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	<title>Redazione Classe Seconda B - Scuola Paolo Uccello</title>
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		<title>Gita a Palazzo Davanzati</title>
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		<pubDate>Fri, 07 May 2010 16:12:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Classe Seconda B</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>

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		<description><![CDATA[Sabato 27 marzo, insieme alla classe 2^D, siamo andati al Palazzo Davanzati. Per arrivarci abbiamo attraversato quasi tutto il centro storico di Firenze. Appena entrati ci hanno dato un biglietto (gratuito) per entrare al primo piano. Purtroppo non abbiamo potuto visitare gli altri piani perché bisognava salire a gruppetti con la guida e anche perché [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-60" title="firenze-palazzo-davanzati" src="http://scuole.portaleragazzi.it/paolouccello-2b/files/firenze-palazzo-davanzati.gif" alt="firenze-palazzo-davanzati" width="224" height="300" />Sabato 27 marzo, insieme alla classe 2^D, siamo andati al Palazzo Davanzati. Per arrivarci abbiamo attraversato quasi tutto il centro storico di Firenze. Appena entrati ci hanno dato un biglietto (gratuito) per entrare al primo piano. Purtroppo non abbiamo potuto visitare gli altri piani perché bisognava salire a gruppetti con la guida e anche perché questo palazzo ha i suoi anni e sopra è tutto in legno. La prima stanza che abbiamo visitato è il salotto,  dove c’erano semplicemente dei mobili, un tavolo, delle sedie e un pozzo dove si poteva prendere l’acqua: questo era possibile con un secchio. Abbiamo visto la camera da letto, che comprendeva un letto matrimoniale, in cui per riscaldarsi ci mettevano il carbone caldo, e una culla in cui ci dormiva il bambino piccolino. Questa camera comprendeva anche un’altra stanzina dove c’è il bagno, formato da una vasca, che era una specie di catinella, e da due  vasi. La stanza che usavano per mangiare si chiama la sala dei pappagalli, perché i muri sono decorati con dei pappagallini; esposti in delle vetrine ci sono i piatti e le pentole. Nella stanza c’è anche un camino e per accendere il fuoco c’ è un  mantice molto grande, posizionato lì vicino. La cucina, che non abbiamo potuto visitare, è all’ultimo piano e questo per due motivi: il primo è per non mandare gli odori in altre stanze, il secondo è perché se qualcosa prendeva fuoco si bruciava solo la cucina. Per salire al primo piano, le scale, sono fatte di pietra, mentre quelle che seguono son fatte di legno perché se arrivavano i nemici davano fuoco ad esse in modo da non venir catturati. Per finire bene la gita siamo andati a mangiare un buon gelato da “Perché no&#8230;?”!!!</p>
<p>E’ stata una gita molto bella ma soprattutto interessante e istruttiva..</p>
<p><em>a cura di Asia e Alessia</em></p>
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		<title>Orienteering…</title>
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		<pubDate>Fri, 07 May 2010 16:08:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Classe Seconda B</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>

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		<description><![CDATA[Giovedì 8 aprile ci siamo recati al parco delle Cascine per una gara di orienteering, cioè una sfida a tempo in cui si devono cercare delle lanterne seguendo una mappa.
Quando siamo arrivati abbiamo posato gli zaini e ci siamo diretti alla partenza. Ognuno aveva un pettorale numerato attaccato alla maglia e un foglietto che bisognava [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-57" title="Parco delle Cascine" src="http://scuole.portaleragazzi.it/paolouccello-2b/files/Parco-delle-Cascine.gif" alt="Parco delle Cascine" width="400" height="300" />Giovedì 8 aprile ci siamo recati al parco delle Cascine per una gara di orienteering, cioè una sfida a tempo in cui si devono cercare delle lanterne seguendo una mappa.</p>
<p>Quando siamo arrivati abbiamo posato gli zaini e ci siamo diretti alla partenza. Ognuno aveva un pettorale numerato attaccato alla maglia e un foglietto che bisognava bucare con dei timbri dove si trovavano le lanterne. Prima di dare il via alla gara ci avevano divisi, maschi da una parte e femmine dall’ altra, perché dovevamo partire due alla volta. Alla partenza ci hanno dato una mappa dove era segnato il punto in cui si trovavano le lanterne. Le partenze erano scaglionate ogni minuto, ma l&#8217;intervallo era poco, infatti molti (come è accaduto a noi due) si sono ritrovati ad alcune lanterne e hanno finito il percorso insieme. I primi tre classificati, sia nella classifica dei maschi sia in quella delle femmine, possono fare gare le provinciali, ma le classifiche ancora non le conosciamo, chissà come è andata !!</p>
<p><em>Seconda B</em></p>
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		<title>Minerali superstar !!</title>
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		<pubDate>Fri, 07 May 2010 16:01:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Classe Seconda B</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>

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		<description><![CDATA[Venerdì 19 marzo siamo andati al Museo di Mineralogia, dove i minerali sono quasi tutti naturali!
