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	<title>Gruppo Interclasse IV biennio - Scuola Città Pestalozzi</title>
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	<description>Redazione Web - Notizie On-line - Un progetto PortaleRagazzi.it</description>
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		<title>Storie di immigrati</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 13:11:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Interclasse ultimo biennio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Società e Cultura]]></category>

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		<description><![CDATA[La nostra classe (terza media) quest’anno ha lavorato ad un laboratorio di storia sull’emigrazione veneta in Brasile alla fine del 1800. Tra il 1800 e il 1900 milioni d’europei, sopratutto contadini e braccianti emigrarono in altri continenti con la speranza di cambiare le loro condizioni di vita. In Italia la situazione di vita era difficile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="lightbox" title="Partenza degli emigranti veneti" href="http://scuole.portaleragazzi.it/pestalozzi/files/emigranti_brasile1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-274" title="Partenza degli emigranti veneti" src="http://scuole.portaleragazzi.it/pestalozzi/files/emigranti_brasile1.jpg" alt="" width="400" height="327" /></a>La nostra classe (terza media) quest’anno ha lavorato ad un laboratorio di storia sull’emigrazione veneta in Brasile alla fine del 1800. Tra il 1800 e il 1900 milioni d’europei, sopratutto contadini e braccianti emigrarono in altri continenti con la speranza di cambiare le loro condizioni di vita. In Italia la situazione di vita era difficile per i contadini perché le terre erano in mano a pochi latifondisti ed essi erano costretti alla fame. Noi abbiamo esaminato dei documenti (lettere d’emigranti, articoli di giornali, documenti dell’archivio di stato) dai quali si capisce come il governo brasiliano, dopo l’abolizione della schiavitù, avendo bisogno di manodopera, avesse favorito l’immigrazione degli europei, illudendoli con facili guadagni e raccontando loro di terre molto fertili.</p>
<p>Già il viaggio però era molto avventuroso e la navigazione lunga e sofferta, tanto che molti emigranti soprattutto bambini morirono di fame e malattia durante il percorso. Una volta giunti in Brasile poi molti di loro si rendevano conto che la vita non era come quella promessa e solo alcuni di loro riuscirono a sistemarsi veramente. Una cosa importante era però che le terre che il governo brasiliano cedeva agli immigranti non erano disabitate perché vi abitavano già diverse popolazioni indigene come i Guaranì (che in seguito all’opera dei gesuiti nei secoli precedenti avevano accolto la civiltà europea e il cristianesimo). In Brasile v’erano anche popoli indigeni non ancora “occidentalizzati” che abitavano nelle foreste ed erano chiamati spregiativamente bugres o selvaggi. In particolare erano temuti gli Shokléng che erano chiamati anche botocudos perché avevano il labbro inferiore dilatato dal botoque che è un pezzo di legno che tenevano in bocca. Già prima dell’arrivo degli italiani, erano abituali le spedizioni armate contro i villaggi indios i quali, per mancanza di cibo e per aver subito razzie, assalivano le case e i campi dei coloni, rubando oggetti utili e soprattutto cibo.</p>
<p>Anche chi sosteneva la necessità di “sistemarli” ammetteva che queste popolazioni, compresi i temuti botocudos, uccidevano molto difficilmente e solo per vendetta. In ogni modo, nonostante ciò, i coloni uccidevano gli indios che si avvicinavano alle case. Il problema dell’emigrazione qui lo troviamo quindi collegato al problema della colonizzazione: di chi è la terra sulla quale viviamo? Quali sono i diritti di ciascun uomo?</p>
<p><em>A cura di Andrea</em></p>
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		<title>I PROBLEMI CON GLI IMMIGRATI</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 10:48:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Interclasse ultimo biennio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Società e Cultura]]></category>

