDANTE SUL MARE DI NEBBIA
Mark è un uomo alto, con i capelli spettinati, le bretelle e il giaccone nero che mette sempre, vive in Inghilterra, in un quartiere di Londra. Ormai da molti anni la terra è diventata priva di vita, in seguito alla caduta di un enorme asteroide che portò quasi all’estinzione del genere umano, solo pochi esseri viventi sono sopravvissuti.
Mark si cerca da vivere, ma un giorno, mentre cerca come sempre del cibo o delle medicine in caso si facesse male, sente una finestra rompersi. Mark va lentamente a vedere cosa sta succedendo, apre la porta e vede una persona, pallidissima, che viene mangiata da un cane facendo versi strani e disumani. Mark, con gli occhi sgranati, non fa nessun rumore, un po’ per la paura, un po’ perché sa che facendo rumore quell’essere avrebbe potuto attaccarlo, allora, lentamente indietreggia. Ogni passo è sempre più lento, le mani tremano e il cuore batte forte, ma per sbaglio urta un tavolino e quel mostro si gira, pronto ad attaccare Mark che intanto ha già cominciato a correre a più non posso. Scappa fino ad arrivare sul campanile della chiesa principale, ma inciampa su un sasso e sbatte addosso alla campana, si sente come se il timpano stesse per esplodere, ma il peggio doveva ancora arrivare… infatti arrivano correndo dei mostri uguali a quello che aveva incontrato. Velocemente scende giù e scappa più veloce possibile, davanti a lui c’è lo stesso mostro di prima, allora inizia a urlare e scappare, va verso un laghetto, il mostro lo segue e lo sta per raggiungere. Continua a inseguirlo anche in acqua…
Mark si sente spacciato. All’improvviso però vede che a contatto con l’acqua quei mostri muoiono… c’è una speranza allora!
Torna verso il quartiere dove ci sono delle torri serbatoio enormi, entra su un trattore con la pala demolitrice e fa cascare tutte le torri serbatoio e così l’acqua esce, e tutti i mostri che si erano diretti verso Mark si sciolgono. Felice, continua la sua avventura.
Scala una montagna; una volta arrivato in cima, si ferma. Gli occhi osservano il panorama e la faccia mostra un sorriso.
A cura di Edoardo M.

Viandante sul mare di nebbia
Il quadro IL VIANDANTE SUL MARE DI NEBBIA, per me rappresenta un ricco uomo della fine del 1800, del nord Italia, di circa 40 anni, che alcuni anni prima è dovuto scappare dalla sua città a causa di una guerra.
Ora si trova in una nuova città e tutti gli abitanti lo chiamano “IL VIANDANTE”.
Si è creato una nuova realtà ed una nuova famiglia, ma pensa a tutto quello che ha dovuto lasciare: i suoi genitori, i suoi amici, l’amore della sua gioventù.
Quando ha voglia di riflettere sulla sua vita sale su un promontorio e scruta l’orizzonte per cercare il posto che ha lasciato, pensando che un giorno potrà ritrovare quello che ha perso.
Però la presenza della nebbia mi fa pensare che nel posto da cui proviene ancora non c’è pace e che dovrà aspettare a ritornare.
Penso a quando salirà sul promontorio e ci sarà il sole. A quel punto potrà vedere finalmente la sua città di origine e sperare di ritornare magari a vivere di nuovo lì.
A cura di Alessandro

 

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