Appena entrati due ragazze ci hanno mostrato due quarzi abbastanza grossi, di cui uno era l’Ametista viola e l’altro era il Fumè,  che non si riscalda mai ma rimane sempre ghiaccio, il suo colore era giallognolo. Sono gli unici minerali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Venerdì 19 marzo siamo andati al Museo di Mineralogia, dove i minerali sono quasi tutti naturali!</p>
<p>Appena entrati due ragazze ci hanno mostrato due quarzi abbastanza grossi, di cui uno era l’Ametista viola e l’altro era il Fumè,  che non si riscalda mai ma rimane sempre ghiaccio, il suo colore era giallognolo. Sono gli unici minerali in tutto il museo che si possono toccare, infatti non erano chiusi dentro una vetrina come gli altri.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-51" title="minerali" src="http://scuole.portaleragazzi.it/paolouccello-2b/files/minerali.gif" alt="minerali" width="400" height="266" />Nella stessa stanza, in delle vetrine, ci sono alcuni minerali provenienti dal Brasile e altri dall’Isola d’ Elba, come l’ elbaite, o minerali di ferro come: limonite, ghetite, pirite, magnetite (pietra magnetica). In un’ altra vetrina si vedeva la I classe di minerali che è composta dagli elementi nativi che sono: rame, oro, diamante, argento, platino, antimonio, bismuto, arsenico, zolfo, pirrotina. La II classe invece è composta dai minerali solfuri.</p>
<p>Passati alla seconda stanza del museo ci hanno mostrato la vetrina dedicata ai meteoriti: essi sono composti da silicati e si possono studiare con il microscopio quando sono molto sottili.</p>
<p>Una delle ragazze ci ha spiegato la differenza tra roccia e minerale, a cui è dedicata una vetrina; la roccia è composta da più minerali, mentre i minerali sono formati dagli atomi e non hanno una forma specifica.</p>
<p>Le rocce si dividono in tre categorie:</p>
<p>- rocce magmatiche;</p>
<p>- rocce sedimentarie;</p>
<p>- rocce metamorfiche.</p>
<p>Le <strong>rocce magmatiche</strong> si formano con la solidificazione del magma (lava), costituiscono il 95% della crosta terrestre e sono molto sottili.</p>
<p>Le<strong> rocce sedimentarie</strong> sono formate dall’accumulo di sedimenti di varia origine derivanti in gran parte dall’erosione di rocce preesistenti depositate sulla superficie terrestre.</p>
<p>Le<strong> rocce metamorfiche</strong> hanno subito modificazioni nella composizione mineralogica in seguito a cambiamenti di temperatura e pressione, un esempio di roccia metamorfica è la lavagna.</p>
<p>Delle tante vetrine che c’ erano ce ne sono piaciute due.</p>
<p>La prima è contenuta in una stanza al buio, dove si proietta una luce ultravioletta che illumina i minerali lì presenti e se contengono delle particolari sostanze assumono un colore diverso, per esempio il gesso diventa arancione. Questo fenomeno si chiama fluorescenza con la luce ultravioletta.</p>
<p>L’ altra vetrina  è quella dove c’erano le pietre preziose levigate e, anche se non del tutto naturali, erano le  più belle di tutto il museo.</p>
<p>Questa uscita ci è piaciuta molto, è stata molto educativa e allo stesso tempo divertente, anche perché dopo che le due ragazze ci hanno mostrato tutte le vetrine, abbiamo compilato delle schede per capire se sappiamo riconoscere i minerali che ci sono nel museo. Abbiamo anche comprato dei souvenir, per ricordarci di questa gita fantastica.</p>
<p style="text-align: left"><em>A cura di Alessia,  Asia, Viola e Samuele</em></p>
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		<title>British Institute</title>
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		<pubDate>Fri, 07 May 2010 15:55:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Classe Seconda B</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>