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		<description><![CDATA[Nonostante si parli sempre più spesso di diritti umani e di uguaglianza tra gli uomini, viviamo sostanzialmente in un paese razzista che si deve confrontare con il gran numero di immigrati presenti (secondo i dati ISTAT del 2011 circa 4.570.317) . Gli stranieri che vivono nel nostro paese sono più uomini che donne e vivono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="lightbox" title="Mappamondo con una mano bianca e una mano nera appogiate sopra" href="http://scuole.portaleragazzi.it/pestalozzi/files/immigrazione-1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-267" src="http://scuole.portaleragazzi.it/pestalozzi/files/immigrazione-1.jpg" alt="" width="280" height="280" /></a>Nonostante si parli sempre più spesso di diritti umani e di uguaglianza tra gli uomini, viviamo sostanzialmente in un paese razzista che si deve confrontare con il gran numero di immigrati presenti (secondo i dati ISTAT del 2011 circa 4.570.317) .</p>
<p>Gli stranieri che vivono nel nostro paese sono più uomini che donne e vivono principalmente nel nord Italia.<br />
La maggior parte degli immigrati lavora come collaboratore domestico o come operaio e solo 11 stranieri su 100 possiedono una laurea.<br />
Sempre più spesso si sente parlare di aggressioni che riguardano gli immigrati, che vengono insultati o magari picchiati per il solo fatto di non essere italiani.</p>
<p>Proviamo ad immaginare cosa significa per una persona abbandonare il proprio paese, la propria casa e i propri familiari per trasferirsi in un paese straniero, magari per riuscire a mantenere una famiglia che altrimenti morirebbe di fame…</p>
<p>Cosa ne sappiamo noi della fatica che fanno queste persone, sia fisicamente, magari facendo più di un lavoro per cui vengono pagati pochissimo, che psicologicamente, stanno lontano dalle persone che amano.<br />
Forse dovremmo imparare ad avere un po’ più di rispetto per gli immigrati, che oltre ad essere persone esattamente come noi, probabilmente fanno il doppio della nostra fatica per vivere e assicurarsi un’esistenza dignitosa.<br />
Spesso infatti i datori di lavoro si approfittano della loro necessità di lavorare, per cui propongono loro orari di lavoro massacranti, con paghe ridotte, perché sanno che farebbero di tutto pur di ottenere un lavoro.<br />
La maggior parte delle volte, poi, gli immigrati sono assunti a “nero” e quindi senza nessuna garanzia contro il licenziamento, né assistenza in caso di malattia o infortuni.</p>
<p><a class="lightbox" title="Fotografia di una nave carica di clandestini " href="http://scuole.portaleragazzi.it/pestalozzi/files/immigrazione-2.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-268" src="http://scuole.portaleragazzi.it/pestalozzi/files/immigrazione-2.jpg" alt="" width="291" height="173" /></a>Con questo non voglio dire di essere favorevole a chi entra nel nostro paese clandestinamente, ma ci sono tantissime persone che vivono qui come extracomunitari regolari e che non vanno emarginate solo perché parlano una lingua diversa, hanno una diversa religione o un diverso colore di pelle.<br />
Credo che dovremmo sconfiggere i luoghi comuni secondo cui gli albanesi uccidono le persone, i rumeni spacciano la droga, i cinesi sfruttano la gente ecc&#8230;</p>
<p>Ci sono tantissimi italiani che commettono anche reati peggiori…<br />
Il fatto che la persona sia buona o cattiva non dipende dalla sua nazionalità!<br />
Immagino che per una persona che si trasferisce nel nostro paese non sia facile vivere bene perché magari lavora tutto il giorno e poi si deve sentire anche infamare o trattare male da qualche stupido ragazzino viziato che crede che comportarsi da razzista sia da “grandi”.<br />
Forse dovremmo imparare a metterci di più nei panni delle altre persone e forse in questo modo riusciremmo ad evitare discriminazioni inutili.</p>
<p><em>A cura di Asia e Alessia</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>13/12/2011 &#8211; Cosa è successo a Firenze?</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 10:21:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Interclasse ultimo biennio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>

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		<description><![CDATA[- Cosa è successo esattamente il 13 Dicembre 2011 a Firenze??? Il 13 Dicembre un uomo di nome Gianluca Casseri ha ucciso a colpi di pistola due senegalesi di nome Samb Modou e Diop Mor, e ne ha feriti altri tre. - Chi era Casseri?  Gianluca Casseri era ritenuto un fascista del “terzo millennio”, perché [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="lightbox" title="Fiori e candele in memoria dei ragazzi senegalesi" href="http://scuole.portaleragazzi.it/pestalozzi/files/piazza-dalmazia.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-259" src="http://scuole.portaleragazzi.it/pestalozzi/files/piazza-dalmazia.jpg" alt="" width="400" height="266" /></a>- <strong>Cosa è successo esattamente il 13 Dicembre 2011 a Firenze???</strong><br />