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		<description><![CDATA[Giovedi 18 marzo siamo andati, insieme alla professoressa Villani ed alla professoressa Nannelli, all&#8217;istituto regionale inglese “British Institute”. Durante il viaggio abbiamo un po&#8217; passeggiato per le vie di Firenze. Arrivati alla biblioteca inglese ci hanno fatto entrare ed abbiamo incontrato i responsabili che ci hanno illustrato e spiegato la storia della biblioteca: un signore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-53" title="boblioteca" src="http://scuole.portaleragazzi.it/paolouccello-2b/files/boblioteca.gif" alt="boblioteca" width="400" height="229" />Giovedi 18 marzo siamo andati, insieme alla professoressa Villani ed alla professoressa Nannelli, all&#8217;istituto regionale inglese “British Institute”. Durante il viaggio abbiamo un po&#8217; passeggiato per le vie di Firenze. Arrivati alla biblioteca inglese ci hanno fatto entrare ed abbiamo incontrato i responsabili che ci hanno illustrato e spiegato la storia della biblioteca: un signore ce l&#8217;ha spiegata in inglese mentre una ragazza traduceva in italiano. Poi ci hanno diviso in due gruppi:la ragazza ha fatto vedere al primo gruppo come cercare un libro al computer tra quelli della biblioteca; il signore ha fatto vedere all&#8217;altro gruppo dei libri molto antichi ed uno non potevamo nemmeno fotografarlo per la paura di sciuparlo. Dopo di che, passando da una stanza a l’altra, ci hanno mostrato una foto del principe Carlo con la sua ex moglie Dyana, che spesso venivano a visitare questo istituto.</p>
<p><em>Seconda B</em></p>
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		<title>Il logo della classe</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Mar 2010 19:51:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Classe Seconda B</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>

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		<description><![CDATA[Il nostro professore di italiano ci ha incaricato di trovare e inventare dei loghi che potrebbero rappresentare la nostra scuola, la Paolo Uccello. Questo lavoro lo abbiamo svolto durante l&#8217;ora di artistica con la professoressa Morana. Ogni alunno ha creato un logo divertente e dopo averli colorati abbiamo scelto i più belli e alla fine [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-8" title="Logo Classe Seconda B" src="http://scuole.portaleragazzi.it/paolouccello-2b/files/2B-paolouccello_logo_classe.gif" alt="Logo Classe Seconda B" width="264" height="264" />Il nostro professore di italiano ci ha incaricato di trovare e inventare dei loghi che potrebbero rappresentare la nostra scuola, la Paolo Uccello. Questo lavoro lo abbiamo svolto durante l&#8217;ora di artistica con la professoressa Morana. Ogni alunno ha creato un logo divertente e dopo averli colorati abbiamo scelto i più belli e alla fine il migliore è stato quello del nostro compagno Mirko, è stato addirittura votato da 15 persone, che lo hanno apprezzato molto. Questo disegno è stato quindi pubblicato sul nostro giornalino web, su PortaleRagazzi.<br />
Qui di seguito vi presentiamo la galleria di tutti gli altri nostri lavori. Per vederli basta cliccare <a href="http://www.flickr.com/photos/portaleragazzi/sets/72157623910244877/show/" target="_blank"><strong>qui</strong></a>, speriamo vi piacciano quanto a noi è piaciuto realizzarli&#8230;<br />
<em>A cura di Caterina, Viola e Denise</em></p>
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		<title>Il villaggio dei diritti</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 17:18:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Classe Seconda B</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>

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		<description><![CDATA[Giovedì 13 gennaio abbiamo incontrato Caterina, l&#8217;educatrice del percorso &#8220;IL VILLAGGIO DEI DIRITTI&#8221;, che ci ha fatto riflettere sulle parole &#8220;razzismo”, “discriminazione&#8221; e “xenofobia”.
Per prima cosa abbiamo realizzato un cartellone su cui abbiamo scritto queste parole, poi abbiamo fatto un elenco delle prime cose che ci venivano in mente osservandole: diversità, razza e enere, preconcetto, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-36" title="Tazzine" src="http://scuole.portaleragazzi.it/paolouccello-2b/files/tazzine.gif" alt="Tazzine" width="400" height="232" />Giovedì 13 gennaio abbiamo incontrato Caterina, l&#8217;educatrice del percorso &#8220;IL VILLAGGIO DEI DIRITTI&#8221;, che ci ha fatto riflettere sulle parole &#8220;razzismo”, “discriminazione&#8221; e “xenofobia”.<br />
Per prima cosa abbiamo realizzato un cartellone su cui abbiamo scritto queste parole, poi abbiamo fatto un elenco delle prime cose che ci venivano in mente osservandole: diversità, razza e enere, preconcetto, pregiudizio e tante altre.<br />
Abbiamo riflettuto a lungo sui significati di queste parole, parlando dell&#8217;Italia degli anni passati comandata dal fascismo, un partito politico che sottometteva le altre etnie affermando di essere di razza superiore.<br />
Abbiamo riflettuto sul fatto di come possano prendere il sopravvento i sentimenti di pregiudizio e preconcetto. Ormai da millenni si combatte per difendere “l&#8217;uguaglianza” ma purtroppo esistono ancora tante persone ottuse che discriminano ciò che è diverso.<br />
La parola “xenofobia” significa “paura del diverso” e infatti la discriminazione (ovvero un trattamento non uguale per tutti gli individui) è solo la paura di conoscere gente, culture, religioni nuove che potrebbero cambiare le nostre abitudini, perciò anche se questo non è sempre così, tendiamo ad escludere persone che secondo noi “non vanno bene”. Alcuni non lo dimostrano, ma TUTTE le persone hanno un ricorrente pregiudizio: tutti gli immigrati o comunque le persone che non sono davvero appartenenti al proprio paese, magari con pelle più scura, con modi di ATTEGGIARSI diversi, il più delle volte sono considerate ladri e delinquenti. Questa purtroppo è una conferma di quanto la gente non sappia riflettere sul valore di ciascun individuo a prescindere dalla sua origine. Chiudendoci nella nostra società, perdiamo la possibilità di arricchirci con culture diverse e quindi limitiamo i nostri orizzonti.<br />
<em>A cura di Noemi, Filippo, Caterina e Lorenzo</em></p>
<div id="attachment_35" class="wp-caption alignleft" style="width: 410px"><img class="size-full wp-image-35" title="Nelson Mandela" src="http://scuole.portaleragazzi.it/paolouccello-2b/files/nelson-mandela.gif" alt="Nelson Mandela" width="400" height="267" /><p class="wp-caption-text">Nelson Mandela</p></div>
<p>Nel secondo incontro del “Villaggio dei Diritti”, abbiamo parlato del GIORNO DELLA MEMORIA: cioè la liberazione degli ebrei, rinchiusi dai Tedeschi e liberati dai Sovietici, nel campo di concentramento di Auschwitz avvenuta il 27 gennaio 1945. Ci fu un vero e proprio sterminio del popolo ebraico, ci sono anche molti film che ritraggono la vita e le sofferenze in quei momenti tragici, come “La vita è bella”, “Schindler’s list” e “Anna Frank”.<br />
Oltre a questo abbiamo anche visto una foto, ne abbiamo discusso e l’abbiamo descritta. Nessuno sapeva chi raffigurasse, qualcuno diceva che fosse Pelè da piccolo (un calciatore), altri che fosse Obama, il presidente degli Stati Uniti. Al personaggio raffigurato abbiamo attribuito anche degli aggettivi che lo caratterizzavano, tra cui ricco, solo, arrabbiato, invidioso, serio, annoiato, ma l’unica cosa certa è che era “NERO”. Dopo tante parole e aggettivi che ritraevano quest’uomo non avevamo proprio la minima idea di chi fosse. Caterina, l’incaricata del Villaggio Dei Diritti, ci ha detto allora che era Nelson Mandela, nato il 18 luglio 1918. Nelson Mandela è il nome che gli fu dato dai missionari di una scuola elementare, il suo vero nome è però Rolihlahla Dalibhunga. Per aver difeso i diritti dei neri contro il razzismo, l&#8217;apartheid è stato in carcere per ben ventisette anni, rinchiuso ingiustamente, “colpevole” solo di aver portato giustizia in un paese dove non c’era.<br />
E’ stato uno dei leader del movimento anti-apartheid, un personaggio importante nella storia dell’umanità che si è battuto per i diritti di tutti i “Neri” ed è stato anche il primo Presidente di colore del Sudafrica. E’ un leader che professava la pace e per questo ha meritato il Premio Nobel. Dopo aver abbandonato la carica di presidente nel 1999 ha continuato il suo impegno a sostegno delle organizzazioni per i diritti sociali, civili ed umani.<br />
Il gruppo musicale “special AKA” gli ha dedicato una canzone “Free Nelson Mandela.<br />
Qui a Firenze un palazzetto dello sport, il “Nelson Mandela Forum”.<br />
Alla prossima puntata del Villaggio Dei Diritti.<br />
<em>A cura di Alessia, Asia, Viola e Leonardo</em></p>
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		<title>Il bambino con il pigiama a righe</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 17:14:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Classe Seconda B</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensione]]></category>

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		<description><![CDATA[Durante le vacanze natalizie abbiamo letto un libro che narra una bellissima storia veramente accaduta nel periodo nazista&#8230; E adesso vi racconteremo quello che è accaduto a Bruno.