Il 13 Dicembre un uomo di nome Gianluca Casseri ha ucciso a colpi di pistola due senegalesi di nome Samb Modou e Diop Mor, e ne ha feriti altri tre.</p>
<p>- <strong>Chi era Casseri? </strong><br />
Gianluca Casseri era ritenuto un fascista del “terzo millennio”, perché è così che si autodefiniscono quelli di Casa Pound (un centro sociale di ispirazione fascista), aveva anche idee razziste e antisemite.</p>
<p>- <strong>Perché l’ha fatto?</strong><br />
Secondo noi l’ha fatto perché credeva che i senegalesi andassero uccisi, in quanto lui pensava che fossero una razza inferiore. E così lui e i suoi sostenitori dicono che ci sarebbero stati tre “infiltrati” in meno nella società italiana e che l’aria a Firenze sarebbe stata più pulita.</p>
<p>- <strong>In che cosa consiste l’essere neofascisti?</strong><br />
Il Neofascismo è l&#8217;insieme di quei movimenti politici che, dopo la seconda guerra mondiale, si sono auto-definiti, in maniera alquanto strumentale, eredi dei movimenti fascisti, acquisendo dopo la fine del conflitto una certa visibilità.</p>
<p>- <strong>Perché qualcuno ritiene un eroe Casseri?</strong><br />
Su internet, in alcuni siti, si è purtroppo diffuso il delirio razzista per Gianluca Casseri, definito un «eroe bianco», che meriterebbe «rispetto e onore» perché avrebbe avuto il coraggio di «fare pulizia di questa immondizia negra», come dicono i suoi sostenitori. L’opinione di questi ultimi deriva dal fatto che  i neofascisti, come i razzisti, pensano che siamo divisi in razze e che esistano razze superiori e razze inferiori. Perciò pensano che i “bianchi” siano una razza superiore e che abbiano il diritto di uccidere i “neri”, considerati da loro come immondizia.</p>
<p>- <strong>Quali sono state le reazioni della comunità senegalese?</strong><br />
Il rappresentante della comunità senegalese ha affermato che negli ultimi anni anche i politici purtroppo hanno incoraggiato un comportamento razzista e si sono permessi di insultare gli immigrati in televisione. Noi abbiamo fatto delle ricerche e abbiamo trovato dei video quasi scandalosi dove dei politici della lega  usavano termini fortemente dispregiativi, offensivi e accusatori contro islamici e persone di colore.</p>
<p>- <strong>Quali sono state le reazioni di Casa Pound?</strong><br />
Quelli di Casa Pound ufficialmente si sono dissociati dalle azioni di Casseri.</p>
<p>- <strong>Qual è stata la reazione della popolazione?</strong><br />
I cittadini di Firenze sono stati colpiti drammaticamente dal grave episodio e sono stati solidali coi senegalesi; infatti Sabato 17 Dicembre è stata fatta una manifestazione di protesta contro il razzismo, nella quale erano presenti migliaia di persone, tra cui moltissimi italiani.</p>
<p><em>A cura di Julia e Lorenzo</em></p>
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		<title>La storia Iqbal</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 11:50:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Interclasse ultimo biennio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema e Tv]]></category>

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		<description><![CDATA[In classe abbiamo visto un film: “La storia di Iqbal”. In questo film è raccontata la storia vera di un bambino che viene venduto dal padre ad un produttore di tappeti. Iqbal è costretto a lavorare in condizioni pietose, dalla mattina alla sera, con una paga molto bassa, senza poter alzarsi e senza poter mai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="lightbox" title="Iqbal - Locandina del film" href="http://scuole.portaleragazzi.it/pestalozzi/files/iqbal.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-256" style="margin: 5px;" title="Iqbal - Locandina del film" src="http://scuole.portaleragazzi.it/pestalozzi/files/iqbal.jpeg" alt="" width="500" height="375" /></a>In classe abbiamo visto un film: “La storia di Iqbal”. In questo film è raccontata la storia vera di un bambino che viene venduto dal padre ad un produttore di tappeti. Iqbal è costretto a lavorare in condizioni pietose, dalla mattina alla sera, con una paga molto bassa, senza poter alzarsi e senza poter mai giocare. Addirittura è legato al suo telaio con delle catene che solo il padrone può sciogliere. Non può vedere più i propri genitori che non sanno cosa lui stia veramente passando. Oltretutto viene ingannato sul suo lavoro: un giorno gli dicono di avere rovinato un tappeto quando non era vero, quel tappeto era perfetto e l’avrebbero venduto ad un prezzo molto alto.</p>
<p>Nelle fabbriche di tappeti sfruttano i bambini più piccoli perché hanno mani più adatte a fare nodi di dimensioni tali da aumentare il valore del manufatto.</p>
<p>Dopo una visita di un uomo (probabilmente un sindacalista) che è contro lo sfruttamento minorile, Iqbal si rende conto delle ingiustizie che subisce. Riesce a scappare più e più volte, ma ogni volta lo beccano e lo puniscono pesantemente, fino a che non si rivolge a quest’ uomo che lo salva e lo protegge. Il sindacalista insieme a Iqbal denuncia lo sfruttamento alla magistratura e quindi il giudice emette un’ordinanza per la liberazione dei bambini e la chiusura delle attività illecite. Poliziotti inizialmente corrotti e conniventi con i padroni, in seguito all’ordinanza devono arrestare i padroni o comunque intervenire. Questa lotta si allarga anche contro altri padroni di altre fabbriche. Dal film si capisce che il commercio indiano si basa sullo sfruttamento minorile e quindi i grandi politici indiani si arrabbiano e cercano di porre fine a questa rivolta, provando a uccidere Iqbal molte volte. Iqbal vince anche un premio annuale che veniva dato a un solo bambino in tutto il mondo, se faceva qualcosa di importante e giusto.</p>
<p>Iqbal alla fine viene comunque assassinato nel 1993 da chi era contro di lui. Però il suo nome e la sua faccia sono rimasti come simbolo dell’unione contro lo sfruttamento minorile in tutto il mondo.</p>
<p>In classe abbiamo parlato del film e ci sembra molto strano che nel 2011 ci siano ancora delle mostruosità contro chi non si sa difendere.</p>
<p><em>A cura di Arianna e Tommaso</em><strong><em> </em></strong></p>
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		<title>Ragazze nelle piantagioni di cotone indiane</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Nov 2011 13:11:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Interclasse ultimo biennio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Società e Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[società e cultura]]></category>

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		<description><![CDATA[In India, per la precisione in Andhra Pradesh ovvero nel sud dell’India, si sono rivelati casi di sfruttamento minorile. Nella maggior parte dei casi sono state sfruttate ragazze tra i 6 e i 14 anni. Questo perché le ragazze sono la principale mano d’opera. Si stima che circa 450mila ragazze sono sfruttate in piantagioni di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="lightbox" title="Carta geografica dell'India - Zona delle piantagioni" href="http://scuole.portaleragazzi.it/pestalozzi/files/india-cartina-zona-piantagioni.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-224" title="Carta geografica dell'India - Zona delle piantagioni" src="http://scuole.portaleragazzi.it/pestalozzi/files/india-cartina-zona-piantagioni.jpg" alt="" width="469" height="433" /></a>In India, per la precisione in Andhra Pradesh ovvero nel sud dell’India, si sono rivelati casi di sfruttamento minorile.</p>
<p>Nella maggior parte dei casi sono state sfruttate ragazze tra i 6 e i 14 anni. Questo perché le ragazze sono la principale mano d’opera.</p>
<p>Si stima che circa 450mila ragazze sono sfruttate in piantagioni di cotone e almeno 250mila nella località citata prima. Si dice che gli stati che sfruttano i minori, se non lo facessero, avrebbero un economia in ginocchio.</p>
<p>Le ragazze, che vengono impiegate nella maggior parte delle operazioni di produzione, lavorano duramente, vengono pagate molto poco, vengono private dell&#8217;istruzione, e restano esposte per lunghi periodi a prodotti chimici per l’agricoltura pericolosi per la salute.</p>
<p><em>A cura di: Daniela e Adriano di III media </em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>SFRUTTAMENTO DEI BAMBINI NEL LAVORO</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Nov 2011 14:25:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Interclasse ultimo biennio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Società e Cultura]]></category>