Bruno è un bambino di nove anni che vive a Berlino con la sua famiglia. Improvvisamente la famiglia si trasferisce ad Auschwitz per il nuovo incarico del padre, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_30" class="wp-caption alignleft" style="width: 241px"><img class="size-full wp-image-30" title="Il bambino con il pigiama a righe" src="http://scuole.portaleragazzi.it/paolouccello-2b/files/il-bambino-con-il-pigiama-a-righe.gif" alt="La copertina del libro" width="231" height="355" /><p class="wp-caption-text">La copertina del libro</p></div>
<p>Durante le vacanze natalizie abbiamo letto un libro che narra una bellissima storia veramente accaduta nel periodo nazista&#8230; E adesso vi racconteremo quello che è accaduto a Bruno.<br />
Bruno è un bambino di nove anni che vive a Berlino con la sua famiglia. Improvvisamente la famiglia si trasferisce ad Auschwitz per il nuovo incarico del padre, che deve comandare il locale campo di concentramento.<br />
Vicino alla nuova abitazione c&#8217;è un immenso campo recintato con il filo spinato. Bruno non capiva a cosa servisse quel recinto e così decise di andare a vedere da vicino quel campo senza dirlo a nessuno. All&#8217;interno del recinto c&#8217;era un bambino di nome Shmuel che aveva anche lui nove anni ed aveva un pigiama a righe.<br />
Diventarono molto amici e ogni giorno si incontravano e si divertivano insieme.</p>
<div id="attachment_29" class="wp-caption alignright" style="width: 360px"><img class="size-full wp-image-29" title="Il bambino con il pigiama a righe (film)" src="http://scuole.portaleragazzi.it/paolouccello-2b/files/il-bambino-con-il-pigiama-a-righe-immagine.gif" alt="La locandina del film" width="350" height="500" /><p class="wp-caption-text">La locandina del film</p></div>
<p>Dopo circa un anno la madre di Bruno si accorge del lavoro orribile del marito e quindi decide di riportare i figli a Berlino.<br />
Bruno non voleva abbandonare il suo amico, ma la mamma non cambiò idea. Allora i due bambini organizzarono un incontro all&#8217;interno del campo. Shmuel procurò a Bruno un pigiama a righe, scavarono una buca e Bruno passò sotto il reticolato. Ad un certo punto i soldati riunirono tutti in una stanza, la riempirono di gas e tutti morirono soffocati. La sera, non vedendo tornare a casa Bruno, i genitori si allarmarono e andarono a cercarlo, ma ormai lui non c&#8217;era più. Dopo qualche giorno ritrovarono i vestiti accanto al recinto e capirono tutto.<br />
Questa storia è accaduta veramente e speriamo non succeda più.<br />
Questo libro ci fa capire che a causa del RAZZISMO, per religioni e colore della pelle diversi, l&#8217;uomo è spinto a disprezzare gli altri, arrivando persino ad uccidere.<br />
Purtroppo a causa del razzismo e dell&#8217;egoismo l&#8217;uomo continua a disprezzare persone &#8220;diverse&#8221;. Vorremmo che leggendo questo libro le persone capissero che siamo tutti uguali e ci dobbiamo rispettare l&#8217;uno con l&#8217;altro.<br />
Questo libro è ispirato al &#8220;27 gennaio 1945&#8243; quando il campo di sterminio di Auschwitz fu liberato dalle truppe sovietiche.<br />
Questa data è ricordata come &#8220;Il Giorno della Memoria&#8221; appunto per ricordare la liberazione degli ebrei.<br />
<em>A cura di Eleonora e Denise</em></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Un minuto per Dante Alighieri</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Jan 2010 17:16:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Classe Seconda B</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da circa due mesi abbiamo cominciato un progetto per conoscere e approfondire
Dante Alighieri e la Divina Commedia, con il professor Mazzoni e la professoressa Cassai.
Questo progetto lo portiamo avanti tutti i sabati assieme alla classe 2^C e un martedì ci siamo riuniti con la 2^D. Proprio quel giorno è venuto un professore di matematica delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-20" title="Disegno del mondo come lo immaginavano Dante Alighieri e gli uomini del suo tempo" src="http://scuole.portaleragazzi.it/paolouccello-2b/files/dante.gif" alt="Disegno del mondo come lo immaginavano Dante Alighieri e gli uomini del suo tempo" width="332" height="400" />Da circa due mesi abbiamo cominciato un progetto per conoscere e approfondire<br />
Dante Alighieri e la Divina Commedia, con il professor Mazzoni e la professoressa Cassai.<br />
Questo progetto lo portiamo avanti tutti i sabati assieme alla classe 2^C e un martedì ci siamo riuniti con la 2^D. Proprio quel giorno è venuto un professore di matematica delle scuole superiori molto appassionato alla Divina Commedia e a Dante Alighieri, pensate che ha imparato i versi di quest’opera a memoria e riesce a recitarli perfettamente. Questo professore si chiama Riccardo Pratesi, è molto buffo e quando ci ha recitato alcuni versi della Divina Commedia a memoria noi siamo rimasti a bocca aperta. L’opera di Dante è composta da 100 canti, con oltre 13.000 versi, e il professore è riuscito ad impararne addirittura 40&#8230;<br />
Il professor Riccardo da tanto tempo possiede una “piccola” Divina Commedia che tiene nella tasca della camicia, ed essa è vecchia e tutta rotta.<br />
Questo professore ci ha disegnato e spiegato il mondo come lo immaginavano Dante Alighieri e gli uomini del suo tempo e se lo immaginavano con più acqua e meno terra. Dante pensava che il mondo finisse alle colonne di Ercole, e le persone non sapevano che esistessero le Americhe e l’Oceania e i confini del mondo di allora erano le colonne d’Ercole, il fiume indiano di nome Gange, il Tropico del Cancro e Gerusalemme.<br />
La professoressa Cassai scattava delle foto a noi e al professore di matematica mentre recitava alcuni dei canti che lui ha imparato a memoria.<br />
Quando è suonata la campanella, noi avevamo un’altra materia e il professore doveva andare via. Ci è dispiaciuto molto perché c’eravamo incantati ad ascoltarlo mentre recitava, eravamo molto interessati a scoprire l’importanza di questo capolavoro letterario&#8230;  E&#8217; stato bellissimo!!!</p>
<p><em>di Caterina, Asia, Zakaria II B</em></p>
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		<title>Eccoci: la classe II B!</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Jan 2010 15:31:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Classe Seconda B</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>

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		<description><![CDATA[Siamo una classe molto spiritosa e, anche se non lo  ammettiamo, molto confusionaria; con questo discorso  i nostri prof. avrebbero già capito&#8230; siamo la 2^B della scuola media “Paolo Uccello”, che, nonostante si trovi a Firenze (città d’arte), è completamente negata in Educazione Artistica (sappiamo disegnare ma in  quanto a studio&#8230;).