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		<description><![CDATA[Più di 150 milioni i bambini nel mondo vivono in condizioni di lavoro forzato e massacrante. Agli inizi degli anni ’80 la stima dei bambini sfruttati nel lavoro nel mondo era di 5 milioni. Non sappiamo se l’aumento di questa cifra sia dovuto ad un effettivo aumento della diffusione del fenomeno oppure alla maggiore informazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="lightbox" title="bambino nike" href="http://scuole.portaleragazzi.it/pestalozzi/files/bambino-nike.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-192" title="bambino nike" src="http://scuole.portaleragazzi.it/pestalozzi/files/bambino-nike.jpg" alt="" width="384" height="308" /></a>Più di <strong>150 milioni i bambini</strong> nel mondo vivono in condizioni di <strong>lavoro forzato</strong> e massacrante. Agli inizi degli anni ’80 la stima dei bambini sfruttati nel lavoro nel mondo era di 5 milioni. Non sappiamo se l’aumento di questa cifra sia dovuto ad un effettivo aumento della diffusione del fenomeno oppure alla maggiore informazione dovuta in quanto il fenomeno è venuto maggiormente alla luce in tutta la sua grandezza. Forse sono avvenute entrambe le cose.</p>
<p>Molti di questi bambini svolgono lavori pericolosi e a rischio della vita,<strong> in condizioni igieniche poco sane e con scarso nutrimento</strong>.</p>
<p>Alcuni di questi sono <strong>vittime</strong> delle peggiori forme di sfruttamento: lavoro forzato (pesante), prostituzione, <strong>violenza fisica</strong>, deperimento fisico, compromissione della salute e mancanza di cure adeguate.</p>
<p>In media questi bambini lavorano dalle 12 alle 14 ore al giorno.</p>
<p>Lo sfruttamento dei minori è concentrato in <strong>Africa</strong>, <strong>Asia</strong> (India), <strong>America Latina</strong>.</p>
<p>Purtroppo questo fenomeno è presente anche in Italia, dove, oltre 145.000 ragazzi e ragazze sotto i 15 anni, sono impegnati in attività lavorative nonostante il lavoro minorile sia vietato dalla legge 977 del 1967. Di questi ragazzi circa 35.000 sono decisamente sfruttati.</p>
<p>Nel mondo ci sono due tipi di lavoro affidato ai bambini:</p>
<ul>
<li>Agricolo: nelle piantagioni e raccolta di frutti.</li>
<li>Urbano: nelle fabbriche.</li>
<li>Lavoro domestico e familiare (soprattutto per le bambine)</li>
<li>Sfruttamento sessuale</li>
<li>Lavoro di strada (lavavetri, scarpe)</li>
<li>Lavori illeciti (come lo spaccio di droga e il trasporto di armi ed esplosivi).</li>
</ul>
<p>Ovviamente la maggior parte di questi bambini non sono mai andati a scuola e quindi sono restati <strong>analfabeti </strong>oltre al fatto che la loro salute in certi casi è fortemente compromessa (mancanza di uno sviluppo regolare, malattie professionali, es. rachitismo e malattie dell’apparato respiratorio)</p>
<p>In molti posti dei paesi del <strong>Terzo Mondo</strong> i bambini sono costretti a rimanere in fabbriche-carceri vari mesi prima di poter rivedere i propri genitori (nuova forma di schiavitù).</p>
<p>Le aree principalmente interessate dal lavoro minorile sono i <strong>paesi in via di sviluppo</strong>.</p>
<p>Facciamo un esempio di come funziona: in una fabbrica del Brasile vengono prodotte delle scarpe che vengono comprate da una<strong> Multinazionale </strong>a una cifra pari a 13 euro l’una. La multinazionale le rivende nei negozi ad una cifra pari a 120 euro. Il bambino operaio, che fabbrica quelle scarpe, viene pagato solo 20 centesimi l’ora e se volesse comprarsi un paio di quelle scarpe che egli stesso fabbrica, dovrebbe lavorare per 7 settimane (<strong>sottopagato</strong>).</p>
<p>Molti ragazzi vengono usati da imprenditori senza scrupoli per produrre articoli che noi stessi usiamo per il tempo libero e per lo sport: scarpe, palloni, abbigliamento con famosi marchi sportivi che in nome della <strong>globalizzazione </strong>sono prodotti dove il lavoro costa poco o pochissimo e non ci sono diritti civili e sociali da rispettare.</p>
<p>In Russia i bambini vengono anche rapiti per essere sottoposti al lavoro.</p>
<p>In alcuni paesi dell’Africa c’è addirittura il fenomeno del bambino-soldato: i bambini vengono arruolati per combattere!</p>
<p>Lo sfruttamento dei minori entra anche nel campo dello spettacolo e della pubblicità, con la strumentalizzazione della loro immagine.</p>
<p>L’<strong>UNICEF</strong> (Fondo delle nazioni unite per l’infanzia) si occupa di questa situazione e la denuncia. E’ stato istituita una giornata mondiale contro lo sfruttamento minorile nel mondo, il 12 giugno.</p>
<p><em>A cura di: Testo collettivo III media</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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