Sembriamo molto simpatici e carini, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-9" title="Foto di classe" src="http://scuole.portaleragazzi.it/paolouccello-2b/files/presentazione.gif" alt="Foto di classe" width="400" height="231" />Siamo una classe molto spiritosa e, anche se non lo  ammettiamo, molto confusionaria; con questo discorso  i nostri prof. avrebbero già capito&#8230; siamo la 2^B della scuola media “Paolo Uccello”, che, nonostante si trovi a Firenze (città d’arte), è completamente negata in Educazione Artistica (sappiamo disegnare ma in  quanto a studio&#8230;).<br />
Sembriamo molto simpatici e carini, ma in realtà ne sappiamo una più del diavolo!!!<br />
Entrando nella nostra classe (“lasciate ogni speranza o voi che entrate”), sembra di essere in un film dell’orrore&#8230; La nostra aula si trova infatti nel luogo più isolato della scuola e sta cadendo a pezzi!!<br />
Vista da fuori sembra una prigione (con le sbarre alle finestre), ma dentro è ancora peggio!!<br />
La classe è formata da 24 ragazzi, tra cui geni (incompresi), sciocchini e “pazzi”. I professori che ci conoscono dicono sempre che è una brava classe, ma poi stranamente escono tutti con le mani tra i capelli!<br />
C’è chi dice che chiacchieriamo un po&#8217; troppo, non studiamo e in parte è vero!<br />
Però tutti questi “criticoni” sono troppo esagerati non siamo così male in fondo: siamo ragazzi simpatici anche se monelli!<br />
La parte della giornata che preferiamo è la ricreazione (naturalmente) anche se è molto breve&#8230; Quando i prof. ci propongono di fare qualcosa che ci permette di uscire dall’aula, ci eccitiamo molto, ma quando ci portano a guardare film noiosi, con i prof. che dicono: ”E&#8217; un film appassionante, avventuroso&#8230;” e poi è sempre il solito film, ci addormentiamo in un batter d’occhio!<br />
Molti di noi, (compreso il prof. di lettere) pensano che l’unica cosa che sappiamo fare bene è chiacchierare: qualcuno di noi durante le lezioni vive addirittura sulle nuvole (ne sapete qualcosa Samu e Pippo?)!!<br />
Insomma&#8230; Saremo anche una classe piena di difetti, ma nessuno ci può battere!</p>
<p><strong>La nostra scuola</strong></p>
<p>La nostra scuola si chiama “Paolo Uccello”, un famoso artista del Rinascimento fiorentino. Unito alla scuola c&#8217;è il centro Gandhi dove i ragazzi non italofoni approfondiscono l’italiano. La scuola è naturalmente formata dalle aule e dai laboratori dove si studiano le materie come in tutti gli altri istituti.  La scuola esiste da molti anni, ci andavano persino i nostri genitori, ma  non ha la piscina, anche se a noi piacerebbe averla. La scuola ha due piani, il terreno e il primo e soprattutto al pian terreno i bagni non sono in buone  condizioni. Anche se è “vecchia” ha dei lati positivi: il principale è che ci sono dei corsi pomeridiani in cui si impara divertendosi. Quest&#8217;anno la scuola è stata modernizzata un po’ mettendo in tre aule le lavagne interattive: due sono nelle classi, l’altra è a disposizione di tutti gli alunni della scuola e in questo momento la stiamo utilizzando noi. Quando l&#8217;usiamo rimaniamo affascinati e sorpresi.<br />
La nostra giornata scolastica è composta da cinque ore, dal lunedì al sabato, però il sabato è una “palla” alzarci, infatti siamo meno attivi.<br />
Le aule della scuola non sono particolarmente belle e solo alcune spaziose. In alcune classi ci sono più alunni e in altre meno, la nostra classe è poco spaziosa, infatti ci ritroviamo come “sardine” in una scatola. Nella scuola c’ è l’ aula di scienze, dove troviamo la vetreria per fare gli esperimenti e il nostro “amico” scheletro Ugo, naturalmente finto. Ci sono due aule di informatica dove possiamo lavorare al computer e navigare su internet con i professori. Ci sono anche due proiettori che servono per ingrandire le immagini del computer. Abbiamo anche una palestra molto grande con due spogliatoi, uno per le femmine e uno per i maschi, tanti palloni da basket e pallavolo e naturalmente anche i canestri e la rete.<br />
Nella scuola si studiano due  lingue straniere, l’inglese e il francese, e oltre a imparare la grammatica, ci occupiamo anche della cultura di quei paesi. La materia che tutti preferiscono è “l’educazione allo sfogo”, nuovo nome dato da qualcuno di noi, alla ricreazione, che purtroppo dura solo un quarto d’ora, anche se possiamo chiacchierare un po’ durante il cambio dell’ora con il compagno di banco.</p>
<p><em>2^ B 4ever!!!!!!!!</em></p>
<p>Per  ulteriori informazioni:  <a title="Sito internet dell'IC Ghandi" href="http://www.icsgandhifirenze.altervista.org/" target="_blank">http://www.icsgandhifirenze.altervista.org</a>.</p>
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